Situazione al limite

“Nelle carceri, a causa dell’impressionante sovraffollamento (21.285 detenuti in più rispetto ai 45.688 posti disponibili), non solo non si garantisce il principio costituzionale del fine rieducativi della pena, ma nemmeno il diritto alla salute, visto che non sono assicurate le più elementari norme igieniche e sanitarie”, denunciano gli avvocati penalisti in un documento approvato all’unanimità al termine del loro congresso a Trieste.

Si registra un decesso ogni due giorni, un suicidio ogni cinque; una situazione che i sindacati di polizia penitenziaria definiscono, testualmente, “strage di stato”. Dall’inizio dell’anno sono oltre 140 i detenuti morti, una cinquantina i suicidi; e anche tra gli agenti di polizia penitenziaria: in sei, quest’anno si sono tolti la vita. “Un carcere invivibile”, racconta un agente, “è invivibile per i detenuti che ci sono costretti, ma anche per chi ci lavora dentro in condizioni sempre più difficili”.

Così si fa più nutrito il “partito” dell’amnistia. L’altro giorno a favore si è pronunciato il ministro Andrea Riccardi: “Bisogna avere il coraggio di compiere alcuni gesti per uscire dalla durissima situazione delle carceri italiane, una situazione insopportabile. Mi chiedo perché dobbiamo sempre lasciare al presidente della Repubblica la responsabilità di dover fare questi interventi, e non siamo noi stessi a proporli”

Fonte: Ristretti Orizzonti (stralcio)

 

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