CONTRO CHI CI AVVELENA CON NOCIVITA’ E ARROGANZA

 CONTRO CHI CI AVVELENA CON NOCIVITA’ E ARROGANZA: L’AUTODIFESA E’ UN DIRITTO!  

DISSENTIAMO dalle affermazioni del Sindaco Nardella e ricordiamo a tutti che non sono MAI esistiti “Comitati sguaiati”.
Da oltre quindici anni comitati cittadini combattono l’Incenerimento dei rifiuti, lavorando sui territori con tutte le modalità di condivisione delle informazioni e mobilitazione della cittadinanza e con tutti i mezzi partecipativi previsti dalle amministrazioni, avvalendosi anche delle vie legali quando necessario (l’udienza del Ricorso al TAR sarà il prossimo 8 Ottobre 2015).
I Comitati si sono guadagnati credibilità e fiducia, e non si sono mai fatti ingannare da politicanti pronti a nascondersi dietro i tecnici di quelle stesse società che incassano i profitti dagli Inceneritori.
Pertanto non cadremo nel gioco della divisione tra buoni e cattivi, tentato dal sindaco Nardella con una strategia vecchia quanto l’incenerimento: dialogare con “i buoni” per chiuderli in un fantomatico “comitato di controllo”, mentre si costruisce l’inceneritore ed intanto screditare agli occhi di tutti “gli sguaiati” che affermano ancora che “incenerire è = morire”.
Non vediamo buoni e cattivi, ma ci sono abitanti e lavoratori che organizzano il proprio diritto all’autodifesa con forme diverse a seconda del momento e dell’arroganza dei decisori pubblici.

Ancora oggi ci troviamo a contrastare le decisioni di chi presenta un progetto vecchio di vent’anni, in un area già fortemente inquinata mettendo a rischio la salute e il futuro.
Se davvero si vuole un confronto sulle Alternative già praticate in ampi e vari contesti internazionali, se davvero VOGLIONO ascoltare le proposte dei cittadini per un futuro sostenibile, allora si SOSPENDA SUBITO la conferenza dei servizi del 06 Agosto e l’autorizzazione all’Inceneritore.
Non sono discutibili le false compensazioni, come un boschetto incastrato fra un autostrada, un mega aeroporto, un mega inceneritore, che dovrebbe “mitigare” diossina, mercurio, cadmio e tumori(??).
Queste sono favole a cui non crede più nessuno, smentite dai dati scientifici e rappresentano una inaccettabile offesa all’intelligenza.
Se amministrazioni, Quadrifoglio ed Hera, andranno avanti con queste opere costose e nocive, sapremo esercitare il nostro diritto ad autodifendere il territorio, la salute, il lavoro da chi ruba e avvelena il futuro di Firenze e la sua Piana.

La mobilitazione continua:

- GIOVEDì 30 LUGLIO, a Sesto Fiorentino in p.zza Vittorio veneto – ore 21,15 – assemblea pubblica;

- GIOVEDì 06 AGOSTO, a Firenze in via Mercadante 42 – ore 8.30 – presidio contro la Conferenza dei Servizi che potrebbe dare il via definitivo!

NO AEROPORTO – NO INCENERITORI
FERMARLI È POSSIBILE – FERMARLI TOCCA A TE!
Assemblea per la Piana contro le Nocività 

Manifestazione La libertà è la nostra “fortezza”

Pagina facebook: Unite in rete – Firenze

Siamo indignate ed esterrefatte dalla lettura delle motivazioni della sentenza di assoluzione dei sei imputati (Lorenzo Lepori, Riccardo Mechi, Leonardo Nazzereno Victorion, Niccolò De Angelis, Francesco Michelotti, Lorenzo Riccò) per lo stupro della Fortezza. I giudici devono aver confuso i fogli con quelli di una sentenza emessa nell’Ottocento, perché stentiamo a credere che nel 2015 sia anche solo pensabile che la responsabilità di uno stupro ricada su chi lo subisce.

