Comunità Rifiuti Zero


È nata a Capannori l’associazione nazionale ‘Comunità Rifiuti Zero’ In un anno raddoppiato il numero degli enti aderenti. Nasce oggi ufficilamente a Capannori l’associazione delle comunità che guardano al futuro e contrastano lo spreco di materia in discariche ed inceneritori.

Promuovere attività mirate alla riduzione dei rifiuti, all’abbattimento della produzione di plastica, alla valorizzazione della filiera corta. Sono questi i principali obiettivi che si pone la nuova associazione “Comunità Rifiuti Zero” a cui hanno aderito 107 Comuni italiani, tra cui capoluoghi come Parma, Napoli, Benevento, La Spezia, e molte associazioni tra cui quella dei Comuni Virtuosi e l’Anpas. La neonata associazione ha visto la luce oggi a Capannori, dove avrà sede, nel corso di un incontro nazionale che ne ha approvato lo statuto. All’incontro, svoltosi nell’Auditorium dell’azienda Usl 2 di piazza Aldo Moro, hanno partecipato il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, il professore americano Paul Connett che ha ripercorso la storia della Zero Waste in America e in Europa, l’assessore all’ambiente del comune di Capannori, Alessio Ciacci, il coordinatore del Centro di ricerca Rifiuti Zero del Comune, Rossano Ercolini che essendo il referente italiano della ormai conosciuta strategia ha coordinato i soggetti che sono confluiti nell’associazione, e naturalmente i rappresentanti di numerosi Comuni e Associazioni.
Come ha spiegato uno dei esponenti del Centro di Ricerca Riccardo Pensa la nuova associazione interessa circa 3 milioni di abitanti. La provincia di Lucca è al terzo posto tra le province più rappresentate (con 9 Comuni aderenti alla strategia Rifiuti Zero, Capannori, Lucca, Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Villa Basilica, Massarosa, Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi) dopo Napoli e Roma. Il numero di amministrazioni comunali che hanno sposato la strategia ideata da Connett è raddoppiato nel giro di un anno facendo registrare un vero e proprio boom nel 2011, “Non posso che essere orgoglioso che il percorso Rifiuti Zero in Italia sia nato nel 2007 da Capannori – dichiara il sindaco, Giorgio Del Ghingaro. La nascita oggi dell’associazione nazionale delle ‘Comunità rifiuti zero’ è un risultato straordinario, perché dà vita ad un soggetto che rappresentando molti Comuni e quasi il 5% della popolazione italiana, può realmente incidere sul cambiamento culturale in ambito ambientale e particolarmente nel campo dei rifiuti a livello nazionale. Sono certo che questa nuova associazione potrà fare cose importanti per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini”. “Oggi abbiamo scritto una pagina importante della storia del movimento Rifiuti Zero a livello nazionale ed internazione – afferma l’Assessore all’Ambiente Alessio Ciacci. In un anno abbiamo raddoppiato i comuni aderenti ed ogni giorno stiamo crescendo sia per quantità di enti ma anche in qualità del lavoro intrapreso e condiviso. Stiamo dimostrando che un’alternativa a discariche ed inceneritori esiste, ha vantaggi sociali, ambientali, economici ed occupazionali. Questa rivoluzione coinvolge ormai milioni di cittadini e promuove a livello regionale e nazionale una politica di vera sostenibilità. Siamo entusiasti che Capannori rappresenti sempre più un luogo di incontro, confronto e di riferimento per quanti in tutta Italia stanno inseguendo questo obiettivo. La strada da fare è ancora lunga ma i numeri ci dimostrano l’ottimismo della ragione e la bellezza di costruire una politica che guarda al futuro con la partecipazione attiva di tutti.” La nuova associazione intende operare nel campo dell’assistenza, della formazione della promozione e della valorizzazione della cultura della strategia Rifiuti Zero, così come definita nella Carta internazionale di Napoli, dare assistenza alle amministrazioni comunali che vi hanno aderito per affrontare la questione del ciclo dei rifiuti, promuovere campagne di sensibilizzazione e informazione sulle buone pratiche nell’ambito dei rifiuti e creare una rete per lo scambio di informazioni tra Pubbliche Amministrazioni e soggetti privati. Infine, ma non certo per ultimo, dare un contributo fattivo alla formazione culturale di comunità che vedono nel bene comune ambiente il punto di riferimento principale per contribuire ad innalzare la qualità della vita di tutti

La Val d’Aosta boccia il via all’inceneritore
Con oltre il 94 per cento di contrari è stato bocciato, con un referendum, il
progetto per costruire l’impianto di trattamento a caldo dei rifiuti, un investimento
da 220 milioni.
Nel referendum – consultivo – sulla legge regionale che dava il via all’operazione
hanno vinto i contrari: il 94 per cento (47 mila elettori) ha detto
no all’inceneritore. I favorevoli sono stati poco più del 5 per cento (3mila
persone). L’esito era apparso scontato non appena, domenica sera, era
stato diffuso il dato sull’affluenza: era stato raggiunto infatti il 48,92 per
cento, quasi la metà degli aventi diritto, dopo una campagna elettorale da
molti giocata sull’invito all’astensione (in Val d’Aosta il referendum consultivo
è valido se viene superata la soglia del 45 per cento di partecipazione.
I cittadini che si sono recati alle urne sono stati 50.909 su 104.063
aventi diritto). Ed ora sull’esito della consultazione è già bagarre politica.
“Nonostante i discutibili inviti a non votare arrivati da diverse parti nelle
ultime settimane – sottolinea Fabio Dovana di Legambiente – i cittadini
valdostani hanno deciso di far valere il loro diritto democratico La decisione
di costruire un impianto impattante come il pirogassificatore non è
andata giù ai valdostani che in questi mesi si sono documentati e hanno
criticato la scelta dell’amministrazione regionale”.
Per Alberto Bertin (Alpe) “una maggioranza regionale divisa e litigiosa,
incapace di capire l’urgenza del cambiamento, ha ricevuto con questo voto
la sfiducia dei valdostani. Il governo Rollandin deve assumersene la
responsabilità e trarne le conseguenze”.

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