In distribuzione il n.181 maggio 2016: dove trovare Fuori Binario

In primo piano

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Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter aquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Nanu G. - Borgo S.Lorenzo
Mariella C.- alla Stazione
Francesco C. – in Sant’Ambrogio
Cezar T. – in P.zza Santo Spirito e Feltrinelli Red
Antonio R. – a Porta Romana, e a Scandicci
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno
Jonel C.- V.le Lavagnini
Enzo C. – Coop via Gioberti
Maria C. – P.zza Dalmazia
Marcel T. - Mercato fiori giovedì Repubblica
Teodor S. – Feltrinelli P.zza Repubblica
Mihai V. – Scandicci Poste – Ospedale Torregalli
Jon P. – P.zza SS Annunziata -
Stefan J. - COOP Coverciano

 [vedi su googlemaps]

L’ecologista Van der Bellen sconfigge l’estrema destra in Austria

Alexander Van der Bellen ha vinto di misura il secondo turno delle presidenziali in Austria, sconfiggendo il candidato dell’estrema destra Norbert Hofer con un vantaggio di soli 31mila voti. Determinanti sono stati i voti per corrispondenza che hanno portato Van der Bellen al 50,3 per cento dei consensi contro il 49,7 per cento di Hofer. Sono circa 900mila gli austriaci che hanno votato per corrispondenza, il 14 per cento dell’elettorato. Buono il dato sull’affluenza del secondo turno, 71,8 per cento, più alto rispetto al primo turno. Hofer ha riconosciuto la sconfitta su Facebook, dicendo di essere molto triste.

Chi è il nuovo presidente austriaco

Alexander Van der Bellen, 72 anni, ex leader dei Verdi, ex professore di economia, appassionato di letteratura russa, tirolese. È stato deputato dei Verdi per 18 anni, per undici anni è stato a capo del partito. Ha fatto uscire il partito dalla marginalità a cui era relegato e lo ha fatto diventare capace di sfidare i grandi partiti tradizionali come l’Spo (socialdemocratici) e i conservatori (Övp, cristiani). Sposato in seconde nozze da qualche mese con una militante dei Verdi, Van der Bellen è un uomo estremamente riservato e pacato. Non ha mai demonizzato l’avversario, né ha troppo sottolineato di essere il candidato appoggiato dalle élite europee.

La famiglia del nuovo presidente austriaco è di origine olandese, è emigrata dai Paesi Bassi verso la Russia nel settecento, quindi è fuggita dalla Russia verso l’Estonia nel 1917 dopo la rivoluzione bolscevica. Alexander è nato a Vienna, in Austria, da padre russo e madre estone nel 1944, ma considera le valli tirolesi, dove è cresciuto, la sua patria. Il suo slogan elettorale era “Patria”, con la foto dei ghiacciai tirolesi alle spalle. È stato votato soprattuto dalle donne, dalle minoranze, dagli intellettuali, dalle femministe, dagli ecologisti.

Il candidato austriaco ha fatto molti sforzi per dimostrare durante la campagna elettorale di essere un indipendente, lontano dai socialdemocratici al potere con un governo di coalizione. È stato accusato dai suoi avversari di essere “come un cocomero: verde fuori e rosso dentro”. Oppure un erede dei sessantottini o ancora “un socialista”. In realtà per anni all’interno del suo schieramento lo hanno accusato di essere troppo liberista sul piano economico.

Contro tutti gli inceneritori manifestazione del 14 Maggio 2016 a Firenze

#UNVISIFAFARE! DIFENDIAMO IL TERRITORIO E LA SALUTE! LE ALTERNATIVE ESISTONO!

Mamme No Inceneritore, Assemblea per la Piana contro le nocività e Zero Waste Italy invitano tutta la cittadinanza a partecipare alla grande manifestazione del 14 Maggio 2016 a Firenze contro tutti gli inceneritori e per ribadire che LE ALTERNATIVE ESISTONO e che NESSUN RISCHIO PER LA SALUTE UMANA E AMBIENTALE E’ ACETTABBILE PERCHE’ EVITABILE!