Le sentenze si rispettano, ma abbiamo la sensazione che più che al rispetto della legge i giudici si siano rifatti ad un’idea antica e maschilista di moralità che ci riporta culturalmente indietro di decenni. Ad essere giudicata è stata la vita di una persona e non il reato commesso, del quale, a questo punto, è la vittima l’unica responsabile e il fatto che non sia stata resa giustizia l’unica certezza.

Saremo presenti ed invitiamo a partecipare alla Manifestazione La libertà è la nostra “fortezza” che ci sarà il 28 luglio alle ore 21, Fortezza da basso, a Firenze.

Di seguito il testo della convocazione:

Ci riprendiamo la Fortezza perché

- le motivazioni della sentenza di Firenze sono inaccettabili;
- questa sentenza ha leso l’autodeterminazione di tutte le donne;
- il processo è stato fatto alla ragazza e alla sua vita;
- vogliamo sapere perché la procura generale non ha fatto ricorso facendo scadere i termini.

Riaffermiamo la nostra libertà: siano processati i violenti e non le vittime!

Non vogliamo essere giudicate per come ci vestiamo, per il nostro orientamento sessuale e i nostri comportamenti.

Troviamoci martedì 28 luglio alle 21,00 all’ingresso principale della Fortezza da Basso in piazza Bambine e Bambini di Beslan, Firenze.

Hanno promosso e aderito:

Unite in rete, Artemisia, TOSCA – Coordinamento toscano centri antiviolenza, Di.Re., Libere tutte Firenze, Il Giardino dei Ciliegi, Collettivo DeGenerate, Azione gay e lesbica, IREOS, Libreria delle donne, Associazione Fiesolana 2b, Intersexioni, ARCI Firenze e Toscana, Rete Genitori Rainbow, Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo, Coordinamento donne CGIL Firenze e Toscana, LeMusiquorum, Gruppo DDD, Laboratorio per la laicità, Rete donne SEL, Gruppo consiliare Firenze Riparte a Sinistra, on. Marisa Nicchi, sen. Alessia Petraglia, Daniela Lastri.

Altre adesioni

Arcilesbica Firenze, Crs, Corrente alternata, Coltiviamo Cultura in Genere, Nuove Generazioni su Orme Radio, Resistenza Femminista, Pasionaria.it, COSPE, Mi diras Nur progetto contro la violenza dell’Associazione Mahila, Khadija Cirafici, Centro AntiViolenza Associazione “donne insieme valdelsa”, colle val d elsa (SI), Comitato Territoriale ARCIGAY Leonardo Da Vinci di Grosseto, Nosotras Onlus, Associazione Progetto Arcobaleno Onlus, Lei disse sì, Il Gruppo – Siena,  Associazione Periferie al Centro Onlus – Fuori Binario

Cristina Obber, Barbara Bonomi Romagnoli, Maria Luisa Boccia  Aglaia Viviani, Donatella Golini, Laura Gaspari, Elisabetta Togni Dalla Torre ,Farideh Karamloui  , Simona Sforza, Daniella Vangieri, Monica Sgherri, Papi Buzz, Alessandra Giannini Luca Sparnacci, Evelina Visani, Francesca Pontani, Mirella Sarti, Roberta Montanari, Paola Borsoi, Maddalena Robustelli, Francesca Moccagatta, Adriana Nannicini  Rita Murgia , Gianna Massari Michelotti , Debora Mastronardi, Albalisa Sampieri, Bia Sarasini,

Sindacato Cobas quadrifoglio, Filcams Cgil Grosseto, Coordinamento donne Fisac Firenze, Federazioni Lavoratori della Conoscenza di Firenze (FLC CGIL), coordinamento Donne Filt Cgil

L’Altra Europa con Tsipras – comitato Fiorentino, Sì Toscana a Sinistra, Retedem -PD Toscana, Eleonora Forenza gruppo GUE/NGL, Comitati Possibile Firenze

Le adesioni sono aperte.

