RISTABILIRE LA VERITA’ SU VIA CRIMEA 39

RISTABILIRE LA VERITA’ SU VIACRIMEA 39…

Il quotidiano “La Nazione” nella giornata di ieri ha pubblicato un violentissimo articolo sull’occupazione avvenuta venerdì 26 ottobre in Via Crimea.
Accuse pesanti…un ‘orda barbarica che ha letteralmente espropriato un povera vecchietta dalla sua abitazione, che gli ha derubato gli effetti personali, che ha praticato un terreno di violenza e di minacce…
Ci sarebbe da ridere…se anche un minimo dubbio si prestasse alle più sensibili coscienze…
Si è volutamente omesso che la medesima occupazione di tre alloggi è composta unicamente da donne e bambini. Donne vittime di violenze, scappate dai territori di guerra, stanche di strutture di accoglienza a tempo determinato. Ma essere donne lasciate al proprio destino forse non fa notizia…
MA SI DIMENTICA ANCHE LA STORIA…
Infatti, la storia di Via Crimea 39 è STORIA ANTICA E RECENTE sul quale i solerti professionisti della carta stampata dovrebbero dilungarsi.
Dagli anni ’50 sino al 1963 gli appartamenti in questione sono rimasti letteralmente vuoti, la famiglia proprietaria, famiglia Marianelli noti produttori del chianti nostrano li lascia nell’abbandono totale. L’allora sindaco LA PIRA (sindaco al quale Renzi afferma di ispirarsi) decise di REQUISIRLI per alcune famiglie sfrattate.
Da quel momento la famiglia proprietaria comincia una serrata legale che porta all’allontanamento degli sfrattati e alla vittoria della causa da parte della famiglia proprietaria, i soldi per gli affitti a “equo canone” (la legge che governava, allora, il mercato degli affitti..) non erano sufficienti…
In quel momento tutta la famiglia decise di trasferirsi nella palazzina…sino al 1994…
Da quasi venti anni infatti tre dei quattro alloggi di Via Crimea sono in stato di abbandono…
Alla signora Marianelli non è stato tolto niente, è rimasta da sola nel suo alloggio di sei stanze…non è stato rubato niente…non è stato esercitata alcuna minaccia…

Al contrario l’arzilla anziana signora ha accolto le donne occupanti esibendo e puntando la sua DOPPIETTA contro donne e bambini…prontamente tolta da alcuni agenti di polizia in borghese presenti
Aggiungiamo ancora, sulla pensione di fame, che la medesima signora ha venduto sei alloggi in pochi anni…
allora perché sparare a zero contro alcune donne organizzate dal movimento di lotta per la casa?
di cosa si ha paura ?
…forse proprio dell’estensione delle battaglie per la ripresa e soddisfazione dei bisogni negati…
…quale strano silenzio stampa ha accompagnato LA FORTE PROTESTA CONTRO I MINISTRI VENUTI A FIRENZE IL 26 OTTOBRE…
non sappiamo ancora se resteremo nella palazzina, oppure cercheremo luogo più consone alla nostra vita, ma ristabilire un minimo di verità è compito di tutti e tutte…
MARTEDI’ 29 OTTOBRE ALLE ORE 12 DAVANTI A VIALE CRIMEA 49 CONFERENZA STAMPA

LE DONNE OCCUPANTI VIALE CRIMEA  con l’ovvio sostegno del movimento di lotta per la casa

Il trattamento ‘riservato’ dallo Stato italiano agli eritrei, vivi e morti

ANNAMARIA RIVERA – La farsa di Stato, le complicità col regime eritreo, la guerra contro i migranti
arivera1Chi abbia qualche pur vaga nozione di antropologia sa che qualsiasi rito del cordoglio e del lutto è in primo luogo un rito di passaggio. La sua duplice funzione è trascendere l’angoscia della morte e accompagnare il defunto nel viaggio dallo status di cadavere a quello di antenato, in quanto tale reintegrato nel mondo storico dei superstiti, oggetto di memoria, partner di un rapporto sociale basato sullo scambio simbolico.

