In distribuzione il n.190 Maggio 2017: dove trovare Fuori Binario

In primo piano

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter aquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Nanu G. - Borgo S.Lorenzo – Stazione Campo di Marte
Enzo C. - Coop Via Gioberti
Francesco C. – in Sant’Ambrogio
Cezar T. – P.zza Santo Spirito – Ponte Vecchio
Antonio R. – a Porta Romana, e a Scandicci
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. - Mercato fiori giovedì P.zza Repubblica – Feltrinelli Cerretani
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica
Mihai V.
 – Scandicci Poste – Ospedale Torregalli
Jon P. – P.zza SS Annunziata -
Stefan J. - Esselunga Masaccio
Mures T. - S. Spirito
Ionita R.- Coop Via Milanesi
Maria Raffaila 
- Coop Gavinana
Berisa Sabit 
- Zona Novoli tribunale
Jason Grugan - 
Pistoia
Anna Vogliazzo 
- Pistoia

[vedi su googlemaps]

PER LA PACE E I DIRITTI

 

Le realtà associative e di movimento che promuovono l’iniziativa “Pace e diritti” intendono mettere in evidenza l’intreccio delle varie tematiche su cui esse si impegnano quotidianamente con la questione centrale della pace.

Sono infatti fattori di guerra la ricchezza e il potere nelle mani di pochi, gli attacchi durissimi alla dignità del lavoro, lo sfruttamento illimitato delle risorse, il disprezzo della dignità umana e della democrazia (messa in crisi dal dominio ormai senza limiti del mercato e delle grandi potenze finanziarie), la crescita, in Europa e nel mondo, di regimi fondamentalisti e fascisti. Chi detiene il potere si appropria senza scrupoli di beni che appartengono all’umanità e mette in atto una scriteriata distruzione dell’ambiente globale. Dilagano guerre e azioni terroristiche, che si alimentano a vicenda attraverso una spirale perversa e che provocano morte e distruzione fra la popolazione civile, sostenute dalle immense risorse impiegate per la ricerca, la produzione ed il commercio di armi sempre più distruttive (mentre la follia degli ordigni nucleari costituisce una minaccia costante per l’intero pianeta).

Invece di superare le frontiere in nome di un unico comune destino, l’umanità rischia di naufragare, soffocata dai nazionalismi, dai settarismi, dal sessismo e dal razzismo.

 

Non possiamo stare a guardare.

Mobilitiamoci per una società democratica, che rispetti la dignità umana e del sistema dei viventi.

Firenze, la “citta’ aperta” del Social Forum, deve tornare a far sentire la sua voce, attraverso tutti/e coloro che lottano per la pace e i diritti.

Riteniamo che un’azione per la pace comporti, in un cammino coerentemente progressivo:

 

  • l’attuazione integrale della Costituzione ed il pieno rispetto dell’art.11 – “che ripudia la guerra” -,
  • la democratizzazione delle Nazioni Unite e la riaffermazione della universalità dei diritti umani,
  • lo scioglimento della NATO, strumento di aggressione e non di difesa, e lo smantellamento del complesso politico-militare-industriale ad essa connesso,
  • la riduzione delle spese militari e la riconversione dell’industria degli armamenti,
  • la cessazione immediata della vendita di armi a paesi in guerra o non rispettosi dei diritti umani,
  • il disarmo nucleare totale, secondo la recente proposta dell’assemblea dell’ONU,
  • la difesa e la valorizzazione dell’ambiente, lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili, la dismissione delle centrali nucleari a livello europeo e mondiale, l’economia a rifiuti zero,
  • la prevenzione e la mitigazione degli effetti del mutamento climatico,
  • il sostegno a un agricoltura che rispetti la salute e l’ambiente,
  • l’uso razionale e democratico dell’acqua,
  • la solidarietà piena e attivamente operante alle lotte dei popoli resistenti (Curdi, Palestinesi, Saharawi).
  • il rispetto della dignità umana e del diritto internazionale in tema di immigrazione ed il pieno riconoscimento del diritto di asilo, così come indicato dall’art. 10 della Costituzione,
  • l’attuazione di corridoi umanitari subito per l’ingresso legale dei profughi/delle profughe sul suolo europeo e l’annullamento degli accordi indecenti con la Turchia e con la Libia,
  • la lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione, all’evasione fiscale,
  • il rispetto della dignità del lavoro e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici,
  • la lotta alle discriminazioni di genere ed il contrasto alla violenza maschile sulle donne,
  • l’affermazione della scuola pubblica e laica, per la formazione di cittadini/e consapevoli, e dotati/e di spirito critico, e per la realizzazione di una società interculturale,
  • il netto contrasto ai trattati internazionali (TTIP, CETA) che avvantaggiano le multinazionali a danno dei diritti, dell’ambiente, della democrazia.