Inviate la mail di adesione a uniteinrete@gmail.com

Se vi fa piacere preparate cartelli e striscioni con le parole del testo e portate una pila.

La Comunità di Base delle Piagge

Nella notte del 21 luglio la Comunità di Base delle Piagge ancora una volta ha subito un atto di violenza e vandalismo.

Sono stati rubati uno dei furgoni utilizzati per le attività di riciclaggio della cooperativa Il Cerro, l’auto privata di Alessandro Santoro prete, ed è stato portato via il distributore delle bevande del commercio equo e solidale che si trovava all’interno del centro sociale.
Le modalità con cui è stata compiuta questa azione mostrano con evidenza l’intenzione di colpire fortemente la nostra presenza nel quartiere: una finestra del centro sociale sede delle nostre attività è stata divelta, parte della parete è stata spaccata, gli armadi all’interno del centro sono stati aperti e svuotati sul pavimento, provocando ulteriori danni.
Pensiamo che un’azione di questo tipo svolta nel cuore della notte non possa essere passata inosservata, e ci addolora ulteriormente l’idea che la paura possa aver portato al silenzio.
Nonostante la fatica e lo scoraggiamento che queste situazioni provocano, la Comunità continuerà nel proprio impegno per l’accoglienza, l’apertura e il suo lavoro sul territorio.
In questo momento la solidarietà che chiediamo è quella della vicinanza e della compagnia.
Invitiamo chi vuole farsi vicino a questa storia a venire a trovarci, per esempio sabato 25 luglio al mercato Solidale dell’Usato dalle 9 alle 13 o domenica mattina prima, durante o dopo la celebrazione delle 10:30, o in qualsiasi altro momento della settimana.
La Comunità di Base delle Piagge

I ladri fanno razzia al centro sociale delle Piagge: rubata anche la macchina di don Santoro - Firenze – Repubblica.it

Solidarietà alla Comunità di Base delle Piagge

L’Italia deve riconoscere le coppie gay, secondo la corte europea dei diritti umani

La corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per aver violato i diritti dei gay e ha stabilito che dovrà introdurre il riconoscimento legale per le coppie omosessuali. Secondo una sentenza del tribunale di Strasburgo, l’Italia ha violato l’articolo 8 della convenzione europea dei diritti umani sul diritto al rispetto per la vita privata e familiare.

“La corte ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile”, si legge in una nota della corte.

Il caso era stato sollevato da tre coppie omosessuali, guidate da Enrico Oliari, presidente dell’associazione Gaylib, che hanno fatto ricorso a Strasburgo contro l’impossibilità di vedersi riconoscere l’unione in patria.

da internazionale

Per non dimentiCarlo 20/07/2001 – 20/07/2015

CARLO GIULIANI (20 LUGLIO 2001)

Nell’ambito delle manifestazioni organizzate dal Genoa Social Forum contro il vertice dei G8 il corteo dei disobbedienti proveniente dallo stadio Carlini viene più volte caricato dai Carabinieri e polizia mentre si trova in via Tolemaide, in un percorso autorizzato ad oltre trecento metri dal limite convenuto.
Durante le cariche, giudicate da moltissimi testimoni di una violenza inaudita quanto ingiustificata oltre ai gas lacrimogeni e ai getti d’acqua urticante vengono sparati anche numerosi colpi di arma da fuoco.
E’ difficile fuggire, con un corteo di diecimila persone che preme alle spalle: chi cade viene colpito da tre, quattro, anche cinque agenti per volta. I manifestanti iniziano forme di resistenza tentando di creare barricate. Un gruppo, vedendosi aggredito anche dalle vie laterali, cerca di creare al corteo una via di uscita seguendo un plotone di carabinieri che si ritira, protetto da due camionette, verso piazza Alimonda. Una delle camionette si ferma, inspiegabilmente, contro un cassonetto, dal finestrino posteriore spunta una pistola. La maggior parte dei manifestanti fugge; la pistola in un primo momento prende di mira un giovane che si china e scappa, quindi si rivolge verso Carlo che, sopraggiunto, ha raccolto un estintore vuoto ai suoi piedi.
Quando Carlo alza le braccia la pistola spara due volte: il primo colpo lo raggiunge in pieno viso; dopo il secondo colpo la camionetta è in retromarcia e passa – nonostante le urla di avvertimento dei presenti – con la ruota posteriore sinistra sul suo corpo che è rotolato in avanti; quindi, ripassando sul corpo, la camionetta si allontana per via Caffa, al di là delle forze di polizia schierate che hanno assistito al fatto senza intervenire.

