Sull’inceneritore di case Passerini, cosa dicono i medici

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Sull’inceneritore di case Passerini, cosa dicono i medici

Sull’impatto ambientale e sanitario degli inceneritori esiste una corposa letteratura scientifica prodotta in oltre 40 anni, ribadita dallo studio Moniter del 2007 e ripresa dalla Asl 10 Firenze, in relazione a microinquinanti indicati come più pericolosi tra quelli prodotti dalla combustione dei rifiuti, quali diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti (cadmio, arsenico, berillio, nickel) e polveri ultrafini.
La popolazione che vive e/o lavora nei pressi degli inceneritori, anche se di ultima generazione, è esposta ad una maggior incidenza di tumori, ad alterazioni degli esiti riproduttivi umani (maggior incidenza di aborti spontanei, di nati pretermine e di basso peso),a contaminazione della catena alimentare. Dai camini vengono emesse sostanze cancerogene che sono comunque pericolose anche se a basse dosi, anche se entro i limiti di legge, anche per le future generazioni, perché epigenotossiche, cioè trasmissibili da una generazione all’altra. Gli inceneritori producono enormi quantità di scorie, ceneri e fanghi contenenti sostanze cancerogene.
Questi rischi sono assolutamente ingiustificati in quanto esistono tecniche di gestione dei rifiuti alternative alla combustione, già ampiamente sperimentate e prive di effetti nocivi.
Per tutti questi motivi, nel rispetto della prevenzione primaria, del principio di precauzione, della salute delle attuali e delle future generazioni, chiediamo a codesta  Conferenza dei servizi di sospendere sine die, l’iter per la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini, nel Comune di Sesto Fiorentino.

fonte:PerUnaltracittà

Inceneritore di case Passerini

Il prossimo martedì 30 giugno l’Assemblea per La Piana Contro le Nocività invita tutta la popolazione interessata a partecipare al Consiglio Comunale di Campi Bisenzio presso la sala consiliare Sandro Pertini, a partire dalle ore 17.
In tale occasione saranno discussi due ordini del giorno (uno presentato unitariamente dalle forze di opposizione ed uno presentato da alcuni membri della maggioranza) in cui viene chiesto al Comune di Campi di prendere una posizione nettamente contraria alla realizzazione dell’inceneritore di case Passerini e di sostenerla durante la prossima Conferenza dei Servizi fissata per il 3 luglio.
Le forze di opposizione presenteranno lo stesso documento di Sesto Bene Comune approvato a Sesto Fiorentino lo scorso 16 giugno (21 voti favorevoli ed uno contrario). La maggioranza presenterà un documento analogo che probabilmente avrà molti punti in comune e ne aggiungerà di altri, sempre nell’ottica di rivedere la decisione di fare partire i lavori di realizzazione dell’inceneritore.
La consapevolezza che i tempi sono cambiati, che nessuna opera compensativa pianificata è stata realizzata, lo stravolgimento del progetto del Parco della Piana e forse, la sensazione che è giunta l’ora (tardi, infinitamente troppo tardi) di considerare anche gli interessi dei cittadini, stanno facendo smuovere le acque anche a livello di amministrazioni locali.
Da parte nostra manteniamo ai massimi livelli lo spirito critico evidenziando che tali azioni, effettuate così a ridosso di avvenimenti come una conferenza dei servizi definita “decisoria”, lasciano un pò l’amaro in bocca. Se sarà dato via libera ai lavori dell’inceneritore, queste forze politiche si fregeranno di averle tentate tutte, se i lavori saranno bloccati si arrogheranno il merito di esserci riusciti. In quest’ultimo caso saremo comunque estremanente felici di quanto ottenuto. Certo non ci faremo ingannare da un risultato che non dipende da uno o più odg presentati all’ultimo momento, ma viene da lontano, da molto più lontano, come sanno benissimo tutti gli attivisti in questi lunghi anni di mobilitazione

Partecipazione al Consiglio Comunale – Discussione ODG contro la realizzazione dell’Inceneritore di Case Passerini
http://www.facebook.com/events/1596783417269694/

aggiornamenti
da:  Assemblea per la Piana contro le nocività

Ieri 30 Giugno in Consiglio Comunale a Campi durante l’ennesima discussione sull’inceneritore a Case Passerini. Due documenti: uno delle minoranze, uno della maggioranza. Alcuni consiglieri della minoranza, propongono di condividere una sluzione unica, anche ritirando il documento presentato dalla minoranza, perché l’importante è andare avanti verso l’obiettivo, ovvero non realizzare l’impianto.