 

Recentemente, a contribuire allo sviluppo di un clima di intolleranza nel Paese, vi sono stati due decreti governativi, poi trasformati in legge, – i decreti Minniti-Orlando –, che restringono i diritti dei/delle richiedenti asilo ed aumentano i poteri dei sindaci al fine di respingere, in nome del cosiddetto “decoro urbano”, chi vive in condizioni di emarginazione, ed è attualmente in discussione in Parlamento una normativa, già approvata alla Camera, che accresce le possibilità di usare le armi per legittima difesa, dando così in diversi casi “licenza di uccidere”.

Si tratta di provvedimenti che contrastano con quanto sosteniamo in nome della convivenza pacifica e civile. Riteniamo che debbano essere ritirati (e non approvati definitivamente nel caso di quello riguardante l’uso delle armi) e che debba essere invece, in tempi brevi, approvata la legge sulla cittadinanza basata sullo “jus soli” e sostituita, finalmente, la normativa sull’immigrazione denominata Bossi-Fini, che già tanti danni ha provocato.

 

La manifestazione “Pace e diritti” vuole essere una tappa per la ricostruzione di un forte movimento pacifista, all’altezza, come partecipazione, di quello dei primi anni 2000 (la 2^ potenza mondiale, secondo la definizione del “New York Times”) e in grado, questa volta, di bloccare davvero la folle corsa verso il baratro intrapresa dalle potenze mondiali – primi fra tutti gli Stati Uniti di Trump -. Con l’auspicio che, come segno di tale rinascita, “fioriscano” di nuovo sui balconi della nostra città, e non solo, le bandiere “arcobaleno”, espressioni della volontà popolare di PACE!

 

Case cantoniere, stazioni, masserie abbandonate…..

Case cantoniere, stazioni, masserie abbandonate: cento immobili gratis

agli under 40 lungo le vie del cicloturismo

 

Il Demanio studia la concessione gratuita disposta dall’Art bonus per far rivivere le strutture in nome del “turismo lento”: si trovano lungo i percorsi ciclopedonali e religiosi dello Stivale

Dopo i fari, il Demanio punta al recupero di vecchie case cantoniere, locande, masserie, ostelli, ma anche piccole stazioni, caselli idraulici, ex edifici scolastici, torri, palazzi storici, monasteri e antichi castelli: oltre 100 immobili pubblici (43 gestiti dall’Agenzia del Demanio, 50 degli Enti territoriali e 10 di Anas), da rimettere a lucido per diventare strutture turistiche – siano essi punti ristoro, alberghi o ciclofficine – lungo percorsi da svolgere rigorosamente “lentamente”, a piedi o in bicicletta.


E’ il progetto Valore Paese – Cammini e Percorsi, presentato dell’Agenzia del Demanio con Mibact e Mit e che riguarda le strutture dislocate lungo gli itinerari storico-religiosi e i percorsi ciclopedonali da Nord a Sud dello Stivale.

 

Il progetto – che fa parte del Piano Strategico del Turismo e del Piano Straordinario della Mobilità turistica – prevede il coinvolgimento di operatori privati o imprese, cooperative e associazioni composte in prevalenza da giovani under 40 che ammoderneranno le strutture coinvolte, prevalentemente in disuso (se non in stato di abbandono) e situate lungo la Via Appia, la Via Francigena, il Cammino di Francesco, il Cammino di San Benedetto e le ciclovie Vento, Sole e Acqua (Acquedotto Pugliese).

Entro l’estate il Demanio dovrà pubblicare gare per dare in concessione gratuita (9 + 9 anni “Dopo il 2017, il progetto sarà replicato anche nel 2018 e nel 2019, sempre dando in concessione 100 immobili ogni anno. Dal Mibact inoltre arriveranno 3 milioni di euro (attraverso 4 bandi) per fornire un tutoraggio alle start up che parteciperanno al progetto e accompagnarle nei primi 2 anni di vita.

Fonte: Repubblica.IT

Riciclare per fini sociali, non privatizzare, è legge!

