In distribuzione il n.196 dicembre 2017: dove trovare Fuori Binario

In primo piano

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter aquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Nanu G. - Borgo S.Lorenzo – Stazione Campo di Marte
Enzo C. - Coop Via Gioberti
Francesco C. – in Sant’Ambrogio
Cezar T. – P.zza Santo Spirito – Ponte Vecchio
Antonio R. – a Porta Romana, e a Scandicci
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. - Mercato fiori giovedì P.zza Repubblica – Feltrinelli Cerretani
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica
Mihai V.
 – Scandicci Poste – Ospedale Torregalli
Jon P. – P.zza SS Annunziata -
Stefan J. - Esselunga Masaccio
Mures T. - S. Spirito
Ionita R.- Coop Via Milanesi
Maria Raffaila 
- Coop Gavinana
Berisa Sabit 
- Zona Novoli tribunale
Jason Grugan - 
Pistoia
Anna Vogliazzo 
- Pistoia

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In ricordo di Mor Diop e Samb Modou

Sul corteo per Samb e Diop a San Jacopino.

Chiudiamo le sedi di CasaPound, smascheriamo e respingiamo razzismo e fascismo!

Ieri, sabato 16 dicembre un corteo composto da 500 antifascisti ha attraversato le vie del quartiere di San Jacopino

Un corteo determinato che, nonostante la pioggia, ha saputo scandire slogan, cantare e comunicare con gli abitanti del quartiere per le oltre due ore di manifestazione.

Dal microfono parole chiare e dirette: “Oggi siamo in piazza per ricordare Samb e Diop, i due lavoratori senegalesi che sei anni fa furono uccisi in piazza Dalmazia dal neofascista Casseri, militante di Casa Pound. Siamo venuti in questo quartiere perché da qualche tempo qua è aperta propria una sede di Casa Pound.”

 

Ci pare opportuno infatti che tutti sappiano come si muovono questo soggetti. Al pari di tutti i partiti politici con cui sono in lizza per le prossime elezioni anche Casa Pound sta strumentalizzando tutte le problematiche e le contraddizioni per un pugno di voti.

Quando si presenteranno pubblicamente, che sia in piazza o in qualche comitato di quartiere, lo faranno con la faccia pulita dei bravi ragazzi dietro la facciata del “cittadino indignato”, del “genitore preoccupato” o dello “studente volenteroso” cercando di camuffarsi: ma fascisti sono e fascisti rimangono.

Parleranno di degrado e sicurezza ripiegando sempre sulla solita retorica razzista.

Lo spaccio: colpa degli immigrati, non certo della malavita con cui non esitano ad avere rapporti nei contesti in cui ciò è possibile. Bisogna ricordare bene che per loro le sostanze stupefacenti non sono un problema strutturale in questa società ma il problema è la forma in cui queste vengono vendute. Se ciò avviene per strade sotto gli occhi di tutti ciò rappresenta un problema, ma non lo è quando si va a comprare la cocaina, giusto per fare un esempio, a casa del pusher come fanno molti di loro.

Lo stupro: colpa degli immigrati, non certo del patriarcato e della cultura maschilista da cui siamo pervasi. Quando a stuprare sono gli immigrati allora sorge il problema. Questo non tanto per l’atto infame, di violenza e sopraffazione che l’uomo esercita sulla donna ma proprio perché a stuprare è stato un immigrato. Infatti parlano di “difendere le nostre donne”: evidentemente quando la violenza o lo stupro avvengono tra le mura domestica sotto il “sacro vincolo del matrimonio” o sono due agenti in divisa a commetterlo non è un problema.

Il business dell’accoglienza: colpa degli immigrati, non certo di sfrutta le loro terre e lucra sulla loro vite.

Ancora una volta scaricano il peso della loro frustrazione contro un anello debole e non contro chi si sfrega le mani nel gestire i centri d’accoglienza e quel business come a Roma, dove la “Mafia Capitale” del loro amico Carminati, con cui condividono l’avvocato e molte amicizie, si era infilata proprio in questo giro d’affari.

Nel momento in cui sarebbe sempre più forte la necessità di attivare processi di mutuo soccorso e solidarietà nei quartieri loro cercano di impedire la ricomposizione di un tessuto sociale attivo capace di rialzare la testa e lottare contro le politiche di privatizzazione e desertificazione dei quartieri stessi.

Nel frattempo il PD oggi si vorrebbe far paladino dell’antifascismo nella stessa logica con cui i fascisti si fanno paladini del decoro: capitalizzare a livello elettorale la necessità di argine una presunta “onda nera” che starebbe travolgendo tutto e tutti.

Ebbene, noi quest’onda nera la conosciamo da tempo e ci sembra che sia la stessa che accoltellava, uccideva e aggrediva in tempi più o meno recenti. Non ci sembra che ora sia diverso da prima. Vediamo semmai un’esposizione mediatica sempre maggiore concessa proprio ai fascisti che evidentemente, partiti come il PD, hanno interesse a far apparire forti per rastrellare qualche voto anche a sinistra “dichiarandosi antifascisti” dopo aver già rastrellato i voti a destra con il proprio uomo di punta: Minniti.