La risposta, anche del Sindaco, è che la sintesi c’è già ed è il documento della maggioranza.

Quindi viva la PARTECIPAZIONE.. ovviamente solo se sei d’accordo, allineato e schierato… altrimenti fai pure festa!

In pratica la maggioranza a Campi chiede di fermare la realizzazione dell’inceneritore poichè non sono state realizzate le opere compensative… poi rassicurano “le opere compensative sono talmente incredibili che l’inceneritore non lo realizzeranno mai”.
Ovviamente si guardano bene da dichiarare la loro contrarietà perchè semplicemente anche solo l’idea di incenerire i rifiuti ormai è un suicidio intellettuale. E soprattutto, si guardano bene da dire cosa faranno se in conferenza dei servizi del 3 luglio se ne fotteranno di quanto detto da Campi e daranno il via ai lavori…

Come previsto torneranno sugli scudi millantando tutti i loro incredibili sforzi per la causa comune… un tempo esisteva la “finanza creativa”… se non è “politica creativa” questa…

Siamo nelle mani del nulla. Tocca tutti noi fare valere le nostre ragioni.

Ci vediamo venerdì 3 luglio ore 9 in Piazza Puccini, devono capire che non possono prenderci per il culo e pensare di farla franca..

Il nuovo millennio dei muri

Il nuovo millennio dei muri

XXI° secolo. Nel 1989 nel mondo erano circa 15, ora il numero è più che triplicato

 I muri che Bul­ga­ria e Tur­chia e ora l’Ungheria, stanno costruendo per osta­co­lare l’immigrazione sono solo gli ultimi esempi di un mondo sem­pre più fra­zio­nato e diviso.

La caduta del Muro di Ber­lino fu festeg­giata dal mondo Occi­den­tale e dall’Est Euro­peo come uno dei passi più impor­tanti per la con­qui­sta della pace nel mondo. Nazioni e popoli retti da sistemi poli­tici ed eco­no­mici anta­go­ni­sti si ritro­va­rono improv­vi­sa­mente acco­mu­nati in un’unica terra, da Lisbona a Mosca. Ci volle però poco per accor­gersi che la divi­sione tra capi­ta­li­smo e socia­li­smo era solo una delle tante sezioni in cui era spez­zet­tato il mondo. Nel corso dei cin­que decenni che tra­scor­sero tra la caduta del Terzo Reich e l’abbattimento del Ber­li­ner Mauer, altre bar­riere furono costruite ed altre ancora ne sono state erette.

Così se nel 1989 esi­ste­vano al mondo una quin­di­cina di sbar­ra­menti fisici, oggi ve ne sono più del tri­plo.
All’ultimo retag­gio della Guerra Fredda, il muro che divide le due Coree, se ne sono aggiunti di più para­dos­sali. Come defi­nire altri­menti i muri esi­stenti all’interno della Comu­nità Euro­pea che impe­di­scono ai suoi cit­ta­dini la libera cir­co­la­zione nei loro stessi stati o addi­rit­tura nelle loro stesse città? Si pensi solo al muro anti-Rom eretto nel 2014 a Kosice in Slo­vac­chia. La Linea Verde di Cipro e il Muro della Pace di Bel­fast sono i più cele­brati dai media, ma ne esi­ste uno anche tra Spa­gna e Gibil­terra. E poi c’è il lascito della guerra Nato del 1999 nei Bal­cani, un muro di cavalli di Fri­sia su un ponte sul fiume Ibar che divide il Kosovo pro­cla­tosi indi­pen­dente dall’enclave serba di Mitro­vica (e dalla Ser­bia). E non è la sola rie­di­zione di «guerra fredda»: l’esplosione della crisi ucraina vede ora il governo di Kiev eri­gere un vallo con annessa bar­riera sulla fron­tiera con la Russia

