ABOLIAMO, SUBITO L’ARTICOLO 5 DEL PIANO CASA

ABOLIAMO, SUBITO L’ARTICOLO 5 DEL PIANO CASA

Per cinque ore più di cento occupanti di case hanno bloccato viale Gori e costruito delle barricate per sbarrare la via. Un azione di protesta forte, giusta e necessaria.

Con l’approvazione del “piano casa” e in particolare con l’art.5 – che vieta agli abitanti delle case occupate di avere forniture di acqua, luce, gas e le residenze – il governo ha dichiarato una vera e propria guerra alla vita di centinaia di famiglie (nella sola Firenze) che sono costrette ad occupare gli stabili vuoti per garantirsi il diritto alla casa.

Una guerra sporca che viene portata avanti dalle istituzioni e le questure locali con operazioni vili e infami come quella che dieci giorni giorni fa ha visto impegnati circa cento tra poliziotti e carabinieri per staccare la fornitura elettrica all’Hotel Concorde occupato. Le venti famiglie e le decine di minori che vi abitano sono da quel giorno al buio.

A questa loro guerra sporca, condotta in difesa degli interessi dei soliti (speculatori, palazzinari, costruttori), ripondiamo con la nostra guerra in difesa dei diritti fondamentali e della dignità. Lo abbiamo fatto negli ultimi mesi, lo abbiamo fatto stamattina e continueremo a farlo. Questo è sicuro.

“Ci volete in strada… e in strada ci avete!” E’ lo slogan che riassume questa giornata di lotta.

Le istituzioni possono pure continuare a fare finta che quel pezzo di città impoverito dalla crisi e torturato dalla precarietà, dallo sfruttamento e dal carovita non esista. Possono continuare a rispondere solo con la polizia alle loro istanze, ma la giornata di oggi dimostra ancora una volta che questo gioco non gli potrà funzionare: dall’altra parte ci sono uomini e donne disposte a dare battaglia per i propri diritti e la propria dignità!

Contro il pianocasa, blocchiamo tutto!

Sarà un autunno di lotta…

Intanto Lunedì 1 Settembre riprende la guerra degli sfratti. La rete di sfrattati del Movimento picchetterà le case
in Via Ragazzi del ’99 60 (zona Rifredi)
e via di S Niccolò 37
OGNI SFRATTO SARA’ UNA BARRICATA!

Il movimento di lotta per la casa di Firenze

EMERGENZA ABITATIVA…E’ DI NUOVO “ALTA TENSIONE”

MARTEDI’ 26 AGOSTO ORE 11,30 PRESSO LA SEDE DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA-VIA MATTEO PALMIERI 11 ROSSO

CONFERENZA STAMPA

EMERGENZA ABITATIVA…E’ DI NUOVO “ALTA TENSIONE”

Ieri mattina davanti all’Hotel “Concorde” occupato si sono presentati un centinaio di agenti Digos, carabinieri in assetto di guerra, Blindati che hanno militarizzato il territorio. La scusa è stata lo STACCO dell’erogazione dell’energia elettrica. Il piccolo esercito ha PRESIDIATO il territorio sino a notte inoltrata…
Una manovra poliziesca condita di vero e proprio senso della frustrazione e dell’impercettibile VIOLENZA nei confronti dei precari della casa.
Infatti all’Hotel Concorde vivono oltre 20 nuclei familiari, una trentina di bambini, molte famiglie sfrattate. L’allaccio per l’energia elettrica era stato richiesto ben prima dell’applicazione dell’offensivo articolo 5…per ben due volte la sede di ENEL ENERGIA in Via Corridoni era stata occupata proprio per ottenere l’allaccio della corrente…ma a Firenze come in altre città l’ordine pubblico serve solo a colpire i pìù deboli ?

