In distribuzione il n.188 febbraio – marzo 2017: dove trovare Fuori Binario

In primo piano

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter aquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Nanu G. - Borgo S.Lorenzo – Stazione Campo di Marte
Enzo C. - Coop Via Gioberti
Francesco C. – in Sant’Ambrogio
Cezar T. – P.zza Santo Spirito – Ponte Vecchio
Antonio R. – a Porta Romana, e a Scandicci
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. - Mercato fiori giovedì P.zza Repubblica – Feltrinelli Cerretani

Teodor S. – Feltrinelli Red  P.zza Repubblica

Mihai V. – Scandicci Poste – Ospedale Torregalli
Jon P. – P.zza SS Annunziata -
Stefan J. - Esselunga Masaccio
Mures T. - S. Spirito
Ionita R.- Coop Via Milanesi

Maria Raffaila - Coop Gavinana

Berisa Sabit - Zona Novoli tribunale

Jason Grugan - Pistoia

Anna Vogliazzo - Pistoia

 

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denunciato per aver dato da mangiare ai migranti

 

Ventimiglia, denunciato per aver dato da mangiare ai migranti

Il primo verbale di polizia dopo l’ordinanza del sindaco pd Enrico Ioculano che vieta di distribuire alimenti ai migranti.

24 marzo 2017

Il verbale di polizia Sul verbale della Polizia di Stato, commissariato di Ventimiglia, si legge: “Indagato per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti”. È datato 20 marzo ed è il primo provvedimento di cui si ha notizia, in seguito all’ordinanza dell’11 agosto 2016, con la quale il sindaco della città di confine con la Francia, Enrico Ioculano (Pd), vieta la distribuzione di alimenti ai migranti.

I denunciati in realtà sarebbero stati tre, tutti di cittadinanza francese. «Siamo di fronte al capovolgimento di ogni logica. Utilizzare il diritto per colpire e punire episodi di solidarietà non può avere e trovare alcuna giustificazione», dice il presidente di Antigone Patrizio Gonnella. Uno dei fermati si è rifiutato di firmare la denuncia perché nessuno era in grado di tradurre il documento e i contenuti in francese. Dura condanna anche da parte di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia: “Questa sanzione non è che l’ennesimo segnale dell’avvio, anche in Italia, di un allarmante processo di criminalizzazione della solidarietà. Iniziano a moltiplicarsi i provvedimenti amministrativi e giudiziari, in varie parti d’Italia, ma soprattutto in liguria, che rischiano di avere un effetto raggelante nei confronti di chi intende manifestare solidarietà nel modo più pratico e semplice possibile, con l’effetto paradossale di andare a colpire persone e associazioni che si assumono la responsabilità di colmare le gravi lacune lasciate dalle istituzioni”.
L’ordinanza del primo cittadino di Ventimiglia, Enrico Ioculano, era nata adducendo motivi di ordine igienico-sanitario. Lo stesso sindaco, in seguito, aveva spiegato che in molti volevano “farsi pubblicità” offrendo solidarietà di questo tipo ai migranti e quindi lo scopo del suo provvedimento era fermarne il “protagonismo”, dal momento che associazioni autorizzate svolgevano già il servizio di distribuzione di alimenti.

Ma “l’ordinanza è inattuale – commenta l’avvocato Alessandra Ballerini, che a Ventimiglia collabora con Caritas e Terres des Hommes – perché fa riferimento a ragioni igienico-sanitarie correlate alle ‘temperature medie della stagione estiva’ e si basa inoltre su una situazione diversa, ovvero quella di agosto, quando a Ventimiglia il centro predisposto dalla Prefettura e gestito dalla Croce Rossa Italiana era aperto a tutti, mentre oggi l’accesso è vincolato alla disponibilità, da parte dei migranti, di lasciarsi identificare e avviare la richiesta di asilo. L’articolo 2 della Costituzione italiana – aggiunge l’avvocato – impone il dovere della solidarietà, non capisco come si possa legittimamente vietare di dare cibo e acqua a chi si trova in condizioni di bisogno” .

Per questo, ogni giorno a Ventimiglia, nel tardo pomeriggio, dai paesi francesi della Val Roja, arriva un’automobile piena di panini, acqua e tè che vengono distribuiti a decine di migranti che vagano in attesa di provare a fare il grande salto verso la Francia: non facile, perché la frontiera di fatto è chiusa. Se gli arrivi sono costanti, il numero dei migranti che dormono in strada è aumentato nelle ultime settimane da quando, al Centro gestito dalla Croce Rossa al Parco Roja, è presente posto di polizia che identifica i migranti attraverso le impronte digitali e quindi li avvia al ricollocamento in altri centri in Italia.

