Reddito di Cittadinanza

 

Arriva, in Svizzera, il reddito minimo di felicità. L’idea è di una ragazza di 25 anni

Un progetto per garantire a tutti un reddito sulla base della cittadinanza (poveri, ricchi, occupati, disoccupati)

22/04/2016 - Si è parlato tanto e spesso, negli ultimi mesi, di reddito minimo e di reddito di cittadinanza, considerando che in futuro sarà sempre più difficile che il lavoro possa rappresentare per tutti un paradigma di reddito. In Svizzera (e in Olanda) sono andati oltre, pensando ad un reddito minimo di felicità.

LOSANNA – La decisione – si legge nell’approfondimento di Giancarlo Donadio su Startupitalia – è del consiglio comunale di Losanna, città con circa 150 mila abitanti. Si partirà con un piccolo campione della popolazione, ma l’idea è di estendere la misura a tutti i cittadini. Il contributo mensile servirà a coprire spese come quelle alimentari, dei trasporti, abbigliamento e altri servizi: «Così offriremo sicurezza e solidità in un contesto europeo in cui i cittadini sono sempre più fragili di fronte al mercato del lavoro. La libertà garantita da un reddito sicuro stimolerà le persone a lanciare nuove iniziative, favorendo l’inclusione sociale e l’innovazione» spiega a Business Insider Leonore Porchet, leader del partito dei verdi di Losanna. Giovanissima, classe 1989, è consigliere comunale della città da meno di un anno. Già prima di entrare in politica era una convinta sostenitrice del reddito di base, oggi è l’anima dell’iniziativa.

L’ESPERIENZA DI UTRECHT – Il modello si ispirerà a quello di Utrecht. Nella città olandese a partire dal mese di gennaio sono stati pianificati i primi test e nei dettagli funziona un po’ così, come svela Quartz. L’Università di Utrecht, che ha lavorato in partnership dell’iniziativa con l’amministrazione cittadina, ha diviso il campione della popolazione scelto per il test (circa 300 persone).

Ai prescelti è garantito un reddito, 900 euro per un adulto, fino a 1.300 per una coppia o una famiglia. Per una cinquantina di questi, come spiega Quartz, il reddito di base non è sottoposto ad alcuna restrizione. In altre parole, ottengono il rimborso anche se trovano un lavoro o hanno altre forme di reddito: «L’esperimento vuole cercare di andare in una direzione diversa rispetto a molte misure di welfare in Europa, in cui il cittadino che riceve soldi pubblici è sottoposto a controlli continui e restrizioni. Alcuni pensano che il reddito di cittadinanza spinga le persone a non cercare un lavoro, ma non è così. Noi pensiamo che contribuisca a renderle più felici e le aiuti a trovare un’occupazione» spiega a Quartz Nienke Horst, project manager del consiglio comunale di Utrecht.

LA SCUOLA CANADESE – L’assunto principale dei detrattori di forme così estreme di welfare è che, oltre a essere economicamente insostenibili, alla lunga danneggiano il mercato del luogo in cui vengono applicate. Anche se c’è da dire che alcuni esperimenti raccontano un’altra storia.

Il più famoso è avvenuto nella città canadese di Dauphin, 8 mila abitanti nella provincia di Manitoba. Tra il 1974 e il 1979 viene avviato il “Mincome Program” che offriva uno stipendio a ogni membro della popolazione, sulla base di quanti soldi già guadagnasse. I “low income”, cioè quelli considerati con un basso reddito ottenevano un reddito di base che, rapportando le cifre al 2015, corrisponde a 16 mila dollari in caso di persona singola, un po’ più di 20 mila (20,443 per l’esattezza) annuali. Un anno prima Manitoba e il governo federale firmano un patto per dividersi i costi, i 17 milioni di dollari del progetto. Il 75% pagato dal governo, la parte restante dalla provincia.

A gettare un po’ di luce sui risultati dell’esperimento è Evelyn Forget, ricercatrice dell’Università di Manitoba. I risultati dei suoi studi sono contenuti in un report, “The town with no poverty” pubblicato nel 2011.

