Ferrovieri per la Sicurezza in Ferrovia

FERROVIERI PER LA SICUREZZA, ASSEMBLEA 29 GIUGNO, COMITATO CONTRO IL SOTTO- ATTRAVERSAMENTO AV DI FIRENZE “PRESIDIAMO LA SICUREZZA FERROVIARIA”

Fabrizio Fabbri 34 anni, manovratore di Trenitalia, muore la sera del 12 Gennaio travolto dal treno che stava trasferendo da solo, nella stazione di Firenze SMN. Fabrizio è morto perché ha tentato in ogni modo di fermare il treno, avviatosi incidentalmente senza controllo ed impedirgli di nuocere ad altre persone. Pochi giorni dopo l’infortunio mortale di Fabrizio, accade l’incidente ad Andora nel quale sono rimasti feriti i due macchinisti e si è sfiorata la strage perché il treno, sviato dai binari, ha rischiato di precipitare nel vuoto, salvato solo da un costone di roccia. Nello stesso giorno del 16 gennaio un operaio di RFI di 40 anni rimane gravemente ferito a Ceriale, nei pressi di Genova, per essere rimasto schiacciato fra un locomotore e la parete della galleria; oggi lotta fra la vita e la morte. In Toscana nel solo mese di gennaio 4 persone sono state investite dai treni; un tragico bilancio che conta tre morti tra cui un pendolare investito a Vicchio del Mugello, dove manca anche il sottopasso ed una ragazzina studentessa di 15 anni, investita a Cascina e decapitata dal treno in transito. Intanto le risorse vengono dirottate sul servizio Alta Velocità; così le stazioni vengono abbandonate senza personale, senza controlli per la tutela e la protezione di lavoratori ed utenti, senza sorveglianza di ragazzi e studenti che le frequentano. Manifestiamo e recuperiamo insieme la cultura ed il vero concetto di Sicurezza, per una società che non si debba definire barbara!!

LUNEDI’ 3 FEBBRAIO ORE 11,00-15,00 STAZIONE di FIRENZE SMN Lato PIAZZA ADUA PRESIDIO “PER LA SICUREZZA IN FERROVIA

Ferrovieri per la Sicurezza – Assemblea 29 Giugno – Comitato Contro il Sotto-Attraversamento AV di Firenze

Si cercano due bambini siriani

Una coppia siriana chiede aiuto per ritrovare i suoi due bambini, persi nel naufragio del 10 ottobre. Testimoni attendibili li hanno visti su una barca di soccorso italiana, ma i bambini sono senza i documenti. Forse sono in un centro in Sicilia.

fonte: corriere.it

L’appello di due siriani: “Aiutateci a trovare i nostri figli, sono in Italia”
di:Monica Ricci Sargentini

I due bambini che vedete nella foto si chiamano Mohamad e Ahmad Hazima, il primo ha 8 anni e il secondo 12. Mohamad e Ahmad sono siriani e hanno perso ogni contatto con i loro genitori il 10 ottobre scorso quando la nave su cui avevano lasciato la Siria ha fatto naufragio. Da allora la mamma e il papà, Feryal e Rfaat, li cercano indefessamente e hanno chiesto a questo blog, tramite l’onlus We Are, di lanciare un appello per il loro ritrovamento. I signori Hazima, che hanno anche un altro figlio Anas, sono convinti che i loro figli siano in Italia perché al momento del naufragio alcuni bambini sono stati salvati da una nave italiana mentre loro sono stati portati a Malta dalla guardia costiera maltese.

I piccoli non hanno documenti. Mohamad, al momento della scomparsa, indossava una maglia bianca, una felpa blu con cappuccio. Ahmad, invece, aveva una giacca con sotto una felpa verde. Un medico Maamun Abras ha assicurato agli Hazima di aver visto con i suoi occhi i bambini sulla barca di soccorso italiana.  Ma le loro foto non compaiono né tra i sopravvissuti al naufragio, né tra i morti.  Secondo una segnalazione Mohamad e Ahmad potrebbero essere in un centro accoglienza di Siracusa ma gli Hazima da 20 giorni sono in Svezia e non possono recarsi a Siracusa per mancanza di soldi. Di qui l’appello lanciato da papà Rfaat alle autorità italiane e ai cittadini in genere: “Vi prego aiutateci a trovare i nostri figli, siamo disperati”.  

