La Piazza dei Libri, libreria all’aperto in piazza della Repubblica

Lunedì 5 e martedì 6 agosto ancora eventi a La Piazza dei Libri, libreria all’aperto in piazza della Repubblica
Ecco i prossimi eventi a La Piazza dei Libri https://www.facebook.com/LaPiazzaDeiLibri?fref=ts

libreria all’aperto in piazza della Repubblica, a cura delle case editrici Mandragora e Clichy, con gli ex dipendenti della Libreria Edison,

fino al 15 settembre, tutti i giorni dalle 10.00 alle 24.00:

- lunedì 5 agosto ore 19.00, per il Salotto di Piero (ciclo di incontri a cura di Pierfrancesco Listri), “Immagini o parole?“: affogati dalle immagini e quasi senza parole, se non banali, si legge poco e si parla ancora meno;

- martedì 6 agosto ore 19.00, Marco Malvaldi con “Ispirazione in bolle“. Un racconto legato al collo di una bottiglia di birra viene aperto e letto tra i presenti dall’autore. L’autore è Marco Malvaldi, famoso autore di gialli ambientati sul litorale come la fortunata saga dei vecchietti del BarLume. Il racconto si chiama Ispirazione e introduce a sorpresa nel mondo della fisica e delle tante trasformazioni chimiche che danno vita alla birra. Con l’autore sarà presente Vittorio Cotronei, autore di romanzi e racconti, ma anche uno dei soci del Birrificio Artigiano Toscano di Montescudaio.

E se potete diffondete, GRAZIE! I nostri contatti sono

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Livorno – Rigassificatore offshore: bomba galleggiante per profitti «spot»

da: CortocircuitO

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La ragazza guarda il mare, dove non c’è niente in vista: «il futuro è oltre l’orizzonte», spiega la Olt Offshore Lng Toscana nella sua immagine pubblicitaria. Il «futuro» è il  rigassificatore galleggiante di Gnl (gas naturale liquefatto), giunto  ieri dal Dubai per essere ormeggiato fuori vista a 22 km  dalla costa tra Pisa e Livorno (foto scattata dalla valle Benedetta ieri), dove inizierà l’attività commerciale in autunno.

La nave, frutto della conversione di una gasiera norvegese,  è lunga quasi 300 metri (tre campi da calcio),  larga 50 e alta 26 sulla linea di galleggiamento. Contiene quattro enormi serbatoi sferici con una capacità di oltre 137mila metri cubi. Qui sarà travasato dalle navi gasiere (ciascuna con capacità di 65-155mila metri cubi) il Gnl raffreddato a -160° C (per ridurne il volume di 600 volte), che sarà riportato allo stato gassoso, utilizzando il calore dell’acqua del mare, e trasportato a terra attraverso un gasdotto sottomarino di 30 km.

Il progetto, promosso dalle amministrazioni di Pisa e Livorno e sostenuto dalla Regione Toscana (tutte a guida Pd), avrebbe dovuto essere realizzato dalla Olt Energy Toscana, società formata dagli enti locali. Ma, dopo varie metamorfosi, esso è passato nelle mani di una multinazionale, dominata da due gruppi che detengono il 93,5% del capitale: E.On, quotato alla Borsa di Francoforte, uno dei più grandi gruppi energetici privati del mondo, con 70mila dipendenti in Europa e Nord America e un fatturato annuo di oltre 130 miliardi di euro; il gruppo Iren, multiutility energetica quotata alla Borsa Italiana, strutturata in una holding cui fanno capo diverse società responsabili delle linee di business. Una quota minore è detenuta dalla norvegese Golar Lng, società del gruppo Fredriksen, proprietario della più grande flotta di petroliere al mondo.

La Olt Offshore Lng Toscana, quindi, non è più la società che ha originariamente presentato il progetto, relegata ai margini con appena il 3,5% del capitale, ma una multinazionale che persegue una strategia globale. A differenza dei gasdotti, che comportano accordi intergovernativi pluriennali, i rigassificatori permettono alle multinazionali di muoversi liberamente per procurarsi la materia prima là dove si può ottenere ai prezzi più bassi, anche sottobanco, in paesi spesso dominati da élite corrotte e dittature militari. Come spiegano i portavoce della Olt, «la tendenza non è più quella di sottoscrivere contratti di lungo periodo, bensì spot», ossia contratti a breve termine, che sono «più profittevoli».

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Se la violenza machista è di Stato

da Femminismo a Sud: Se la violenza machista è di Stato

942429_611430688890459_70131137_nLettera aperta a Laura Boldrini e alla ministra Kyenge sul caso di Marta Camposana, militante NoTav picchiata, “toccata” e insultata da poliziotti.

di Laura Corradi, Simonetta Crisci

Alla Presidente della Camera Laura Boldrini, alla ministra per l’Integrazione Cecile Kyenge.

Ci rivolgiamo a voi come donne delle istituzioni che hanno mostrato attenzione ai temi della discriminazione, della violenza e del sessismo, e sensibilità alle questioni della giustizia. Marta Camposana è una giovane che ha accolto l’invito del movimento No Tav in Val di Susa e il 19 luglio scorso ha dato voce alla sua protesta. Dal suo racconto apprendiamo che ha subito cariche della indiscriminate e violente operate dalla Polizia contro i/le manifestanti, di notte e in mezzo ai boschi; ha respirato lacrimogeni caricati con gas venefici; è stata fermata e picchiata violentemente; e mentre due poliziotti la stavano già portando via un terzo le ha tirato una manganellata in viso rompendole il labbro (sei punti esterni e due interni). Inoltre gli agenti le hanno palpeggiato il seno e l’hanno toccata in mezzo alle gambe. L’hanno insultata e le hanno sputato addosso. “Ho avuto paura di essere stuprata – ci ha dichiarato Marta al telefono – perché gli agenti erano tanti e intorno non vedevo altre persone che potessero sentirmi”. Questo non è avvenuto, ma la paura le è rimasta addosso. Più tardi, mentre il labbro le sanguinava, l’incontro con le poliziotte – che inizialmente le hanno fatto pensare di essere al sicuro – invece è stato umiliante: una ha sputato nella sua direzione e le ha detto “Sei una puttana lo sai vero che sei una puttana, ora con quella bocca lì non la fai più la puttana”. Frasi da maschi violenti pronunciate da donne che accettano di giocare il potere dato loro dalla divisa, riproducendo linguaggi da caserma e regole non scritte di dominazione, che sono illegali e illegittime ma profondamente radicate in una cultura machista della forza e della prepotenza, che non ha visto finora tentativi istituzionali mirati allo sradicamento.

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