E’ anzitutto il diritto universale al cordoglio e al lutto che è stato violato con la “farsa di Stato” (la definizione è del sindaco di Agrigento), con la “passerella beffarda” (così don Mosè Zerai) del 21 ottobre ad Agrigento, nonché il principio, elementarmente umano, del rispetto dovuto ai morti e ai superstiti: in tal caso, ai sopravvissuti in senso proprio ma anche ai familiari e ai connazionali delle vittime del proibizionismo. I primi – già segregati in sordidi e affollatissimi centri di “accoglienza” o smistamento e incriminati per immigrazione clandestina – sono stati addirittura esclusi dalla cerimonia ufficiale. Gli altri sono stati vilipesi non solo con il rifiuto di restituire loro le salme dei congiunti, ma soprattutto con la presenza, nella cerimonia ufficiale, dei rappresentanti di quel feroce regime dittatoriale che li perseguita, costringendo i loro cari alla fuga.

A tutto questo i cittadini eritrei della diaspora hanno finalmente deciso di reagire. Per venerdì 25 ottobre, a partire dalle 10, il Coordinamento Eritrea Democratica, con altre associazioni, ha promosso un sit-in a Roma, davanti a Montecitorio, al quale seguiranno una conferenza-stampa e un incontro aperto fino alle 19, al Teatro Valle. Essi intendono protestare contro il modo in cui sono stati trattati, contro la dittatura di Isayas Afeworki, contro le angherie e i taglieggiamenti (soprattutto il tributo del 2% sui redditi della diaspora), imposti col silenzio o la complicità del governo italiano. Non è solo per solidarietà che ci sarebbe doveroso partecipare. E non solo perché gli eritrei avanzano rivendicazioni che condividiamo: corridoi umanitari per il diritto di asilo europeo, modifica radicale della Bossi-Fini, una legge organica sull’asilo, la facoltà di raggiungere i familiari residenti in altri paesi europei.

V’è un’altra ragione che ci coinvolge ancor più direttamente: il comportamento del “nostro” ministro dell’Interno, il quale, come riferisce Fabrizio Gatti, si è addirittura vantato di aver ricevuto i complimenti dell’ambasciatore eritreo. E ciò dopo aver autorizzato, secondo lo stesso Gatti, i servizi segreti dell’ambasciata eritrea a fotografare gli oppositori e i familiari delle vittime nel corso della cerimonia. Non contento, l’indomani, in una trasmissione radiofonica, dopo aver giurato amore e fedeltà al suo capo, “perseguitato dalla Magistratura”, Alfano ha schiumato rabbia verso i contestatori – “i cosiddetti attivisti” – e disprezzo verso i rifugiati – chiamati sempre “costoro” –, riaffermando la linea repressiva e sicuritaria, l’immancabile “prima gli italiani” e la retorica dei “mercanti di morte”.

A tal proposito anche a sinistra sarebbe opportuno chiarirsi le idee. Anzitutto: qualsiasi sistema proibizionista produce attività e reti per il commercio clandestino del bene di cui è interdetta la libera circolazione (che si tratti di alcol, droghe o esseri umani). Ma l’esistenza di filiere criminali non è la causa delle stragi di migranti e rifugiati, bensì un epifenomeno del proibizionismo stesso: sono le norme e le politiche europee sull’immigrazione e l’asilo, con i loro dispositivi politici e militari, a provocare le stragi di migranti e rifugiati. E’ la linea del rifiuto e dei respingimenti che ha favorito la nascita di una vasta economia transfrontaliera sotterranea, costituita da filiere ampie o ristrette, ben strutturate oppure così spontanee da non estendersi oltre la scala della famiglia allargata o del quartiere. In Tunisia, per esempio, è molte volte al livello del quartiere e delle relazioni di prossimità che si organizzano i viaggi “clandestini” verso l’Italia. Non sempre, dunque, c’è bisogno d’immaginare chissà quali vertici mafiosi per comprendere come partano gli harraga.