Leggendolo viene fuori un aspetto interessante. Il reddito di base non solo ha eliminato la povertà nella città, ma anche risolto altri problemi sociali. Forget, per esempio, evidenzia l’aumento dell’istruzione soprattutto tra i cittadini di sesso maschile i quali invece di abbandonare la scuola giovanissimi per lavorare preferivano proseguire gli studi, circostanza che – come sottolinea la studiosa – “avrebbe avuto un’influenza nell’incremento dei loro redditi futuri”. Mentre fanno riflettere anche altri dati, come quello della diminuzione delle spese sanitarie legate a cure di disturbi psicologici o psichiatrici.

Fonte:  qF – qui finanza -

 

Slot, Piagge record 1 ogni 65 abitanti

Comunicato stampa Comunità delle Piagge

Slot, Piagge record: 1 ogni 65 abitanti, in Italia 1 su 166: la mappa

Il 29 aprile giornata #noslot di proposta-azione

Nella zona delle Piagge c’è una slot machine ogni 65 abitanti: ben 335 apparecchi diffusi su un territorio in cui vivono circa 21.725 persone (censimento 2014). Una cifra esorbitante considerato che la media nazionale è di una ogni 166 abitanti (360.000 macchine su 60 milioni di persone); una ogni 261 in Germania e una ogni 372 negli Stati Uniti. È il dato che emerge dalla doppia mappatura compiuta su dati ufficiali forniti dall’Agenzia delle Entrate dalla Comunità delle Piagge e dal laboratorio politico Cantieri solidali dal 2010 attivi sul tema delle ludopatie. Le mappe sono visibili all’indirizzo http://altracitta.org/no-slot-firenze/.

LE MAPPE NOSLOT

La prima mappa si intitola “Le slot alle Piagge e dintorni”, comprende il territorio compreso tra l’Arno e l’Autostrada A11 (Utoe 9 del Comune di Firenze) e localizza i 34 locali, tra sale dedicate, bar, circoli, benzinai, tabaccherie, che ospitano ben 231 slot machines e 104 videolottery per un totale di 335 apparecchi. Dalle 133 del 2011, anno della prima mappatura compiuta dalla Comunità, ad oggi si è registrato un incremento del 151%. La via Pistoiese, arteria principale che unisce le Piagge alla città, è ormai lastricata di sale scommesse e sale slot di ultima generazione a dispetto della vicinanza a scuole, asl, luoghi di culto. In queste sale perdono i loro soldi persone di tutte le età, a partire dagli adolescenti per arrivare agli adulti e anziani, non ultimi nella classifica delle perdite di gioco.

“Le slot nei Circoli” è invece la mappa dove sono rappresentate le associazioni, i circoli, le case del popolo e della cultura che lucrano sulla pelle delle persone più povere e spesso afflitte dalla ludopatia. Ben 127 macchine nei 29 circoli autorizzati dal ministero. Un fenomeno davvero increscioso considerati gli statuti “solidali” e non profit che regolano tali associazioni. Nel luglio scorso la Comunità ha interpellato inutilmente uno ad uno i presidenti di questi circoli, tra cui molti ARCI e MCL, per capire le motivazioni di tale scelta: considerati gli obiettivi dichiarati di promozione sociale e crescita culturale e civile dei propri soci e dell’intera comunità, chiedevamo come questo potesse essere compatibile con la presenza e l’utilizzo delle slot machines nei loro locali. Nessuna risposta è arrivata. Qualche Presidente di circolo ha manifestato consapevolezza del problema e delle contraddizioni che quei locali pubblici vivono ma, ad oggi, nessuna risposta ufficiale è arrivata.

Sino ad ora le istituzioni sono state completamente sorde al nostro grido d’allarme e la laconica risposta del Sindaco Dario Nardella al nostro comunicato dello scorso novembre in cui denunciavamo l’ennesima apertura di sala slot nella nostra zona circa la sua non-competenza in materia, in quanto i permessi sono rilasciati dalla Questura, ci indigna moltissimo e ci lascia soli di fronte al fenomeno.

