Palestina, quello che i media non dicono

TERRA CONTESA E COLONIE ISRAELIANE NEI TERRITORI PALESTINESI

Nella cartina qui sotto, la parte in NERO è la PALESTINA, quella in BIANCO è ISRAELE. Della Palestina originaria rimane ben poco. Lo stato di Israele, nato nel 1948, ha continuato, con il tempo, la sua occupazione di gran parte della Palestina, costruendo insediamenti, ovvero colonie. Ogni anno l’esercito distrugge case e villaggi palestinesi per costruire colonie, ovvero agglomerati di case grandi come paesi in cui possono risiedere anche 2.000 coloni. Lo stato di Israele fornisce incentivi e facilitazioni agli ebrei residenti in varie parti del mondo per persuaderli ad andare a vivere in queste colonie.

Sono nati così tanti insediamenti all’interno della Palestina che hanno creato una situazione di vera apartheid, ricordando quella del Sudafrica, con tanto di autostrade che collegano tra loro le colonie che possono essere utilizzate solo dagli israeliani (anche se percorrono in lungo e largo la terra di Palestina). La Palestina, riconosciuta dall’ONU, sarebbe quella all’interno dei confini della terza figura. Oggi, è diventata un vero e proprio gruviera. Di fatto, con la costruzione delle colonie, Israele rende palese il suo progetto di occupare l’INTERA PALESTINA, non accontentandosi della parte del territorio occupato nel 1948 e definito con la nascita del relativo stato. Così, ogni anno centinaia di famiglie palestinesi vengono cacciate dalle proprie case con l’uso delle armi e la terra palestinese si riduce sempre più. Con le guerre e la politica coloniale la Palestina è stata addirittura divisa in due territori separati: la West bank/Cisgiordania e la Striscia di Gaza.

COSA È LA STRISCIA DI GAZA?
E’ una striscia di terra che si affaccia sul mediterraneo, lunga 45 km e larga circa 10 Km. Ci vivono 1 milione e 600 mila palestinesi ed è considerato il posto sulla terra a più alta densità di popolazione. La STRISCIA confina quindi con Israele, con l’Egitto e con il mare. Il confine con Israele è delimitato da un MURO. Israele controlla il confine decidendo quali merci fare entrare e decide anche chi può entrare e chi può uscire. I palestinesi della West bank non possono entrare nella Striscia di Gaza ed ai palestinesi di Gaza non viene permesso di uscire dalla Striscia. Il confine con l’Egitto è stato chiuso fino allo scorso anno. In seguito alla rivoluzione egiziana questo valico è saltuariamente aperto. Può restare chiuso per settimane e comunque si può entrare e uscire solo dietro autorizzazione, per niente facile da ottenere. Il confine con il mare è delimitato da un muro di navi da guerra israeliane che non permettono a nessuno di raggiungere Gaza via mare (da qui i tentativi delle diverse Freedom Flotilla), a nessuna abitante di Gaza di uscire per questa via e neanche ai pescatori di pescare oltre le 3 miglia dalla costa (secondo Accordi internazionali dovrebbero essere 20 miglia). GAZA è una gabbia, una prigione a cielo aperto.

CHI VIVE NELLA STRISCIA DI GAZA?
L’80% dei suoi abitanti sono profughi (per creare lo stato israeliano i palestinesi sono stati costretti ad abbandonare le loro case) e vivono all’interno di campi profughi in situazioni di grave povertà dove i bambini vanno nelle scuole delle Nazioni Unite e il cibo viene distribuito dalle organizzazioni internazionali.