Non sarà dunque “Mare Nostrum” a fermare i “mercanti di morte”, ché anzi questa operazione, detta militare e umanitaria, potrebbe provocare l’aumento dei costi dei viaggi illegali, la scelta di rotte ancor più pericolose, quindi la moltiplicazione delle vittime. La tanto sbandierata operazione – definita con un ossimoro che promette tragedie e un nome che, come ha scritto Wu Ming 2, puzza di rimosso coloniale – si risolverà in un rafforzamento del controllo delle frontiere. Quanto al “soccorso umanitario”, è probabile che consisterà nel riportare indietro migranti e rifugiati, magari ricacciandoli nell’inferno libico dal quale sono fuggiti.

Per scongiurare tutto questo, v’è un’unica soluzione, realistica e coraggiosa: quella dei corridoi umanitari, avanzata da Melting Pot con l’appoggio di altre associazioni e di numerose personalità. Una proposta rilanciata e articolata in dettaglio dal senatore Luigi Manconi e da Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa e Linosa, nel corso della conferenza-stampa prima del loro incontro con Napolitano. Insomma, per rendere possibili viaggi incruenti e legali verso l’Europa, non v’è altra strada: permettere ai migranti e ai potenziali rifugiati di richiedere un visto temporaneo e la protezione umanitaria nei paesi di partenza o di passaggio, attraverso presidi internazionali dell’Unione europea e degli Stati membri.

Annamaria Rivera

Versione modificata e aggiornata di un articolo sul manifesto del 24 ottobre 2013

(24 ottobre 2013)

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/10/24/annamaria-rivera-la-farsa-di-stato-le-complicita-col-regime-eritreo-la-guerra-umanitaria-contro-i-migranti/

OLTRE IL 19 OTTOBRE, CONTINUIAMO L’ASSEDIO

a tutti gli organi di informazione Firenze 21-10.2013

OLTRE IL 19 OTTOBRE, CONTINUIAMO L’ASSEDIO!!!

Sabato 19 ottobre oltre settantamila persone hanno manifestato a Roma per affermare DIRITTI ELEMENTARI, per opporsi alle politiche di massacro sociale che l’attuale governo sta imponendo a milioni di donne e uomini.

Una determinazione nuova, la voglia di affermare un futuro diverso per tutte e tutti, mettere al centro del conflitto i BISOGNI di casa e lavoro, l’assoluta incompatibilità di intere generazioni contro le grandi opere, la TAV, gli F-35 e il ritiro immediato della legge BOSSI-FINI per fare cessare la mattanza di migliaia di esuli sui mari del meditteraneo, traformato nel pìù grande cimitero esistene…

Ragioni semplici e Forti che impongono la prosecuzione di una mobilitazione permanente.

In occasione del convegno nazionale dell’ANCI, che si svolgerà a Firenze dal 24 al 26 ottobre i movimenti continueranno a fare sentire il loro protagonismo.

VENERDI’ 25 OTTOBRE DALLE 14 IN POI LA MOBILITAZIONE CONTINUA DAVANTI ALLA FORTEZZA DA BASSO IN PIAZZA BAMBINI DI BESLAN

L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 19-10 – IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA DI FIRENZE

In distribuzione il n.161 di Ottobre/Novembre 2013: dove trovare Fuori Binario

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.

Troverete, per esempio:

Mariella - alla Stazione [vedi su googlemaps]
Francesco – in Sant’Ambrogio [vedi su googlemaps]
Antonietta – in P.zza Santo Spirito [vedi su googlemaps]
Teodor -  Piazza Repubblica  [vedi su googlemaps]
Raffaele e Clara - Pontassieve e Livorno [vedi su googlemaps]
Marzio – Piazza Dalmazia – Teatro Verdi [vedi su googlemaps]
Bereta – P.zza SS Annunziata – [vedi su googlemaps]
Gianfranco - Esselunga via Masaccio e mercato cure  [vedi su googlemaps]
Sergio - Feltrinelli via Cerretani [vedi su googlemaps]

