E’ un’emergenza sociale, anche il Comune faccia la sua parte

Comunicato stampa
perUnaltracittà-lista di cittadinanza

Sfratti, De Zordo: “E’ un’emergenza sociale, anche il Comune faccia la sua parte”
Oggi alle 18 Assemblea degli sfrattati all’SMS di Rifredi.

‘Quasi cento sfratti al mese’: con queste parole si apre l’ultimo comunicato del Movimento di lotta per la casa, come gli altri ignorati dalle istituzioni. Eppure è un dato che dovrebbe dare i brividi a chi amministra una città, e deve essere ripreso da  chi cerca di raccontarla. Cento famiglie per strada, quasi novanta delle quali non più in grado di pagare canoni di locazione difficilmente sostenibili per chi lavora, figuriamoci per chi un lavoro l’ha perso, o passa – per niente choosy – da una occupazione precaria a un’altra per poche centinaia di euro.

Le risposte delle istituzioni, dal Comune dell’eterno candidato al Governo dei “tecnici” che hanno come priorità salvare le banche private e non i cittadini (spesso vittime delle stesse banche), sono inconsistenti: risorse scarsissime, impegno sul territorio idem. Eppure qualcosa si potrebbe fare, anzi si deve fare, a tutti i livelli.

Dal rifinanziamento nazionale del settore dell’edilizia pubblica (vogliamo riparlare dell’acquisto dei cacciabombardieri, o dei finanziamenti alle scuole private?), al piano locale con le azioni di mediazione con la proprietà nei casi di sfratto, l’utilizzo d’autorità di contenitori pubblici non utilizzati come le caserme, l’individuazione di strutture anche temporanee per le situazioni di maggior urgenza, e la smetta il Comune di pretendere lo smembramento delle famiglie per intervenire, donne e bambini da una parte, uomini dall’altra! Fino alla requisizione di immobili lasciati vuoti dalla speculazione: l’ha fatto a suo tempo il sindaco La Pira, icona retorica del sindaco Renzi, ma solo a parole. Del resto La Pira era anche a fianco dei lavoratori della Pignone in occupazione contro la proprietà, e non stava con l’azienda “senza se e senza ma”.

Senza gli interventi delle istituzioni restano le azioni dal basso, l’autorganizzazione del movimento: le occupazioni, i picchetti antisfratto, oggi, giovedì 29 novembre, l’Assemblea degli sfrattati per cercare possibili risposte.
Azioni che hanno l’incondizionato appoggio di perUnaltracittà: sulle risposte ai bisogni primari si giudica un assetto sociale, a partire da chi è in condizioni di maggior difficoltà per i criminali meccanismi di concentrazione della ricchezza e di progressiva espropriazione di risorse e diritti ai danni della maggioranza degli abitanti di un territorio.

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