In distribuzione il n.183 luglio/agosto 2016: dove trovare Fuori Binario

In primo piano

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter aquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Nanu G. - Borgo S.Lorenzo
Mariella C.- alla Stazione
Francesco C. – in Sant’Ambrogio
Cezar T. – in P.zza Santo Spirito – Ponte Vecchio
Antonio R. – a Porta Romana, e a Scandicci
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno
Jonel C.- V.le Lavagnini
El Shaer Yasser. – P.zza Dalmazia
Marcel T. - Mercato fiori giovedì P.zza Repubblica – Feltrinelli Cerretani
Teodor S. – Feltrinelli Red  P.zza Repubblica
Mihai V. – Scandicci Poste – Ospedale Torregalli
Jon P. – P.zza SS Annunziata -
Stefan J. - COOP Coverciano – Esselunga Masaccio
Antonino P. - Entrata Careggi Ospedale
Mures T. - Zona Novoli
Ionita R.- Coop Via Milanesi

 [vedi su googlemaps]

 

Legalizzazione delle droghe, proibizionismo e paragoni impropri col gioco d’azzardo

Il dibattito sulla legalizzazione/liberalizzazione delle droghe leggere in Italia ha indotto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a dichiarazioni piuttosto contraddittorie. Lorenzin ha dichiarato che il suo ministero si oppone alla liberalizzazione di sostanze psicotrope e che combatte ogni dipendenza, incluso il gioco d’azzardo (che impropriamente l’ufficio stampa del ministro ha ancora una volta chiamato genericamente “gioco”). Ci sembra necessario ricordare al ministro che questo non è affatto vero per quanto riguarda la dipendenza da azzardo, visto che in Italia il gioco d’azzardo è liberalizzato tramite l’ipocrita sistema concessorio (lo Stato concede licenze a pagamento a grandi gruppi privati che organizzano l’offerta di gioco d’azzardo sul territorio a scopo di lucro). Non solo: esso è di fatto promosso dallo Stato e dai privati tramite la pubblicità e tramite la subdola propaganda del “gioco responsabile”. Risulta dunque ridicolo che Lorenzin si atteggi a “proibizionista coerente” su droghe e azzardo quando in realtà la posizione del governo di cui fa parte, e ancora di più del suo partito NCD, è più che permissiva sul gioco d’azzardo liberalizzato di massa.

Legalizzare non equivale a liberalizzare. Se qualcosa viene liberalizzato, se ne crea un libero mercato privato legale. Se qualcosa viene legalizzato ma non liberalizzato, il settore pubblico ne detiene il monopolio ma non è permesso costruirci sopra un business privato.

Nel caso del gioco d’azzardo, riteniamo superficiale la teoria che la liberalizzazione sconfigga il mercato nero e riteniamo sbagliato sopravvalutare le differenze tra il mercato legale e il mercato nero. Sospettiamo che un discorso simile sia applicabile anche alle sostanze stupefacenti: qualcuno crede forse che se venissero liberalizzate a gestire i grandi flussi di sostanze dai Paesi produttori a quelli consumatori e a organizzarne la distribuzione locale sarebbero personaggi molto più rispettabili di quelli che lo fanno oggi?

Noi proponiamo che il gioco d’azzardo subisca una legalizzazione controllata, cioè sia tenuto come monopolio statale puro, senza fini di lucro (dunque con macchinette di concezione completamente diversa), col solo scopo di ridurre il danno e rovinare la piazza alle bische clandestine e alle mafie e di guidarne l’estinzione. La stessa cosa ci sembra necessaria per le droghe pesanti. Su queste “droghe” non ricreative, che producono dipendenze letali e fomentano alienazione sociale, non ci definiamo né proibizionisti né antiproibizionisti, bensì abolizionisti.

