Storie di resistenza metropolitana

La nascita del movimento di lotta per la casa

Sono passati quasi 25 anni dalla nascita del movimento, anni di conflitto costante, di interscambio tra generazioni, di “meticciato”, di incroci tra tante diversità.
Anni di RESISTENZE, di sofferenze e di rabbia, di gioia, di vittorie e di sconfitte.
Di sicuro l’esistenza stessa del movimento rappresenta una spina nel fianco alle istituzioni, un riferimento certo per sfrattati, inquilini, giovani anziani, senza-casa, richiedenti asilo … solo la sicurezza dell’esistenza del movimento stesso significa un consolidato punto di riferimento per coloro che vivono in prima persona l’emergenza abitativa.Tutto è nato intorno alla vecchia sede del Movimento di Lotta per la Casa e dell’allora Circolo Sportivo Spartaco. Alcune famiglie del quartiere Santa Croce erano sotto esecuzione di sfratto. La domanda di solidarietà scontata sin dall’inizio … ma lo sfratto era già avvenuto … sopra l’allora Circolo Sportivo erano ubicati alcuni alloggi sfitti, di proprietà del Comune di Firenze, la percezione veloce dell’accompagnamento da “casa a casa” e nacque, quasi spontaneamente, la prima occupazione a scopo abitativo dagli anni ’70 (ma quella era un altra storia…). Lo “spazzino” (sede del Circolo Sportivo) ma anche la sede dell’Unione Inquilini diventarono allora un naturale crocevia di bisognosi e di sfrattati.
Le prime assemblee, una sensazione forte di essere parte di un percorso nuovo, la contemporanea nascita di altri e nuovi soggetti sociali, il movimento della Pantera, i Centri Sociali Autogestiti, i primi sindacati di base, un orizzonte nuovo, diverso, che chiudeva gli odiosi anni 80 …
Da lì a poco l’occupazione di Via Del Giglio nel pieno centro di Firenze, un’impensabile accozzaglia di giovani coppie, singoli, famiglie … e ancora Via Delle Casine e sempre in quel periodo le case popolari di Via Manni, una storia che merita un breve racconto: Infatti “quelli” di Via Manni erano giovani coppie che convivevano in Case Popolari con i genitori, fratelli e sorelle…
Tre di queste coppie si sposarono in Palazzo Vecchio e alla fine del matrimonio organizzammo l’occupazione, un REGALO del movimento, e che bel regalo…
Una stagione vissuta quotidianamente sul campo, i primi PICCHETTI nei quarteri contro gli sfratti, le prime cariche della Polizia, i primi scontri con i fascisti e infine, la vendetta delle Istituzioni … passando tra i famosi incidenti per la cessione di Baggio alla Rubentus …
Il 12 di luglio la Polizia e i Carabinieri presenti in gran numero per i mondiali SGOMBERARONO ALL’ALBA GLI STABILI di Via Del Giglio e i tre alloggi di Via Delle Casine, uno sgombero VIOLENTO, trovarsi i poliziotti nelle camere da letto all’alba non è scena simpatica … ma dopo il primo momento di generale sbigottimento in breve la rioccupazione nel tardo pomeriggio di Via Aldini. Una struttura dismessa, un vecchio Ospedale Psichiatrico Infantile, gli occupanti trovarono i lettini di contenzione per i bambini, pagine di una memoria del nostra paese che non bisogna cancellare…
Mentre il giorno dopo un altro, intero esercito di polziotti e carabinieri si presentarono alle occupazioni delle case popolari di Via Manni … ma occupanti e movimento si erano organizzati e dopo tre ore di tensione e trattative il Questore ordinò il “ritiro delle truppe”…
Nel 1993 L’ALLORA ASSESSORE ALLA CASA REQUISI’ gli alloggi di Via Manni e consegnò le chiavi alle famiglie occupanti.
Mentre oggi, marzo 2014, lo stabile di Via Aldini, tuttora occupato, è parte di un progetto sperimentale di autorecupero….
Sono passati quasi 25 anni e circa 120 occupazioni di case sono state effetuate e sgomberate a Firenze. Migliaia di uomini e donne hanno incrociato destini nella storia del movimento, talvolta le storie sono finite bene altre volte, purtroppo male …
Intere generazioni si sono messe a confonto, portatrici di rabbia e disperazione sociale, hanno unito le loro culture per un semplice e difficilissimo diritto.
Sopratutto oggi, quando solo qualcuno di quel periodo è rimasto, nuovi nemici (ma la sostanza non cambia…) nuovi soggetti sociali, tanti sfratti per morosità, specchio di una crisi infinita… La rabbia di allora è rimasta intatta, se non è addirittura cresciuta, così come è rimasta intatta la consapevolezza e la ricerca di un società che distrugga i valori di merce e profitti e ricostruisca, da subito, vincoli di eguaglianza tra eguali….
Per questo il movimento deve andare oltre la RESISTENZA, costruire un futuro diverso in una società diversa…

Lorenzo Bargellini

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