Il problema è che ricordo, Alessandro Restivo

l problema è che ricordo. Ciò mi causa un senso di poco adattamento immerso, come tutti, in una realtà in cui la maggior parte dei miei simili dimenticano le notizie con la medesima velocità con cui le apprendono. Sono contento così però. Le varie notizie, che inizialmente si affastellano in disordine come matasse di fili di lana, col tempo si ordinano ed inizia a comparire una trama. A quel punto tutto diventa molto chiaro. Basta ricordare e pazientare. Ricordo una notizia che apparve sul quotidiano “La Repubblica” a novembre e mi colpì perchè riferita a persone ed a luoghi che conosco bene: le residenze assistite “I Girasoli” e “Il giardino delle Rose” per utenti con malattia psichiatrica e disagio psichico grave. Ricordo il vostro articolo di denuncia sullo stato dei luoghi in cui venivano assistite le persone, molto dettagliato e preciso nel fare il punto della situazione. Giustamente critico, se non scandalizzato, peraltro. Entraste al “Giardino delle Rose” accompagnati da
chi conosceva bene le persone ed i luoghi: foste liberi di girare per la residenza, fare domande e foto. Dopo pochi giorni, a quell’articolo seguì una replica dell’allora neo-insediato Direttore dell’Azienda Sanitaria di Firenze, il Dott. Morello. Egli, non responsabile della situazione perchè appena arrivato alla direzione dell’Azienda, promise pronta e rapida soluzione i problemi denunciati. L’indomani tale notizia fu salutata dal vostro giornale con contentezza e soddisfazione: “ecco il buon risultato della nostra denuncia” era la sostanza del messaggio, se non ricordo male. I pazienti e gli addetti ai lavori si rallegrarono con meno contentezza. Sorrisero a mezza bocca perchè c’era incertezza su quale sarebbe stata la “pronta e rapida soluzione”. Avrebbero cambiato gli infissi che, con lo spiffero, fanno passare anche la pioggia? Ripareranno l’impianto elettrico che, funestato dalla mancanza di fusibili nelle derivazioni delle stanze, era mezzo inservibile? Oppure gli ascensori che spesso sono fermi? Oppure imbiancheranno i locali, che l’ultima volta furono rinfrescati in occasione delle riprese del film “Per le antiche scale” con Mastroianni, girato proprio là? Bah … non riuscivano a capire e la contentezza non poteva essere piena. Ai primi di dicembre dissero che i pazienti sarebbero stati trasferiti presto… non si sapeva quando ma si sapeva che era “presto”. E già le facce cominciarono ad essere meno contente. Prima di Natale i pazienti de “I Girasoli” seppero che sarebbero stati trasferiti a gennaio. Gennaio. Il giorno non era dato di sapere ed il luogo ancor meno, però essendo alla vigilia di Natale di tempo non nen manca molto. I timori erano tanti. Le persone alloggiate presso la struttura, ben lungi dall’essere allucinate dalla realtà come farebbe pensare la definizione generica di “schizofrenici” riportata nell’articolo di denuncia, temevano di essere in procinto di perdere i contatti umani con le persone con cui avevano convissuto per tanto tempo e con gli operatori. Temevano che avrebbero perso gli arredi dei loro appartamenti acquistati con tanti sacrifici. Temevano di perdere la loro identità, ricostruita a faticosamente in quei luoghi. C’era in tutti il sano timore di un trasloco, annunciato “a breve” senza sapere dove e come. Lunedì 7 gennaio, nella riunione convocata per le 14, fù annunciato che l’indomani mattina sarebbe partito il primo gruppo. Un secondo gruppo il giovedì seguente e l’ultimo gruppo lunedì 11 gennaio. Quello era il momento in cui avreste potuto cogliere il tipo ed il tenore delle emozioni con cui fù accolto il risultato di cui con malcelata soddisfazione vi rallegraste. Però, a voler essere onesti, non avreste potuto scrivere un articolo che avrebbe trasmesso un messaggio di contentezza. Non c’eravate perchè non foste avvisati. Però siete sempre in tempo a fare un resoconto. L’ultimo gruppo parte lunedì prossimo e, se venite, potrete parlare con qualcuno e forse fare delle foto. Poi potreste andare a vedere come sono alloggiati gli altri già partiti. Ecco … in quelle strutture ho seri dubbi che possiate entrare e liberamente girare come faceste al “Giardino delle Rose”. Ancor più dubbi che vi facciano fare foto. Poco male, testimonio io che i luoghi sono belli, puliti e nuovi. Magari fà difetto la possibilità di libero movimento, perchè le porte principali sono chiuse, così come le finestre delle stanze al piano terreno. Hanno lasciato apribili le finestre dei piani superiori … e c’è il rischio che qualcuno, prima o poi, abbia in mente di saltare giù: nell’Ospedale Psichiatrico succedeva spesso. Ecco, spero che l’eventuale vostro articolo spinga l’Azienda ad un’altra pronta soluzione. Nele nuove strutture fà difetto la privacy, perchè quasi tutte le camere sono doppie, ed abituarsi a questa promiscuità dopo aver vissuto in una camera singola per tanti anni è un po’ dura. Dispiace sapere che i propri elettrodomestici siano immagazzinati in un locale dell’Azienda, perchè nelle nuove strutture non c’è possibilità di avere frigoriferi, lavatrici o televisioni private. Spero vogliate prendere coscienza, e dare testimonianza, di come è arrivata a valle la palla di neve che incautamente lasciaste andare a novembre. Capitolo che è finale per “I Girasoli”, ma preludio alla soluzione finale dei problemi denunciati presso il “Giardino delle Rose”. Spero vogliate farlo per dar modo ad altri ricordanti, che pur ci sono, di ordinare in una trama la matassa di fili colorati.

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