Ecco il racconto di Rfaat Hazima così come ci è arrivato.

Io, mia moglie e tre bambini ( Anas, il maggiore, il secondo Ahmad, disperso e il terzo Mohamad, pure disperso) siamo partiti dalla Libia verso Lampedusa il giorno 10/10/2013. Il giorno seguente a partire dalle ore 12 di mattina abbiamo iniziato a chiedere soccorso alla guardia costiera italiana e a quella maltese. Quella italiana ci rispondeva che eravamo più vicino a Malta e quella maltese ci diceva il contrario, ovvero che eravamo più vicini all’Italia.

Dopo vari tentativi, la guardia costiera italiana ci ha detto che sarebbe giunta in nostro soccorso dopo 40 minuti, ma sono arrivati solo alle 16.40 e noi siamo sprofondati in acqua. A questo punto ho perso di vista i miei figli . Dopo un po’ ho visto il maggiore, Anas, in acqua. Eravamo soli e non avevamo ancora attorno né maltesi, né italiani. Dopo circa 20 minuti ho visto mia moglie. Siamo rimasti circa un’ora in mare. Poi un elicottero ci ha lanciato una barchetta elastica dove io e mio figlio abbiamo tirato su mia moglie.

Intanto io ho iniziato a cercare i miei due figli dispersi. A questo punto è arrivata la barca maltese e dopo un po’ quella italiana. I maltesi salvavano adulti e bambini, mentre gli italiani salvavano solo bambini, SOLO BAMBINI. Io mi avvicinavo alla nave italiana e mi allontanavano dicendomi “ solo bambini”. Siamo rimasti circa 4 ore in acqua. Io cercavo i miei figli e quando ho perso la speranza sono ritornato alla “barchetta elastica” dove c’erano mia moglie e mio figlio Anas.

A questo punto i maltesi ci hanno portati a Malta. Siamo rimasti fino al giorno seguente in una sorta di coma. Dopo due settimane dall’Italia sono arrivate  le foto dei vivi e non c’erano quelle dei miei figli. Dopo un’altra settimana ci hanno portato quelle dei morti e non c’erano neanche lì le foto dei miei figli. Con noi c’era il dottor Maamun Abras che ha visto i nostri figli sulla nave italiana, al momento del naufragio, e mi ha detto: “ Stai tranquillo che i tuoi figli sono in vita e li ritroverete”, ma quando ci hanno portato le foto dei rimasti in vita e dei morti non abbiamo trovato tracce dei miei figli.
Aiutateci a trovarli.

notavfirenze: Appello per la raccolta fondi per le spese legali

ecco la nuova trovata per stroncare ogni movimento di opposizione: non si punta più alla repressione violenta o con il carcere ma rovinando economicamente le persone che si oppongono. Da notare che, nonostante ci fossero centinaia di persone a protestare, sono stati presi di mira gli esponenti su cui vendicarsi.
È  una pessima vicenda, un pessimo segnale.

Eccolo qua: http://www.tgmaddalena.it/colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni <http://www.tgmaddalena.it/colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni/>

COLPEVOLI DI DIFENDERE LA NOSTRA TERRA E I BENI COMUNI.

CHIEDIAMO A TUTTI UN APPOGGIO E UNA SOLIDARIETA’ CONCRETA.

Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, in data 7/1/2014 depositata in data 14/1/14 ha sentenziato: “dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;” oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40.La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010. I sondaggi S68 e S69 erano inutili e infatti non sono mai stati fatti né riproposti sia nel progetto preliminare sia nel progetto definitivo presentato per la tratta internazionale del TAV Torino – Lyon.

Quella notte, all’autoporto centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all’area per impedire l’avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne.

Poi si scoprì che era una trappola per tagliare le gambe ai NO TAV con una nuova tecnica: richiesta di danni immaginari per centinaia di migliaia di euro a carico di qualche personaggio del movimento.

