Mai più stragi di migranti, diritto d’asilo europeo per non morire

Ultim’ora: i migranti rimasti nella scuola A.Doria denunciano di essere stati trasferiti in piccoli numeri nei locali della Polizia Scientifica in via Roccaromana e lì costretti con la forza alle identificazioni, chi si rifiuta viene manganellato e trattenuto, essi fanno appello ai giornalisti a non oscurare la drammatica situazione ed a darne notizia

MAI PIU’ STRAGI DI MIGRANTI

DIRITTO D’ASILO EUROPEO PER NON MORIRE!

Si è conclusa in tarda mattinata la conferenza stampa degli antirazzisti catanesi che da 4 giorni in presidio permanente sostengono i migranti siro-palestinesi reclusi nella scuola A.Doria. I migranti hanno rifiutato la foto-identificazione e rivendicano la possibilità (prevista dal Regolamento Dublino III , che entrerà in vigore l’1 gennaio 2014) di accedere al diritto d’asilo nei paesi europei dove risiedono i loro familiari. Da ieri la tensione è aumentata a causa della chiusura della Prefettura di Cataniai,che impedisce qualsiasi forma di comunicazione con i migranti, perfino lo stesso servizio di mediazione e d’interpretariato messo a disposizione dagli antirazzisti presenti. Si succedono manifestazioni all’interno della scuola al grido di : No Italia NO! I migranti sono infatti ben informati sulle inaccettabili procedure d’accesso al diritto d’asilo in Sicilia e delle vergognose condizioni del megaCara di Mineo, dove dall’inizio dell’anno sono raddoppiate le presenze/reclusioni (da 1800 ad oltre 3500 persone) con conseguente prolungamento dei tempi per il riconoscimento del diritto d’asilo (da uno a 2 anni) e si sperimentano le nuove politiche segregazioniste anche sulla pelle dei richiedenti asilo.

Vista la nuova emergenza umanitaria in corso in Medioriente ed in Nordafrica, proponiamo di rilanciare a livello regionale e nazionale la campagna “Diritto di scelta”, già organizzata 2 anni fa da numerose associazioni antirazziste a livello nazionale durante l’Emergenza Nordafrica, chiedendo al Governo:

- il riconoscimento ai migranti sopravvissuti al tragico sbarco nella Plaia di Catania, di poter accedere alle procedure di richiesta d’asilo nei paesi europei dove risiedono i familiari, come previsto da Dublino III, garantendo comunque la protezione umanitaria per tutti/e.

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