Subcomandante Marcos, adiós

L’uscita di scena è all’altezza della profondità e della leggerezza del personaggio che ha raccontato la più bella e incredibile delle ribellioni della storia contemporanea. Perché possa vivere Galeano, è necessario che uno di noi muoia, abbiamo deciso debba essere il Subcomandante Marcos. Quelli che hanno amato e odiato il  SupMarcos, scrive nell’ultimo straordinario messaggio, adesso devono sapere che hanno amato e odiato un ologramma. I loro amori e i loro odi sono stati inutili, sterili, vuoti. Non ci sarà alcuna casa-museo o targa di metallo dove sono nato e cresciuto. Nessuno vivrà dell’essere stato il Subcomandante Marcos. Non si erediterà il suo nome né il suo incarico. Niente viaggi per tenere conferenze all’estero. Non ci saranno trasferimenti né cure in ospedali di lusso. Non ci saranno vedove né eredi. Nessun funerale, né onoreficenze, né statue, né musei, né premi, niente di quello che fa il sistema per promuovere il culto dell’individuo e sminuire quel che fa il collettivo. Il personaggio è stato creato e adesso noi, i suoi creatori, gli zapatisti e le zapatiste, lo distruggiamo. Chi saprà comprendere questa lezione dei nostri compagni e delle nostre compagne, avrà compreso uno dei fondamenti dello zapatismo  

Tra luce e ombra 

29 maggio 2014

E’ stato finalmente tradotto in italiano in modo integrale l’ultimo testo del Subcomandante Marcos, quello in cui annuncia  la sua scomparsa e la fine di un’epoca nella lotta zapatista. L’Ezln non parlerà più con la sua voce. La voce di un fantastico ologramma pronto a uscire di scena. Un testo lungo, affascinante e prezioso, da leggere e rileggere con calma e passione. Un racconto conclusivo leggero e profondo capace di mostrare in controluce lo scorrere del tempo. Venti anni in cui gli indigeni assediati nelle montagne del Sudest messicano, costretti a coprirsi il volto (per farsi vedere), invece di dedicarsi “a formare guerriglieri, soldati e squadroni, hanno preparato persone capaci di promuovere la salute e l’educazione e hanno messo le basi di un’autonomia che oggi meraviglia il mondo”. Con l’assassinio di Juan Luis Solís, il maestro Galeano, arriva agli zapatisti un messaggio più freddo del sangue di un crotalo. Dice con chiarezza cosa vogliono los de arriba, quelli che stanno in alto, dagli zapatisti. Assumendo il nome del compagno ucciso, il Subcomandante Galeano offre la morte rituale di un personaggio “non più necessario” per prendersi gioco, ancora una volta, dell’eternità e inventare una nuova vita nel mezzo di una guerra del Subcomandante Marcos

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Crollo in un cantiere a Roma, operaio muore per soccorrere i compagni

Mentre si stavano svolgendo gli scavi è crollata una delle pareti in una buca profonda circa tre metri

16:45 27 MAG 2014
(AGI) – Roma, 27 mag. – E’ un italiano di 40 anni l’operaio che ha perso la vita questo pomeriggio in un cantiere edile di via della Stazione Aurelia a Roma. L’uomo, secondo quanto si e’ appreso, si trovava alla guida della ruspa all’interno del cantiere dove stava scavando le fondamenta per la costruzione di alcuni villini. Mentre si stavano svolgendo gli scavi e’ crollata una delle pareti in una buca profonda circa tre metri che ha intrappolato tre operai. Due sono stati soccorsi ed estratti quasi immediatamente mentre per il terzo e’ stato necessario il lavoro dei vigili del fuoco. Il quarantenne, che era sceso nella buca nel tentativo di salvare gli altri, invece e’ stato seppellito dal terreno e poi estratto quando ormai era troppo tardi. I tre feriti sono stati trasferiti in ospedale, due all’Aurelia Hospital e uno al Policlinico Gemelli. Nel cantiere dove e’ avvenuto l’incidente sono al lavoro gli agenti del commissariato Monteverde, quelli della polizia scientifica e i tecnici dei vigili del fuoco che stanno svolgendo i rilievi al fine di individuare le responsabilita’ di quanto avvenuto.

 

Maria Baratto s’è uccisa: operaia Fiat anti-suicidi, cassintegrata da 6 anni

NAPOLI – Maria Baratto, l’operaia anti-suicidi, si è suicidata. Baratto, 47 anni, cassintegrata Fiat da sei anni, era stata in prima linea nel denunciare isuicidi dei colleghi licenziati. Nel 2011, ricorda Flavio Bufi sul Corriere della Sera, aveva scritto un articolo dal titolo “Suicidi in Fiat” in cui raccontava di un suo collega che, dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento, aveva ucciso la moglie, tentato di ammazzare la figlia e poi si era tolto la vita. Martedì scorso anche Maria ha ceduto: si è uccisa accoltellandosi più volte allo stomaco.

