Ennesima doccia fredda di Marchionne

Doccia fredda arriva per lo stabilimento di Melfi, Potenza, dopo che l’Azienda ha annunciato la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione dal prossimo 11 febbraio fino al 31 dicembre 2014. La notizia ha gelato tutti anche perché non è trascorso neppure un mese da quando l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, annunciava che avrebbe fatto dell’Italia la base produttiva per le esportazioni del gruppo e che proprio a Melfi sarebbero stati investiti 1 miliardo di euro. Nel gruppo si sarebbe presto proceduto alla fabbricazione della nuova fiat 500X, la grande 500L e presto anche un modello a marchio Jeep. La produzione dei due nuovi modelli fiat sarebbe partita già all’inizio del 2014. Una nota emessa da Fiat chiariva che lo stabilimento aveva necessità di essere rinnovata attraverso l’installazione di “una piattaforma modulare, che può essere facilmente adatta per costruire vetture di dimensioni anche maggiori”.

Profondi dubbi sono stati espressi dalla Fiom Cgil che ha espresso forte preoccupazione perché non non sono ancora noti né i dettagli dell’investimento, né i tempi per la realizzazione del nuovo progetto. Di tutt’altro parere la FIM, la cui posizione è stata espressa da Leonardo Bruno per il quale l’avvio della ristrutturazione offre allo stabilimento prospettive future” e lo impegna in una dimensione non solo più europea ma mondiale e questo è l’aspetto più significativo per una rapida uscita dalla crisi.”
L’unica cosa certa è che l’annuncio della cassa integrazione per ristrutturazione è stato dato proprio mentre sono in corso le trattative con i sindacati per l’aumento del salario, e come non sembra proprio un caso.
Avere dei dubbi sull’operazione della Fiat è più che lecito dal momento che con una cassa integrazione per due anni i costi della ristrutturazione di Fiat ricadranno sullo stesso Stato. Infatti, la Cigs (cassa integrazione guadagni straordinari) è in misura prevalente a carico dello stato che vi provvede attraverso la GIAS istituita presso l’Inps con la legge n.88 del 1989. Gli assegni sono pagati dallo Stato che li eroga attraverso l’Inps, che a sua volta riceve i versamenti dalle imprese nella misura dello 0,90% delle retribuzioni mensili, di questi lo 0.30% è a carico dei lavoratori. A carico dell’impresa vi è un onere pari al 4,5% per aziende superiori ai 50 dipendenti e del 3% per quelle che hanno meno di 50 dipendenti.
Quindi se Fiat si atterrà alla parola data e per ci sarà l’investimento da 1 miliardo, quale sarà il contributo che lo Stato Italiano dovrà offrire per mantenere gli operai in cassa integrazione straordinaria per due anni per i 5500 lavoratori di Melfi?

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