È inte­res­sante notare che l’erezione di que­ste nuove divi­sioni sta seguendo la tra­sla­zione del ful­cro eco­no­mico mon­diale dall’Europa all’Asia, dove si con­cen­tra la mag­gio­ranza delle bar­riere. Ai muri tra India e Paki­stan, Uzbe­ki­stan, Kir­ghi­zi­stan e Kaza­kh­stan, Ara­bia Sau­dita e Iraq, a breve si aggiun­ge­ranno quelli che divi­de­ranno il Paki­stan dall’Iran e dall’Afghanistan, men­tre la Rus­sia ha in pro­getto la costru­zione di un muro con la Cece­nia per fron­teg­giare l’impeto indi­pen­den­ti­sta e jihadista.

La guerra civile siriana ha visto nascere nume­rose paliz­zate che divi­dono città in pic­cole zone reli­giose. È il caso del muro che separa i quar­tieri di Bab Amr e al-Insha’at ad Homs.

E se alcuni di que­sti muri sono stati oggetto di repor­tage e di cro­na­che da parte dei media o di pro­te­ste dei movi­menti d’opinione che spesso non hanno modi­fi­cato di una vir­gola la realtà della pre­po­tenza sul campo — il Muro di Sha­ron, eretto a «scopo di sicu­rezza» da Israele e in realtà utile a divi­dere in due le terre della Pale­stina occu­pata e a negare la pos­si­bi­lità di uno Stato pale­sti­nese -, altri invece sono pas­sati inos­ser­vati. Come il cosid­detto Muro dei Rohin­gya che il Myan­mar sta costruendo al con­fine con il Ban­gla­desh per impe­dire ai musul­mani Rohin­gya di «inva­dere» il paese e pre­ser­vare lo spi­rito bud­di­sta o, per lo stesso motivo reli­gioso, il pro­getto della costru­zione di un muro che divi­derà la Male­sia musul­mana dalla Tai­lan­dia buddista.

Più tri­ste­mente famosa è la bar­riera di sassi, sab­bia, reti metal­li­che costruita dal Marocco lungo i 2.700 km di fron­tiera tra il Sahara Occi­den­tale e gli stati di Mau­ri­ta­nia e Alge­ria per fron­teg­giare even­tuali attac­chi Saha­wari, la cui nazione (266.000 kmq) dal 1975 è occu­pata dall’esercito di Rabat nono­stante l’Onu insi­sta per­ché ai 500.000 abi­tanti venga con­cesso il diritto di sce­gliersi il loro destino.

Col tempo le recin­zioni hanno cam­biato anche la loro fun­zione. Se, fino alla fine del XX Secolo ave­vano in mag­gio­ranza un carat­tere pret­ta­mente poli­tico e anti­ter­ro­ri­stico, al pas­sag­gio del mil­len­nio si sono mol­ti­pli­cati i muri anti-immigrazione. I primi sbar­ra­menti costruiti a tale scopo sono stati pian­tati nel 1975 dal Sud Africa dell’apartheid al con­fine con il Mozam­bico. Nel 1998 è stata la Spa­gna a eri­gere le note paliz­zate che sepa­rano le enclavi di Ceuta e Melilla dal Marocco, men­tre dal 2002 gli Stati Uniti con­ti­nuano ad allun­gare la serie di sbar­ra­menti al con­fine con il Mes­sico, che oggi hanno rag­giunto l’incredibile lun­ghezza com­ples­siva di 560 chilometri.

Anche la Cina, pre­oc­cu­pata per una sem­pre più mas­sic­cia immi­gra­zione clan­de­stina di nor­d­co­reani, dal 2006 ha in fase di costru­zione una serie di sbar­ra­menti con la Corea del Nord. La mag­giore faci­lità di movi­mento oggi esi­stente all’interno della Repub­blica Demo­cra­tica di Corea ha inten­si­fi­cato l’afflusso di coreani verso le regioni di con­fine creando non pochi pro­blemi alle auto­rità di Pechino.

Il boom eco­no­mico dei pic­coli paesi del Golfo Per­sico ha indotto Emi­rati Arabi ed Oman a sepa­rare i loro con­fini per evi­tare la poro­sità degli stessi e impe­dire l’osmosi di immi­grati asia­tici tra le due nazioni. Così è stato tra Ara­bia Sau­dita e Yemen; Turk­me­ni­stan ed Uzbe­ki­stan; Bru­nei e Male­sia; Botswana e Zim­ba­bwe; Israele ed Egitto, Gre­cia e Turchia.

