Buongiorno signor vigile che c’è? una multa per me! e che ho fatto?

“Si alzi immediatamente caro signore (per modo di dire) da questo angolo privato che io sto tutelando e che lei sta intralciando, ma come mi chiedo e mi domando al meravigliato, come ha fatto di essere così sbandato a non vedere quel cartellino appiccicato a due dita dal suo naso e che poi è appeso per tutta quanta la città, ora lo vede? VIETATO! ecco la multa ha da aggiungere… aaah ora si vuole scusare cosa? addirittura scolpare!”

“Sì signor giudice cioè signor vigile la assicuro lei è in errato quello di sbagliato, ma io sono Sergio Bertero! il piccolo poeta della grande strada non ha mai sentito! ma come è possibile cosa? e se ne frega , ma signor vigile mi sono giusto e mi sembrava giusto di essermi qui seduto solo per un minuto nel riposando in mio faticato dal mio lavorato ma allo spicciolato però lo giuro mai speculato, vede io vivo alla giornata e così in questo minuto mi sono approfittato nel ripassando in mio meditato per uno scritto che sarà per la prossima uscita in nero su bianco su carta di stampo che verrà stampata su questa illustrissima rivista su questo giornalino naturalmente di strada che io vendo da strada in strada, se lei non mi crede glielo posso far sentire alla recitata o alla cantata per via del canto o addirittura alla fischiata per via del fischio, quale di queste vie il signor vigile preferisce? o sennò c’è quella scorciatoia per via sua, arriva molto prima se va via subito”
“Si alzi immediatamente, raccolga i suoi bricioli li tenga stretti e prosegua la sua strada, se ne vada!”
“Ma che belle maniere nel vostro potere”
“Se ne vada!”
“Mamma mia, ma non si può nemmeno più sedere nemmeno riposare, nemmeno pensare, nemmeno la pisciata senza la pagata, ma dove ci ha cascati questa cascata, ma questa città è tutta privata? ma fra un poco sarà anche l’acqua che cade dal cielo quando si fa nero, ma l’aria si deve respirare solo nei saloon privati?”
“Se ne vada!!”
“Calma, calma signor vigilino, ma non vede il mio inchinando che sta raccattando per il mio andando sì! però prima che vada una cosetta levolevo nel ben dire a voce un po’ alzata alla strillata alla urlata, TU M’HAI STUFATO e sopra cagato, piccolo cretino di un grande imbecille, vai a fare in culo almeno il tuo non è privato è di tutti, ora me ne vado, ma guardate un pò sto barattolo bucato … a uno come me!”……

Come eri bella Firenze
sembravi una diva
in quel vestitino di poesia
ma te l’hanno sudiciato
te l’hanno strappato
e gettato via
per questo di stracci
di questa malinconia
ma anche in queste condizioni
io non ti lascio
ti starò sempre vicino
perché io sono il tuo piccolo poeta
e tu la mia poesia
anche tra questo grande schifo!
povera Firenze mia.

Sergio Bertero

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