L’odore del sangue

Vi  segnalo un bell’articolo di Loredana LipperiniLipperatura, sulla guerra di Gaza.

Buona lettura.

L’ODORE DEL SANGUE

In un libro che non mi stancherò mai di consigliare, “Deumanizzazione- come si legittima la violenza”, Chiara Volpato spiega come si riducono gli esseri umani a oggetti, privandoli di storia e nome.  Ora, dei quattro (su molti) bambini morti a Gaza sono pochi a conoscere il nome. Perché dell’attività di informazione svolta dalla mediattivista Rosa Schiano da Gaza, quel che è passato su Facebook sono le foto dei corpi di Ibrahim Al Dalu, 11 mesi, Jamal Al Dalu, 6 anni, Yousif Al Dalu, 5 anni. Sara Al Dalu, 3 anni. I loro corpi senza vita, con le labbra dischiuse, uniti in un abbraccio su un piano d’acciaio, allo Shifa hospital.
Da due giorni, su Facebook infuria la polemica su quelle fotografie, che dopo il blocco dell’account di Rosa Schiano si sono moltiplicate su infinite bacheche.  Per informare, viene detto. Per indurre il mondo a indignarsi alla vista del pallore e del sangue di quattro bambini morti. Quattro su decine, e forse di più.
La domanda va al di là dell’orrore del conflitto, attenzione: e riguarda la liceità e la stessa valenza delle parole informazione e indignazione. Il corpo senza vita di un bambino merita o no rispetto? Se quel bambino avesse genitori ancora in vita (non è così) e in grado di opporsi all’uso di quelle immagini (non è così) ci comporteremmo allo stesso modo? Pubblicheremmo il primo piano di quei volti, quelli – ricordiamo i nomi, diamo i nomi, diamo storie a chi è stato ucciso, non vale solo quando parliamo di donne ammazzate – di Ibrahim Al Dalu, Jamal Al Dalu, Yousif Al Dalu,Sara Al Dalu?
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