Per i fatti di Piazza Alimonda non c’è mai stato un processo.

Il 5 maggio 2003 la GIP Elena Daloiso decide per l’archiviazione delle indagini, non solo in nome della legittima difesa, come aveva chiesto il PM Silvio Franz, ma anche per “uso legittimo delle armi in manifestazione”.

 

Per non dimentiCarlo 20/07/2001 – 20/07/2015 | Acad onlus
http://www.acaditalia.it/2015/07/a-14-anni-da-piazza-alimonda-per-non-dimenticarlo/

SAN ROSSORE DI VERGOGNA

SAN ROSSORE DI VERGOGNA.

DALLA FIRMA DELLE LEGGI RAZZIALI AI CONTAINER PER L’ACCOGLIENZA DEI RICHIEDENTI ASILO Questa mattina un gruppo di attivisti di Africa Insieme e Progetto Rebeldìa – accompagnati dal consigliere comunale Francesco Auletta (Una città in Comune- PRC) – ha visitato i tre container installati dalla Croce Rossa a Cascine Nuove all’interno del Parco di San Rossore e predisposti per l’accoglienza di richiedenti asilo.

La nuova tipologia di accoglienza predisposta da Prefettura e Croce Rossa rappresenta una completa violazione dei minimi standard di accoglienza e dignità umana. I container sono stati installati in uno spiazzo verde completamente esposto al sole, con temperature interne che nello scorso fine settimana hanno toccato i 46 gradi. Mancano le docce e la collocazione spaziale non può che richiamare la volontà di esclusione e allontanamento di persone che sono scappate dalla guerra e hanno attraversato il mare in cerca di un futuro migliore.

Si delinea, di nuovo, l’”urbanistica del disprezzo”: luoghi inospitali, isolati e mal collegati con la città, ai quali è possibile accedere solo previa autorizzazione delle istituzioni competenti. Spazi di esclusione la cui gestione è stata affidata alla Croce Rossa, che già durante la precedente esperienza di accoglienza, nei container di via Pietrasantina, ha mostrato le le fortissime lacune e criticità nella gestione di percorsi di integrazione sul territorio.

Quale sono dunque le ragioni e le motivazioni che hanno portato a questa scelta? Più che la volontà di costruire percorsi di inclusione sociale e professionale sul territorio sembra che l’obiettivo sia quello di “controllare, contenere ed escludere” persone colpevoli di essere fuggite dalla loro terra e, dopo un viaggio straziante e interminabile, di aver presentato domanda di protezione internazionale.

Tutto questo avviene poiché l’amministrazione comunale non mette a disposizione nemmeno un metro quadro per fare accoglienza in città. Eppure gli spazi ci sarebbero: dalla progettualità sul Distretto 42 presentata e bocciata in consiglio comunale che prevedeva l’utilizzo di parte degli spazi per l’accoglienza, agli innumerevoli immobili abbandonati da anni in città; dalla struttura di accoglienza di via Garibaldi, chiusa da oltre un anno e mezzo per lavori mai realizzati, agli appartamenti abbandonati di proprietà dell’università.

