Fuoribinario compie 18 anni: Arte fuoribinario, artigianato solidale.

Vorrei iniziare questo breve dialogo con i lettori ricordando che FUORI BINARIO nasce da alcuni operatori che allora lavoravano all’Albergo Popolare e da alcuni ospiti accolti in quella struttura i quali volevano far sentire la loro voce. Così si è formata un’Associazione di Volontariato che, non a caso, si chiama PERIFERIE AL CENTRO, con la filosofia insita nel suo nome, di dare spazio e visibilità ad altri progetti autogestiti e autofinanziati insieme a persone emarginate dalla società, ma con grandi potenzialità e sensibilità.
Così nel 2001 una raccolta di poesie “Storie di vento e di follia” esce da una Istituzione Totale per aprire la nostra collana editoriale FuoriBinarioLibri, oggi abbiamo in stampa il nostro decimo libro. Non si tratta di romanzi o libri gialli, ma sono preziosi perché raccontano storie di vita, testimonianze e poesie vissute dai nostri redattori.


Nel 2008 parte anche un concorso letterario nazionale Premio Vittorio Porfito, in ricordo di un nostro autore/redattore, che quest’anno è alla terza edizione.
La foto riporta alcuni titoli e autori ricordando a tutti che possono essere un bel regalo solidale.
Nel 2009 si fa strada il desiderio di dare visibilità a tanti lavori realizzati da persone diversamente abili o che vivono in strada, o relegati in strutture chiuse.
Ci sarebbe piaciuto aprire un Laboratorio – Bottega, ma il Comune non ci ha mai dato uno spazio, allora abbiamo aperto solo una Bottega autogestita e autofinanziata che si trova in VIA GIOBERTI 5R (LATO P.ZZA ALBERTI).
Devo dire che la mia paura era che potesse diventare l’ennesimo spazio con un’etichetta di emarginazione, invece si è aperto un mondo magico fatto da tanti artisti/artigiani che trasformano materiali di scarto in oggetti originali e unici, dentro i quali si nascondono varie storie e problemi di vita.
Così abbiamo dalla signora di 80 anni che un giorno si è affacciata con un gentile imbarazzo “ voi prendete in conto vendita? Io ho dei piccoli debiti che non riesco a coprire con la mia pensione…” (in pochi giorni sono arrivati dei bellissimi fiori colorati fatti all’uncinetto.), allo studente fuori sede che si è inventato dei porta chiavi di legno con scarti di parquet, alla parrucchiera che ha perso il lavoro e ha ripreso un suo vecchio hobby di riutilizzo di avanzi di vetro colorato per fare orecchini, braccialetti, posacenere…alla Cooperativa sociale che lavora la ceramica, a un laboratorio di donne che recupera le linguette delle lattine per farne borsetti, cinture… Insomma venite a trovarci e a scoprire tante idee e sorprese, della serie NON BUTTATE VIA NIENTE. In teoria il progetto prevede che il 20/30 per cento del venduto rimanga per pagare l’affitto della bottega che attualmente è di 650 euro, in pratica quando non è possibile integrano i volontari.
Altre attività sono ospitate negli spazi dell’Associazione e sono sempre comunicate attraverso il nostro giornale, vanno dal laboratorio di SAPONE NATURALE, al gruppo di aiuto per persone con problemi “di ansia e di panico”, a quello di BLU PSICOLOGY, all’angolo del CUCITO del sarto senegalese.
Dimenticavo un aspetto importantissimo della bottega: il fatto di essere uno “sportello” aperto al pubblico ci ha permesso di entrare in contatto con tante persone del Quartiere (e non solo), spiegare chi siamo cosa facciamo, quali sono le nostre peculiarità e di cosa abbiamo bisogno, perché nonostante il nostro giornale sia in strada da 18 anni, molti non lo conoscono e non sanno che la nostra filosofia è quella dell’autopromozione delle persone, e la lotta per il riconoscimento dei loro diritti di cittadinanza, il rispetto della loro dignità. Un esempio tra tanti: quando il primo inverno abbiamo messo un appello in vetrina per raccogliere coperte per le persone che vivono in strada, c’è stata una gara da parte dei cittadini per fornirci anche indumenti caldi, termos per bevande calde, ecc. Ora non c’è più bisogno di mettere cartelli, passano da soli a chiedere in cosa possono essere utili, addirittura alcune famiglie con bambini si può dire che abbiano “adottato” alcune situazioni di disagio e ci portano regolarmente abiti smessi che vestano i nostri bambini.
Altre volte se la bottega è chiusa lasciano fuori della porta degli alimenti per chi non si può cucinare. Moltissimi poi hanno imparato a non gettare niente e quello che ci portano lo vedono poi riciclato in vetrina; in questo momento stiamo raccogliendo anche macchinette moka per farne dei lumi da comodino.
UN CALOROSO GRAZIE A TUTTI!!!
Maria Pia Passigli

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