Le droghe ricreative (di cui fanno parte alcune droghe quasi innocue come la cannabis e alcune droghe più pericolose come l’alcool) hanno delle specificità che rendono particolarmente insensato il proibizionismo. La distinzione tra uso e abuso in questi casi si fa marcata e riguarda l’intreccio tra l’autodeterminazione dell’individuo e le condizioni sociali. Ricordiamo che in Turchia le lotte di piazza Taksim e di Gezi Park hanno avuto tra le rivendicazioni anche la libertà di consumare alcoolici contro il proibizionismo islamista.

Lo ribadiamo: le slot machine, tuttavia, non sono una droga ricreativa; altri giochi d’azzardo (tombola, poker) possono avere un carattere ricreativo a condizione che le loro caratteristiche strettamente ludiche siano protette dall’influenza degenerativa della liberalizzazione su larga scala.

Il modello del presidente progressista Pepe Mujica usato per la legalizzazione (non la liberalizzazione) della marijuana in Uruguay ci sembra più interessante dei modelli liberisti. Quella riforma prevede il consumo libero entro un margine piuttosto ampio, ma il monopolio statale della distribuzione, che dovrebbe avvenire tramite le farmacie e a prezzi competitivi rispetto a quelli del mercato nero. Lo Stato non è previsto che lucri sull’operazione, che ha scopo preventivo, e quindi non dovrebbe avere interesse a promuovere il consumo. Sarà consentita l’autoproduzione delle piantine a scopo di consumo diretto o associato ma anche qui senza la possibilità di creare un business.

Esiste poi una questione sociale e culturale importante legata alla criminalizzazione dei consumatori o dei giocatori d’azzardo. Si tratta spesso di giovani, di proletari, di anziani, di immigrati. La colpevolizzazione moralista e la repressione poliziesca aggravano il fenomeno, ghettizzano, producono emarginazione ed esclusione sociale. Questo è inaccettabile ed è ormai un problema di dimensioni colossali nelle periferie italiane.

Un dibattito pubblico più avanzato sulle dipendenze dovrebbe a nostro giudizio considerare queste sfumature, le specificità delle diverse situazioni, le diverse possibilità politiche che si aprono e che non possono essere ridotte a una scelta binaria. Soprattutto sarebbe opportuno evitare di utilizzare analogie poco meditate con il gioco d’azzardo per argomentazioni superficiali o ipocrite.

da: www.senzaslot.it/legalizzazione-droghe-azzardo/

LA DIFESA DEI TERRITORI PASSA ATTRAVERSO LA LOTTA POPOLARE”

DE MAGISTRIS: “LA DIFESA DEI TERRITORI PASSA ATTRAVERSO LA LOTTA POPOLARE”

L’intervento del sindaco di Napoli Luigi De Magistris al dibattito “Dalle periferie di Napoli alle periferie di Firenze. In difesa dell’ambiente e dalla salute”, svoltosi al presidio de “La piana che resiste” giovedì 21 luglio.

“A Napoli – dichiara De Magistris – non abbiamo privatizzato il trasporto pubblico, abbiamo internalizzato  il sistema di igiene urbana e quello del patrimonio, non abbiamo privatizzato le scuole comunali. Abbiamo in qualche modo dimostrato che i servizi essenziali non devono essere messi sul mercato perché l’uguaglianza dei cittadini è un valore dettato dalla nostra Costituzione”.

“Andiamo avanti con le battaglie – continua De Magistris – una politica ambientale diversa si può fare, la lotta popolare è determinante per portare a casa importanti risultati. Non rinunciate al sogno di riappropiarsi del vostro territorio”.

ASCOLTA L’INTERVENTO DI LUIGI DE MAGISTRIS, SINDACO DI NAPOLI

DE MAGISTRIS: “LA DIFESA DEI TERRITORI PASSA ATTRAVERSO LA LOTTA POPOLARE”

24 luglio fiaccolata per la pace

 

L’Associazione Tiravento  invita tutti a partecipare alla “Fiaccolata” da Panzano a Greve in programma Domenica 24 luglio e promossa con “Greve per la Pace”.
Una camminata per chiedere che si fermino in ogni parte del mondo le guerre, le violenze, il terrorismo e il razzismo.
Per un’Europa che superi muri, paure e divisioni e scelga prima di tutto il dialogo, la solidarietà e l’accoglienza.