Invitiamo pertanto il sindaco Filippeschi, l’assessore alle politiche sociali Capuzzi, il presidente della Croce Rossa Cerrai e il prefetto Visconti a trascorrere 24 ore nei container per verificare se possa ritenersi umana e dignitosa un’accoglienza di questo tipo, e richiediamo con forza ed estrema urgenza che entro 48 ore i container vengano smantellati per evitare che, dopo la sottoscrizione delle leggi razziali nel 1938, il Parco di San Rossore diventi teatro di una nuova vergogna.
Africa Insieme / Progetto Rebeldia

INCENERITORE DI FIRENZE: LA BEI APRE UN’ISTRUTTORIA

La Banca Europea degli Investimenti ha aperto un’istruttoria sull’inceneritore di Firenze a seguito delle segnalazioni presentate dai gruppi che si oppongono all’impianto, il Coordinamento Comitati della Piana Firenze, Medicina Democratica Firenze e Mamme No Inceneritore.

«La società Q-tHermo (partecipata da Quadrifoglio spa e Hera spa) designata alla realizzazione dell’inceneritore di Firenze (case Passerini) ha presentato, nel marzo scorso, domanda di un cospicuo finanziamento (80 milioni di euro) alla Banca europea degli investimenti (BEI)  – spiegano i comitati fiorentini – Abbiamo ritenuto di segnalare alla BEI , mediante apposita denuncia, una serie di elementi che, a loro giudizio, dovrebbero portare al rigetto della domanda . La BEI, a seguito delle segnalazione, ha attivato una istruttoria inviando i suoi funzionari a Firenze. I funzionari hanno incontrato rappresentanti delle associazioni e dei comitati e, successivamente, delle amministrazioni interessate , per approfondimenti sulle questioni sollevate nella denuncia».

Di seguito in sintesi , e per il gli aspetti principali , le motivazioni esposte dai comitati:

A) Si è evidenziato che nel testo della domanda di Q.tHermo pubblicata sul sito della BEI sono esposti elementi incompatibili con la documentazione ufficiale. Infatti :
1- non corrisponde al vero che l’impianto sia destinato al trattamento dei soli rifiuti urbani, in regime di monopolio pubblico secondo la normativa interna. Risulta invece che esso è destinato allo smaltimento anche di rifiuti speciali; si è pertanto ritenuto che il finanziamento potrebbe costituire elemento di turbativa alle regole della concorrenza, non consentito dal Trattato sul funzionamento dell’Unione
2 -non corrisponde al vero che l’impianto soddisfi i requisiti della direttiva discariche 1999/31/CE posto che il progetto prevede una produzione di rifiuti pericolosi costituiti da scorie e polveri fino ad un quantitativo di oltre 55.000 tonn./anno , senza dare conto della loro destinazione finale ;
3 -non corrisponde al vero che il progetto “non avrà alcun impatto negativo significativo su tutti i siti natura 2000”, posto che la relazione di incidenza, è stata RINVIATA AD IMPIANTO GIÀ ATTIVATO, in contrasto con l’obbligo di verifica preventiva;
4 -non corrisponde al vero che l’impianto “tratterà solo i rifiuti residui dopo la raccolta separata, il riutilizzo e il riciclaggio” (v. ancora sito BEI). Nella procedura di VIA ed ora anche in quella di AIA, si prevede che siano avviati all’incenerimento anche materiale proveniente dalla raccolta differenziata;
B) È stato inoltre segnalato che
5-il progetto è ’in contrasto con i piani regionali per il risanamento, ambientale (PRAA e PRRM) che prevedono di ridurre la popolazione esposta all’inquinamento atmosferico superiore ai valori limite, mentre la piana Firenze-Prato-Pistoia è dichiarata per l’inquinamento atmosferico zona sottoposta a piani di risanamento proprio per il superamento dei valori limite.
6-la delibera di VIA non esamina le alternative all’incenerimento dei rifiuti come invece previsto dalla legge regionale ( LR. 10/2010 ) , nazionale ( dlg 152/2006) comunitaria (Reg. 850/2004) e dalla una convenzione di Stoccolma adottata dall’unione con decisione 2006/57 CE .
7-Il progetto mette in pericolo le condizioni di salute delle popolazioni della zona e dunque i loro diritti fondamentali alla sicurezza e all’integrità fisica. Pericolosità segnalata anche dalla ASL che chiede, ma a posteriori controlli sullo stato di salute delle popolazioni (si veda “la sorveglianza degli effetti sugli esiti riproduttivi e sull’incidenza dei tumori potenzialmente correlabili alle emissioni del termovalorizzatore nella popolazione residente nell’area di potenziale ricaduta delle emissioni dell’impianto”“un progetto di controllo della contaminazione della catena alimentare etc.
8- la mancata stima degli effetti cumulativi con altri insediamenti previsti (aeroporto e autostrada)
9- appare inoltre dubbia la sua sostenibilità economica per il calo complessivo dei rifiuti urbani prodotti in Toscana e il contemporaneo incremento di raccolta differenziata dei rifiuti urbani ; fatti che stanno portando al sottoutilizzo degli inceneritori attualmente esistenti in Italia,
10-si ritiene che l’impianto sia incompatibile anche nel medio lungo periodo con le politiche dell’Unione protese a promuovere l’economia circolare.

