Rom e Repubblica

Senza tetto né legge il bivacco in Ss.Annunziata
firenze.repubblica.it/cronaca/2013/11/13/news/senza_tetto_n_legge_il_bivacco_in_ss_annunziata

 …Maria e suo marito di tanto alternano la questua all’attività di strilloni, vendono“Fuori Binario”, la rivista dei senzatetto che ha pubblicato qualche articolo con le loro foto. Per lo più chiedono soldi, Maria ha ormai una sua “clientela fissa” e potrebbe aprire una scuola di accattonaggio grazie all’esperienza accumulata….

 

Alla Redazione di Repubblica Firenze

Leggendo oggi 13 Novembre il vs articolo “Senza tetto, né legge…” di Simona Poli che secondo noi tratta in modo offensivo e discriminatorio la quotidianità dei Rom di P.zza S.S.Annunziata dobbiamo ulteriormente prendere atto della campagna diffamatoria a mezzo stampa e non solo (sic) da parte del quotidiano La Nazione.
Visto che nell’articolo veniamo citati, vogliamo precisare che i Rom muniti di cartellino e autorizzazione, specie nel caso di Maria e suo marito, è da ben 4 anni che distribuiscono il nostro mensile regolarmente ritirandolo e pagandolo 70 cent a copia per venderlo come citato ad offerta libera, la differenza è il loro guadagno. Al momento ci sono 12 persone autorizzate che lavorano con noi.
Ci spiace che La Repubblica si allinei in questo modo alla campagna continua di discriminazione verso il popolo Rom, il nostro agire ben diverso, ha invece dato loro la possibilità di guadagnare socializzando, in molti li aiutano.
Quindi, piuttosto che imbastire articoli di questo tenore, vi invitiamo ad approfondire le questioni che li riguardano come la mancanza di servizi (BAGNI, DOCCE, LAVANDERIA) e di accoglienza.
E’ sicuro che a nessuno fa piacere di dormire a terra sotto i portici questo è un rifugio estremo, dato che le attuali politiche non si interessano del problema
Inoltre vi ricordiamo che nell’ambito vi sono pesanti accuse da parte della comunità europea verso l’Italia tacciata di razzismo e discriminazione verso di loro, è proprio di oggi l’articolo online che quì sotto alleghiamo.
Chiediamo che finisca questa gogna mediatica, non serve a nessuno e mantiene stereotipi che una stampa seria dovrebbe già avere superato.

Saluti
Redazione Fuori Binario – Giornale di Strada autogestito e autofinanziato dal 1994

 

Rom: Unar, in Italia popolazione piu’ discriminata
13 Novembre 2013 – 10:30

(ASCA) – Roma, 13 nov – Sono i Rom (circa 150mila tra italiani e stranieri) l’emblema della ”stigmatizzazione” se non della discriminazione nel nostro paese, additati come ‘abitanti dei campi’, ‘estranei’, ‘premoderni’. Questo il dato sulla discriminazione razziale che emerge nella nuova edizione del Dossier statistico immigrazione ‘Dalle discriminazioni ai diritti’, per la prima volta curata dal centro studi e ricerche Idos/immigrazione dossier statistico in collaborazione con l’Unar (ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), presentato oggi dal ministro per l’integrazione Cecile Kyenge e dal viceministro al lavoro con delega alle pari opportunita’ Maria Cecilia Guerra. Secono il dossier, il presunto ‘buon senso’ con il quale ci si e’ rapportati alle comunita’ Rom e’ stato ripetutamente censurato dai giudici e dagli organismi internazionali, che hanno ribadito come le condizioni di emarginazione e ghettizzazione in cui versano siano in contrasto con la garanzia dei loro diritti. La meta’ dei bambini Rom lascia la scuola nel passaggio dalle elementari alle medie e sono solo 134 quelli iscritti nelle scuole superiori italiane (anche perche’, nell’attuale contesto, molti si guardano bene dal dichiarare la loro origine). red/gc

 

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4 pensieri su “Rom e Repubblica

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  3. A me, leggendo l’articolo di Repubblica, verrebbe voglia di ribaltarne il senso.
    Repubblica chiude l’articolo scrivendo:
    ” La piazza, bellissima, che Brunelleschi creò perché diventasse il simbolo della perfetta armonia architettonica [...]”
    cosa assolutamente vera. Brunelleschi però creò la piazza non come soggetto fotografico per turisti frettolosi, ma come contorno all’edificio che sarebbe stato l’Istituto degli Innocenti, cioè al primo ricovero al mondo per bambini abbandonati, e l’armonia, meravigliosa, che volle darle ( si tratta indiscutibilmente di una delle più belle piazze del mondo) nasceva dal sentimento che l’accoglienza ai più deboli rappresenta la base dell’armonia sociale. Armonia nell’arte e armonia nell’animo umano, cioè equilibrio eleganza gioia, sono possibili soltanto se i diritti di chi non si può difendere sono considerati il primo dovere di ciascuno e se questo principio diventa la base della convivenza civile.
    Questo è quanto voleva ottenere Brunelleschi e non a scacciare dalla sua creazione, e anche in malo modo, chi ha bisogno di aiuto!

    Nella broshure dell’Istituto è scritto:
    “L’Istituto degli Innocenti opera da quasi sei secoli a favore della famiglia e dell’infanzia. All’epoca in cui sorse, la prima metà del ‘400, rappresentò la prima istituzione, nel mondo allora conosciuto, esclusivamente dedicata all’assistenza dei bambini.

    Fu un importante lascito testamentario, quello del mercante pratese Francesco Datini, a determinare, nel 1419, i primi accordi necessari per la costruzione, in Firenze, di un grande Ospedale per i trovatelli. L’Arte della Seta, individuata per la gestione dei lavori di costruzione, ottenne nel 1421, la conferma del Comune e l’ attribuzione, per il nuovo Ospedale, intitolato a Santa Maria degli Innocenti, di tutti i privilegi goduti dagli altri enti ospedalieri cittadini.

    Comprato un podere dagli Albizzi sulla piazza dell’Annunziata e affidato il progetto a Filippo Brunelleschi, l’Arte aumentò la somma iniziale con altri introiti, coadiuvata dal governo fiorentino e da singoli benefattori. I lavori della fabbrica procedettero per buona parte del ‘500 ma i bambini vi furono accolti già dal 1445. L’impegno dei benefattori, costante nei secoli, si è dimostrato anche nella commissione di importanti opere artistiche, conservate nell’ Ospedale e in vari altri musei del mondo”.
    Ciao Piero

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