Uomini per le donne

La prima causa di morte per le donne di ogni parte del mondo, è la violenza maschile. Periodicamente questa tragedia affiora alla coscienza collettiva perché donne coraggiose la denunciano. E allora i giornali ne parlano, le Tv trasmettono documentari speciali, si fanno manifestazioni e nelle sedi istituzionali si propongono rimedi opportuni. Eppure, non possiamo fare a meno di notare un silenzio pesante come il piombo e che per noi è una colpa, è una vergogna:
il silenzio degli uomini. Per quanto noi aborriamo la violenza in tutte le sue forme, per quanto la nostra stima nei confronti delle donne sia illimitata, per quanto il nostro dolore per tutte quelle donne morte per mano di un maschio sia straziante, non possiamo dirci estranei, non possiamo ritenerci innocenti. Non possiamo aspettarci, infatti, un atto riparatorio, o una presa di coscienza da chi questa violenza la commette, ma dobbiamo essere noi uomini che invece l’aborriamo a proporre un percorso che ci tiri fuori tutti, a lanciare l’allarme. Noi uomini non abbiamo mai riflettuto su di noi, come le donne fanno da sempre. Sempre più scrittrici, registe, artiste riversano nelle loro opere il disagio che nasce da una comunicazione limitata con gli uomini. Ci separa un abisso di linguaggio, ci mancano molte parole comuni. Il concetto di “specificità di genere” non ci ha mai neanche sfiorati. Non abbiamo mai fatto l’esperienza di qualcosa confrontabile con il femminismo, che nel bene o nel male, è stato un momento importante per la presa di coscienza di se da parte delle donne e dei loro rapporti con il mondo. Noi dobbiamo ancora cominciare: siamo in ritardo di secoli. Il nostro modo di essere uomini è spesso frutto di un’adesione acritica e inconsapevole ai modelli sociali o commerciali di cui non conosciamo ne l´origine ne lo scopo, e certe volte neanche il senso. Non meno delle donne, ed in maniera mforse più subdola, subiamo l’imposizione di stereotipi su cui dobbiamo cominciare a vigilare, a cui dobbiamo cominciare a reagire. Il macho, il don Giovanni, sono figure che hanno ancora un fascino enorme, ma non ci siamo mai chiesti il perché e dimentichiamo ogni volta che solo i peggiori fra di noi lo sono. Il nostro modo di essere padri è spesso il risultato di una concezione familiare che ci colloca sullo sfondo. Noi che al contrario dovremmo fare di tutto per stare in primo piano per recuperare l’assenza di un legame carnale con i figli. È ora di rifiutare di compiacersi di un linguaggio pubblicitario che per qualsiasi cosa ci aggredisce con l’esibizione del corpo femminile. Ma non sentiamo ancora la necessità di ribellarci a questo stato di cose. Dobbiamo cominciare a desiderare di conoscere le donne. Molti autori maschi, anche i grandi, molto spesso si limitano ad idealizzarle, se non addirittura a smaterializzarle. Come amanti abbiamo un’idea del nostro erotismo troppo semplificata, per non dire banale. Abbiamo un’idea egoistica del sesso, e per soddisfarlo siamo capaci delle peggiori nefandezze. Dobbiamo ancora cominciare a fare i conti con il nostro corpo. Diamo troppe cose per scontate. Tutto questo non può essere sufficiente a darsi una ragione di tanta violenza, che sembra essere l’unica cosa che il mondo ricco e quello povero, l’est e l’ovest hanno in comune. Ma quella violenza cieca nasce sicuramente da un difetto di pensiero, da una incapacità di confronto con il mondo. È la conseguenza di un rapporto superficiale con noi stessi. C’è di che rimboccarsi le maniche. Dobbiamo ricostruire una nostra, e solo nostra, autenticità. Dobbiamo maturare una specificità maschile, che magari ci renderà anche più forti, e perché no, più belli. I muscoli usiamoli per costruire ponti, case, e per sollevare in braccio le nostre compagne. La forza usiamola per diventare migliori.
I redattori di Fuori Binario
Felice Simeone, Roberto Pelozzi, Francesco Cirigliano, Sergio Bertero, Luca Lovato

Diffondi questo articolo:


Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>