La residenza, un diritto costituzionale

Il diritto alla residenza è un diritto costituzionale e dunque indisponibile, il diritto alla residenza non può essere vincolato alla condizione economica e sociale di una persona, ma deve unicamente certificare il luogo dove questa persona sceglie di vivere e recapitare. Il diritto alla residenza significa innanzitutto avere una identità e costituisce una condizione basilare il primo scalino per accedere ad altri diritti sociali fondamentali, come il diritto di voto, il diritto al lavoro alla salute ed alla assistenza, l’accesso alle graduatorie per un alloggio popolare, oppure la possibilità di prendere la patente di guida, acquistare un auto, un motorino etc. Soprattutto in tempi di crisi economica, aumentano le possibilità di essere sfrattati dalla abitazione, di perdere il lavoro, di rimanere soli e di scivolare sempre più in una condizione di precarietà e di marginalità sociale che sta diventando sempre più drammatica per un numero crescente di persone.

Se a tutto ciò si aggiunge anche la perdita della residenza, viene a mancare qualsiasi riferimento per ottenere un sostegno e riprendere poi a camminare con le proprie gambe. Circa 15 anni fa alcune associazioni, impegnate contro la marginalità e per l’inclusione sociale, divennero la residenza (sia pur virtuale) per centinaia di cittadini/e privi di dimora o impossibilitati ad eleggere la residenza presso il domicilio reale, per evitare che sulla carta di identità comparisse quella dicitura “senza fissa dimora” oppure “presso la casa comunale”, che rappresenta un marchio oggettivamente discriminante nelle relazioni sociali. Questo “servizio residenze” fu concordato e riconosciuto dall’Amministrazione Comunale con una specifica ordinanza che riconosceva il diritto individuale alla residenza, come diritto indisponibile e primo passo verso l’inclusione sociale. Purtroppo nel 2005, sotto la pressione dei tagli alla spesa sociale e delle varie campagne securitarie, questo servizio fu interrotto, mentre invece bisognava estenderlo, coinvolgendo i consigli di quartiere ed anche i Comuni limitrofi. La residenza virtuale inventata nel 2005 dal Comune di Firenze (via Libero Lastrucci) e che veniva assegnata in modo peraltro selettivo dai funzionari comunali, ledendo il principio universale di questo diritto, adesso è stata eliminata perchè dichiarata formalmente irregolare.. Oggi chi non ha un alloggio, chi vive per strada, chi è costretto a subire gli affitti a nero, chi vive ospite di qualcuno, è spesso privo o perde la residenza con tutte le conseguenze negative sulla fruizione di importanti diritti di cittadinanza e sulla vita quotidiana, fino al ricevimento della posta personale. Chi rimane privo di residenza, diventa sempre più invisibile e privo di identità. Nell’ambito della lotta alla marginalità e per l’inclusione sociale, quanto mai attuale in questi tempi drammatici di crisi economica, è ora di riaprire una vertenza generale sulla residenza, partendo dai luoghi reali di vita e di recapito delle persone, per garantire a tutti di accedere a questo diritto indipendentemente dalla condizione sociale e materiale. I movimenti e le associazioni sono pronti a fare la loro parte, … e le istituzioni ??
Sandro Targetti  Associazione Casa dei Diritti Sociali

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4 pensieri su “La residenza, un diritto costituzionale

  1. Concordo pienamente, Sandro, è veramente uno scandalo! Oggi bisogna dimostrare di avere un domicilio stabile per potersi iscrivere all’anagrafe! Niente di più assurdo. Chi è privo di un domicilio è chiaramente più povero, ma non permettendogli di iscriversi all’anagrafe gli si preclude qualsiasi possibilità di riscatto, di recupero e messa a frutto delle proprie risorse, di percorso verso l’autonomia, di … dignità!

  2. vorrei sapere se un amministrazione comunale può
    con un decreto ,per avere diritto a dei sussidi ,deve obbligatoriamente essere residente da almeno un anno nel comune. non sembra incostituzionale? grazie.

  3. Buongiorno,e posibile cancelare dalla anagrafe di residenza i famigliari residenti nello stesso stato famiglia del titolare dell contrato d’affitto ,solo perche gli famigliari per motivi privati o di studio sono all estero ?

  4. Buongiorno,oggi ho scoperto che mi hanno tolto la residenza perché io nn vivo dove ho la residenza sono stata sfrattata, è nn ho più avuto la possibilità di prendere casa perché ho perso anche il lavoro,nn riesco a trovare lavoro di nessun genere sono troppo vecchia per loro pur avendo esperienza gli assistenti sociali dicono che nn ho i requisiti per essere assistita sono anche diabetica ed ora nn ho più neanche il dottore,nn mi vogliono neanche dare la residenza in casa comunale,ho bisogno di un aiuto cosa devo fare potete aiutarmi grazie

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