LTF aveva nascostamente stipulato un contratto di utilizzo di due aree di circa 150 mq cadauna, mai registrato, con la CONSEPI spa, che vantava un diritto di superficie sull’area di proprietà del comune di Susa per una cifra completamente folle: 40.000 euro per i primi quattro giorni e 13.500 euro al dì per i giorni successivi per un totale dichiarato di 161.400 euro IVA compresa. Questo contratto serviva solo per gonfiare i costi e quindi la richiesta di danno. In merito la CONSEPI SPA nella relazione di bilancio 2010 scriveva testualmente:

“Si tratta di una vicenda a tutti ormai ben nota e che risale ad un periodo nel quale l’attività dei corsi di guida sicura di Consepi, rivolti soprattutto ai ragazzi neopatentati erano al amassimo del loro svolgimento.”  ….“La Società interpellata dalla stessa Prefettura oltre che da LTF, fece chiaramente presente tali considerazioni chiedendo  un rinvio di qualche settimana dei sondaggi, rimarcando il fatto che se questi fossero stati procrastinati l’onere per LTF sarebbe stato di gran lunga inferiore a quelli che contrattualmente si assumevano.”  …. “L’onere sopportato da LTF deriva pertanto dal fatto che quest’ultima e la Prefettura, nonostante le esplicite richieste di rinvio di Consepi, sono state irremovibili sulle date dei sondaggi.”

Infatti LTF aveva stipulato con la CONSEPI, in violazione di ogni principio di buon andamento della gestione dei fondi pubblici, una scrittura privata per accedere ai predetti terreni, sborsando ben 161.400 euro alla stessa CONSEPI per avere in concessione un terreno di pochi metri quadrati già oggetto di una autorizzazione amministrativa per occupazione temporanea a costo quasi zero, come prevede la legge italiana sugli espropri ed occupazioni temporanee.

Il fatto che sia del tutto ingiustificata la somma pagata da LTF a CONSEPI è sancita in modo inequivocabile anche dalla Commissione Europea che, come confermato dall’OLAF (Ufficio antifrode europreo) rispondendo ad una nostra segnalazione in merito, con la lettera Prot. N° OF/2010/0759 in data 29/10/2013 affermava che “La Commissione Europea non ha pagato le spese in quanto non ammissibili”

Il fatto che tutta l’inutile campagna di sondaggi di inizio 2010 fosse solo un colossale bluff per dire all’U.E. che i lavori erano iniziati, è testimoniato dal fatto che dei 34 sondaggi previsti ne furono effettuati soltanto 5 per una lunghezza complessiva di metri lineari 243 rispetto ai 4.418 metri lineari previsti.



Ora gli avvocati del movimento presenteranno appello, ma essendo una causa civile, se LTF pretende il pagamento immediato, occorrerà pagare al fine di evitare pignoramenti o ipoteche sui beni delle tre persone condannate al risarcimento.

Il MOVIMENTO NO TAV non ha le possibilità economiche per fare fronte a queste pretese. Tutto questo è stato concertato e messo in atto solo al fine di stroncare la nostra lotta.

Non a caso sul quotidiano “La Stampa” del 22 settembre 2010, poco prima dell’inizio della causa, si leggeva “Il ricorso alla causa civile contro i No Tav potrebbe così diventare uno strumento di dissuasione che i soggetti incaricati della progettazione o dell’esecuzione dei lavori potrebbero utilizzare per contenere la protesta”.

Il MOVIMENTO NO TAV sta già sostenendo un pesantissimo onere per le difese legali, a cui si aggiunge questa batosta tremenda, che da solo non può sopportare. Per questo, con molta umiltà, ma altrettanta dignità e fiducia,  chiede a tutti quelli che ci dicono: “Non mollate!”, “Siete l’unica speranza di questo Paese”, “Resistete anche per noi” di dare un concreto appoggio aiutandoci economicamente in modo che possiamo resistere ancora contro questo Stato e questi Poteri Forti e mafiosi che ci vogliono per sempre a cuccia e buoni.

Ci sono più di 400 persone indagate per questa resistenza controun’opera imposta, inutile e devastante sia per l’ambiente sia per le finanze di questo Stato e che impedisce di fare tutte le altre piccole opere utili.

ANCHE UTILIZZANDO QUESTI SPORCHI MEZZI NON RIUSCIRANNO A FERMARE LA RESISTENZA DEL POPOLO NO TAV.

Aiutateci a resistere, grazie.

