Città senza dimora

città senza dimoraNon solo i senza tetto ma anche tutti coloro che vivono in condizioni precarie, in strutture d’accoglienza o in unità abitative inadeguate in termini di spazi e sicurezza, sono presi in considerazione nello studio “Città senza dimora – Indagine sulle strade dell’esclusione” realizzato a Roma e Firenze da Medici per i Diritti Umani (MEDU) nell’ambito del progetto “Un Camper per i Diritti”.
Lo studio analizza le condizioni socio-sanitarie delle persone senza fissa dimora delle due città. Tra ottobre 2010 e aprile 2011, i medici di MEDU hanno effettuato oltre 600 visite mediche su 513 pazienti, visitando i luoghi più significativi delle due città: 12 aree a Roma, tra le quali le principali stazioni, la baraccopoli di Ponte Mammolo e l’insediamento dell’ex ambasciata somala di Via dei Villini, e 9 insediamenti a Firenze, tra i quali quello spontaneo di Via del Ponte Quaracchi e l’occupazione del exsanatorio Luzzi nel comune di Sesto Fiorentino. In alcuni di questi luoghi è stata svolta un’attività regolare e continuativa di assistenza socio-sanitaria, altri, invece, sono stati visitati almeno due volte.

Le aree nelle quali è stata svolta l’indagine ospitano 8.000 persone senza fissa dimora a Roma e 1.000 a Firenze. Nella maggioranza dei casi si tratta di cittadini stranieri (circa il 90%) con un età compresa tra i 18 e i 50 anni. Tra di loro sono sempre più numerosi i rifugiati che, a causa delle carenze del sistema d’accoglienza nazionale, costituiscono circa il 40% del totale. L’età media diminuisce sensibilmente all’interno di quest’ultimo gruppo: l’83% dei migranti forzati a Roma e l’88% a Firenze hanno meno di 30 anni. Preoccupante è, inoltre, il livello d’esclusione dall’assistenza sanitaria: a Roma solo un terzo dei rifugiati è in possesso di un tessera sanitaria, mentre solo il 4% degli immigrati irregolari ha una tessera STP (Stranieri Temporaneamente Presenti), che permette l’accesso alle cure sanitarie. Tale mancanza è da attribuirsi, in modo prevalente, ad un’informazione insufficiente. MEDU sottolinea che le patologie maggiormente riscontrate (problemi all’apparato respiratorio, gastrointestinale e nervoso) sono da ricondurre proprio alle pessime condizioni igienico sanitarie ed abitative

I risultati dell’indagine sono consultabili sul sito:
www.mediciperidirittiumani.org

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