Ma vogliamo esser ancora più chiari. Noi con il PD non c’entriamo niente e soprattutto il PD non c’entra niente con le pratiche e i valori dell’antifascismo ma anzi, ne rappresenta l’esatto contrario con le sue politiche di guerra, di sfruttamento e discriminazione.

Abbiamo poi portato un ultimo messaggio per i fascisti che siamo andati a trovare fin sotto casa loro, come da tradizione sempre addobbata di lampeggianti blu: possono camuffarsi quanto vogliono ma noi saremo pronti a smascherarli. C’hanno provato in Ganivana, a Coverciano, ora a Sesto e all’Isolotto ma alla fine se ne sono sempre dovuti andare con la coda tra le gambe.

 

Oggi come ieri, Firenze è Antifascista.

Festival dei Diritti: incontri e conferenze, mostre e spettacoli a ingresso gratuito

Festival dei Diritti: incontri e conferenze, mostre e spettacoli a ingresso gratuito

[ 25-11-2017 ]

 

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Esposizioni, workshop, conferenze, eventi, proiezioni di film e dibattiti, tutto incentrato a sensibilizzare in favore della tutela delle donne e dei loro diritti e contro le discriminazioni di ogni genere, ma anche nell’affermazione del diritto alla salute e contro la diffusione dell’Aids. È il Festival dei Diritti, organizzato per la prima volta dal Comune di Firenze insieme a molte associazioni. Il festival dei diritti, voluto dall’assessore alle pari opportunità Sara Funaro, comincia il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dalle Nazioni Unite, e finisce il 3 dicembre, dopo la giornata mondiale dedicata alla lotta all’Aids (1 dicembre), ed è un concentrato di iniziative mirate a informare e sensibilizzare su argomenti importanti e delicati come la lotta alle discriminazioni, fra cui quella Lgbt. Azioni che l’amministrazione porta avanti da tempo, ad esempio con le iniziative della rete RE.A.DY e la consulta per il contrasto all’omofobia, ma anche con lo sportello Informadonna, aperto lo scorso gennaio, rivolto alle donne, con servizi mirati a promuovere la cultura di genere e al contrasto di ogni forma di violenza. Tutte le iniziative, tranne un brunch che serve a raccogliere i fondi, hanno l’ingresso gratuito.

“Quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di organizzare a Firenze il Festival dei diritti– ha detto l’assessore Sara Funaro - perché crediamo fortemente nell’importanza dell’affermazione dei diritti a 360 gradi: dal diritto delle donne a non subire violenze al diritto alla salute per tutti. Nell’organizzazione di questo Festival, che si incentra su tematiche attuali sulle quali bisogna ancora lavorare molto, abbiamo coinvolto fin dall’inizio le associazioni cittadine, che hanno dato una grande risposta positiva in termini di partecipazione. É solo lavorando tutti insieme che si riescono a dare risposte positive e utili nell’affermazione dei diritti e nel dare sostegno a persone, soprattutto donne che subiscono violenza, che hanno bisogno di sostegno. E in questo lavoro quotidiano è fondamentale l’operato delle associazioni che giorno e notte sono attive sul territorio”.

Moltissimi gli eventi in programma: workshop tematici, proiezioni cinematografiche, campagne, presentazioni di manuali e opere narrative e performance musicali, teatrali e di street art anche attraverso la messa a disposizione di Spazi d’Arte volti alla sensibilizzazione della cittadinanza con particolare riguardo ai temi del contrasto alla violenza sulle donne, alla violenza assistita e alla discriminazione di genere, alla discriminazione in tema LGBT (con un convegno delle Rete Lenford nel salone dei 500, per discutere intorno a stereotipi e discriminazioni ai danni delle persone LGBT) e alla promozione dei diritti delle donne (tutte le iniziative pubblicate nel volantino allegato e nel link qui sotto). Il festival dei Diritti si rivolge anche ad un pubblico giovane per sensibilizzare ed educare alla cultura del rispetto anche attraverso la scelta di location come ZAP (dove si farà un focus sul contrasto alla violenza di genere con la mostra di Anarkikka e uno show case del progetto Sbarre Mic Check con la rapper Fenny Ics), il Combo e con l’iniziativa di Street Art.

Fra le associazioni che aderiscono organizzando eventi ed offrendo spazi ci sono l’associazione di promozione sociale “Consapevolmente” ; “Associazione Co-Cò -Spazio Co-stanza”; “Difesa donna-antiaggressione femminile”; l’Associazione Artemisia- Centro Antiviolenza onlus; “Nosotras Associazione Onlus”; “Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti Onlus “(CAM); “Arci” Comitato territoriale; “Aidda”, Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’Azienda; “Fondazione R. Kennedy – Human Rights Education and Training Manager Robert F. Kennedy Human Rights Italia”; l’Associazione Onlus Ireos- Comunità Queer autogestita, che propone il “Queer Urban Color”. Aderiscono anche Informa Donna, Museo del Novecento, dove si svolgerà lo spettacolo su Tondelli e dove gli è stata dedicata una stanza, NYU, Combo Social Club, Agedo, Rete Lendford, Fondazione Sistema Toscana e Progeas Family.