Ma il record asso­luto spetta all’India, paese che, pur con­ti­nuando a reci­tare il ruolo di patria del paci­fi­smo gan­d­hiano, sta cir­con­dando l’intero Ban­gla­desh di una serie di reti­co­lati di filo spi­nato e cemento che, una volta ulti­mati, rag­giun­ge­ranno la lun­ghezza di 3.200 chi­lo­me­tri ed iso­le­ranno i 155 milioni ban­gla­de­shiani dal resto del continente.

Una terza tipo­lo­gia di pareti divi­so­rie tra stati sono quelle che ven­gono costruite uffi­cial­mente per fron­teg­giare cata­strofi natu­rali. Ne sono un esem­pio i muri costruiti dall’Arabia Sau­dita al con­fine con l’Oman, gli Emi­rati Arabi, il Qatar e la Gior­da­nia, o quello tra Zim­ba­bwe e Zam­bia e Sud Africa e Zim­ba­bwe. Israele sta pro­get­tando di innal­zare una paliz­zata lungo il con­fine meri­dio­nale con la Gior­da­nia che, se rea­liz­zata, iso­le­rebbe com­ple­ta­mente lo stato di Tel Aviv dalle nazioni confinanti.

Carat­te­ri­stica comune di que­sti nuovi stec­cati costruiti «per difese natu­rali» è che sono pro­lun­ga­menti di bar­riere già esi­stenti ren­dendo, di con­se­guenza, dif­fi­cile sepa­rare l’effettiva uti­lità pre­ven­tiva nei con­fronti di cata­cli­smi, da quelle pret­ta­mente poli­ti­che o sociali.

Nell’ottica di chi li costrui­sce i muri dovreb­bero garan­tire un senso di sicu­rezza alla comu­nità tenendo lon­tani i peri­coli (umani o natu­rali che siano) con­tro cui sono stati eretti, ma a lungo andare l’autoisolamento rende la comu­nità più debole e insi­cura per­ché un muro, per qua­lun­que motivo venga costruito, impe­di­sce di vedere al di là del pro­prio orticello.

Piergiorgio Pescali Edizione del 21.06.2015 “Il Manifesto”

 

MEDU “Un camper per i Diritti”: Serata di solidarietà in musica e parole

Giovedì 25 giugno dalle ore 21 al Parco dell’Anconella nell’’ambito della rassegna Estate Fiorentina 2015 

 Serata di solidarietà in musica e parole

per conoscere MEDU e suoi progetti in difesa dei diritti umani !

 

con la band italo iraniana

“THE ALLOPHONES”

e

con la compagnia  teatrale

“BLANCA TEATRO”

Il 25 giugno sarà una serata di musica e teatro per conoscere le attività dell’associazione umanitaria Medici per i diritti umani (MEDU)  presente sul territorio con il progetto “Un camper per i diritti” e con la campagna “Maschio per Obbligo” contro la cultura della prevaricazione.

Alle 21.00  andrà in scena  lo spettacolo “Cosa Mia” interpretato da Antonio Branchi della compagnia Blanca Teatro. “Cosa Mia” è uno spettacolo sulla possibilità e sulla necessità di reagire alla violenza sulle donne, un’esortazione a opporsi e modificare la realtà esistente. Cercare di comprendere le ragioni della violenza per innescare quel cambiamento culturale che metta al bando disparità, pregiudizi e ignoranza tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, a scuola, per strada.

Proprio a Firenze MEDU ha sviluppato il progetto “Maschio per Obbligo”: un’attività di studio, informazione e formazione per la parità di genere e contro la violenza sulle donne che parte da una riflessione sullo stereotipo dell’uomo virile e prevaricante. Negli anni il progetto ha proposto mostre, dibattiti, incontri con un pubblico adulto e lezioni di educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole del fiorentino.