Poi l’INFAME articolo cinque ha fatto il resto…negare ACQUA, LUCE, GAS E RESIDENZE a coloro che occupano gli stabili sfitti. Un articolo ampiamente anticostituzionale, l’esercizio e l’appicazione della vendetta nei confronti di chi vive l’emergenza abitativa…in poche parole la negazione dei diritti elementari…come il diritto a sopravvivere…
Questa aberrante applicazione ricorda le epurazioni di massa degli indesiderati, alla faccia del buonsenso e degli aiuti umanitari…

intanto…incombono pesanti prospettive per gli sfrattati

Solo nei primi tre giorni di settembre sono previste oltre 20 ESECUZIONI DI SFRATTO, nessuna di queste famiglie ha possibilità di ottenere un alloggio di edilizia sociale…
Questa mattanza quotidiana costringerà, nonostante l’articolo 5, decine di famiglie a nuove OCCUPAZIONI DI STABILI.
Intanto il Comune di Firenze in pochi mesi è riuscito a rendere l’emergenza abitativa UN VERO E PROPRIO DRAMMA SENZA FINE…

*Il Comune di Firenze ha CANCELLATO IL BANDO TRANSITORIO per l’ottenimento delle case popolari previsto per settembre 2014…
*Ha avviato l’applicazione di numerosi SFRATTI per case ERP E COMUNE GARANTE
*Ha cancellato  COMMISSIONE di graduazione degli sfratti prevista dalla REGIONE TOSCANA…

e noi ci prepariamo a nuove forme di ribellione e resistenza…

miti e quieti come sempre IL MOVIMENTO DI LOTTA PERLA CASA

FIRENZE LIBERATA: L’11 AGOSTO RADIO CORA ALLE OBLATE

Lunedì 11 agosto dalle ore 17.00 alle ore 20.00: “11 agosto 1944-2014: Firenze liberata. Ora e sempre resistenza“. Reading, incontri e proposte in ricordo della Liberazione della città.
La partecipazione è libera fino ad esaurimento dei posti disponibili.

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione.”
  (Pietro Calamandrei)

Introduce Maria Federica Giuliani, Presidente della V Commissione Consiliare

Cultura e Sport del Comune di Firenze

Programma:

Presentazione del progetto nuova Radio Cora

Con la partecipazione di ANPI e Istituto Storico della Resistenza in Toscana

www.radiocora.it

Intervengono:

Massimo Cervelli, Responsabile Progetti per la Memoria, Regione Toscana

Simone Neri Serneri, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana

Vania Bagni, Vicepresidente ANPI provinciale Firenze

Gigi Remaschi, Vicepresidente ANPI Firenze

Jens Mirannalti, Presidente Associazione Radio Cora e Art Director del  portale

  • Franco Quercioli con un intervento sulla memoria dell’infanzia, “La liberazione vista con gli occhi di un bambino”
  • Passato da tutelare, Presente da costruire

Un recital storico cucito con stralci di discorsi e canzoni inedite, per raccontare la responsabilità civile e politica attraverso la poesia e la letteratura, strumenti indispensabili per formare gli individui, aprire i cuori e lasciare un segno nella memoria collettiva. Anche oggi, come allora, solo l’impegno e la partecipazione per un progetto comune possono creare giustizia, diceva Piero Calamandrei.

Di e con Letizia Fuochi

Reading Musicale Dai boschi alle strade

Un percorso letterario che si snoda come un sentiero nel bosco, collegando personaggi, storie e geografie della Liberazione dal regime nazi-fascista.

Letture da Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Antonio Gramsci, Carlo Francovich, Curzio Malaparte.

Di e con Lorenzo Degl’Innocenti

Sonorizzazioni dal vivo a cura di Letizia Fuochi

Nel corso della serata verranno proiettate immagini da Radio Cora, un film documentario di Alessandra Povia Valdimiro, con Stefania StefaniniAmerigo FontaniniGianluigi Tosto e Stefan Timbaluc. Un film-documentario che descrive come per cinque mesi, dal gennaio ’44 . fino ai primi di giugno, nella Firenze, battuta, devastata dai bombardamenti e dalla violenza dei tedeschi, repubblichini e spie fasciste, una radiotrasmittente sia riuscita a tenere in sacco l’agguerrita polizia tedesca e fascista, riuscendo ad evitare le varie stazioni goniometriche.