29 APRILE 2016: GIORNATA DI PROPOSTA-AZIONE

Per discutere dei rischi connessi al gioco, a partire dalle ludopatie, e cercare di individuare una collaborazione virtuosa con tutti quei soggetti pubblici e privati che vogliono vincere la sfida delle slot la Comunità delle Piagge propone una giornata di proposta e azione per venerdì 29 aprile alle ore 17.30 al Centro Sociale il Pozzo in Piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (già via Lombardia). Parteciperanno alla discussione Adriana Iozzi responsabile del Sert Q5 – Firenze Centro; Maria Cristina Perilli, autrice di Giocati dall’azzardo. Mafie, illusioni e nuove povertà, Edizioni Sensibili alle Foglie (2015); un esponente dei Giocatori Anonimi e uno Andrea Bigalli di Libera, associazione da tempo attiva contro mafie e gioco d’azzardo. La partecipazione è libera.

“Se toccano uno, toccano tutti”

E’ questo lo spirito con cui tremila persone sabato 9 Aprile2016  

sono scese in piazza a sostegno degli 86 studenti e attivisti sotto processo per le mobilitazioni dell’Onda studentesca che, tra il 2008 e il 2011, si opponeva alla riforma Gelmini, ai tagli all’istruzione pubblica e all’aziendalizzazione delle Università. Settanta gli anni di carcere richiesti dal PM Coletta, ostinato nel portare avanti l’assurda e grave accusa di “associazione a delinquere” contro sette degli imputati

Tante le lotte che sono scese in piazza a rivendicare la legittimità dei movimenti e dei conflitti che, a cinque anni di distanza, continuano a contrapporsi alle politiche di austerità e impoverimento. Una mobilitazione trasversale che ha investito la lotta per la casa, gli studenti medi e universitari, ma anche il sindacalismo di base e le tante realtà territoriali. La manifestazione ha attraversato interamente il centro storico, senza dimenticarsi di portare l’urlo della città che non si arrende sotto le finestre di Palazzo Vecchio. Un luogo simbolo non solo di un potere cittadino sordo di fronte alle istanze sociali che vengono dal basso, ma anche del renzismo che oggi governa il paese per conto di banche, multinazionali e speculatori.

Sicuramente i numeri che si sono espressi nella piazza di oggi sono un dato importante che è stato capace di rompere il silenzio intorno ai tentativi della magistratura di “risolvere” le istanze sociali portando in Tribunale chi alza la testa di fronte alle ingiustizie.

Al di là dell’esito della sentenza (atteso nelle prossime settimane), la manifestazione di oggi ci aiuta ad affermare il fallimento dell’operazione repressiva orchestrata da Questura e Procura che mirava a pacificare la città di Firenze. A cinque anni dagli “arresti preventivi” del 2011, nelle mobilitazioni studentesche come nelle lotte per il diritto alla casa il terreno del conflitto e dell’incompatibilità continua ad essere praticato nella determinazione a costruire dal basso possibilità di riscatto e trasformazione. E’ anche a difesa di questa possibilità, oltre che dei compagni sotto processo, che la piazza di oggi si è schierata.

In distribuzione il n.180 aprile 2016: dove trovare Fuori Binario

FB180 aprile 2016

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter aquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Nanu G. - Borgo S.Lorenzo
Mariella C.- alla Stazione
Francesco C. – in Sant’Ambrogio
Cezar T. – in P.zza Santo Spirito e Feltrinelli Red
Antonio R. – a Porta Romana, e a Scandicci
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno
Jonel C.- V.le Lavagnini
Enzo C. – Coop via Gioberti
Maria C. – P.zza Dalmazia
Marcel T. - Mercato fiori giovedì Repubblica
Teodor S. – Feltrinelli P.zza Repubblica
Mihai V. – Scandicci Poste – Ospedale Torregalli
Jon P. – P.zza SS Annunziata -
Stefan J. - COOP Coverciano

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