MOVIMENTO NO TAV

I contributi devono essere versati esclusivamente sul conto corrente postale per le spese legali NO TAV  n.1004906838 – IBAN – IT22L0760101000001004906838  intestato a Pietro Davy 

Renzi revochi concessione Palazzo Vecchio a omofobi

Manif Pour Tous e’ contro legge omofobia e diritti coppie omosex
(ANSA) – FIRENZE, 15 GEN – Il sindaco di Firenze Matteo Renzi revochi la concessione per la manifestazione in Palazzo Vecchio organizzata dall’associazione Manif Pour Tous, contraria a matrimoni gay e adozione da parte delle coppie omosessuali contro la legge sull’omofobia, in programma per domenica 19 gennaio. Lo chiedono i consiglieri comunali di opposizione Tommaso Grassi (Sel) e Ornella De Zordo (perUnaltracitta’). “Il sindaco di Firenze ha concesso per domenica 19 gennaio all’ associazione omofoba Manif Pour Tous di poter tenere un convegno contro i diritti delle persone omosessuali e ‘per difendere la famiglia naturale’ in Palazzo Vecchio – spiegano i consiglieri – L’associazione francese sta facendo anche in Italia una campagna a difesa della cosiddetta famiglia naturale come ‘fulcro di procreazione, crescita e formazione di ogni essere umano’, come recita il volantino che invita all’evento fiorentino”. Dal Comune tuttavia si precisa che la richiesta per uno spazio in Palazzo e’ arrivata non dall’associazione francese ma da una societa’ di Milano ed e’ stata promossa dal consigliere di Forza Italia Jacopo Cellai. La sala dei Duecento, dove si terra’ la manifestazione, si chiarisce infine, e’ stata concessa a pagamento e non gratuitamente. “Riteniamo gravissimo – dicono Grassi e De Zordo – che venga concesso all’interno di Palazzo Vecchio uno spazio per la propaganda omofoba e discriminatoria per cui e’ nota l’associazione francese. Perche’ dare spazio a una delle componenti piu’ retrograde del nostro contesto culturale? Perche’ concedere l’uso di Palazzo Vecchio? Il sindaco Renzi risponda di questo, senza nascondersi dietro allo schermo di una presunta apertura verso tutte le posizioni. Presenteremo su questo una domanda di attualita’ lunedi’ in Consiglio e invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione che le associazioni lgbt hanno promosso domenica in piazza della Signoria“.(ANSA).