Stop F35 rimandato a settembre. Stavolta fermiamoli

Difesa. In autunno sarà calendarizzata una mozione per fermare definitivamente i caccia

Que­sta set­ti­mana sarebbe (stata) in calen­da­rio alla camera la nuova mozione per la can­cel­la­zione del pro­gramma F35. Pro­ba­bil­mente slit­terà a set­tem­bre, a causa dell’ingorgo di misure da con­ver­tire in legge prima della chiu­sura estiva del parlamento.
Vale la pena rias­su­mere la vicenda degli ultimi mesi. Nel giu­gno del 2013 il par­la­mento approva la mozione della mag­gio­ranza di governo (e respinge quella di Sel, M5S e dis­si­denti del Pd) che chiede la sospen­sione tem­po­ra­nea di nuovi acqui­sti di F35 e un’indagine cono­sci­tiva per veri­fi­care se que­sti aerei ser­vano o meno. Per fare quest’ inda­gine si riu­ni­sce la com­mis­sione difesa e dopo un anno (7 mag­gio 2014), la com­mis­sione ci dice che ser­vono ulte­riori appro­fon­di­menti (quindi si con­ti­nua con la sospen­sione) e che però sarebbe auspi­ca­bile una revi­sione del pro­gramma fino ad ipo­tiz­zare il dimez­za­mento del finan­zia­mento. Nel frat­tempo il governo, con­trav­ve­nendo alla mozione della sua mag­gio­ranza, con­ti­nua a fare con­tratti per nuovi F35 (nel mese di set­tem­bre 2013 e a marzo del 2014) e la mini­stra Pinotti e Napo­li­tano si met­tono di tra­verso: non biso­gna ridurre gli stan­zia­menti per i sistemi d’arma e gli F35 vanno sal­va­guar­dati. Pinotti con­ti­nua a gio­care la carta del rin­vio: prima di deci­dere sugli F35, dice, biso­gna aspet­tare (il 2015 se tutto va bene) il Libro Bianco della Difesa che dovrebbe dirci cosa devono fare le nostre Forze Armate e con quali armi.

Nel frat­tempo il pro­gramma F35 va avanti, avendo con­tratti già fir­mati fino al 2016. Faremo sei aerei (o otto, non si sa, il par­la­mento ancora non ha potuto visio­nare i con­tratti). Secondo la Difesa ad oggi abbiamo con­trat­tua­liz­zato la pro­du­zione di 130 ali (ciò per cui è stato alle­stito lo sta­bi­li­mento di Cameri, oltre che per fare — forse — la manu­ten­zione degli aerei) che impie­gano 340 addetti (altro­ché i 10mila pro­messi), di cui 180 “in tra­sferta” dallo sta­bi­li­mento Ale­nia di Caselle. Ritorno occu­pa­zio­nale, dun­que: modestissimo.

Tutto que­sto men­tre i cac­cia­bom­bar­dieri con­ti­nuano a cre­scere ver­ti­gi­no­sa­mente nei costi (la Corte dei Conti ame­ri­cana l’ha denun­ciato ripe­tu­ta­mente) e hanno pro­blemi tec­nici gravi: devono atter­rare ad ogni tem­po­rale, il soft­ware non fun­ziona e la sua ulti­ma­zione è in ritardo di un anno. Il casco fa vedere dop­pio al pilota e i pro­to­tipi a decollo ver­ti­cale quando si alzano in volo squa­gliano l’asfalto. E sono pesan­tis­simi: non pos­sono sop­por­tare uno spillo in più di carico oltre quello previsto.

Ma al di là dei pro­blemi tec­nici e dei costi (14 miliardi che potreb­bero essere usati per creare lavoro e non è una que­stione di poco conto), c’è da fare anche un’altra con­si­de­ra­zione: sono aerei d’attacco, con carat­te­ri­sti­che stealth, ser­vono a fare la guerra e pos­sono tra­spor­tare pic­coli ordi­gni nucleari, che abbiamo nelle basi di Aviano e Ghedi. Ecco per­ché l’Italia non li deve avere: vedasi all’articolo 11 della Costituzione.

