Fuori binario compie 18 anni, Franco


Ho messo su qualche chilo e a dir la verità anche qualche anno.
Come tanti, anch’io sono passato dall’ essere adolescente alla maturità.
Si era a metà degli anni 70 e cominciava a “chiudersi”
l’ epoca “del ‘68. L’ eco di un possibile mondo migliore accompagnava ancora una parte della mia generazione.
Liberté, egalité e fraternité si avviavano a diventare “parole desuete, ma stavano nel bagaglio culturale di alcuni di noi. Grazie a queste ognuno definiva “la propria identità”.
Erano parole che delimitavano la cerchia di amici, la ricerca di una fidanzata, che decidevano la scelta di un film piuttosto che quella di un libro. Finirono così per essere parte integrante della mia”formazione e più o meno involontariamente decisero”del mio futuro. Non credo infatti sia solo un caso se oggi, oltre all’ idea, abbraccio”la persona che”ha incoraggiato, condiviso e sostenuto le mie frequentazioni con Fuoribinario.
Questo penso: nel 2007, con qualche anno e qualche chilo in più, non furono solo le coincidenze a farmi incontrare il variegato, intenso e indimenticabile mondo di Fuoribinario.
Non sto parlando di un gelato, di un vino o di un cibo ma di qualcosa che ci somiglia per come rimane impresso.
Così è Fuoribinario: variegato, ricco di umanità e indimenticabile. Soprattutto per le storie incredibili, a volte tenere e romantiche a volte drammatiche che si finisce per condividere.
Queste due righe, scritte da volontario quale sono, per Fuoribinario, chiudono “il cerchio”iniziato da ragazzo. Sentirsi fratelli, uguali e liberi nella diversità a Fuoribinario è possibile.

Per cui come non dirgli: AUGURONIIIIIIIIIIII per i suoi 18 anni.

Franco

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