I carabinieri l’hanno trovata dopo quattro giorni, chiamati dai vicini di casa della donna preoccupati perché lei non rispondeva al telefono e loro sentivano uno strano odore venire dal suo appartamento di Acerra. 

Maria era in cassa integrazione da sei anni, dopo essere stata lasciata a casa dalla Fiat di Nola, reparto logistico. La disillusione che l’aveva spinta a scrivere l’articolo del 2011 era ancora viva, più che mai:

“L’intero quadro politico-istituzionale che, da sinistra a destra, ha coperto le insane politiche della Fiat è corresponsabile di questi morti insieme alle centrali confederali. Tanti lavoratori Fiat sono costretti ormai da anni alla miseria di una cassa integrazione senza fine e a un futuro di disoccupazione”,

scriveva.

La sua storia l’aveva riassunta lei stessa in una testimonianza al regista Luca Russomando per il film “La fabbrica incerta”, del 2009:

“A 22 anni montavo il tergilunotto sull’Alfa 33 da sola, oggi prendo psicofarmaci”.

 

fonte: Maria Baratto s’è uccisa: operaia Fiat anti-suicidi, cassintegrata da 6 anni | Blitz quotidiano http://www.blitzquotidiano.it

Sfratto ed altre crudeltà

27.05.14. Firenze UI – In Via di san Niccolò.
Uno sfratto respinto. Ed altre cose da sapere… in una schifezza di società!

E’ successo ieri mattina in Via San Niccolò, presidio una ventina – Movimento e Unione Inquilini. Ma bisognerebbe narrare il senso di impotenza di fronte ad un Comune sordo e cieco, ad assessorati vacanti, e alla sofferenza di chi espone ad estranei una storia disturbata, lunga, fatta di malanni e crisi diverse. Si perde la casa perchè non bastano i soldi, e questi se ne vanno anche perchè non si ha più la forza di reggere. E dovremmo però dire qualcosa sulla comprensione di un Ufficiale Giudiziario e sulla sensibilità di funzionari di polizia, che sono persone umanissime. Ed anche però della brutalità – in parte comprensibile – di proprietari che vogliono farla finita con della gente che non può più pagare. Lo sfratto è stato rinviato al 1 settembre. Che succederà? Ogni giorno il copione si ripete ma le persone sono reali. Non sono degli attori!

Report a cura di un gruppetto di attivisti dell’Unione Inquilini di Firenze.

In distribuzione il n.166 di Maggio 2014: dove trovare Fuori Binario

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.

Troverete, per esempio:

Mariella - alla Stazione
Francesco – in Sant’Ambrogio – via Pietrapiana
Antonietta – in P.zza Santo Spirito
Teodor -  Piazza Repubblica
Raffaele e Clara - Pontassieve e Livorno
Marzio – Coop Coverciano – Teatro Verdi
Nanu – P.zza SS Annunziata – Borgo San Lorenzo
Gianfranco - Coop p.zza Leopoldo – p.zza Dalmazia
Sergio - Feltrinelli via Cerretani
Enzo - coop via Gioberti
Gheorghita – zona Campo Marte -Mercato stadio
Mihai – San Domenico (domenica) – Coop Fiesole
Antonio Raumer – Coop Galluzzo – p.Romana – Lungarno S. Niccolò
Antonio  Mel. – Reggello
Ionel – Scandicci conad .v.le Lavagnini
Dragos – Centri sociali
Cezar – zona Novoli
Aurel - Mercato Cure e coop
Usmane – coop v.le Giannotti + mercato

  [cerca su googlemaps]

“Disobbediamo all’Articolo 5 del Piano Casa”

Dalla Rete delle Città in Comune che perUnaltracittà ha contribuito a far nascere.
Ancona
 Bene Comune – Appello per L’Aquila – Brescia Solidale e Libertaria per i Beni Comuni - Brindisi Bene Comune – Convochiamociperbari (Bari) – Città in Comune (Ciampino) – Cittadinanza e Partecipazione (Feltre) – PerUnaltracittà (Firenze) - Gioiosa Ionica bene comune – Gruppo ConsiliareImperia Bene Comune – Cambiamo Messina dal basso – Una città in comune (Pisa) – Repubblica Romana – Sinistra per Roma.

“Disobbediamo all’Articolo 5 del Piano Casa”: la proposta della Rete delle Città in Comune

Disobbedire all’Articolo 5 del Piano Casa è un dovere di ogni Sindaco e Consiglio comunale, in quanto la norma è in palese contrasto con quanto scritto e previsto nella Costituzione.