Autore: Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
L’articolo 26 comma 1 bis della legge “Sblocca Italia” è frutto di un emendamento proposto dall’Unione Inquilini e afferma che i comuni prima di procedere alla valorizzazione o meglio alla privatizzazione del demanio civile e militare, devono valutarne l’utilizzo ai fini di edilizia residenziale pubblica, anche attraverso il recupero e l’autorecupero per assegnarli a famiglie in graduatoria e/o con sfratto per morosità incolpevole. Rilanciamo la battaglia affinché i Comuni applichino questa legge.

Sabato 13 maggio 2017 dalle ore 9.30 a Firenze, sala Arci, Piazza dei Ciompi 11, si svolge un Workshop promosso dall’Unione Inquilini dal titolo: “Case popolari come? Con l’utilizzo degli immobili del demanio civile e militare.” Lo prevede il comma 1 bis dell’articolo 26 della legge 164/2014 definita “Sblocca Italia”. L’Unione Inquilini in occasione dell’iter parlamentare della legge scrisse e propose un emendamento che è diventato proprio questo comma.

Con questo comma si dispone che i comuni nella valorizzazione degli immobili pubblici inutilizzati del demanio civile e militare devono “prioritariamente” valutare l’utilizzo dell’immobile ai fini di edilizia residenziale pubblica, per assegnarlo a famiglie in graduatoria e/o famiglie con sfratto per morosità incolpevole, attraverso il recupero o l’autorecupero.

Si tratta di una proposta strategica e di valorizzazione sociale degli immobili pubblici inutilizzati che intendiamo far diventare una possibilità efficace per affrontare concretamente la precarietà abitativa nel nostro Paese, senza produrre cementificazione del territorio e a costi bassi, come avvenuto in esperienze a Bari e, recentemente, a Cuneo dopo due anni di iniziative dell’Unione Inquilini locale.

Per questi motivi, nonché per dare impulso a quanto previsto dal citato comma 1 bis e farlo diventare un elemento qualificante di politiche abitative nazionali e locali,

l’Unione Inquilini ha promosso un Workshop nazionale che si terrà a Firenze

Sabato 13 maggio 2017 a partire dalle ore 9.30 presso la sala Arci di Piazza dei Ciompi 11.

Il Workshop vedrà una partecipazione qualificatissima di amministratori, parlamentari,

esperti e ricercatori, di caratura nazionale.

 

il Cimitero degli Inglesi rifiorito grazie ai Rom

Firenze, il Cimitero degli Inglesi rifiorito grazie ai Rom

Suora guardiana ha dato loro ‘in cambio’ lezioni italiano

FIRENZE -Il cimitero degli Inglesi di Firenze trasformato in un’isola di iris grazie a due famiglie di giovani rom ‘in cambio’ di lezioni di italiano’. Protagonisti del progetto, che ha cambiato il volto del celebre spazio monumentale funebre nel capoluogo toscano, vicinissimo al centro storico lungo i viali di circonvallazione, la suora e custode del luogo, Julia Halloway, ed una famiglia rom, Daniel e la moglie Diangana, con la sorella e la cugina Maria e Marcela. “Si è trattato sia di insegnare loro l’italiano che di inserirli in attività di tipo professionale, per fare in modo di avvicinarli al mondo del lavoro – spiega Halloway, da tanti anni ‘guardiana’ del cimitero – ma sono stati bravissimi e rapidissimi nell’apprendere la lingua, e con la loro opera hanno cambiato la faccia del cimitero”. In pratica, le ragazze si sono occupate del giardinaggio, piantando tanti iris che hanno reso letteralmente viola l’intero spazio. Mentre Daniel, che è apprendista restauratore, ha rimesso a posto circa 60 tombe ed altri arredi di pietra rimasti danneggiati durante i vari eventi di maltempo che hanno funestato Firenze negli ultimi anni. “Questi ragazzi hanno fatto miracoli – ha commentato la presidente del cimitero Francesca Paoletti – non solo grazie a Daniel il cimitero che era a pezzi, è tornato bello come prima; ma adesso questo luogo assomiglia più a un’isola di fiori che a un’isola di tombe”. 

fonte: Ansa Viaggi Art – Toscana

Revocato dalla Regione l’incontro con Lealtà Azione – Progetto Dinamo

Nessuno ne conosceva la provenienza!!!?

Fuori i Nazifascisti di Lealtà Azione/Progetto Dinamo da Firenze!