Alla manifestazione hanno già aderito centinaia di comitati e associazioni. Leggi la lista completato qui: https://www.facebook.com/events/1238263022850599/permalink/1257674374242797/

L’appuntamento è alle 14:30 al Parco San Donato in Via di Novoli. Partecipano comitati contro gli inceneritori da tutta Italia

Arrivo in centro dove ci saranno interventi e musica con il sostegno di Bandabardò, Bobo Rondelli ed altri artisti.

Qui potete trovare la mappa con i dettagli del percorso della manifestazione, i parcheggi e altre informazioni utili: https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1heeU6NRu93KBZWIsdPXriHKYMH0&hl=it&usp=sharing

In attesa della grande Manifestazione partecipa alla campagna IO CI METTO LA FACCIA!

Foto: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1712850188962079.1073741846.1585937971653302&type=3

Video: https://www.youtube.com/watch?v=CtodcPQm0sw&index=1&list=PLqaHrmJ4AOU2ceqPs6OKDCEafo5Hw9oW0

SI RICORDA AI PARTITI CHE VOGLIONO PARTECIPARE, DI NON PORTARE BANDIERE DEL PARTITO MA EVENTUALMENTE UNO STRISCIONE IN TEMA E DI POSIZIONARSI IN CODA AL CORTEO. GRAZIE.

LETTURE, DIBATTITI E MUSICA: ARRIVA IL FESTIVAL DELLA LETTERATURA SOCIALE

di Federico di Vita

Dal 20 al 22 maggio nel chiostro di Sant’Apollonia di Firenze è in programma un fitto calendario di eventi, che culminerà il sabato sera con la quarta edizione di Torino Una Sega

Torna a più di due anni di distanza dall’ultimo appuntamento Torino Una Sega, vero e proprio rave letterario che ha portato a Firenze, nei tre precedenti appuntamenti, alcuni dei più importanti autori della scena letteratura nazionale. Dopo il cambio di gestione del Caffè Notte di Via delle Caldaie, storico teatro delle precedenti edizioni, in molti temevano esaurita l’esperienza di questi incontri capaci di smentire tanti pregiudizi circa la letteratura e la partecipazione agli eventi a questa legati. Difficilmente si immagina infatti di trovarsi di fronte – per una serata di letture ad alta voce – a due locali e un incrocio completamente invasi di persone che, fino a notte fonda, sgomitano aspettando il loro turno di leggere un testo proprio e uno altrui, al tempo stesso ascoltando con (variabile) attenzione quelli declamati dagli altri. Né si pensi che l’evento – pur nella sua totale orizzontalità (tutti possono partecipare e farlo è gratis), o forse proprio grazie a questa… – attiri solo istrioni e saltimbanchi: i precedenti appuntamenti hanno visto la partecipazione di alcuni dei migliori autori di tutta Italia, solo per citare i più noti, hanno atteso il loro turno per “leggere a voce alta” Antonio Moresco, Christian Raimo, Vanni Santoni, Luca Ricci, Francesco Recami, Seamus Heaney, il poeta Marco Simonelli e il comico Sgargabonzi, fino ad arrivare all’epica interpretazione dei suoi sms, in precario equilibrio sopra a un tavolino da bar, da parte dell’allora assessore alla cultura di Firenze Sergio Givone.

Non è casuale questo ritorno di fiamma, Torino Una Sega infatti stavolta rinasce nell’alveo del primo Festival di Letteratura Sociale, una tre giorni di incontri, dibattiti, jam session e letture promossa dagli studenti universitari della Polveriera, uno spazio autogestito che affaccia sul cortile di Sant’Apollonia – teatro di tutta la kermesse. L’intenzione del collettivo è infatti proprio quella di ridare vita a uno spazio che fino a pochi anni fa giaceva in stato di abbandono. Tra gli ospiti del festival, che si svolgerà tra venerdì 20 e domenica 22 maggio, ricordiamo i Wu Ming, che presenteranno La nuova rivista letteraria di Alegre, Alberto Prunetti, che parlerà della sua Piccola contro storia popolare e Alessio Lega, col suo Bakunin, il demone della rivolta. Uno degli incontri in programma sarà dedicato alle riviste autoprodotte a Firenze, a partire dalle storiche Mostro, Collettivomensa e Riot Van, fino ad arrivare alle esperienze più recenti – segno di una vera rinascita – come Street Book Magazine, A few words, L’eco del nulla, Contempo e 404filenotfound. Non mancherà la musica al Festival della Letteratura Sociale, la prima serata si chiuderà infatti con una jam session che vedrà protagonisti artisti della scena underground come i Segugi Infernali del Purgatorio, i Lamiere contorte e i Grippo misto.

