Renzi e Lupi, altro che “piano casa”: il nulla dietro le parole.

Sostegno alla manifestazione del Movimento di lotta per la casa di giovedì
Renzi, da Firenze a Roma con lo stesso stile: parole tante, fatti pochi, anzi pochissimi. Uno di questi, sciaguratamente, è stato la conferma del pessimo Lupi nel ruolo di ministro delle infrastrutture. Figura chiave dell’affarismo ciellino lombardo, fautore della più spericolata deregulation urbanistica, ha come stella polare la rendita e la speculazione. Di certo non se ne sentiva il bisogno.

Con l’enfasi retorica cui l’ex sindaco ci ha abituati, la coppia Renzi Lupi ha presentato il cosiddetto “piano casa”, un decreto legge che ha per titolo “Misure urgenti di contrasto al disagio abitativo” ma che di fatto non contrastano affatto il disagio che si sta rapidamente trasformando in emergenza e dramma quotidiano.

Nonostante sia uno dei settori in cui la crisi colpisce più duramente, nel provvedimento non c’è niente che assomigli neanche minimamente a un intervento strategico: pochi spiccioli per la “morosità incolpevole” (260 milioni che sembrano tanti ma solo perché spalmati su 7 anni!), qualche risorsa per la manutenzione e il ripristino degli alloggi ERP, quando servirebbe un piano importante di investimenti per la realizzazione di nuovi alloggi, visto che siamo agli ultimi posti in Europa per dotazione di alloggi pubblici, e solo in Toscana ci sono oltre 25.000 famiglie in graduatoria che aspettano una casa che, con queste misure, non vedreanno mai.

Ma non basta: si favorisce la vendita del patrimonio, così da impoverire la già ridotta dotazione di alloggi pubblici, e con il famigerato art. 5 si cerca di colpire le occupazioni di immobili inutilizzati, che è ormai l’unica difesa contro un mercato speculativo e l’assenza di alternative. A Firenze, Roma, Milano, Torino, si sono moltiplicati i casi di riappropriazione popolare di immobili lasciati vuoti per anni da una proprietà, spesso grandi gruppi come Ligresti o Caltagirone, che aspetta solo l’occasione più ghiotta per lucrare e speculare. Con l’art. 5 del decreto Renzi Lupi si impedisce sia la concessione della residenza sia gli allacciamenti alle utenze: si vuole costringere all’inesistenza ufficiale migliaia di persone, negando loro persino l’accesso all’acqua. Come per i provvedimenti “antidegrado” tanto cari all’ex sindaco, si fa la guerra ai poveri, non alla povertà: nella società dello spettacolo e dell’egoismo, del mercato e della vetrina globale non si cerca di risolvere i problemi di distribuzione della ricchezza che determinano i crescenti squilibri e le disuguaglianze sempre più accentuate, si tenta semplicemente di negare l’esistenza stessa di una moltitudine in vertiginoso aumento che si trova in condizioni di povertà, o vi si affaccia rapidamente.

Per queste ragioni appoggiamo la manifestazione indetta dal Movimento di lotta per la casa per Giovedì 20 marzo alle 10 sotto la Prefettura, contro l’ipocrisia del “piano casa” e la protervia della coppia Renzi Lupi.

Diffondi questo articolo:


Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>