L’UOMO NELLA VALIGIA

 

L’UOMO NELLA VALIGIA. UNA LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Egregio Presidente della Commissione Europea,

 

i migranti che muoiono nel tentativo di entrare in Europa, muoiono perché chi governa l’Europa impedisce loro di entrarvi in modo legale e sicuro.

Fosse riconosciuto a tutti gli esseri umani il diritto alla vita e alla dignità, diritto che tutte le Costituzioni europee e tutti i trattati internazionali proclamano come fondamentale ed irrinunciabile, nessun migrante morirebbe soffocato in una valigia o affogato nel Mediterraneo.

Siano quindi immediatamente abolite le scellerate antinorme razziste tuttora in vigore nell’Unione Europea che provocano questa infinita strage di innocenti.

Riconosca l’Unione Europea, e riconoscano gli stati di essa membri, che ogni essere umano ha diritto di spostarsi sull’unico pianeta casa comune dell’umanità intera, che ogni essere umano ha diritto di difendere e migliorare la propria esistenza; riconoscano quindi a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro in questo continente per sfuggire alla fame e alla guerra, alla miseria e alle devastazioni, all’orrore delle dittature.

E riconoscano altresì che quella fame e quelle guerre, quella miseria e quelle devastazioni, quell’orrore e quelle dittature, sono l’esito della dominazione coloniale e neocoloniale, imperialista e razzista delle potenze politiche ed economiche dominanti sul Sud del mondo, rapinato e schiavizzato.

La storia presenta all’Europa il suo conto, e come sovente accade si aprono due alternative: una di pace, di solidarietà, di giustizia, di civile convivenza, di progresso spirituale e materiale per l’umanità intera; l’altra di barbarie onnicida. Si scelga la via del bene.

E scegliendo la via del bene si inizi subito a farlo: salvando le vite di tutti i migranti, riconoscendo a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro in Europa.

 

Voglia gradire distinti saluti,

 

Peppe Sini,

responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”

 

Viterbo, 3 agosto 2015

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2 pensieri su “L’UOMO NELLA VALIGIA

  1. Scusi le rispondo in breve …:
    Noi , italiani , dove andiamo ? dato che questi ormai occupano case , posti di lavoro e quant’altro…
    Serve veramente questa politica di “dividi il pane con gli altri”? quando già della bella Italia rimane ben poco e gli italiani (nativi) sulla strada non si contano più?

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