 

Alle 22,30 si esibirà la band The Allophones, una band italo-iraniana  specializzata in pop-rock alternativo e indie-rock. The Allophones hanno da subito aderito convintamente alla serata perché sensibili alla tematica dell’’accesso alla salute delle popolazioni più vulnerabili, in particolare dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Proprio in questo ambito, da circa dieci anni, è attivo a Firenze il progetto MEDU “Un camper per i Diritti” un’unità Mobile di prima assistenza sanitaria e orientamento ai servizi per persone in situazione di precarietà abitativa.

 

Ingresso gratuito

per info : mail: comunicazionefirenze@mediciperidirittiumani.org

NO INCENERITORI, SI ALTERNATIVE!

Non possono continuare ad ignorarci

La grande partecipazione popolare al corteo dell’11 Aprile e lo straordinario concerto dell’11 Giugno alle piagge dicono quanto chiaro e diffuso sia il rifiuto delle nocività e delle grandi opere che rischiano di compromettere il futuro di firenze e della piana.
Ad ignorare le migliaia di persone che si stanno mobilitando con forme e modi diverse e ad essere Sordi e Ciechi nella loro arroganza restano ancora le maggioranze politiche che amministrano i nostri territori.
A sostenere la politica ci sono, ben più determinanti dei consensi elettorali come hanno dimostrato le elezioni regionali, le grandi imprese che ricaveranno utili immensi dalle infrastrutture pubbliche; il gigante delle utilities Gruppo Hera per l’inceneritore, Corporacion America per l’aeroporto, ecc…
Le dichiarazioni pubbliche che “annunciavano” il via all’Inceneritore per l’estate si stanno avverando.
Il lungo percorso tecnico-amministrativo per AUTORIZZARE L’INCENERITORE DI CASE PASSERINI raggiungerà il termine il 18 Giugno quando si riunirà la conferenza dei servizi dei comuni della provincia di firenze.
Non possono continuare ad ignorarci.
Per contestare le scelte di questa politica lanciamo 2 appuntamenti:
Martedi 16 Giugno dalle 16.30 in p.zza del Comune a Sesto
Per sostenere una Mozione Contro l’Inceneritore che porterebbe il Comune di Sesto con parere contrario alla conferenza del 18 Giugno.
Giovedi 18 Giugno ore 9.00 in P.zza Puccini
Per contestare questa Conferenza dei servizi specchio di una politica insopportabile che ignora e disprezza le volontà delle stesse persone che sostengono costi e conseguenze delle loro decisioni.

Assemblea per la piana Contro le Nocività

MONDEGGI BENE COMUNE FATTORIA SENZA PADRONI

MONDEGGI  BENE COMUNE FATTORIA SENZA PADRONI

Sono già passati dodici mesi dal primo insediamento del presidio contadino sulla terra di Mondeggi. Troviamoci  tutti insieme per fare un primo bilancio di cosa è successo durante la custodia popolare e per continuare a costruire insieme il futuro di questo “BENE  COMUNE
il  26-27-28 giugno 2015 al Podere Cuculia di Mondeggi

L’agire  collettivo di cittadini e cittadine che si autorganizzano per difendere il “bene comune” dall’incuria, dall’abbandono e dalla privatizzazione che abbiamo chiamato “custodia popolare” ha raggiunto il primo anno di sperimentazione, nonostante l’assenza di una qualsiasi vera disponibilità al confronto da parte della pubblica amministrazione proprietaria del bene.

Le  persone del Comitato “Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni” che hanno animato e sorretto l’iniziativa vi invitano a condividere un primo bilancio dell’esperienza  che si snoda su tre punti principali:
 
- Fermare il degrado.
Cosa è stato fatto e cosa intendiamo fare nel futuro per restituire a quella porzione di territorio la sua naturale funzione sociale e produttiva.

- Costruire una comunità territoriale.
Praticare una democrazia partecipativa aperta a tutti, assembleare, che si autogestisce e crea le proprie regole attraverso scelte partecipate e condivise.
Sembra facile… Dove siamo caduti? Come ci siamo rialzati? Uno sguardo alla progettualità futura.

- Il Bene Comune.
La terra produce cibo e rappresenta la ricchezza delle generazioni future. Il diritto a coltivarla equivale al diritto a nutrirsi. Allarghiamo queste affermazioni dal singolo individuo ad una comunità territoriale ed ecco che si crea la base sulla quale costruire un “Bene Comune”.
Cosa abbiamo fatto e cosa intendiamo fare ancora per allargare la partecipazione attiva della comunità locale.
 