LA MORTE CORRE SUI BINARI

Muore un manovratore a Firenze SMN nella notte tra il 12 e 13 gennaio
Ancora un Morto sul Lavoro in Ferrovia, ancora un manovratore; Volti, Sguardi, Sorrisi, Voci e Silenzi che non rincontreremo, Sogni e speranze spezzate di un ragazzo di 35 anni morto da solo nell’Agonia di una fredda notte di gennaio, perché da solo a morire è stato lasciato.. E allora Non basteranno le condoglianze di Trenitalia a rincuorare ed aiutare la moglie di Fabrizio, Non riuscirà un miserabile comunicato a spiegare al figlio di Fabrizio che il suo papà non tornerà a casa stasera e nemmeno domani; Non basteranno due misere ore di sciopero, senza neanche chiedersi un Perché, a lavarsi le coscienze e riporre l’ennesimo numero nel cassetto delle statistiche.. Noi siamo qui con Fabrizio per cercare i Perché nascosti nelle giungle dei gattopardi ed inchiodarli sulle facce e sulle schiene dei troppi colpevoli. Colpevole è chi in nome del profitto manda a morire i lavoratori come fossero in guerra; Colpevole è chi sacrifica la Sicurezza sull’altare del risparmio e della produttività;Colpevole è chi in nome del potere violenta i Diritti dei lavoratori; Colpevole è chi tradisce le aspettative dei lavoratori e accorda, accetta, conviene, invece di combattere;Colpevole è chi abbassa la testa, si inchina al denaro e abbandona compagni e colleghi a lottare da soli. La Manovra è da sempre il settore più pericoloso della Ferrovia; un settore dove negli ultimi anni gli incidenti, le mutilazioni, le morti sono state molteplici…tutti lo sanno, tutti lo dicono, però nessun miglioramento lavorativo e contrattuale è intervenuto negli ultimi anni ad alleggerire i carichi di lavoro dei manovratori né a rafforzare in maniera significativa le tutele per la loro Sicurezza….troppo costose le tutele; costa assai meno un biglietto di condoglianze. ANZI! anche l’ultimo CCNNLL accettato e siglato da buona parte delle Organizzazioni Sindacali esistenti in Ferrovia, ha pesantemente peggiorato le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, aumentando l’esposizione alla stanchezza e quindi ai rischi per la propria salute. È ora di urlare che la riduzione del costo del lavoro, in termini di Riduzione del personale ed Aumento dei ritmi e delle ore lavorate, costa Sangue e Morte!! La Sicurezza non si baratta con qualche ticket restaurat!! Le nostre vite Non saranno il tributo da pagare alla loro Crisi! Non saremo il sacrifico da immolare in favore della loro Ripresa…non lo sarà neanche la vita di Fabrizio! Già immaginiamo il balletto dei tanti vigliacchi ciarlatani impegnati a crearsi alibi o semplicemente a pulirsi la coscienza…errori umani, distrazioni, lavorazioni non conformi…troppe ne abbiamo viste di queste scuse schifose e bastarde! Tutti possono distrarsi, tutti possono sbagliare..tuttavia non si può giustificare la morte come fisiologica conseguenza di distrazioni ed errori! Spetta all’azienda ed alle organizzazioni sindacali ammesse alla trattativa, individuare le soluzioni necessarie ad evitare epiloghi tragici in ogni situazione; e NON individuare come sempre la sicurezza possibile in relazione ad i budget di impresa e agli obbiettivi di risparmio. E che dire delle pressioni aziendali per la massima produttività, del clima terrorista di questi ultimi anni nei confronti dei lavoratori, a suon di sanzioni disciplinari, minacce ed evocazioni di precariato! Siamo qui con Fabrizio per dire Basta, per aiutare in ogni modo la magistratura ad individuare e inchiodare i colpevoli; Per organizzare la lotta dei lavoratori in favore di un contratto di Lavoro e di un’ organizzazione del lavoro più giusta e più sicura; Per evitare che di nuovo un ragazzo di 35 anni trovi la morte in un modo così barbaro e brutale; Per onorare la vita e la memoria di Fabrizio, un compito che spetta a tutti noi! A meno che ancora una volta qualcuno preferisca girarsi e far finta di niente…sperando casomai di non essere il prossimo. Per quanto ci riguarda continueremo a Lottare con ogni mezzo per difendere Sicurezza e le aspettative dei Lavoratori, cercheremo di costituirci parte civile nel processo e comunque forniremo alla magistratura tutti i dati possibili per lo svolgimento dell’inchiesta, soprattutto prepareremo con tutte le OOSS disponibili, un nuovo grande sciopero nazionale per la Sicurezza sul Lavoro e per un nuovo giusto Contratto di Lavoro. Dobbiamo inoltre tutti impegnarci per sensibilizzare l’opinione pubblica, la società civile, il mondo politico, perché (al di la delle tante, troppe, belle parole) si legiferi con priorità assoluta un Nuovo Tessuto Normativo atto a tutelare, senza se e senza ma la vita e la salute dei Lavoratori.
CUB TRASPORTI

Gli effetti dell’austerità sui diritti

Toscana specchio d’Europa. Lotte locali e proposte dal basso Sanità, la Toscana verso la Grecia. Gli effetti dell’austerità sui diritti

Spazi Liberati aderisce alla campagna di solidarietà con la Grecia lanciata dalla rete “DONNE NELLA CRISI”: lunedì 11 novembre abbiamo accolto l’arrivo a Firenze di un camper che sta attraversando l’Italia per raccontare gli effetti delle politiche di austerità sui sistemi sanitari europei e raccogliere medicinali e fondi per la Clinica Metropolitana Autogestita di Helleniko che ad Atene presta assistenza sanitaria gratuita alle persone che non possono più usufruirne. Alle ore 11.00 all’entrata principale c’è stata una mostra con distribuzione di materiale informativo. Alle ore 16.00 sempre all’ingresso l’arrivo del camper della campagna. Alle ore 18.00 si è tenuta un assemblea pubblica presso l’Aula Scaglietti del CTO con “Donne nella Crisi”, Joanna Lymperopoulou – volontaria CMA di Helleniko, un medico CMA di Helleniko (on Skype).
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Lisa Paola Picozzi, ingegnere, morta a 31 anni per infortunio sul lavoro nel 2010