A partire da questo elementare principio la Rete delle Città in Comune lancia una campagna e un appello a tutti gli amministratori locali affinché si rifiutino di applicare un provvedimento per il quale: «Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge».

Le liste anti-austerity di Bari, Messina, Pisa, Roma, Ancona, L’Aquila, Brescia, Brindisi, Imperia, Firenze, Feltre e Ciampino si rifiutano di applicare l’Articolo 5. L’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente  è un diritto dell’individuo, perché da esso deriva la possibilità di accedere ad una serie di diritti fondamentali: in primo luogo l’accesso al sistema sanitario nazionale, all’istruzione pubblica, all’iscrizione nelle liste elettorali e quindi il diritto di voto e, ancora, la possibilità di accedere alla graduatoria per le case popolari.

Insomma, l’esclusione di disoccupati e precari, di disabili e studenti che per avere una casa occupano uno stabile abbandonato significa negazione della cittadinanza a causa delle condizioni economiche e di vita: è un comportamento illegittimo, adottato in violazione dei basilari principi della convivenza civile e della Carta costituzionale.

Per queste ragioni la Rete della Città in Comune disobbedirà all’articolo 5. Invitiamo i comuni a contrastare questo provvedimento e presto cominceremo nei consigli comunali di tutta Italia a svolgere azioni politiche per neutralizzare questa norma.

L’art 5 del piano casa di Renzi e Lupi e il diritto ad esistere

da: dinamopress.it

Il segno di classe e antidemocratico del decreto che dichiara guerra ai movimenti e agli ultimi.

Esattamente come accaduto per il lavoro (e cioè le “tutele progressive” e “gli 80 euro” in più in busta paga forse un domani mentre la precarietà e la fine di ogni diritto alla formazione subito con il decreto legge Renzi – Poletti n. 34 del 20 marzo) lo stesso ha fatto il Governo sul cd “piano casa” con il decreto legge gemello Renzi – Lupi n. 47 del 28 marzo.
Ed infatti le misure previste per fronteggiare l’emergenza abitative sono del tutto vaghe, future, senza investimenti pubblici e basate sulla solita fallimentare miscela di svendita del patrimonio immobiliare pubblico, costituzione di “fondi di garanzia” (pubblici) che andranno a finanziare programmi di edilizia popolare “in convenzione con cooperative edilizie”, un altro taglio delle tasse per i proprietari di immobili e la replica del cd “modello Bertolaso” per le grandi opere con la deregolamentazione della normativa urbanistica per l’Expo di Milano. Ma se sin qui siamo alla solita politica degli annunci che avrà quale risultato solo un ulteriore sostegno a costruttori e immobiliaristi e che ha accompagnato da sempre la politica sulla casa in Italia, l’aspetto veramente straordinario del decreto 47 è che sostanzialmente l’unica norma immediatamente operativa nel nostro ordinamento dal 28 marzo è quella prevista all’art. 5 che stabilisce come “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge.”.

E – se si tiene conto di come notoriamente ad oggi decine di migliaia di famiglie impoverite siano costrette a vivere in immobili occupati abusivamente – non può non rilevarsi la beffarda ironia del Presidente Napolitano che ha immediatamente controfirmato il decreto rendendolo vigente con provvedimento che testualmente giustifica il ricorso straordinario ed eccezionale al decreto legge“considerata, in particolare, la necessità di intervenire in via d’urgenza per far fronte al disagio abitativo che interessa sempre più famiglie impoverite dalla crisi” (sic).

Ma per spiegare il “segno di classe” estremo a cui mai era giunto nessun governo repubblicano occorre qui brevemente ricostruire l’evoluzione del concetto giuridico di residenza.

E’ utile precisare infatti che l’ottenimento della residenza è un completo diritto soggettivo del cittadino che trova tutela e fondamento nei principi generali dell’ordinamento e nella Carta Costituzionale.
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Primavera…