Festeggeremo  l’anniversario con lavori agricoli collettivi, discussioni, tavoli di lavoro, cibo genuino, teatro, musica, laboratori e tanta allegria.

Comitato  Mondeggi Bene Comune – Fattoria Senza Padroni

per informazioni: wlmailhtml:mondeggi3giorni@inventati.org

<https://www.facebook.com/mondeggi.benecomune

Blog <http://tbcfirenzemondeggi.noblogs.org/>

No alla segregazione dei disabili

Si alla libertà per tutti i cittadini No alla segregazione dei disabili

In tema di disabilità, all’articolo 4 – comma 1 – lettera e), lo Statuto della Regione Toscana stabilisce come UNICO OBIETTIVO “il diritto delle persone con disabilità e delle persone anziane ad interventi intesi a garantirne la vita indipendente e la cittadinanza attiva”. Inoltre, l’autodeterminazione dei disabili è direttamente riconducibile agli articoli 2 e 3 della Costituzione. Si fa notare che tali articoli costituiscono l’architrave dell’ordinamento della Repubblica italiana. E nella Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili la vita indipendente ha largo spazio. Infine, ma non meno importante: sia nello Statuto che nella Convenzione la vita indipendente è riconosciuta come diritto. Nonostante l’importanza di questi doveri giuridici, assistiamo sempre più frequentemente a iniziative e convegni incentrate su nuove forme di segregazione per i disabili. Viceversa, non esiste ad oggi nessuna legge che garantisca in concreto ai disabili l’assistenza personale necessaria per esercitare le libertà inviolabili. Da qualche tempo, la Regione Toscana rinnega sempre più spesso il proprio Statuto, cercando di allargare arbitrariamente il concetto di “vita indipendente” fino a farvi ricomprendere il “dopo di noi”, impe- dendo a nuovi utenti di accedere al contributo vita indipendente, im- ponendo sempre maggiori vessazioni a coloro che usufruiscono di tale contributo. È fin troppo evidente che il business di soldi e di voti che il “dopo di noi” è in grado di muovere è molto più potente di ciò che la vita indi- pendente dei disabili può mettere in campo. Ma, ripetiamo, ciò significa violare numerosi e fondamentali precetti giuridici che stanno alla base dell’ordinamento. Nonostante sia una disabile grave, l’onorevole Ileana Argentin ha presentato al Parlamento una proposta di legge sul “dopo di noi”. Eppure, lei sa bene cosa vuol dire aver bisogno di assistenza perso- nale, visto che ha rivendicato giustamente il diritto che nelle sedute alla Camera il suo assistente possa applaudire per lei. E allora, perché lei non propone una legge sulla vita indipendente? Perché solo chi appartiene alla casta politica può disporre dell’assi- stenza personale necessaria per svolgere tutte le sue funzioni, mentre gli altri disabili gravi spesso non hanno l’assistenza personale nemmeno per espletare le funzioni primarie? Quando non tengono conto in maniera paritaria dei diritti di tutti, sono le istituzioni ad innescare la conflittualità.

Associazione Vita Indipendente ONLUS
Associazione Toscana Paraplegici ONLUS
Habilia ONLUS

L’eco-concerto dell’11 giugno alle Piagge

L’eco-concerto dell’11 giugno alle Piagge

Un grande concerto per rifiuti zero e inquinamento zero, organizzato dalle ‘Mamme No-Inceneritore’, Associazione il Muretto e altri promotori, giovedi 11 aprile dalle 18,30 per contrastare il folle disegno di costruire un inutile e pericoloso inceneritore a 6 chilometri dal Duomo di Firenze, in località Case Passerini.

Già il 18 giugno la Conferenza dei Servizi potrebbe dare lo sciagurato via libera alle ruspe. Per questo è necessaria una grande mobilitazione di cittadini contro questo insensato progetto che andrà a impattare in modo negativo sulla salute delle popolazioni presenti e future.