Immagine anteprima YouTube

fonte: http://www.intoscana.it/site/it/arte-e-cultura/articolo/Letture-dibattiti-e-musica-arriva-il-Festival-della-Letteratura-sociale/

Reddito di Cittadinanza

 

Arriva, in Svizzera, il reddito minimo di felicità. L’idea è di una ragazza di 25 anni

Un progetto per garantire a tutti un reddito sulla base della cittadinanza (poveri, ricchi, occupati, disoccupati)

22/04/2016 - Si è parlato tanto e spesso, negli ultimi mesi, di reddito minimo e di reddito di cittadinanza, considerando che in futuro sarà sempre più difficile che il lavoro possa rappresentare per tutti un paradigma di reddito. In Svizzera (e in Olanda) sono andati oltre, pensando ad un reddito minimo di felicità.

LOSANNA – La decisione – si legge nell’approfondimento di Giancarlo Donadio su Startupitalia – è del consiglio comunale di Losanna, città con circa 150 mila abitanti. Si partirà con un piccolo campione della popolazione, ma l’idea è di estendere la misura a tutti i cittadini. Il contributo mensile servirà a coprire spese come quelle alimentari, dei trasporti, abbigliamento e altri servizi: «Così offriremo sicurezza e solidità in un contesto europeo in cui i cittadini sono sempre più fragili di fronte al mercato del lavoro. La libertà garantita da un reddito sicuro stimolerà le persone a lanciare nuove iniziative, favorendo l’inclusione sociale e l’innovazione» spiega a Business Insider Leonore Porchet, leader del partito dei verdi di Losanna. Giovanissima, classe 1989, è consigliere comunale della città da meno di un anno. Già prima di entrare in politica era una convinta sostenitrice del reddito di base, oggi è l’anima dell’iniziativa.

L’ESPERIENZA DI UTRECHT – Il modello si ispirerà a quello di Utrecht. Nella città olandese a partire dal mese di gennaio sono stati pianificati i primi test e nei dettagli funziona un po’ così, come svela Quartz. L’Università di Utrecht, che ha lavorato in partnership dell’iniziativa con l’amministrazione cittadina, ha diviso il campione della popolazione scelto per il test (circa 300 persone).

Ai prescelti è garantito un reddito, 900 euro per un adulto, fino a 1.300 per una coppia o una famiglia. Per una cinquantina di questi, come spiega Quartz, il reddito di base non è sottoposto ad alcuna restrizione. In altre parole, ottengono il rimborso anche se trovano un lavoro o hanno altre forme di reddito: «L’esperimento vuole cercare di andare in una direzione diversa rispetto a molte misure di welfare in Europa, in cui il cittadino che riceve soldi pubblici è sottoposto a controlli continui e restrizioni. Alcuni pensano che il reddito di cittadinanza spinga le persone a non cercare un lavoro, ma non è così. Noi pensiamo che contribuisca a renderle più felici e le aiuti a trovare un’occupazione» spiega a Quartz Nienke Horst, project manager del consiglio comunale di Utrecht.

LA SCUOLA CANADESE – L’assunto principale dei detrattori di forme così estreme di welfare è che, oltre a essere economicamente insostenibili, alla lunga danneggiano il mercato del luogo in cui vengono applicate. Anche se c’è da dire che alcuni esperimenti raccontano un’altra storia.