La storia
Lisa Paola Picozzi nasce a Milano il 6 giugno 1979, dal papà Giuseppe e dalla mamma Marianna Viscardi, e risiede a Rodano (Mi) fino al 29 settembre 2010, giorno della sua morte per un infortunio sul lavoro a Tricase (Lecce). È una bimba intelligente e precoce, che inizia la scuola a 6 anni, direttamente dalla 2a elementare. Dotata di un fisico da sportiva che le permetterebbe qualunque disciplina, a 7 anni inizia a giocare a pallavolo, sport che praticherà a livello agonistico fino alla sera precedente la sua tragica morte. Frequenta il Liceo Scientifico “Niccolò Machiavelli” di Segrate e, successivamente, dopo le Finali Nazionali Juniores di pallavolo, rinuncia a giocare in Serie A e si iscrive alla Facoltà di Ingegneria Edile presso il Politecnico di Milano. Il 20 aprile 2004, riceve il titolo di Dottore in Ingegneria Edile, discutendo la tesi “Sostenibilità nel Recupero Edilizio: Strumenti per l’Autosufficienza Energetica”. Porta avanti contemporaneamente, e con una tenacia non comune, gli studi, la professione e lo sport ad alto livello (B1). Inizia la sua attività professionale in uno studio di Vignola (Mo), perché nel campionato 2004-2005 gioca in una squadra di quella città. Rientra a Milano e, dopo un breve periodo di lavori saltuari, nel 2006 inizia la sua collaborazione con HQ engineering srl, prima nell’ambito delle telecomunicazioni e successivamente, per la sua formazione universitaria, nel fotovoltaico. Nel maggio 2007, l’ing. Lisa Picozzi viene inserita nella SunSystem srl. la nuova società costituita nel settore delle energie rinnovabili, con la responsabilità della progettazione di impianti fotovoltaici di tipo residenziale e industriale, nonché di centrali fotovoltaiche sviluppate a terra. Proprio per seguire il completamento di una di queste centrali, da lei progettata e installata nell’agosto 2010 a Tiggiano (Le), il 29 settembre 2010 si trovava in Salento quando, per esigenze aziendali, le è stato chiesto di fermarsi a Tricase per effettuare un sopralluogo sulla superficie di un edificio della Selcom, una società del Gruppo Adelchi. Giunta sul posto, Lisa Picozzi ha trovato una scala in alluminio per salire sulla copertura dei blocchi servizi e una scaletta in legno, già sul posto da diversi anni, per passare dalla copertura dei blocchi servizi alla copertura del capannone. Qui, dopo aver quasi ultimato i rilievi tecnici e fotografici, è caduta da un’altezza di 7 metri, sfondando una lastra in fibro-cemento (tipo Eternit), che ricopriva l’intera superficie dell’edificio, nascondendo un lucernario non protetto a norma di legge da una rete anticaduta e, per lo più occultato, nel quale è precipitata. Una trappola per chiunque, come risulta dagli documenti di procedura penale. L’ing. Lisa Picozzi era sola sulla superficie, contrariamente alle norme che prevedono la presenza del proprietario dello stabile o un suo delegato.. Trasportata d’urgenza all’Ospedale Panico di Tricase, dopo i vani tentativi per salvarla, è deceduta alle ore 18.30, circa tre ore dopo la caduta.

L’iter processuale.
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Disgusto di palazzo