Per questo, dal momento che chi è arrivato fino a Ventimiglia con l’intenzione di passare la frontiera con la Francia non ha alcuna intenzione di essere trasferito in altre parti d’Italia, da settimane molti migranti si tengono lontani dal campo governativo. Per mangiare, chi dorme in strada può ora rivolgersi solamente presso la Caritas e il campo totalmente autofinanziato “Ventimiglia Con-Fine Solidale” presso la Chiesa di Sant’Antonio. Ma non essendo possibile sfamare tutti, sono gli stessi volontari “autorizzati” a dichiarare che il servizio svolto ogni sera dai cittadini francesi, che distribuiscono un centinaio di pasti in strada, si rivela essenziale. Nel verbale di identificazione, consegnato al cittadino francese, si legge che “verrà segnalato in stato di libertà alle competenze dell’autorità giudiziaria in quanto indagato per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti, art. 650 c.p. contravvenendo ad un’ordinanza del Sindaco di Ventimiglia”.

Torna attuale il commento del Vescovo di Ventimiglia Antonio Suetta, che

all’entrata in vigore dell’ordinanza che avrebbe impedito la distribuzione diretta da parte di volontari e attivisti di cibo a acqua ai migranti, aveva dichiarato: “L’accanimento su chi aiuta è una forma moderna di martirio, ma non bisogna aver paura e bisogna andare avanti: la storia dell’umanità è fatta di persone che , pagando sulla propria pelle, hanno sfidato delle leggi ingiuste, e se quelle persone non avessero fatto questi passi coraggiosi noi oggi non potremmo godere di certe libertà che hanno reso migliore la nostra società.” Contattato l’avvocato d’ufficio del foro di Imperia indicato nel verbale, riferisce di non aver ancora ricevuto la notifica dall’autorità

giudiziaria.”Sono tappe decisive del nostro paese verso la barbarie” commenta in serata il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia, che annuncia l’intenzione di depositare un’interrogazione al Ministro dell’Interno Minniti sull’ordinanza di Ventimiglia. “Multare chi dà da mangiare ai migranti è incredibile. Dalla guerra alla povertà alla guerra ai poveri.” aggiunge, sempre per Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni.

di PIETRO BARABINO

fonte: Repubblica.it

1992 – 2017: 25 ANNI DI 41 BIS

 

                                                   Associazione Liberarsi Onlus

                                                                

                                                   1992 – 2017: 25 ANNI DI 41 BIS

                                                       25 ANNI DI TORTURA

                                                       Sabato 8 aprile 2017

                                                 Sala Centro Sociale Valdese

                                                 via Manzoni, 21 – FIRENZE

Ore 9,30 iscrizione al convegno;

Ore 9,45 presentazione della giornata: Giuliano Capecchi, associazione Liberarsi;

Letizia Tomassone, pastora chiesa valdese di Firenze;

Ore 10 intervento di Beniamino Deidda, Sandro Margara: il carcere speciale e l’ergastolo;

Ore 10,20 Venticinque anni di 41bis: interventi di: Riccardo De Vito, magistrato di sorveglianza di Nuoro e Presidente di Magistratura Democratica; Carlo Fiorio, ordinario di diritto processuale penale, università di Perugia; Carla Serra, avvocatessa; Giuseppe Mosconi, ordinario sociologia del diritto, università di Padova;

Ore 11,30 testimonianze di: Pasquale De Feo (una lettera), Jean Félix Kamba Nzolo, pastore valdese, Benedetto Labita, Maria Milazzo Labita, Carmelo Musumeci, Sebastiano Prino, Pepè Ritorto, Giovanni Farina (una lettera);

Ore 12,30 dibattito.

Ore 13,30 pausa momento conviviale.

Ore 14,30 ripresa lavori, interventi sulla tortura: Emilio Santoro, ordinario sociologia, università di Firenze; Maria Rita Prette, Edizioni Sensibili alle Foglie; Gustavo Leone, avvocato; Alessio Scandurra, Associazione Antigone;

Ore 15,30 Allora che fare? Interventi di: Ornella Favero, Presidente Conferenza nazionale volontariato giustizia; Alessia Petraglia, senatrice; Luca Maggiora, camera penale di Firenze; Elisabetta Zamparutti, rappresentante del governo italiano nel Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio di Europa; Elton Kalica, ricercatore Università di Padova; Ristretti Orizzonti di Padova.

Ore 16,30 dibattito;

Ore 17,30 interventi di: Caterina Calia, avvocatessa; Nicola Valentino, Edizioni Sensibili alle Foglie; tortura, ergastolo, pena di morte.

Aderiscono alla giornata: Associazione l’Altro Diritto; Associazione Antigone; Coordinamento fiorentino contro l’ergastolo; Commissione carcere camera penale di Firenze; Edizioni Sensibili alle foglie; Conferenza nazionale volontariato giustizia.                                                               

Si pregano tutti gli invitati di dare conferma della loro partecipazione per una questione logistica.

