Fuori binario compie 18 anni. Marzio Muzzi

È giorno. Il tesserino è appuntato sul petto. Redattore e diffusore recita il titolo. Il nome è più in basso, il timbro copre il cognome. Meno male. Sorvoliamo sul redattore.
Qualche copia in mano. Né troppe, che si sciupano, né troppo poche, che se no non si vede che dispongo di un giornale in quadricromia con 16 pagine.
Sono mie queste copie, me le gestisco io… le pago!
Mettiamo che parliamo di Fuori Binario. Un mensile, dieci numeri all’anno. Pulito senza contributi né diretti né indiretti, con il cinquexmille!
La giornata si preannuncia pessima, una sigaretta, ho bisogno di una sigaretta. Mi accendo una sigaretta, il tempo di distrarmi e lo adocchio da lontano.
È un grande. Uno dei pochi che può rilassarmi. Uno dei tanti e tante che può strapparmi un sorriso ecco quello che mi dice “A te ti ci vorrebbe lo zoccolo duro
a spaccare il sasso, altro che tavolini, ombrellino di carta e aperitivo. Con i pantaloncini corti e il cappello di paglia col sudore sulla fronte.
Altro che …”.
Bene. Adesso posso diffondere. Iniziavo a impazzire.
Grazie a tutti voi.

E a Fuori Binario.

Marzio Muzzi

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