Il Pd e la mag­gio­ranza si bar­ca­me­nano. La mag­gio­ranza dei par­la­men­tari Pd non li vor­rebbe, ma è sot­to­po­sta al ricatto delle gerar­chie mili­tari (e della mini­stra Pinotti), di Napo­li­tano e degli ame­ri­cani. Vedremo come si com­por­terà a set­tem­bre quando verrà discussa la mozione e spe­riamo che ci sia una grande mobi­li­ta­zione (per info: www.disarmo.org e www.sbilanciamoci.org) come quella di giu­gno del 2013, che fac­cia cam­biare idea al par­tito del pre­mier. In realtà Renzi poco più di un anno fa disse che non capiva che dove­vamo farci con que­sti F35. Dopo un anno ancora non l’ha capito. O fa finta.

fonte: Stop F35 rimandato a settembre. Stavolta fermiamoli
http://ilmanifesto.info/stop-f35-rimandato-a-settembre-stavolta-fermiamoli/

“La disfatta morale di Israele ci perseguiterà per anni.”

 

                                     La casa distrutta del leader di Hamas Ismail Haniyeh (Foto: Finbarr O’Reilly/Reuters) -

di Amira Hass – Haaretz

Scrive la giornalista israeliana: “Se vittoria vuol dire causare al nemico una pila di bambini massacrati, allora Israele ha vinto. Queste vittorie si aggiungono alla nostra implosione morale, la sconfitta etica di una società che ora si impegna a non fare un’auto-analisi, che si bea nell’autocommiserazione a proposito di ritardi nei voli aerei?”

Se la vittoria si misura in base al numero dei morti, allora Israele e il suo esercito sono dei grandi vincitori. Da sabato, quando ho scritto queste parole, a domenica, quando voi le leggete, il numero [dei morti palestinesi] non sarà più di 1.000 (di cui il 70-80% civili), ma anche di più [sono 1200, ndt].

Quanti altri ancora? Dieci corpi, diciotto? Altre tre donne incinte? Cinque bambini uccisi, con gli occhi semichiusi, le bocche aperte, i loro piccoli denti sporgenti, le loro magliette coperti di sangue e tutti trasportati su una sola barella? Se vittoria vuol dire causare al nemico una pila di bambini massacrati su una sola barella, perché non ce ne sono abbastanza, allora avete vinto, capo di stato maggiore Benny Gantz e ministro della Difesa Moshe Ya’alon, voi e la nazione che vi ammira.

E il trofeo va anche alla Nazione delle Start Up, questa volta alla start up premiata per sapere e riferire il meno possibile al maggior numero possibile di mezzi di comunicazione e siti web internazionali. “Buon giorno, è stata una notte tranquilla” ha annunciato plaudente il conduttore della radio militare giovedì mattina. Il giorno precedente il felice annuncio, l’esercito israeliano ha ucciso 80 palestinesi, 64 dei quali civili, compresi 15 bambini e 5 donne. Almeno 30 di loro sono stati uccisi durante quella stessa notte tranquilla da una devastante cannoneggiamento, bombardamento e fuoco di artiglieria israeliana, e senza contare il numero di feriti o di case distrutte.