Con il contributo dell’otto per mille della Tavola Valdese.

 

PREMIO «DONNE PACE AMBIENTE WANGARI MAATHAI»

I premi 2017 a: Mamme no inceneritore, Mamme “volanti” di Castenedolo, Mamme per la vita di Saponara, Mantua Mothers e a Marina Forti per l’informazione. A sostenere l’impegno delle donne in prima linea per la tutela del territorio e del diritto alla salute

Anche quest’anno, per la sesta volta, l’Associazione A Sud, in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne di Roma, promuove il «Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai» che ogni anno dal 2012 premia, attorno all’8 marzo, l’impegno delle donne in prima linea per la tutela del territorio e del diritto alla salute.

 

A ridosso dell’8 marzo, il premio ha l’obiettivo di dare un riconoscimento alle donne impegnate in Italia nelle battaglie in difesa della pace, dei diritti di genere e dell’ambiente. […] Nel contesto attuale risulta sempre più urgente incrociare i temi della pace e della solidarietà con quelli dei diritti di genere e ambientali. Parlare di ambiente e di impatti di disastri ambientali oggi vuol dire parlare di donne, le prime vittime dei conflitti ambientali ma anche sempre più spesso le prime leader di proteste in difesa della terra.

Ci sono donne che possono essere considerate eroine al pari dei grandi eroi del passato. Una di esse, a cui è dedicato il premio, è senz’altro Wangari Muta Maathai, prima donna africana a ricevere il Nobel per la Pace nel 2004, che dichiarò al momento della premiazione: «Non ci può essere pace senza sviluppo sostenibile e non ci può essere sviluppo senza uno sfruttamento sostenibile dell’ambiente. La protezione dell’ecosistema deve essere considerata un mezzo per garantire la pace, in Paesi dove la scarsità delle risorse genera inevitabilmente instabilità politiche e sociali». Wangari Maathai, deceduta il 25 settembre 2011 a Nairobi in Kenya, ha lottato per più di 30 anni in difesa dell’ambiente e dei diritti delle donne ed ha contribuito in maniera significativa alla democratizzazione della sua nazione.
Durante l’iniziativa, che si terrà il prossimo 7 marzo 2017 presso la sede della Casa Internazionale delle Donne a Roma, quattro realtà italiane impegnate nella difesa dei diritti dei cittadini, dei territori e dell’ambiente riceveranno, come riconoscimento per il loro impegno civile e politico, i PREMI ARIA, ACQUA, TERRA E FUOCO. A ritirare il premio saranno altrettante donne attiviste, in rappresentanza di tali realtà. Sarà inoltre consegnato in questa occasione il Premio Speciale “Giornalismo Ambientale” intitolato alla memoria di Carla Ravaioli, maestra di vita e di lotte.

INFO: http://asud.net/ Continua a leggere

8 Marzo – Giornata internazionale di mobilitazione delle Donne

Installazione artistica di statue femminili

In occasione della mobilitazione collettiva per la giornata dell’8 Marzo, promossa da numerose associazioni tra cui NONUNADIMENO, porteremo in piazza delle statue di argilla, realizzate da numerose donne, con l’intento di lasciare un segno del nostro passaggio, in un luogo frequentato quale è la piazza.

Invitiamo perciò, tutte le donne, a creare la propria statuetta, più corposo sarà l’esercito della bellezza, maggior impatto avrà.

Numerose statuette hanno già preso vita nel corso della Cena Delle Donne, presso l’associazione Melograno. Altre ancora verranno realizzate giovedì 2 Marzo, sempre presso la sede dell’associazione: Via Aretina 513. Siete tutte invitate a cenare con noi, oltre alle statuette realizzeremo striscioni da apporre nel luogo prescelto per l’installazione e cartelloni da portare con noi durante il corteo organizzato da NONUNADIMENOFIRENZE, in partenza da SS. Annunziata alle ore 18.00.

In alternativa, fornitevi di argilla, reperibile in tutti i negozi di materiale artistico, e CREATE!

Realizzare una statuetta è creativo e intuitivo, non c’è una giusta forma o una esecuzione corretta da seguire. L’argilla rimarrà cruda, non essendo cotta, in modo che si possa via via sciogliere con le piogge e il tempo e tornare a far parte della Terra, da cui si origina.

L’idea è quella di trasportare le statuette in Piazza Santo Spirito, mercoledì 8 Marzo. Lì terminerà il corteo. Il ritrovo è fissato per le ore 16.00, per installare le statue in un’aiuola della piazza e festeggiare con una merenda preparata dalle donne del Melograno, i contributi culinari o una bottiglia di vino sono benvenuti!

CREIAMO, PARTECIPIAMO, RESISTIAMO!