Senza dimora: senza servizi

Quanti sono bagni e docce pubblici a Firenze, quelli non a pagamento?
Nessuno! (costo 60/70 cent.)
Esistono servizi per lavare ed asciugare gli indumenti senza pagare o almeno solo il consumo in cent?
Nessuno! (costo tra i 4 e i 7 euro)
Ci sono posti d’accoglienza dal freddo per chi è senza documenti?
Nessuno!
Abbiamo centri diurni a bassa soglia, specie invernali, per anziani e senza tetto che offrano socialità ed un riparo?
Nessuno!
La verità di cui sopra non può essere nascosta, questa città deve rivalersi della sua fama di accoglienza.
Persino le poche Associazioni e la Caritas nel periodo estivo chiudono o riducono, mense e docce.
Questi servizi, in una città che qualcuno vorrebbe metropoli, devono esistere, devono esserci!
Basta!!
Prendere esempio dal bisogno eticofisiologico dei senza tetto, tanti immigrati, per scribacchiare sulla Nazione pagine di fango e razzismo in nome del degrado, è degradante!
Governanti, al lavoro!!

Mio caro Fuori Binario …

… ti conobbi per puro caso: niente è per caso, tutto è causale (dice un GURU).
Non è facile per me, scrivere con riflessione e calma. Non riesco ad essere profondo e pacato. Ho dentro di me una grande gioia e soddisfazione, di essere venuto a contatto di Francesco Cirigliano e tutti gli altri che gravitano intorno a questa espressione e sogno che si chiama Fuori Binario.
Affronto l’argomento con tanta timidezza e paura. Paura di cosa? Di sbagliare a scrivere ed essere poco chiaro. Sapete: io ho fatto soltanto la 5a elementare.
Non so se è meglio essere conciso o logorroico. Lo, sapete, sono mentalmente disturbato, faccio uso di farmaci che servono ad aggiustare il sistema nervoso, consigliato ora, e a stretto controllo di specialisti e medico di base.
Ed ora io vorrei entrare nel nocciolo di queste pagine e del mio pensiero.
Fuori Binario ha portato nelle menti e nel cuore di tante persone, tante, ma tante davvero; ho deciso; mi accingo a scrivere, tanto ma tanto, per me e per chi è abituato a leggermi e a dare un parere su ciò che scrivo.
Lo so, non è facile far correre la penna come il pensiero: lasciamo e diamo libero impulso alla mente; che scrive prima della penna e dei tanti modi di scrivere (cosa c’è più veloce della luce e dell’impulso?)
Il bello e le soddisfazioni di questi due anni si possono elencare nella storia della mia vita, come il più bel periodo dei miei anni di emigrante a Firenze (sono e vivo a Firenze dal 1964).
La fiducia accordatami dalle persone dell’Associazione “Periferie al Centro”, promotori del giornale Fuori Binario; mi è di aiuto, di stima, di contentezza e di apporto economico.
Concludo con tanta voglia di passare la notte a scrivere per me e Fuori Binario.
Vi sembrerà esagerato e troppo forte; vi abbraccio tutte/i.

Enzo

Mormodu Il giardinoinfinito ed i rifiuti

La mente è come un giardino da coltivare col compost dei nostri rifiuti psichici. Un nuovo ciclo MORMODOU: 9 incontri, settimanali, di tipo psico-educazionale, a “rifiuti zero”.
Un training esperienziale, “dal basso verso l’alto”, per coltivare la consapevolezza, “compostando” le nostre parti interiori più difficili, essendo attivi nel mondo.

“Questa strada richiede coraggio e resistenza,
anche se è piena di impronte.
Chi sono questi compagni?
Sono pioli della tua scala. Usali!
In compagnia la tua ascesa è più rapida.
Sarai felice abbastanza nell’avanzare,
ma con gli altri andrai più lontano e veloce”.

Rumi

Non ci sono erbacce da sradicare, né rifiuti da bruciare! Il ciclo sarà condotto dal dr. Gian Luca Garetti.
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