Il più famoso è avvenuto nella città canadese di Dauphin, 8 mila abitanti nella provincia di Manitoba. Tra il 1974 e il 1979 viene avviato il “Mincome Program” che offriva uno stipendio a ogni membro della popolazione, sulla base di quanti soldi già guadagnasse. I “low income”, cioè quelli considerati con un basso reddito ottenevano un reddito di base che, rapportando le cifre al 2015, corrisponde a 16 mila dollari in caso di persona singola, un po’ più di 20 mila (20,443 per l’esattezza) annuali. Un anno prima Manitoba e il governo federale firmano un patto per dividersi i costi, i 17 milioni di dollari del progetto. Il 75% pagato dal governo, la parte restante dalla provincia.

A gettare un po’ di luce sui risultati dell’esperimento è Evelyn Forget, ricercatrice dell’Università di Manitoba. I risultati dei suoi studi sono contenuti in un report, “The town with no poverty” pubblicato nel 2011.

Leggendolo viene fuori un aspetto interessante. Il reddito di base non solo ha eliminato la povertà nella città, ma anche risolto altri problemi sociali. Forget, per esempio, evidenzia l’aumento dell’istruzione soprattutto tra i cittadini di sesso maschile i quali invece di abbandonare la scuola giovanissimi per lavorare preferivano proseguire gli studi, circostanza che – come sottolinea la studiosa – “avrebbe avuto un’influenza nell’incremento dei loro redditi futuri”. Mentre fanno riflettere anche altri dati, come quello della diminuzione delle spese sanitarie legate a cure di disturbi psicologici o psichiatrici.

Fonte:  qF – qui finanza -

 

Slot, Piagge record 1 ogni 65 abitanti

Comunicato stampa Comunità delle Piagge

Slot, Piagge record: 1 ogni 65 abitanti, in Italia 1 su 166: la mappa

Il 29 aprile giornata #noslot di proposta-azione

Nella zona delle Piagge c’è una slot machine ogni 65 abitanti: ben 335 apparecchi diffusi su un territorio in cui vivono circa 21.725 persone (censimento 2014). Una cifra esorbitante considerato che la media nazionale è di una ogni 166 abitanti (360.000 macchine su 60 milioni di persone); una ogni 261 in Germania e una ogni 372 negli Stati Uniti. È il dato che emerge dalla doppia mappatura compiuta su dati ufficiali forniti dall’Agenzia delle Entrate dalla Comunità delle Piagge e dal laboratorio politico Cantieri solidali dal 2010 attivi sul tema delle ludopatie. Le mappe sono visibili all’indirizzo http://altracitta.org/no-slot-firenze/.

LE MAPPE NOSLOT

La prima mappa si intitola “Le slot alle Piagge e dintorni”, comprende il territorio compreso tra l’Arno e l’Autostrada A11 (Utoe 9 del Comune di Firenze) e localizza i 34 locali, tra sale dedicate, bar, circoli, benzinai, tabaccherie, che ospitano ben 231 slot machines e 104 videolottery per un totale di 335 apparecchi. Dalle 133 del 2011, anno della prima mappatura compiuta dalla Comunità, ad oggi si è registrato un incremento del 151%. La via Pistoiese, arteria principale che unisce le Piagge alla città, è ormai lastricata di sale scommesse e sale slot di ultima generazione a dispetto della vicinanza a scuole, asl, luoghi di culto. In queste sale perdono i loro soldi persone di tutte le età, a partire dagli adolescenti per arrivare agli adulti e anziani, non ultimi nella classifica delle perdite di gioco.

“Le slot nei Circoli” è invece la mappa dove sono rappresentate le associazioni, i circoli, le case del popolo e della cultura che lucrano sulla pelle delle persone più povere e spesso afflitte dalla ludopatia. Ben 127 macchine nei 29 circoli autorizzati dal ministero. Un fenomeno davvero increscioso considerati gli statuti “solidali” e non profit che regolano tali associazioni. Nel luglio scorso la Comunità ha interpellato inutilmente uno ad uno i presidenti di questi circoli, tra cui molti ARCI e MCL, per capire le motivazioni di tale scelta: considerati gli obiettivi dichiarati di promozione sociale e crescita culturale e civile dei propri soci e dell’intera comunità, chiedevamo come questo potesse essere compatibile con la presenza e l’utilizzo delle slot machines nei loro locali. Nessuna risposta è arrivata. Qualche Presidente di circolo ha manifestato consapevolezza del problema e delle contraddizioni che quei locali pubblici vivono ma, ad oggi, nessuna risposta ufficiale è arrivata.