Iniziativa su asili e scuola infanzia – Firenze, 14 luglio ore 21 Parterre

Ciao a tutte e tutti,

è iniziata l’estate e le scuole sono chiuse, ma la situazione continua ad essere calda e bollente non solo in Consiglio comunale per quel che riguarda scuole di ogni ordine e grado.
L’uscita della Giachi di qualche mese fa per tenere aperti gli asili nido fino a sera richiede tutta la nostra attenzione e crediamo sia il caso di giocare in anticipo e non arrivare a settembre con la sorpresa che qualcuno d’agosto in silenzio aveva sistemato le carte per ‘innovare’ il servizio.
Appena la questione è diventata di opinione pubblica è iniziato un interessante e stimolante dibattito su quale sia la migliore posizione da tenere politicamente e sulla validità della proposta.
Noi crediamo che sia imprescindibile dibatterne perchè il tema ha forti connessione con le trasformazioni della nostra società e con il mondo del lavoro.
Avevamo quindi pensato a indire una riunione aperta con famiglie, lavoratori e lavoratrici del mondo dell’istruzione per approfondire di persona la tematica e uscire con delle proposte che non siano solo SI o NO ma che entrino nel merito e nel dettaglio, senza escludere nessuno dal dibattito.

Nel frattempo la poliedrica Giachi ha deciso di annunciare e non smentire la privatizzazione di altri 2 asili nido comunali e di proseguire sulla strada della esternalizzazione delle attività pomeridiane delle scuole dell’infanzia il cui affidamento ai privati avverrà proprio nei giorni prossimi.

Abbiamo fissato quindi una sala al Parterre (Sala Marmi, Piazza Libertà), preferendo la sera sperando che il caldo ci dia una tregua, per il 14 luglio.

Vorremmo che all’evento partecipassero, oltre a voi, cittadini e cittadine: genitori, nonni, insegnanti, educatori, docenti, ecc. e in questo chiediamo il vostro aiuto per diffondere la notizia anche e soprattutto in canali non usuali per evitare di parlarsi tra di noi.
Per diffonderlo tramite Facebook questo è il collegamento all’evento: https://www.facebook.com/events/885010628247872
Fateci sapere che ne pensate e se avete qualche proposta sul taglio e sull’organizzazione da dare alla serata, e iniziate fin da subito a diffondere la voce.

Vi faremo avere a breve un volantino da diffondere per mail.

