Un passaggio

Dalla vita alla morte
l’inevitabile passaggio
a noi sembra triste
ma ci separa alla nostra insaputa
soltanto dal corpo….
L’anima realizzata
in un corpo incarnata
da quel fatto alla sua saputa
non è turbata.
E questa conoscenza è da noi sconosciuta
ma non al saggio
e accetta il passaggio vivendo felice
e poi passa tranquillo.
Perchè.. alla sua sapienza divina
sa che ad ogni morte
c’è una nuova vita.
Cerchiamo di capire e forse anche noi
vinceremo la paura di morire…
Che nei mondi dei passaggi,
in universi dei cosmi
e nell’eterno finito
è solo un passaggio
all’infinito.

Sergio Bertero

Il “Piccolo Poeta della grande Strada” come egli si definiva nostro amico e collaboratore per tanti anni ci ha lasciato… dopo la morte per lui la vita. Gli ultimi tempi lo hanno visto coinvolto in una lotta per il diritto all’esistenza da uomo libero.Qualcuno dei servizi sociali burocratici e amministrativi gli aveva tolto il mini appartamento che da anni abitava nella R.S.A. (residenza sanitaria assistita) di via Modigliani mandandolo con la scusa di ristrutturazione nella R.S.A. S.Silvestro di Borgo Pinti per poi etichettarlo in una riunione medica senza la sua presenza e senza alcun riscontro, come non  autosufficiente e spedirlo alla R.S.A. di Montedomini, cose che lo hanno fatto imbufalire fino ad uno sciopero della fame ad oltranza che nonostante gli abbia dato ragione, ma non più casa, lo ha debilitato fortemente.

Denunciamo questo ennesimo sopruso attuato verso una persona anziana e sola.

ciao Sergio ti ricordiamo

Qui le altre poesie di Sergio

“Sì signor giudice cioè signor vigile la assicuro lei è in errato quello di sbagliato, ma io sono Sergio Bertero! il piccolo poeta della grande strada non ha mai sentito! ma come è possibile cosa? e se ne frega , ma signor vigile mi

http://www.fuoribinario.org/blog/2013/03/05/

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Un pensiero su “Un passaggio

  1. Sono triste. Mi mancherà: anzi mi mancava già non vederlo più davanti alla Feltrinelli.
    Era un grande poeta, e io ero felice di dirglielo tutte le volte che lo incontravo. Del linguaggio faceva quello che voleva lui.
    Gli indiani, quando muore un amico, recitano il Maha Mrityunjaya Mantra: il mantra che sconfigge la paura della morte.
    Om trayambakam yajamahe. Sugandhim pushtivardhanam. Urvaarukamiva bandhanaat. Mrityormuksheeya maamritaat.
    Om Shanti Shanti Shanti

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