Sino ad ora le istituzioni sono state completamente sorde al nostro grido d’allarme e la laconica risposta del Sindaco Dario Nardella al nostro comunicato dello scorso novembre in cui denunciavamo l’ennesima apertura di sala slot nella nostra zona circa la sua non-competenza in materia, in quanto i permessi sono rilasciati dalla Questura, ci indigna moltissimo e ci lascia soli di fronte al fenomeno.

29 APRILE 2016: GIORNATA DI PROPOSTA-AZIONE

Per discutere dei rischi connessi al gioco, a partire dalle ludopatie, e cercare di individuare una collaborazione virtuosa con tutti quei soggetti pubblici e privati che vogliono vincere la sfida delle slot la Comunità delle Piagge propone una giornata di proposta e azione per venerdì 29 aprile alle ore 17.30 al Centro Sociale il Pozzo in Piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (già via Lombardia). Parteciperanno alla discussione Adriana Iozzi responsabile del Sert Q5 – Firenze Centro; Maria Cristina Perilli, autrice di Giocati dall’azzardo. Mafie, illusioni e nuove povertà, Edizioni Sensibili alle Foglie (2015); un esponente dei Giocatori Anonimi e uno Andrea Bigalli di Libera, associazione da tempo attiva contro mafie e gioco d’azzardo. La partecipazione è libera.

“Se toccano uno, toccano tutti”

E’ questo lo spirito con cui tremila persone sabato 9 Aprile2016  

sono scese in piazza a sostegno degli 86 studenti e attivisti sotto processo per le mobilitazioni dell’Onda studentesca che, tra il 2008 e il 2011, si opponeva alla riforma Gelmini, ai tagli all’istruzione pubblica e all’aziendalizzazione delle Università. Settanta gli anni di carcere richiesti dal PM Coletta, ostinato nel portare avanti l’assurda e grave accusa di “associazione a delinquere” contro sette degli imputati

Tante le lotte che sono scese in piazza a rivendicare la legittimità dei movimenti e dei conflitti che, a cinque anni di distanza, continuano a contrapporsi alle politiche di austerità e impoverimento. Una mobilitazione trasversale che ha investito la lotta per la casa, gli studenti medi e universitari, ma anche il sindacalismo di base e le tante realtà territoriali. La manifestazione ha attraversato interamente il centro storico, senza dimenticarsi di portare l’urlo della città che non si arrende sotto le finestre di Palazzo Vecchio. Un luogo simbolo non solo di un potere cittadino sordo di fronte alle istanze sociali che vengono dal basso, ma anche del renzismo che oggi governa il paese per conto di banche, multinazionali e speculatori.

Sicuramente i numeri che si sono espressi nella piazza di oggi sono un dato importante che è stato capace di rompere il silenzio intorno ai tentativi della magistratura di “risolvere” le istanze sociali portando in Tribunale chi alza la testa di fronte alle ingiustizie.

Al di là dell’esito della sentenza (atteso nelle prossime settimane), la manifestazione di oggi ci aiuta ad affermare il fallimento dell’operazione repressiva orchestrata da Questura e Procura che mirava a pacificare la città di Firenze. A cinque anni dagli “arresti preventivi” del 2011, nelle mobilitazioni studentesche come nelle lotte per il diritto alla casa il terreno del conflitto e dell’incompatibilità continua ad essere praticato nella determinazione a costruire dal basso possibilità di riscatto e trasformazione. E’ anche a difesa di questa possibilità, oltre che dei compagni sotto processo, che la piazza di oggi si è schierata.