DI FIRENZE ANTIFASCISTA 3 MAGGIO 2017

Ci risiamo: venerdì 5 maggio il Consiglio Regionale ospita in via Cavour 4 l’ennesima iniziativa pseudoculturale sponsorizzata da Jacopo Alberti della Lega Nord, in collaborazione con Progetto Firenze Dinamo e il suo presidente Domenico Del Nero. A questi si aggiunge per l’occasione Identità Europea, sigla promossa da Franco Cardini “affinché la civiltà cristiana torni ad essere riconosciuta come la fondamentale base della civiltà e della vita associata del nostro continente”.

L’apparente neutralità dell’iniziativa e le presenze “prestigiose” non ci traggono certo in inganno sulla natura dei promotori: Progetto Firenze Dinamo è una sigla utilizzata dai nazisti di Lealtà Azione Firenze.

Lealtà Azione rappresenta il nodo italiano della rete internazionale Hammerskin, nata negli anni ’80 a seguito di una scissione con il Ku Klux Klan. Si tratta di fanatici razzisti che credono nella supremazia della razza bianca, con ramificazioni in diversi Stati USA e paesi europei. La anti-defamation league li ha definiti il gruppo neonazista più organizzato e violento degli USA, e i suoi membri hanno commesso numerosi crimini a sfondo razzista. I militanti europei si definiscono “nuovi cavalieri di un medioevo post moderno, crociati schierati in difesa dell’Europa bianca”.

In Italia, questa realtà, che trova principalmente in Lombardia la sua base di militanti, è stata promotrice di raduni e concerti anche a carattere internazionale, con delegazioni naziste da mezza Europa ed esponenti del Ku Klux Klan USA. I suoi membri si sono resi responsabili negli anni di numerose aggressioni armate ai danni di militanti di sinistra.

Il 25 aprile commemorano al cimitero monumentale di Milano i caduti della RSI e dei volontari italiani SS con una sfilata in stile militare e sfoggio di bandiere e saluti romani. Quest’anno gli è andata male visto che la reazione degli Antifascisti ha impedito di ripetere l’orrenda parata prima forzando le autorità a vietarla e poi presidiando in massa il cimitero. Si sono in parte rifatti pochi giorni dopo, nella giornata in cui il ricordo della “vittima” Ramelli diventa l’occasione per cancellare la memoria delle stragi di Stato e della violenza fascista negli anni Settanta. Come per le foibe, hanno sfruttato il revisionismo istituzionale per l’ennesimo sfoggio della solita lugubre paccottiglia fascista.

A Firenze, così come a Milano, questi fascisti sono saldamente alleati con la Lega Nord, che sostiene e rilancia le iniziative pseudo benefiche delle loro sigle collaterali (Bran.co, La Caramella Buona, Memento, I Lupi danno la Zampa…).

Ma la cosa più grave è che numerose sono state le iniziative in luoghi concessi dalle istituzioni e/o con “sponsorizzazioni” del Consiglio Regionale Toscano o della Regione Toscana. Le abbiamo raccolte in un Dossier disponibile su Internet: http://(https://www.facebook.com/pg/Firenze-Antifascista-1750574881828219/photos/?tab=album&album_id=1947904612095244 )

Ma non basta: il Del Nero è stato addirittura premiato per il suo impegno culturale da Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale!

Anche se i fascisti di Progetto Dinamo mascherano propria matrice politica, non è certo difficile capire chi siano realmente. A questo punto l’interrogativo è: PD, istituzioni, Giani, Rossi… hanno in vario modo contribuito a queste iniziative per complicità o per semplice ignoranza? Non sarà forse che il loro antifascismo da parata vale solo per un giorno l’anno? In tutti i i casi si tratta di qualcosa di grave e inaccettabile. Non ci sono attenuanti. Ci sembra che sia tutto molto chiaro: si tratta di scegliere se continuare a sostenere un gruppo di fascisti che maschera le proprie idee razziste/omofobe/ guerrafondaie dietro iniziative “culturali”.

Nessuna agibilità ai fascisti!

Presidio Venerdì 5 maggio ore 17, via Cavour 4

*Firenze Antifascista

IL CASO DI S.

IL CASO DI S.
«Ancora una volta assistiamo alla totale follia della normativa italiana e comunitaria per la gestione delle migrazioni e dell’accoglienza dei migranti»

un report di Luca Cumbo

S. nasce nelle campagne del sud del Marocco nel 1990. Arriva minorenne a Palermo, con due fratelli più piccoli, per ricongiungersi al padre, venditore ambulante da vent’anni in Sicilia e del quale oggi non si hanno più notizie.

