Buone notizie dalla Val di Susa

Quando ero giovane e lavoravo in fabbrica  mi dicevano che ero ASSENTEISTA. Non puoi pensare solo a creare profitto per i padroni, devi anche pensare a vivere la tua vita. Quindi non puoi dare tutto il tuo tempo alla fabbrica. Ero assenteista … non penso. Ma ciò che io penso, al Potere mai è interessato. Quando ero giovane, ma anche dopo ho sempre cercato di lavorare poco. Ossia, di avere molto tempo da vivere. Ho sempre vissuto con poco denaro, che tra l’altro odio. Ho sempre messo i miei interessi culturali, morali, sportivi, del tempo libero al primo posto. Ho sempre considerato il lavoro come strumento per il “solo” mio mantenimento.

E mi hanno sempre detto che sono un VAGABONDO  solo ho ridotto i miei bisogni, ho eliminato il superfluo, quindi ho bisogno di lavorare non molto. E questo ho sempre cercato di fare. Oggi CHIEDO DI LAVORARE! Incredibile, ma vero. Chi mi conosce rimane strabiliato di questa mia richiesta. Ebbene sì: CHIEDO DI POTER LAVORARE! Quando mi assentavo un po’ dalla fabbrica ero: ASSENTEISTA Quando ho cercato di ridurre il tempo di lavoro ero: VAGABONDO Oggi che chiedo di LAVORARE, mi mandano a quel paese. Non ci capisco niente. Qualcuno mi spieghi, per favore, cosa ho fatto di tanto male nella vita per essere trattato accusì. 10 Maggio: È il primo giorno di sciopero della fame. Non mi era mai capitato di Scioperare per avere la possibilità di andare a lavorare. Non so se rider !o piangere! È proprio vero che il mondo sta andando alla rovescio. Per me … sarà una risata che vi seppellirà!!!
Antonio Ginetti

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Finalmente stamattina buone notizie per Antonio, che rimane con l’obbligo di dimora: può finalmente uscire per lavorare e per esigenze personali, non uscendo dal suo paese (oltre 4 mesi dopo essere stato arrestato). Non possiamo che chiederci da che parte va questa giustizia: perché una persona, in un momento come questo, di piena crisi, è costretta ad assentarsi dal lavoro per quattro lunghi mesi, senza che sia stata nemmeno condannata in uno dei 3 gradi di giudizio previsti dalla legge italiana, così come abbiamo visto Luca perdere il lavoro, per ‘assenza’, impossibilitato dalla presenza in carcere. È “giusto” perdere il lavoro per essere semplicemente accusati di reati cosidetti minori? Essere in balia di indagini, fermi e arresti che poi spesso si concludono con un nulla di fatto? Perché si è garantisti a senso unico, soprattutto politici e giornalisti (parte di quella casta tanto odiata in Italia negli ultimi tempi), e non si spendono 2 parole per i/le No Tav, se non per solidarizzare con Caselli, contestato per i suoi teoremi, portatore ‘sano’ di quell’Antimafia che ho tolto la Mafia (e le organizzazioni criminali) dalla strada, per portarle nei palazzi decisionali. Sono passati 20 anni dalla morte di Falcone e Borsellino, e possiamo dire che stanno vincendo loro, altre che come dice il presidente Napolitano la sconfiggeremo: è parte integrante di questo sistema, nei poteri giudiziari e nel potere armato che questo stato ha messo contro la Val di Susa per la TAV. Per questo per noi varrà sempre
NO TAV = NO MAFIA, e che il nostro modo di agire collettivo è l’unico che può tenere le organizzazioni criminali lontane dai patrimoni pubblici e impedendo il riciclaggio del loro denaro. Adesso vogliamo liberi anche Maurizio, Marcelo, Juan e Alessio.
NO TAV ! Liber* Tutt* !

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