San Salvi in svendita

HANNO FRETTA DI SVENDERE E MASSACRARE UNO DEI PIU’ GRANDI PATRIMONI PUBBLICI DELLA CITTÀ

Il sindaco RENZI, il presidente della Regione ROSSI e l’assessore alla Sanità MARRONI, già direttore generale dell’ASL Firenze, si stanno accordando per lottizzare e trasformare in residenze di lusso una parte dell’ex manicomio di San Salvi, parte ancora più ampia di quella prevista dal Piano Urbanistico (PUE) del 2007. Lo stravolgimento di questo bene culturale, uno dei luoghi simbolo della memoria cittadina, di altissimo pregio ambientale e di notevole valore architettonico, è autorizzato dalla politica del governo Monti di svendita generalizzata del patrimonio pubblico, al di fuori di ogni vincolo ambientale e regola urbanistica (non si richiede nemmeno una variante urbanistica per il cambiamento di destinazione).
 Così un complesso con grandi potenzialità di recupero sociale e ambientale (vi risiedono già strutture di eccellenza come la RSA Le Civette, che l’ASL è determinata a chiudere), complesso strategico per migliorare l’assetto urbanistico e le condizioni di vita dei cittadini, viene gettato in pasto alla speculazione privata, destinandolo all’ennesimo incremento del mercato abitativo privato, già saturo di case sfitte e invendute, di cui la nostra città non ha minimamente bisogno; mentre essa necessita, per contrastare il degrado civile e sociale, di nuovi centri di aggregazione e relazione urbana, di servizi di quartiere e di servizi sanitari, di cui proprio San Salvi, per strutturale conformazione, costituisce un contenitore ideale.

La vocazione pubblica dell’area, suscettibile di sapienti trasformazioni coerenti con la memoria del luogo e la valorizzazione e fruizione collettiva del parco storico, sono obiettivi totalmente incompatibili con la sua estesa privatizzazione, con il carico urbanistico di 200 nuovi appartamenti con il conseguente aumento di flussi di mobilità, che investiranno inevitabilmente il parco e tutta l’area circostante.

A nulla, dunque, sembra valso l’impegno di anni della cittadinanza, la raccolta di migliaia di firme per scongiurare un uso improprio di San Salvi, la tensione partecipativa e propositiva di comitati, università e associazioni. La parola d’ordine è vendere tutto ciò che lo stato possiede perfino le strutture dei servizi sanitari con relativa privatizzazione degli stessi. Il pretesto è la procurata violenta crisi finanziaria, atta a convincere che solo così si possono garantire alcuni servizi e risanare il debito, anche se quasi vent’anni di svendita del patrimonio pubblico hanno dimostrato come essa è servita solo a ingrassare la rendita e arricchire i “furbetti”, a scapito della collettività e senza alcun beneficio per il bilancio statale.

NO, NON CI STIAMO ! ! ! CONTINUEREMO A LOTTARE CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI PEZZI DELLA NOSTRA CITTA’, CONTRO LA SVENDITA DEL NOSTRO PATRIMONIO STORICO, CULTURALE E AMBIENTALE.

- Comitato SAN SALVI CHI PUO’
- C.U.B. Sanità Firenze
- Medicina Democratica Firenze

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