Appuntamenti:

Giovedì 2 Marzo ore 20.30 Associazione Il Melograno, Via Aretina 513 per creare statue e organizzare la giornata dell’8 marzo

Mercoledì 8 Marzo ore 16.00 Piazza Santo Spirito per installazione statue e merenda.

 

Il pacchetto di Minniti su immigrazione e “sicurezza urbana”

di ·

Non ci sono ancora i testi dei due nuovi decreti legge su immigrazione e sicurezza urbana approvati dal Consiglio dei ministri. Potremo valutarne a pieno la portata solo quando potremo conoscerne gli ambiti di applicazione. Un fatto tuttavia è certo. Sul fronte della guerra ai poveri il governo si è dotato di nuove armi.

I CIE cambiano nome e diventano CPR, centri per il rimpatrio, ma la sostanza non cambia. Ce ne sarà uno per ogni regione. L’unica novità è che dovrebbero essere più piccoli e sorgere lontani dai centri urbani, “vicini agli hub di comunicazione”. Oggi quelli rimasti aperti dopo le rivolte sono solo quattro.
Minniti ha annunciato che i fondi per i rimpatri assistiti saranno raddoppiati.
Stretta anche per i profughi, cui viene negato il diritto al ricorso in caso di respingimento della domanda di asilo. In compenso i richiedenti asilo potranno riempire il tempo, in attesa della sentenza sul loro futuro, lavorando gratis, “in favore delle collettività locali”. Ogni comune, in accordo con la Prefettura locale, potrà richiederne l’impiego per attività di “pubblica utilità”. Le cooperative che gestiscono i profughi non garantiscono i loro diritti? Non gli insegnano la lingua, non offrono assistenza legale? Non importa! Grazie al nuovo governo i profughi saranno “messi al lavoro” volontariamente. Quanti si negheranno, nell’illusione che qualche mese di lavoro al verde pubblico o per le strade possa “fare curriculum” per le commissioni territoriali?
Appena respinta la domanda di asilo si perde ogni diritto all’accoglienza: così le strutture hanno più spazi per i nuovi arrivati. Minniti spinge nella clandestinità e getta in strada migliaia di persone e chiama tutto questo “sicurezza”.
Il daspo dei sindaci, il provvedimento adottato dal ministero dell’Interno, per garantire “il decoro urbano” ha caratteri più fumosi.
“Di fronte a reiterati elementi di violazioni di alcune regole in un determinato territorio – ha spiegato Minniti – le autorità possono proporre che chi li ha commessi non possa più frequentare quel determinato territorio”.
Secondo i giornali potrebbe scattare il daspo sull’intera città o per specifici luoghi o quartieri, “di fronte a reiterati elementi di violazioni di alcune regole in un determinato territorio”.
Quali regole? Certo non quelle del codice penale che hanno un proprio ambito di applicazione. Secondo la stampa nel mirino ci sarebbero accattoni, writer, prostitute, gente che bivacca. Poveri ed irregolari. Forse anche chi, nelle città, lotta con i poveri e gli irregolari che cercano di aprirsi spazi di vita. Questi decreti si basano, come diversi altri dispositivi già adottati, alla logica del diritto penale del nemico.
Il ministro vuole attuare le stesse politiche auspicate dalle destre xenofobe senza usare il loro linguaggio.

E dice: “non abbiamo bisogno di sindaci sceriffi o di un ministro dell’Interno sceriffo, abbiamo bisogno di cooperazione tra territorio e Stato”
Nella conferenza stampa di presentazione dei due decreti, ha esordito dichiarando che “la sicurezza urbana va intesa come un grande bene pubblico”.
La neolingua del ministro dell’Interno ha il sapore acre della burocrazia che trita le vite delle persone per il bene di tutti.
Ne abbiamo parlato con Eugenio Losco, avvocato milanese, che cura la difesa di migranti e compagni.

Ascolta la diretta: 2017-02-14-losco-daspo-e-profughi

da: http://radioblackout.org/2017/02/il-pacchetto-di-minniti-su-immigrazione-e-sicurezza-urbana/

LIBERTA’ E GIUSTIZIA PER IL POPOLO CURDO

LIBERTA’ E GIUSTIZIA PER IL POPOLO CURDO

  

Venerdì 10 febbraio ore 16 – 19

PRESIDIO in piazza dei Ciompi

promosso dal Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra

Perché l’Unione Europea cancelli il PKK dalla lista delle organizzazioni terroriste

Per la liberazione di Ocalan

Per la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Turchia

Per il sostegno alla resistenza del popolo curdo e di tutti i democratici che si oppongono al terrorismo fondamentalista dell’ISIS e al fascismo del regime di Erdogan.

Milano, sabato 11 febbraio ore 14, Porta Venezia/Palestro

Corteo Nazionale per la libertà di Ocalan e per tutte le prigioniere e i prigionieri politici in Turchia