Dopo un periodo di convivenza estremamente problematica col padre, S. si trasferisce prima da amici e poi in un centro d’accoglienza palermitano, mentre i due fratellini venivano affidati a due comunità dal Tribunale dei minori di Palermo.

Dal 2010 collabora volontariamente con il Centro Astalli di Palermo come operatore e come mediatore culturale, mettendosi generosamente a disposizione degli altri migranti.

Nel 2011 S. trova lavoro in un’impresa edile, quest’esperienza si rivela pesante: con il miraggio di un’assunzione, viene sfruttato e mal pagato per un lavoro duro, talvolta pericoloso e in nero.

Nel frattempo S. consegue la licenza media con ottimi voti e si iscrive con grande motivazione alla scuola superiore dove si diploma nel 2016, dopo cinque anni di impegno, non solo per le difficoltà linguistiche e per gli orari scolastici serali ma anche perché già dall’autunno 2011 si manifestano i primi sintomi della sua patologia psichiatrica, una psicosi paranoidea, che il ragazzo fatica ad accettare. Da questo momento in poi sarà seguito presso i servizi di salute mentale di Palermo.

Gli anni del liceo sono intervallati da ricoveri volontari; pur con qualche con difficoltà S. segue la propria terapia.

Nel 2014 il ragazzo subisce un travagliato TSO: egli stesso, convinto di essere vittima di persecuzione e minacce, chiama impaurito la polizia. Gli agenti lo trovano in stato di agitazione e reputano opportuno un intervento sanitario coatto. Durante quel T.S.O, avvenuto in maniera spropositatamente violenta – viene contenuto fisicamente dagli agenti e dagli infermieri “ex manicomiali” – S. non capisce, si dimena, oppone resistenza e per questo viene denunciato.

Dopo un lungo periodo di degenza al reparto di psichiatria di un ospedale palermitano, nel quale S. rimane per i primi giorni legato alle caviglie e ai polsi, viene tentato un percorso riabilitativo presso una clinica privata: S. risponde bene al trattamento farmacologico e alla psicoterapia e, al momento delle dimissioni, mostra maggiore consapevolezza nei confronti del proprio disturbo.

Durante i mesi di ricovero, S. continua a studiare e ottiene permessi speciali di uscita per sostenere interrogazioni e compiti in classe. I professori premiano il suo impegno ammettendolo al quarto anno nonostante le assenze per motivi di salute.

Dopo le dimissioni dalla clinica, S. inizia ad essere seguito nuovamente dai servizi pubblici di salute mentale e trova posto in una CTA (Comunità Terapeutica Assistita).

Continua a leggere

Da Camp Darby (LI) armi Usa per la guerra in Siria e Yemen

 

Da Camp Darby armi Usa per la guerra in Siria e Yemen

Manlio Dinucci

Si chiama «Liberty Passion» (Passione per la Libertà). È una modernissima,

enorme nave statunitense di tipo Ro/Ro (progettata per trasportare veicoli e

carichi su ruote): lunga 200 metri, ha 12 ponti con una superficie totale di

oltre 50000 m2, sufficienti al trasporto di un carico equivalente a 6500

automobili.

La nave, appartenente alla compagnia statunitense «Liberty Global

Logistics», ha fatto il suo primo scalo il 24 marzo nel porto di Livorno.

Prende così via ufficialmente un collegamento regolare tra Livorno e i porti

di Aqaba in Giordania e Gedda in Arabia Saudita, effettuato mensilmente

dalla «Liberty Passion» e dalle sue consorelle «Liberty Pride» (Orgoglio di

Libertà) e «Liberty Promise» (Promessa di Libertà). L’apertura di tale

servizio è stata celebrata come «una festa per il porto di Livorno».

Nessuno dice, però, perché la compagnia statunitense abbia scelto proprio lo

scalo toscano. Lo spiega un comunicato dell¹Amministrazione marittima Usa (4

marzo 2017): la «Liberty Passion» e le altre due navi, che effettuano il

collegamento Livorno-Aqaba-Gedda, fanno parte del «Programma di sicurezza

marittima» che, attraverso una partnership tra pubblico e privato, «fornisce

al Dipartimento della difesa una potente, mobile flotta di proprietà

privata, con bandiera ed equipaggio statunitensi». Le tre navi hanno

ciascuna «la capacità di trasportare centinaia di veicoli da combattimento e

da appoggio, tra cui carrarmati, veicoli per il trasporto truppe, elicotteri

ed equipaggiamenti per le unità militari».

Continua a leggere