Tommaso – Giacomo – Donella

Sesto, non inquinare

Articolo 9  di Tomaso Montanari 

10 lug 2015

Sesto, non inquinare.<http://articolo9.blogautore.repubblica.it/2015/07/10/sesto-non-inquinare/>

A Sesto Fiorentino, un comune di 50.000 abitanti alle porte di Firenze, sta andando in scena la crisi della post-democrazia italiana.
Nel maggio del 2014 è stata eletta sindaco Sara Biagiotti, già dimenticabile assessore al turismo del Comune di Firenze e componente del più stretto cerchio magico di Matteo Renzi. Ad un anno di distanza la maggioranza dei consiglieri comunali (compresi otto del suo partito, il Pd) ha presentato una mozione di sfiducia <http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/07/07/news/bufera_sesto_mozione_di_sfiducia_contro_sara_biagiotti-118541629/> : salvo ripensamenti e abiure, il sindaco cadrà e si andrà al commissariamento e alle elezioni.

I giornali fiorentini <http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/15_luglio_07/bufera-comune-sesto-pd-sfiducia-sindaco-biagiotti-a0f258ac-2498-11e5-b87f-5200726ba602.shtml>  hanno parlato di un Renzi furente, e in effetti il Pd toscano ha subito minacciato scomuniche ed espulsioni: «Anche perché la democrazia è fatta di regole e all’interno del nostro partito comportamenti come questi sono espressamente sanzionati»<http://www.gonews.it/2015/07/09/sesto-fiorentino-i-dissidenti-del-pd-abbandonano-in-consiglio-e-fanno-mancare-il-numero-legale/> . Si fa davvero fatica  a comprendere: la procedura seguita dai consiglieri è perfettamente regolare, e la legittimazione democratica di un sindaco non è certo maggiore di quella dei consiglieri eletti con lui nelle stesse urne. E usare le sanzioni di partito per coartare la libertà degli eletti dal popolo è un riflesso condizionato che appartiene al peggio del nostro passato. Un passato chr non passa: perché è sempre più evidente che si scrive Partito della Nazione ma si legge Nazione del Partito. E dunque il punto non è chi abbia ragione e chi abbia torto nel merito, cioè chi stia facendo davvero l’interesse di tutti: il punto è l’affermazione del principio di autorità e di quello di appartenenza.

Ma la cosa veramente interessante di questa storia della provincia italiana, nonché la ragione per cui occuparsene in un blog intitolato all’articolo 9 della Costituzione, è il motivo per cui i consiglieri sfiduciano la Biagiotti. Essi sostengono – a ragione – che la sindaco stia imponendo due infrastrutture di rilevo regionale, ma dalle ricadute pesantissime sull’ambiente e sulla salute dei cittadini di Sesto, e che lo stia facendo non perché convinta della loro bontà, ma semplicemente perché quella era la precisa missione con cui Renzi l’ha inviata a Sesto. Un punto di vista peraltro confermato anche da parte renziana, visto che il sindaco di Firenze Dario Nardella ha appena dichiarato <http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/07/07/news/bufera_sesto_mozione_di_sfiducia_contro_sara_biagiotti-118541629/> : «Sara non è sola. Ha tutte le istituzioni dalla sua parte – ha sottolineato – vada avanti per un progetto di sviluppo per tutta l’area metropolitana che porta occupazione e finalmente ci consente di uscire da polemiche che vanno avanti da trent’anni e da trent’anni tengono congelato il territorio».