da: Movimento di Lotta per la Casa

Che fretta c’era, maledetta primavera… Dopo settimane di discussioni, ieri in parlamento è stato approvato il Piano Casa e con esso l’infame articolo 5…Le proteste in Tutta Italia, le iniziative davanti al parlamento non hanno neanche ostacolato l’applicazione della vendetta contro i movimenti…In un quadro politico dove le leggi sono oramai SPOT televisivi, le discussioni parlamentari ridotte alla formalità, e chi esercita movimento, solidarietà e protesta, ridotto solo a politiche di ordine pubblico..scenari inquietanti di nuovi autoritarismi e voglia di esercizio della forza…Di cosa è figlio questo agghiacciante articolo 5 del Piano Casa ce lo siamo chiesti in tanti…Chi afferma che il Premier Renzi voleva l’applicazione della vendetta nei confonti di coloro che in questi anni gli avevano disturbato il sonno nel capoluogo toscano…Chi afferma che il ministro Lupi ha dato garanzie precise alla lobby dei costruttori milanesi, gli stessi di Milano EXPO’ e anche della stessa ALER. l’ente delle case popolari della Lombardia…In una lettura fortemente pìù lucida pensiamo che l’articolo 5 sia teso a BLOCCARE le occupazioni per arginare la diffusione di un diritto alla LEGITTIMA DIFESA davanti all’incalzare della Crisi che colpisce tutte e tutti, ma che rende la vita impossibile a chi è già nella precarietà e nella sofferenza abitativa…insomma mettere una DIGA per evitare lo STRARIPAMENTO DEI FIUMI…Secondo lo stesso governo QUESTO ARTICOLO CONSENTIRA’ DI IMPEDIRE QUASI IL 70% le nuove occupazioni…Sono letture tutte loro, non si rendono conto della macelleria sociale esistente, e della rabbia che cova in migliaia di giovani e famiglie…Siamo ancora un piccolo movimento, cresciuto (sopratutto negli ultimi anni) nella consapevolezza dei propri limiti e della propria forza, ma davanti alla violenza di questo attacco abbiamo tentato di costruire percorsi comuni di mobilitazione, solidarietà e legittima incazzatura…La manifestazione di sabato, la Tendopoli successiva, L’occupazione dell’Anagrafe sono stati i primi momenti di una lunga e fantasiosa mobilitazione a tutela di un principio comune…quello della DIFESA DELLA PROPRIA VITA. Togliere residenza, acqua, luce, gas…è oggi togliere la VITA A MIGLIAIA DI DONNE E UOMINI…Le reazioni scomposte, le dichiarazioni della politica istituzionale, il profondo vuoto di idee e di proposte della Politica istituzionale fanno il resto…

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Occupata anagrafe a Firenze – dichiarazione sull’art 5

Occupata anagrafe a Firenze – dichiarazione sull’art.5 – YouTube
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Continua la mobilitazione contro il piano-casa a Firenze. Dopo la seconda notte di occupazione di piazza S.Lorenzo, l’acampada montata alle spalle della Prefettura a termine del corteo di sabato contro il “modello Renzi” si è mossa verso l’anagrafe.

Uffici occupati, tende all’interno e tanto rumore e rabbia. La richiesta è sempre la stessa: le istituzioni locali devono prendere posizione contro l’art.5 del piano-casa!
Nelle prime ore le risposte sono state solo vigili, carabinieri e poliziotti. Ma è fallito il tentativo di impaurire e far desistere un’occupazione quanto mai determinata a non concludersi senza un risultato.
Una delegazione ha ottenuto un colloquio telefonico con il dirigente dell’anagrafe Bartolini. Durante il colloquio il Bartolini ha garantito la non applicazione in senso retroattivo dell’art.5 per quanto riguarda il Comune di Firenze (ascolta la registrazione della telefonata).
Una contraddizione imbarazzante quella che la lotta è riuscita ad aprire oggi: Renzi firma un decreto legge una cui parte non verrà applicata dai funzionari del Comune governato dalla sua giunta, di cui era Sindaco fino a meno di tre mesi fa. Continua, invece, la latitanza e la sordità di Palazzo Vecchio e del Partito Democratico fiorentino: non una risposta ai mille in piazza sabato, alla tendopoli dei giorni successivi, alle mobilitazioni di massa degli ultimi mesi…

Non basta! Il piano-casa come noto non muove nessun passo reale verso la risoluzione dell’emergenza abitativa nel paese. Piuttosto, a uscirne rafforzati sono i meccanismi della rendita e della speculazione, mentre esce completamente di scena l’edilizia popolare. In questo contesto le occupazioni degli stabili sfitti continueranno sicuramente a rappresentare una legittima risposta al bisogno casa. Se le istituzioni pensano di vendicarsi verso chi si conquista il diritto alla casa sottraendogliene altri (residenza vuol dire sanità, scuola, documenti ecc) capiranno presto che non può funzionare: i diritti ce li conquisteremo a spinta.

Blocchiamo il ‪#‎pianocasa‬! Casa, acqua, luce, gas, residenze per tutte e tutti!

Venerdì il Mostro di Firenze terrà il comizio di chiusura della campagna elettorale del Partito Democratico in piazza della Signoria. La città che subisce la crisi, la precarietà, la disoccupazione, l’emergenza abitativa sarà ad accoglierlo… e non sarà il benvenuto. ‪#‎sgomberiamoRenzi‬