Quello che veramente occorre

Quello che veramente occorre per far cessare immediatamente e definitivamente le stragi nel Mediterraneo e lo schiavismo razzista in Europa, è una legge che riconosca a tutti gli esseri umani il diritto di libera circolazione sull’unico pianeta in cui l’intera umanità vive, sull’unico pianeta che è la casa comune dell’umanità tutta. Sia il parlamento italiano a riconoscere questo diritto, coerente con la Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza antifascista. Se non si legifera questo, il nostro paese resta mandante e complice della violenza razzista, delle stragi dei migranti, dello schiavismo, delle mafie assassine.
Vi è una sola umanità, e tutti gli esseri umani ne fanno parte con i medesimi diritti. Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo,
7 ottobre 2013

Convenzione di Dublino

La Convenzione di Dublino fissa i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda d’asilo presentata in uno degli Stati membri della Comunità Europea da un cittadino di un paese terzo. Gli obbiettivi specifici della Convenzione sono: ridurre il numero delle domande di asilo “multiple”, ossia presentate simultaneamente in diversi Stati dallo stesso individuo (c.d. Asylum-shopping); ridurre il fenomeno dei rifugiati in orbita, ossia individui che vengono rinviati da un Paese all’altro, a causa di una ripetuta declinazione di responsabilità da parte dei Governi chiamati in causa. I mezzi attraverso i quali la Convenzione di Dublino persegue tali obbiettivi sono: l’individuazione secondo criteri prestabiliti, di un solo Stato responsabile dell’esame della domanda d’asilo; l’obbligo di esame della domanda da parte dello Stato competente; lo scambio reciproco di informazioni. Nel 2003 questa convenzione è stata sostituita con il c.d. Dublino II (regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio, del 18 febbraio 2003), che intendeva individuare forme più rapide ed efficaci di determinare la competenza degli Stati nonché trovare nuovi strumenti per ridurre le domande d’asilo multiple. Tra i firmatari non figurano solo gli Stati membri dell’UE ma anche p.e. Svizzera e Norvegia.

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