Ebbene, queste infrastrutture sono un inceneritore di rifiuti e l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze. Nel primo caso, i Medici per l’Ambiente, sezione di Firenze, e Medicina Democratica di Firenze hanno chiesto di «sospendere sine die, l’iter per la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini, nel Comune di Sesto Fiorentino perché siste una corposa letteratura scientifica prodotta in oltre 40 anni, ribadita dallo studio Moniter del 2007 e ripresa dalla Asl 10 Firenze, in relazione a microinquinanti indicati come più pericolosi tra quelli prodotti dalla combustione dei rifiuti, quali diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti (cadmio, arsenico, berillio, nickel) e polveri ultrafini. La popolazione che vive e/o lavora nei pressi degli inceneritori, anche se di ultima generazione, è esposta ad una maggior incidenza di tumori, ad alterazioni degli esiti riproduttivi umani (maggior incidenza di aborti spontanei, di nati pretermine e di basso peso),a contaminazione della catena alimentare. Dai camini vengono emesse sostanze cancerogene che sono comunque pericolose anche se a basse dosi, anche se entro i limiti di legge, anche per le future generazioni, perché epigenotossiche, cioè trasmissibili da una generazione all’altra. Gli inceneritori producono enormi quantità di scorie, ceneri e fanghi contenenti sostanze cancerogene. Questi rischi sono assolutamente ingiustificati in quanto esistono tecniche di gestione dei rifiuti alternative alla combustione, già ampiamente sperimentate e prive di effetti nocivi».

Il caso, annoso e complesso, dell’assurdo aeroporto di Firenze è invece perfettamente illustrato da questo articolo da Ilaria Agostini <http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/07/08/news/_dieci_cose_da_sapere_sulla_pista_dell_aeroporto_-118618634/>, un’urbanista dell’Università di Bologna, attiva nel laboratorio fiorentino di perUnaltracittà, un articolo riassunto nel seguente cartello (vedi allegato).

E l’inconsistenza della sguaiata risposta  <http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/07/08/news/carrai_aeroporto_perche_si_deve_fare_la_nuova_pista_-118663108/>  del regista dell’operazione aeroporto – Marco Carrai: l’alter ego di Renzi –  dimostra in modo lampante la fondatezza degli argomenti della professoressa Agostini.
A me pare che se, dopo un anno, la maggioranza dei consiglieri comunali ritiene che la sindaco non sia in grado di garantire l’interesse pubblico e il bene comune di Sesto Fiorentino in due casi così sensibili e importanti, quella maggioranza non solo ha il diritto, ma soprattutto ha il dovere, morale e politico, di sfiduciarla.

Perché la democrazia non è la partitocrazia. O, almeno, non ancora del tutto.

Sull’inceneritore di case Passerini, cosa dicono i medici

Sull’inceneritore di case Passerini, cosa dicono i medici

Sull’impatto ambientale e sanitario degli inceneritori esiste una corposa letteratura scientifica prodotta in oltre 40 anni, ribadita dallo studio Moniter del 2007 e ripresa dalla Asl 10 Firenze, in relazione a microinquinanti indicati come più pericolosi tra quelli prodotti dalla combustione dei rifiuti, quali diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti (cadmio, arsenico, berillio, nickel) e polveri ultrafini.
La popolazione che vive e/o lavora nei pressi degli inceneritori, anche se di ultima generazione, è esposta ad una maggior incidenza di tumori, ad alterazioni degli esiti riproduttivi umani (maggior incidenza di aborti spontanei, di nati pretermine e di basso peso),a contaminazione della catena alimentare. Dai camini vengono emesse sostanze cancerogene che sono comunque pericolose anche se a basse dosi, anche se entro i limiti di legge, anche per le future generazioni, perché epigenotossiche, cioè trasmissibili da una generazione all’altra. Gli inceneritori producono enormi quantità di scorie, ceneri e fanghi contenenti sostanze cancerogene.
Questi rischi sono assolutamente ingiustificati in quanto esistono tecniche di gestione dei rifiuti alternative alla combustione, già ampiamente sperimentate e prive di effetti nocivi.
Per tutti questi motivi, nel rispetto della prevenzione primaria, del principio di precauzione, della salute delle attuali e delle future generazioni, chiediamo a codesta  Conferenza dei servizi di sospendere sine die, l’iter per la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini, nel Comune di Sesto Fiorentino.

fonte:PerUnaltracittà