Al concerto parteciperanno famosi artisti schierati contro gli inceneritori: da BOBO RONDELLI, a BANDABARDO’, CASA DEL VENTO, GATTI MEZZI, MALASUERTE FI SUD, ZIO PHELLAS, RICCARDO MORI, KING OF THE OPERA, QUARTO PODERE, GAUDATS JUNK BAND, MARINA EVANS, ETRUSKI FROM LAKOTA, con la partecipazione di DAVID RIONDINO e dei bambini del quartiere che apriranno l’evento alle 18,30.

 concerto-no-inceneritore-retrop

All’interno del concerto, vi saranno vari interventi relativi all’inceneritore, al nuovo aeroporto e per l’acqua bene comune.

Vi saranno diversi banchini informativi di associazioni/comitati, tra cui:

Equazione, Emmaus, Assemblea per la Piana contro le Nocività, Mondeggi Bene Comune, No Aeroporto, Mamme No Inceneritore, Riprendiamoci Il Pianeta, Rifiuti Zero Firenze, ACAD, No job’s Act, WWF, Medicina Democratica.

 

Ajami

Giovedì 18 Giugno ore 20:30
BiblioteCaNova Isolotto
via Chiusi 4/3a
Proiezione film
Ajami

Regia di Scandar Copti e Yaron Shani

 

FILM Colore – Durata 120’ – Germania/Israele/Palestina – 2009 – Attori: Shahir Kabaha (Omar), Fouad Habash (Nasri), Ibrahim Frege (Malek), Scandar Copti (Banj), Eran Naim (Dando), Youssef Sahwani (Abu Elias), Ranin Karim (Hadir), Elias Sabah (Shata), Hilal Kabob (Anan), Nisrin Rihan (Ilham). Versione in arabo/ebraico con sottotitoli in inglese.

 

Ajamiè il nome del quartiere povero di Tel Aviv – Jaffa dove si svolge la storia narrata nel film, scritto e diretto dal duo arabo-israeliano composto da Scandar Copti (che vive ad Ajami) e Yaron Shani.

Diviso in capitoli, il film si sviluppa lungo cinque linee narrative che si dipanano in maniera non lineare e non-cronologica e dove gli eventi sono presentati più volte e da diverse prospettive. I personaggi, di diversa estrazione e fede, palestinesi ed ebrei, musulmani e cristiani, assumono connotazioni di volta in volta positive o negative per poi rivelarsi errate. Angosce, affetti, pregiudizi, disprezzo rivelano confusione di identità e di passioni. Arabi ed ebrei vivono fianco a fianco in una profonda sfiducia reciproca. Antichi pregiudizi e odi emergono costantemente a dimostrare l’impossibilità di stabilire rapporti interetnici, e che sono invece espressione dello stato di ostilità latente tra le diverse comunità di Ajami.
Nel film, i tanti attori non professionisti danno alla storia un che di documentaristico: i personaggi arabi parlano tra loro in arabo, gli ebrei in ebraico, come farebbero nella vita reale.

La voce narrante del film è quella di un adolescente arabo israeliano di tredici anni, Nasri, il cui fratello maggiore Omar avrebbe dovuto essere ucciso dai sicari di un clan di beduini ricattatori per vendicare il fatto che un loro zio, bodyguard in un locale, aveva ferito gravemente il membro della banda durante un tentativo di estorsione. I killer assassinano, invece, per sbaglio, un vicino di casa di Narsi. Si innesca così una catena di omicidi. Per porvi fine, la questione viene posta di fronte al giudice di pace di un tribunale beduino. Questi condanna Omar, in quanto esponente più anziano della famiglia, a pagare una cifra considerevole di denaro per evitare ulteriori vittime tra i propri congiunti. La ricerca del denaro per il riscatto diventa a questo punto l’ossessione di Omar che cerca sostegno e lavoro presso una personalità di spicco di Jaffa, Abu Elias, ma le prospettive non risultano presto adeguate alle necessità, per cui vanno cercate soluzioni alternative.

Nel ristorante di Abu Elias trova asilo anche Malek, un palestinese sedicenne di Nablus che si è trasferito clandestinamente in Israele per poter racimolare il denaro necessario per dare alla madre, malata di leucemia, la possibilità di subire un intervento di trapianto del midollo osseo. Il salario di lavoratore illegale non è però sufficiente a coprire le spese dell’operazione.