PROGRAMMA
Ore 18:30  Piazza Bucciarelli a Panzano in Chianti
Laboratorio “per la pace” per tutti i bambini


ore 19:00  Piazza Bucciarelli a Panzano in Chianti
Musica, distribuzione delle fiaccole e partenza per la camminata

Ore 21:00 Piazza Matteotti a Greve in Chianti
Arrivo della fiaccolata e incontro con tutta la comunità

Seguiranno musica, video, interventi
Alle 23:00  servizio bus gratuito per rientrare a Panzano
(gentilmente offerto da Stedop di Greve in Chianti)

Hanno aderito:
Arci di Greve, Panzano,  Montefioralle,  Chiocchio, Associazione culturale islamica Greve, Associazione culturale Tiravento, Associazione Il Grondino Panzano, Associazione Le nostre mani per gli altri, Associazione Mulino di Botti, Associazione Al di là del Giordano, AVG, Avis Strada, Biblioteca di Strada, CGIL  Zona Chianti, Comitato cittadini del Ferrone, Comunità Eremo delle Stinche, Cooperativa Italia Nuova Greve, Cooperativa sociale La Stadera, Croce Rossa Greve e  Strada, Federazione Calcistica Panzano, Filarmonica G. Verdi Panzano, Legambiente Circolo Chianti Fiorentino, Medicina Democratica sez. Mirabelli Firenze, Il Paglialio mercato biologico, Istituto Comprensivo Greve in Chianti, Operazione Mato Grosso, Parrocchia Greve, Parrocchia Panzano, Parrocchia S.Polo, Proloco Panzano e Proloco S. Polo, Pubblica Assistenza S. Polo, Società Mutuo Soccorso Greve, Spi Lega Greve e Strada
La manifestazione  ha ricevuto il patrocinio del Comune di Greve.


Vi aspettiamo… e grazie se potete diffondere l’invito!
https://www.facebook.com/events/1769901146557434/

info: 338 788 8401

Che aria tira tira?

aria

A Firenze mancano le centraline per la misurazione della qualità dall’aria? Mettiamocele da noi!

Le Mamme NO Inceneritore ti invitano alla presentazione del progetto “Che aria tira?”, per la realizzazione di una rete di centraline per il rilevamento della qualità dell’aria.

Il 13 luglio ti aspettiamo dalle 20:15 all’SMS di Rifredi (in Via Vittorio Emanuele II, 303). Tra Sangria, Comomeri e Musica Reggae potrai conoscere chi c’è dietro a questo progetto dal basso di cittadinanza attiva. Il progetto sarà spiegato dai nostri partners e durante la serata ntervisteremo inoltre Annibale Biggeri (Epidemiologo, Unifi) e Federico Valerio (Chimico, ex Dirigente IST Genova).

In questi due mesi di campagna di crwodfunding su Produzioni dal basso (http://cheariatira.mammenoinceneritore.org) abbiamo già raccolto oltre €5000, ma il nostro obbiettivo è quello di raggiungere €15000. Questa è la cifra che ci permetterebbe di testare e sviluppare la meglio il progetto, cosi come ce lo immaginiamo e lo sogniamo! Abbiamo bisogno del tuo aiuto per farcela!

Vieni e dai il tuo sostegno al progetto #cheariatira. Ti aspettiamo il 13 Luglio dalle 20:15 all’SMS di Rifredi (in Via Vittorio Emanuele II, 303)!

Porta e invita amici, colleghi, parenti e conoscenti. Il 13 potranno supportarci anche solo bevendo una sangria o mangiando una fetta di cocomero.