COS’È LA RESISTENZA PALESTINESE?
La Palestina e Gaza non hanno un esercito, in quanto non sono uno Stato e non hanno neanche il sostegno dei paesi arabi, che preferiscono difendere i loro interessi economici. Se avessero il loro appoggio la risposta ai bombardamenti israeliani non sarebbe fatta da RAZZI fabbricati in casa ma da un arsenale ben più fornito. La Palestina è sola nella sua Resistenza e lo dimostra il fatto che ogni anno perde pezzi del proprio territorio senza avere alcuna forza per reagire. Il termine GUERRA pare dunque usato a sproposito in quanto non sono due potenze con condizioni simili a fronteggiarsi, da una parte abbiamo uno STATO che possiede uno degli armamenti più grandi al mondo (compresi arsenali atomici) e dall’altro SOLO UN POPOLO, quello palestinese che risponde lanciando razzi prodotti artigianalmente. Dobbiamo credere che l’elefante abbia paura del topolino?

PERCHÉ ISRAELE STA BOMBARDANDO GAZA (OPERAZIONE PILLAR OF DEFENSE)?
Questi bombardamenti sulla popolazione della striscia di Gaza non sono iniziati a causa dei razzi di Hamas ma per altri motivi:
29 novembre 2012 l’Autorità palestinese chiederà all’ONU di riconoscere la Palestina come Stato e l’attacco contro Gaza è un tentativo di spostare l’attenzione e di far apparire inaffidabili e “terroristi” i palestinesi (Israele, a cominciare dall’omicidio politico del rappresentante di Hamas del 14 novembre, sembra fare di tutto per scatenare reazioni da parte palestinese).
22 gennaio 2013 ci saranno le elezioni in Israele e punire i “terroristi palestinesi” crea consenso tra gli elettori israeliani. Netanyahu sta mostrando al suo popolo qual è il nemico, sta diffondendo odio verso il nemico e sta facendo sentire agli israeliani quanto lui è forte nel difendere i suoi cittadini, lui Padre/Protettore Signor Netanyahu. L’84% degli israeliani si dichiara a favore dell’operazione (secondo il sondaggio del giornale israeliano Haaretz).

PERCHÉ LA RESISTENZA PALESTINESE TIRA I RAZZI SU ISRAELE?
I palestinesi vivono da 60 anni nella provocazione quotidianamente delle azioni israeliane. Alcuni esempi:
Nella striscia di Gaza:
• i pescatori non possono pescare perché, al posto di branchi di acciughe, si trovano di fronte le navi da guerra israeliane;
• i contadini vengono uccisi mentre coltivano i loro campi per mano dei soldati in servizio sulle torrette al confine;
• quotidianamente gli aerei israeliani volano sulla striscia causando terrore e sganciando bombe sulla popolazione. Nella West Bank/Cisgiordania:
• i bambini vengono attaccati dai coloni quando vanno a scuola;
• le donne partoriscono ai check point perché i soldati israeliani non permettono loro di raggiungere gli ospedali;
• i pastori vengono attaccati dai coloni quando portano al pascolo il gregge e i contadini si trovano i loro secolari ulivi bruciato per mano dei coloni;
• le case dei palestinesi vengono demolite per occuparle e costruire nuove colonie

COSA SUCCEDEVA OGNI GIORNO A GAZA PRIMA DEL 14 NOVEMBRE?
Siamo precisi nel dire che la provocazione non è il razzo lanciato da Hamas la scorsa settimana ma quello che succede ogni giorno a Gaza e di cui nessuno parla mai:
13 novembre 2012: l’esercito israeliano fa un’incursione via terra nel campo di Khan Yunis e in strada viene colpito ed ucciso da un proiettile un ragazzino di 13 anni mentre giocava a calcio;
8-11 novembre 2012: bombardamenti dal cielo e dai carri armati al confine, 7 persone uccise tra cui 3 ragazzi dai 16 ai 19 anni e 50 i feriti tra cui due bambini in terapia intensiva;
22 ottobre 2012: 4 pescatori arrestati mentre pescavano e le loro barche sequestrate (e mai restituite ovviamente) dalla marina militare israeliana;
22 ottobre 2012: mentre i contadini cercavano di raccogliere le olive a Beit Hanoun sono partite dal confine raffiche di spari e un drone ha ucciso un ragazzo di 26 anni e ferito 4 persone;
7 e 8 ottobre 2012: lancio di missili ad est di Rafah, decine di feriti, molti bambini, ucciso un uomo molto grave un bambino che ha il corpo pieno di schegge di missile;
28 settembre 2012: un pescatore di 22 anni ucciso con due proiettili mentre era in mare con la sua barca e viene anche ferito gravemente il fratello che era con lui.
… possiamo andare avanti ricordando Mohammed, 17 anni, ferito ad agosto con i proiettili “dum-dum” vietati dalle convenzioni internazionali, colpevole di coltivare un campo troppo vicino al confine – Ali di 5 anni e una bambina di un anno e mezzo uccisi da una raffica di bombardamenti a fine giugno che ha ammazzato in tutto 16 persone e ferite 60 – Ayoub, 12 anni, ucciso da un proiettile mentre andava a scuola ecc. e così potremmo ripercorre giorni e giorni di provocazioni.