Se la vittoria si misura con il numero di famiglie distrutte in due settimane – genitori e bambini, un genitore e qualche bambino, una nonna e alcune nuore, nipoti e figli, fratelli e i loro bambini, in tutte le variabili che si possono scegliere – allora noi siamo i vincitori. Ecco qui i nomi a memoria: Al-Najjar, Karaw’a, Abu-Jam’e, Ghannem, Qannan, Hamad, A-Salim, Al Astal, Al Hallaq, Sheikh Khalil, Al Kilani. In queste famiglie, i pochi membri sopravvissuti ai bombardamenti israeliani nelle scorse due settimane invidiano la loro morte. Continua a leggere

urge arms embargo on Israel

La rock star Peter Gabriel e il regista Ken Loach sono tra le 21.000 persone che hanno firmato una lettera aperta a David Cameron, il primo ministro britannico, chiedendo l’immediata sospensione del commercio di armi tra il Regno Unito e Israele.
La lettera è stata consegnata oggi, direttamente alla residenza di Cameron al numero 10 di Downing Street a Londra da Loach e tre membri del parlamento – Jeremy Corbyn, Diane Abbott e Jim Fitzpatrick.
Firmatari di spicco inclusi stilista Bella Freud, giornalista e attivista Jemima Khan, musicisti Bobby Gillespie dei Primal Scream, Robert Del Naja dei Massive Attack, Brian Eno e Bryan Adams, gli scrittori Will Self, Hanif Kureishi, Ahdaf Soueif, Esther Freud, Laura Bailey e William Dalrymple, e gli attori David Morrissey, Maxine Peake e Alexei Sayle.

http://electronicintifada.net/blogs/amena-saleem/rock-stars-peter-gabriel-and-bobby-gillespie-urge-arms-embargo-israel

Gaza, vista da Eduardo Galeano

da:popoffquotidiano.it/
Da dove viene l’impunità che permette a Israele di portare avanti la mattanza di Gaza? Forse la tragedia dell’Olocausto implica una polizza di eterna impunità?

di Eduardo Galeano

Gaza vista da eduardo Galeano

Per giustificarsi, il terrorismo di Stato fabbrica terroristi, semina odio e raccoglie alibi. Tutto indica che la macelleria di Gaza, che secondo i suoi autori vuole farla finita con i terroristi, riuscirà solo a moltiplicarli.

Dal 1948, i palestinesi vivono condannati all’umiliazione perpetua. Non possono neanche respirare senza permesso. Hanno perso la propria patria, le terre, l’acqua, la libertà su tutto. Tanto meno hanno diritto ad eleggere i propri governanti. Quando votano chi non devono votare sono puniti. Gaza è castigata. Si è trasformata in un trappola per topi senza vita d’uscita, da quando Hamas vince limpidamente le elezioni nel 2006. Qualcosa del genere era apparso nel 1932, quando il Partito comunista trionfò alle elezioni in Salvador. Bagnati nel sangue, i salvadoregni espiarono la loro cattiva condotta e da allora vissero sottomessi ad una dittatura militare. La democrazia è un lusso che non tutti meritano.

Sono figli dell’impotenza dei razzi fatti in casa che i militanti di Hamas, rinchiusi a Gaza, sparano, fallendo l’obiettivo, sulla terra che era stata dei palestinesi e che l’occupazione israeliana gli usurpò. E la disperazione, al limite della pazzia suicida, è la madre delle bravate che negano il diritto all’esistenza di Israele, grida senza alcuna efficacia, mentre la molto più efficace guerra di sterminio sta negando, da tanti anni, il diritto all’esistenza della Palestina. Di Palestina ne resta molto poca, passo dopo passo Israele la sta cancellando dalle mappe. Continua a leggere

L’Osservatorio Morti sul Lavoro entra in sciopero

IL BLOG DELLL’OSSERVATOTRIO INDIPENDENTE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO (http://cadutisullavoro. blogspot.com) ENTRA IN SCIOPERO: CONTRO L’INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI E DELLA POLITICA VERSO LE TRAGEDIE DELLE MORTI SUL LAVORO. DA QUESTO MOMENTO NON SARANNO PIU’ POSTATE NOTIZIE INERENTI A QUESTE TRAGEDIE CHE SI SUSSEGUONO SENZA NESSUNA SOLUZIONE DI CONTINUITÀ E CHE VEDE IN QUESTI PRIMI MESI DEL 2014 UN’IMPENNATA DELLE MORTI RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2013 E ANCHE RISPETTO A TUTTI GLI ANNI PRECEDENTI. Continua a leggere