Se sei su Facebook, ecco l’evento della serata:
https://www.facebook.com/events/818705774896284/

Speriamo di vederti il 13! A presto.

In nome di Emmanuel

 In nome di Emmanuel

FIRENZE – Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a Chimyere per la brutale uccisione del marito Emmanuel Chidi Nnamdi.
Chiediamo perdono in quanto italiani a Emmanuel e Chimyere, vittime due volte: fuggiti dal terrorismo e dalla povertà, e già segnati da lutti familiari e sofferenze, cercavano una vita migliore ed erano stati accolti dalla comunità di Capodarco.
Chiediamo perdono per quell’Italia peggiore, razzista e fascista, che rifiuta gli immigrati e al tempo stesso li sfrutta in condizioni di semischiavitù per ricavarne redditi fiorenti nei lavori agricoli, per chi anche in Italia specula sul traffico di esseri umani, per chi guadagna nel mercato torbido dell’accoglienza.
Quello che dovrebbe preoccupare i “nostri” politici è l’affermarsi e il netto avanzare di realtà di estrema destra, se non apertamente neofasciste e neonaziste, che stanno prendendo campo in tutti i paesi europei. Mentre si chiudono le porte a chi fugge dalla guerra, si tollerano e si avallano episodi sempre più gravi di intolleranza e violenza, e si trasmettono volontariamente messaggi che incitano all’odio razzista.
Occorre lavorare più intensamente e sempre più in collegamento gli uni agli altri per affermare valori diversi, per una vera accoglienza e per l’apertura del canale dei Corridoi umanitari, l’unico possibile per smantellare il traffico di esseri umani e per risparmiare ai migranti i soprusi che subiscono già nel tentativo di entrare in Europa.
Contro tutti i razzismi, contro la violenza fascista mai sopita e per una società veramente inclusiva, che sappia riconoscere nella diversità il suo più grande arricchimento, ci stringiamo intorno a Chimyere con tutto il nostro affetto e vicinanza al suo dolore.
Restiamo umani!

Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo, Rete Antirazzista, Fuori Binario, Comitato 1° Marzo, Comunità delle Piagge Firenze, Associazione Straniamenti, Comitato Fermiamo la Guerra, Diaconia Valdese, Consorzio Sociale Martin Luther King

Antifascisti fiorentini sotto processo

Diffondiamo:

La repressione non ci fa paura! Solidarietà agli Antifascisti fiorentini sotto processo!

Sabato 2 luglio al CPA fi-sud una giornata di sport, dibattito, aggregazione e solidarietà!

Il prossimo 4 luglio si svolgerà l’udienza di appello per il processo riguardante i fatti di via della Scala del 2009, dopo che in primo grado è stata emessa una condanna di otto mesi contro 11 antifascisti fiorentini per tentate lesioni. Ricordiamo i fatti: la mattina del 6 Novembre 2009 11 compagni vengono svegliati nel cuore della notte. Sono accusati di aver tentato un assalto alla sede di Forza Nuova il 23 Maggio. Dopo una inutile perquisizione alla ricerca di armi ed esplosivo, vengono portati presso la Polizia Scientifica per l’identificazione e per il prelievo del dna. Un presunta rissa, senza nessun contatto, diventa così il pretesto per provare a intimidirli e per porre sotto sequestro materiale informatico di ogni tipo ottenendo così spiarne la vita personale e l’attività politica.

La stessa mattina un compagno viene arrestato, adducendo un presunto pericolo di fuga, e gli viene poi contestata l’aggravante di terrorismo, utilizzando la nuova definizione dell’ art. 270 sexies del C. P. introdotto dal Decreto Pisanu del 2005. Attraverso questo strumento l’attività politica e la solidarietà sociale possono sempre diventare, a discrezione delle autorità, “condotta terroristica”, com’è poi avvenuto ad esempio nei confronti dei militanti No Tav. Anche se poi l’aggravante di terrorismo cade in giudizio, com’è successo per ora nel processo fiorentino così come in quello torinese, resta chiaro il fatto che isolare e criminalizzare i propri obiettivi con l’etichetta di “terrorista” è da decenni un tassello fondamentale di una strategia repressiva complessiva, in cui magistrati e polizia si muovono di concerto con i mezzi di comunicazione. Così come è chiara la volontà di punire immediatamente i compagni attraverso la carcerazione preventiva, che l’utilizzo di questi reati agevola e legittima.