COSA È L’OPERAZIONE PIOMBO FUSO (CAST LEAD)?
In 3 settimane, tra dicembre 2008 e gennaio 2009, Israele ha bombardato Gaza e sono morti 1400 palestinesi. Adulti e bambini di Gaza hanno ustioni sulla pelle perché in quelle 3 settimane Israele lanciò bombe al fosforo bianco, che si infiamma al contatto con l’ossigeno e la sua combustione può continuare per giorni. L’acqua non lo spenge ma contribuisce a riattivare la combustione. Le ustioni sulla pelle dei bambini fanno spezzare l’epidermide durante la crescita. Devono quindi sottoporsi ogni anno ad operazioni per permettere al loro corpo di crescere. Durante Piombo fuso, ed anche in questi giorni, Israele utilizza sulla popolazione di Gaza le bombe DIME. Sono bombe non potenti nell’impatto ma che scatenano una nuvola di micro-schegge che aggredisce la pelle penetrandola, anche in profondità. La polvere trasmette il suo calore agli organi provocando ustioni e migliaia di microferite. Il fosforo bianco e le bombe Dime sono armi proibite dalle convenzioni internazionali. L’utilizzo di queste bombe che possono “uccide meno” nasconde un intento forse peggiore e sadico in quanto il loro utilizzo porta spesso ad amputazioni e menomazioni costringendo i feriti a continui interventi chirurgici e la popolazione e le strutture ospedaliere ad un lungo calvario di assistenza e impegno nelle cure dei malati.

ISRAELE HA DIRITTO ALL’AUTODIFESA DEL SUO POPOLO. QUANDO A DIFENDERSI E’ LA RESISTENZA PALESTINESE, SI PARLA DI “TERRORISTI”
Come si può definire autodifesa l’uccisione di bambini che giocano a palla per strada, di neonati, donne e uomini a cui cade addosso un intero palazzo, di giornalisti che hanno la sola colpa di raccontare quello che succede a Gaza… questi sono per voi terroristi? Tutta la popolazione Resiste quotidianamente alle aggressioni israeliane, alla vita sotto assedio. Non tutta la popolazione di Gaza sceglie di impugnare le armi. Tutti gli israeliani (uomini e donne) sono obbligati a prestare 3 anni di servizio militare. In Palestina non esiste il servizio militare. In questi giorni i media hanno riportato che “per la prima volta dopo 21 anni sono risuonate le sirene d’allarme a Tel aviv”. Non passa settimana in cui Israele non uccida almeno un palestinese. Dal 2000 ad oggi Israele ha ucciso più di 4.500 palestinesi. Questo c’è sul piatto della bilancia di questo quotidiano massacro del popolo palestinese. Gaza ha tenuto in prigione 1 militare israeliano, sono 10.000 i palestinesi nelle carceri israeliani, e sono civili ed anche bambini. Oggi 20 novembre 2012, a 6 giorni dall’inizio del massacro, Israele ha ucciso 116 palestinesi, di cui 28 bambini.

Diffondi questo articolo:


Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>