inGiustizia

  di Conchita Sannino

La Repubblica, 3 settembre 2012

L’incredibile storia di un quarantenne del Cilento, privo di una gamba, operatore sociale, che è finito in cella, dove ora è recluso, dopo essere stato denunciato tre anni fa per guida in stato di ebbrezza. Da allora un incubo di burocrazia e disattenzioni.
Mandato in carcere per due birre, bevute tre anni fa, prima di mettersi al volante. “Trenta giorni di pena” è il prezzo che gli ha inflitto la malagiustizia. Malgrado quell’uomo sia incensurato e abbia una protesi al posto della gamba sinistra. Anzi: quando è entrato in cella, gli hanno tolto l’arto finto. “Mi dispiace, qua dentro può essere un’arma”.
Una storia che fotografa la cupa inefficienza, oltreché il volto disumano, della giustizia avviene tra Vallo della Lucania e Salerno.
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