SPAZI LIBERATI

Toscana specchio d’Europa. Lotte locali e proposte dal basso

Firenze 10+10, 8 novembre, dalle 16 alle 19 alla Fortezza da Basso
Appello per una mobilitazione locale condivisa

Lo sviluppo sociale, economico e culturale del territorio toscano e di chi lo vive dipende dalla capacità di praticare una società giusta, egualitaria e solidale che condanna la mercificazione delle persone, delle risorse e dei danni causati alla Terra in quanto fonte insostituibile di benessere collettivo.

Oggi le politiche liberiste dei governi europei colpiscono le popolazioni dei Paesi in piena crisi economica. L’austerità è al centro delle soluzioni praticate in Italia, Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda. Milioni di persone si impoveriscono ma viene così salvaguardato il potere delle istituzioni finanziarie, del grande capitale e delle banche. Si replica il grande fallimento economico e finanziario che a partire dagli anni Ottanta ha colpito duramente i popoli del Sud del mondo: negazione dei diritti, privatizzazioni dei beni e dei servizi pubblici, sfruttamento della forza lavoro, depauperamento della natura e del territorio.

Le stesse politiche sono ribadite acriticamente sui nostri territori dagli Enti locali. La Regione Toscana, le Province, i Comuni, le Asl, le aziende partecipate non sono da meno. Amministrate troppo spesso da politici privi di visione e da manager riciclati dalla politica, attuano linee di condotta vetuste e nocive per i cittadini. Erodono i diritti dei più deboli; puntano ad uno sviluppo prettamente capitalistico fondato sulle grandi, inutili e dannose opere pubbliche; privatizzano beni comuni come l’acqua e servizi come il trasporto pubblico locale; respingono le buone pratiche per ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare i rifiuti a vantaggio dei pericolosi inceneritori; svendono il patrimonio pubblico; sono incapaci di ascoltare, dialogare e confrontarsi con le forme di partecipazione più vive e propositive che il territorio offre.
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SAN SALVI: VITE DI SCARTO

e direzione sanitaria fantasma

E’ da anni che ormai denunciamo il grave stato di abbandono e di degrado dell’ex ospedale psichiatrico di San Salvi, delle sue strutture edilizie, del sistema del verde storico del Parco, e non ultimo, dello stato di assoluto deterioramento di alcuni padiglioni che ospitano, in residenza protetta, sia gli ultimi ricoverati dell’ospedale (con 40 – 50 anni di reclusione) che i nuovi assistiti.
In un recente articolo firenze.repubblica.it , Maria Cristina Carratù ha riportato drammaticamente all’attenzione della città le gravi condizioni di sopravvivenza di queste persone: “Un monumento alla decadenza, all’indecisionismo, alla pulsione allo spreco: reti sfilacciate alle finestre, intonaci a pezzi, dentro e fuori, soffitti e muri quasi marci da cui gronda acqua quando piove, fili elettrici a vista, pavimenti rammendati con passate di cemento e mattonelle trovaticce. Di fronte, quasi a spregio, l’edificio perfettamente ristrutturato wikipedia.org/  degli uffici della ASL”.

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