L’8 ottobre eravamo a Roma in P.zza Montecitorio a solidarizzare con l’Associazione esposti all’amianto. Siamo stati ancora una volta “aggrediti” dai poliziotti, ci hanno messo “le mani addosso” e spostate di peso soltanto perché ci stavamo preparando ad aprire i nostri due striscioni di sempre: i 32 volti dei nostri cari e “Verità, giustizia e sicurezza” per Viareggio. Forse siamo entrati dalla parte sbagliata della piazza, scusateci, non siamo pratici di Roma! Purtroppo, ormai così la Polizia accoglie da 4 anni i familiari delle Vittime della strage di Viareggio, sempre così. Ricordiamo quando ci fu l’inaugurazione di Roma Tiburtina, fummo “caricati” dai poliziotti in tenuta antisommossa e “fummo puntati” con gli idranti da quattro cellulari oltre che essere scortati fino all’autostrada; a maggio, per i funerali dei 9 lavoratori del porto di Genova, prima che aprissimo lo striscione fummo aggrediti e volevano che non si aprisse niente, si pararono davanti per non farli vedere. Ieri, invece, a due donne hanno messo le mani addosso e spostate di peso, ci hanno strappato di mano i nostri cari, erano solo i visi dei nostri 32 amori che non ci sono più! Ma ieri hanno raggiunto il disgusto totale: un poliziotto ha fatto le corna ad una mamma e nonna di due bambini di 3 e 5 anni morti bruciati quel 29 giugno!!! Vogliamo sapere il nome di quel “signore” poliziotto perché, nella nostra lista delle offese che stiamo subendo da 4 anni, questa è una novità, ancora nessuno ci aveva fatto le corna, quindi è fondamentale sapere il nome di questo primo, vincerà un premio! Povera illusa, io che credevo che la Polizia ci tutelasse e mandasse in galera i delinquenti! Vogliamo che tutti sappiano e vedano, vi allego la foto e vi invito ad andare a vedere “Il fatto Quotidiano” on line. Chiedo alla senatrice Granaiola, da sempre accanto a noi, all’onorevole Mariani che ieri è venuta giù dal “palazzo” ed è stata un po’ con noi, che intervengano in qualche modo. Noi vogliamo sapere chi è quel “diligente” poliziotto che fa le corna ad una mamma-nonna! È disgustoso, è insopportabile, è vergognoso! In che mani siamo? Questi ci dovrebbero difendere? No, grazie
da Daniela Rombi, madre che ha perso una figlia nel disastro di Viareggio

20 anni di informazione indipendente dal basso

20 anni di informazione indipendente dal basso Ma vi sembra poco? Noi ancora ci meravigliamo ogni volta che riusciamo a “partorire” un nuovo numero. Ogni volta viviamo la settimana di tensione per la scelta dei contenuti finali e sempre, quando arriviamo a definire l’indice, arriva qualcosa che riteniamo più importante o che ci piace di più, che regolarmente fa indignare la Sondra (nostra splendida grafica dal numero zero di Fuori Binario) che deve buttare all’aria pagine già sistemate. La casa, i diritti di cittadinanza PER TUTTI / E, dare voce e ascolto alle persone più emarginate e/o recluse in Istituzioni totali, l’opposizione alla guerra senza se e senza ma, la difesa della sicirezza sul lavoro…alcuni dei temi sui quali ci impegnamo in rete con i movimenti di base e con i servizi sociali. 20 anni di completa indipendenza senza essere “servi “di qualsiasi padrone. Sì, ma ora anche noi, in questo momento di crisi generale, per sanare qualche debito in tipografia abbiamo pensato una giornata di AUTOFINANZIAMENTO. Come? Con un pomeriggio pieno di spettacoli. Ecco una bozza del programma (passibile di qualche cambiamento). Mariapia

LA BACHECA
DI FUORI BINARIO

  •  Il contributo dei partecipanti al ciclo di incontri con il Dr. Gian Luca Garetti “MORMODOU il giardino infinito e i rifiuti” viene donato a Fuori Binario in memoria di Vilma Cavalli e Lorenzo Torregiani.
  • Sabato 11 gennaio 2014 dalle ore 15 alle ore 21, saremo ospiti dei Chille de la Balanza nello SPAZIO DI SAN SALVI Città Aperta, all’interno del progetto Abitare i Confini. Ci saranno:
  • Burattini per bambini
  • Mangiafuoco
  • I Partigiani raccontati da Domenico Guarino e Chiara Brilli
  • I canti di Angela Batoni
  • Mercatino con gli artigiani del riciclo della Bottega di FB
  • Concerto di Mandolini
  • La Pasticceria di Barbara
  • Buffet a offerta libera 

Sottoscrizione € 10 in cambio di un libro e un CD di Fuori Binario.

Grembiuli fatti dalle camicie, bracciali dalle forchette e lampade dalle caffettiere … questo e molto altro per i vostri regali di Natale alla Bottega ArteFuoriBinario in Via Gioberti 5r (lato Piazza Alberti).
Vi Aspettiamo.