Per Omar e Malek l’occasione di risolvere una volta per tutte i loro problemi si presenta quando si trovano tra le mani un pacchetto di droga da rivendere, trovato nella casa del cuoco del ristorante di Abu Elias, Binj, rinvenuto morto dopo un’irruzione della polizia israeliana.

Binj è un giovane arabo israeliano che sogna un futuro brillante con la fidanzata ebrea, ma soffre per il rifiuto della sua comunità ad accettare un legame sentimentale di questo tipo. Inoltre il fratello accoltella un vicino di casa ebreo per futili motivi e Binj viene travolto dagli sviluppi della vicenda che lo portano alla tragedia finale del suicidio per overdose.

Anche, la storia d’amore tra Omar e Hadir , figlia di Abu Elias, è contrastata. Essa richiede segretezza visto che lei è cristiana mentre lui è musulmano. Ma l’evidenza dei sentimenti non può essere occultata a lungo e, quando il padre di Hadir se ne rende conto, non riuscendo a piegare la figlia, prepara una trappola per far sì che Omar venga catturato dalla polizia.

Infine, c’è Dando, un poliziotto israeliano il cui fratello minore, Yoni, è scomparso. Quando questi viene ritrovato cadavere e l’omicidio viene attribuito dalla polizia ai palestinesi, Dando cade preda sia del senso di colpa per non essere stato capace di proteggere il fratello, che del desiderio ossessivo di vendicarne la morte.

Nell’epilogo finale, la tragedia coinvolge tutti i personaggi, da Omar a Malek e a Nasri, da Abu Elias a Dando, in un intreccio di assurda e imprevedibile violenza.

BiblioteCaNova Isolotto

Fermiamo la strage subito! Giornata di mobilitazione internazionale

Dall’inizio di quest’anno 1700 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo, il  grande cimitero a cielo aperto alle porte dell’Europa.
56.271 migranti sono riusciti a sbarcare in Italia: è questa l’invasione?
‘Europa discute se accogliere 40.000 rifugiati in due anni: nel 2013, Paki­stan, Iran, Libano, Gior­da­nia, Tur­chia, Kenya, Ciad, Etio­pia, da soli, ne hanno accolti 5.439.700.
Il che signi­fica che un gruppo di paesi, il cui Pil è 1/5 di quello dei paesi dell’Ue, ha accolto in un anno un numero di immi­grati e rifu­giati che è 136 volte più grande del numero di quelli che sono dispo­sti ad acco­gliere i paesi della grande Europa in due anni! (I.Masulli, Il Manifesto)

In Italia le regioni che oggi si rifiutano di accogliere i rifugiati per anni hanno accresciuto la loro ricchezza grazie al lavoro degli immigrati.
Ora, come già nel passato, “l’invasione dall’Africa” diventa lo slogan elettorale su cui Lega e destre costruiscono il loro consenso, manipolando il sentimento di insicurezza e l’angoscia per un futuro incerto legati alla crisi economica e alle inefficaci politiche di austerità adottate per affrontarla. Come se le nostre difficoltà dipendessero dai 40euro al giorno (!) per un rifugiato, e non dai furti perpetrati dalle banche, dagli industriali che delocalizzano, dai grandi evasori fiscali, dalla corruzione dilagante.
Diciamo NO alla cultura xenofoba e razzista, alla guerra tra poveri, alla chiusura delle frontiere, alla difesa del territorio in un modo che esplode
Diciamo che accogliere chi chiede asilo è un dovere non un’opzione
Diciamo che se il mondo è globale anche i diritti lo sono, che se merci e denari circolano anche le persone devono poterlo fare
Diciamo che c’è un’Italia che si vergogna di veder morire le persone come se fossero scarti alla deriva

FERMIAMO LA STRAGE SUBITO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA sabato 20 giugno 2015 ore 15 – Colosseo

SALVARE VITE UMANE PROTEGGERE LE PERSONE NON I CONFINI

PULLMAN DA FIRENZE:

partenza: stazione Leopolda ore 10 (luogo e ora)
ritorno: previsto ore 23 ca.

per prenotarsi contattare: Giulio Pieroni – tel. 3334735788
e-mail: pieroni.giulio@gmail.com
Sandra Carpi – tel. 3382708123

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