PROGRAMMA

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In distribuzione il n.195 novembre 2017: dove trovare Fuori Binario

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter aquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Nanu G. - Borgo S.Lorenzo – Stazione Campo di Marte
Enzo C. - Coop Via Gioberti
Francesco C. – in Sant’Ambrogio
Cezar T. – P.zza Santo Spirito – Ponte Vecchio
Antonio R. – a Porta Romana, e a Scandicci
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. - Mercato fiori giovedì P.zza Repubblica – Feltrinelli Cerretani
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica
Mihai V.
 – Scandicci Poste – Ospedale Torregalli
Jon P. – P.zza SS Annunziata -
Stefan J. - Esselunga Masaccio
Mures T. - S. Spirito
Ionita R.- Coop Via Milanesi
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Berisa Sabit 
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Pistoia
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«ANNO 2018: VERRÀ LA MORTE»

E’ il titolo – purtroppo NON allarmistico – di un documentario di Giuliano Bugani sull’amianto

Qui in “bottega” parliamo molto di amianto (soprattutto grazie allo straordinario,, quasi quotidiano lavoro di Vito Totire) … però mai abbastanza. Perché la situazione è tragica, l’indifferenza istituzionale altissima, la disinformazione tiene duro; e nel 2018 la morte toccherà il suo tragico picco. Lo hanno raccontato – 9 anni fa – Giuliano Bugani e Salvo Lucchese in un documentario (vedi sotto la scheda e il trailer) che ha girato grazie al passaparola ma è stato ignorato ovviamente dalle “anime belle”. Perché parlare di amianto è sconveniente se non per dire che la situazione è «sotto controllo»; perché era un documentario prodotto (cioè sostenuto) dal Partito Comunista Lavoratori che per i “benpensanti” sono tre parolacce in fila. Perchè (come cantava Dario Fo) «E sempre allegri bisogna stare / che il nostro piangere fa male al re / fa male al ricco e al cardinale / diventan tristi se noi piangiam».

L’invito della “bottega” ovviamente è a recuperare questo documentario, a sostenere la lotta delle vittime presenti e… future. [Daniele Barbieri]

«Anno 2018: verrà la morte»

Regia: Giuliano Bugani, Salvo Lucchese

Musiche: Rossella Vigneri, Giuseppe Ruggeri

(Partito Comunista Lavoratori, 2008)

L’utilizzo dell’amianto in Europa viene reso illegale solo nel 1992. Fino ad allora, in migliaia di fabbriche, l’amianto viene utilizzato spesso anche senza precauzioni. La fibra dell’amianto è cancerogena, e istituzioni, sindacati, dirigenti di azienda, medici, tutti conoscono la pericolosità, ma l’amianto viene usato dai lavoratori da sempre. Il periodo di incubazione, prima che la fibra si trasformi in tumore all’interno del corpo di chi ne è venuto a contatto, è di circa quarantanni. Il periodo di massimo decesso è previsto tra il 2015 e il 2020, con circa 500.000 morti in Europa. L’amianto in corpo. Tutti lo sapevano. Tranne loro. I lavoratori.

QUI IL TRAILER: Anno 2018: verrà la morte – YouTube

“E’ TEMPO DI TORNARE ALLE RADICI E AL CUORE DELLA DEMOCRAZIA”

UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA:
“E’ TEMPO DI TORNARE ALLE RADICI E AL CUORE DELLA DEMOCRAZIA”

Egregio Presidente del Senato della Repubblica, innanzitutto la prego di scusarmi se indirizzo a lei personalmente questa lettera che reca un invito invero rivolto all’intero consesso da lei presieduto. E l’invito e’ il seguente: che nell’imminente discussione della nuova legge elettorale si riconosca finalmente la flagrante realta’ che un appello promosso da padre Alessandro Zanotelli e dalla partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace (e sottoscritto da migliaia di cittadini tra cui 187 parlamentari in carica e tre ministri emeriti) cosi’ descrive: “vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all’Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano”. Da questa ineludibile constatazione quell’appello fa discendere un’ovvia conseguenza: che poiche’ il fondamento della democrazia e’ il principio “una persona, un voto”, “l’Italia essendo una repubblica democratica non puo’ continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui”. Per questo le scrivo questa lettera, egregio Presidente, per chiedere a lei e tramite lei a tutte le senatrici ed i senatori di far cessare un’obsoleta discriminazione ed inverare finalmente pienamente nel nostro paese il principio stesso della democrazia: una persona, un voto.

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