La realtà dei fatti di quella sera è ovviamente ben diversa. Tanti compagni sono accorsi in soccorso di una ragazza accerchiata da dieci nazisti che giravano beatamente per il centro storico armati di catene e bastoni, dopo aver aggredito un giovane che usciva da un concerto. Le testimonianze spontanee che confermavano la verità dei fatti sono state ignorate e, come è successo in tanti altri casi, a finire condannati sono stati gli antifascisti.

Non è certo una novità che la giustizia dei tribunali e la polizia siano conniventi con i fascisti. Basti rammentare quanto è accaduto dopo la strage di piazza Dalmazia, quando l’inchiesta è stata insabbiata e Casseri liquidato come se fosse un pazzo. Piuttosto vogliamo sottolineare la continuità con le più recenti ondate repressive, che hanno colpito gli antifascisti a seguito del corteo del 16 novembre 2013 e del presidio delle Piagge del 6 dicembre 2014, così come la relazione con il processo contro il movimento fiorentino, che andrà a sentenza nei prossimi mesi, in cui ad essere colpite sono state anche le manifestazioni di solidarietà con gli imputati di via della Scala. E vogliamo ricordare anche le condanne in appello che hanno colpito pochi giorni fa 8 compagni per aver contestato nel 2009 la presenza di Forza Nuova a Rignano.

In uno scenario di crisi sempre più profonda, di fronte al moltiplicarsi delle tendenze verso la guerra, per la borghesia europea l’arma della repressione diventa sempre più importante: occorre colpire subito chi si oppone alle politiche antipopolari, ai licenziamenti, ai tagli, alle spese militari, alle opere inutili come il Tav o gli inceneritori, cercando di dividere tra “buoni” e “cattivi”, per evitare che possa organizzarsi e radicarsi una opposizione sociale reale. E occorre colpire subito chi si oppone alla presenza dei fascisti, alla loro propaganda razzista, che altro non fa che rilanciare la spinta reazionaria e guerrafondaia dei governi, ed è quindi pienamente funzionale ai loro piani.

Lo sviluppo di un apparato repressivo sempre più articolato va di pari passo con l’accentramento dei poteri nelle mani degli apparati esecutivi, nazionali e comunitari, con la restrizione delle libertà individuali, sindacali e politiche, con lo svuotamento delle istanze rappresentative a tutti i livelli. Quanto succede in queste settimane in Francia, dove vediamo il governo impiegare a piene mani gli strumenti repressivi dello “stato di emergenza” per colpire la protesta sindacale e studentesca contro la legge el Khomri, equivalente francese del Job Act, riassume molto bene i termini dello scontro in atto.

Per questo riteniamo che la repressione debba essere vista come un fronte di lotta fondamentale, e la solidarietà come l’elemento centrale di questa lotta. E che sempre di più debbano legarsi l’un l’altro i diversi fronti, contro la guerra, contro lo sfruttamento e la repressione sui posti di lavoro, contro le devastazioni ambientali, contro la repressione e il carcere, contro la limitazione dei diritti civili e politici, contro le riforme costituzionali autoritarie. Perciò a tutti coloro che si sentono impegnati su questi fronti rilanciamo le ragioni della solidarietà militante verso i compagni che vengono oggi colpiti per il loro antifascismo, e soprattutto la necessità di manifestare questa solidarietà nelle strade.

L’antifascismo non si processa!

Firenze Antifascista