Tutti i giorni…..

 Tutti i giorni…
…tutti i giorni, una visita medica nel nostro ambulatorio o in un’area
dismessa della città, una consulenza legale, un tè offerto per strada, una
lezione della scuola di italiano, un colloquio con un detenuto, una
medicazione, un’informazione fornita sono l’occasione per entrare in
contatto con una storia diversa.
Questo è quello che facciamo, questo è quello che siamo: questa è la nostra ricchezza

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Presentazione al Next Emerson (Firenze)

Radio wombat organizza http://www.csaexemerson.it/ven-23-dicembre-wombatantinatale/

Venerdi’ 23 dicembre

dalle 19.30, cena e presentazione della

Scarceranda 2017 – Agenda anticarceraria a cura di Radio Ondarossa

Scarceranda è un’agenda autoprodotta da Radio Onda Rossa dal 1999. Il suo motto fin dalla nascita è “contro ogni carcere giorno dopo giorno, perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva”.

dalle 22

N.E.E.M. Nuove Esperienze Eretico Musicali – Orchestra improvvisativa mutante, since 1972

Come, non sai chi sono i NEEM? Guarda qui..
http://www.burpenterprise.com/burp/burp-publications/mhmusic/e-neem-projekt/

Data evento: Venerdì, 23 Dicembre, 2016 – 19:00
Luogo evento: via di Bellagio 15, Firenze

da: http://scarceranda.ondarossa.info/evento/2016/presentazione-next-emerson-firenze

Gli studenti sfruttati a Natale nei ristoranti

Prato, la protesta di una docente dell’alberghiero Datini contro i tirocini non retribuiti durante le prossime vacanze. Il preside: “Così imparano a lavorare”di Fabrizia Prota

 07 dicembre 2016

PRATO. Si avvicinano le vacanze natalizie e mentre la maggior parte degli studenti pratesi si godrà il meritato riposo gli allievi dell’indirizzo alberghiero dell’Istituto Francesco Datini si apprestano a svolgere dei tirocini in ristoranti, pizzerie e trattorie della città. Tirocini non retribuiti che avranno una durata media di 4 settimane, per tutto il periodo delle feste, dal 19 dicembre al 19 gennaio. «Questi tirocini non solo sono gratuiti – è la denuncia della professoressa Francesca Naldini, che al Datini insegna francese – ma non sono nemmeno istruttivi per i ragazzi. Perché si svolgono in strutture non qualificate, nelle quali gli studenti non vengono affiancati da professionisti che insegnano loro un lavoro, ma la maggior parte delle volte vengono solamente sfruttati come manodopera a costo zero, che spesso si va a sostituire a quella dei lavoratori stagionali o a chiamata».

I percorsi di tirocinio sono stati resi obbligatori per gli studenti dell’ultimo triennio degli istituti tecnici e professionali dalla legge sulla Buona Scuola” del 2015, secondo il principio dell’alternanza scuola-lavoro. «Non metto in dubbio che i ragazzi debbano imparare a lavorare – spiega la Naldini – ma non credo che pelare patate o pulire le sale in condizioni di lavoro spesso pessime costituisca un’esperienza qualificante di crescita personale, per di più in orari serali, visto che si tratta di ragazzi in gran parte minorenni, e in un periodo dell’anno che dovrebbe essere dedicato al riposo. Alcuni di loro ci hanno addirittura raccontato che venivano loro sottratte le mance dei clienti. I ragazzi devono essere sì educati al mondo lavoro, ma come lavoratori consapevoli del valore di ciò che fanno e dei loro diritti».

«Lavorare quando gli altri vanno in vacanza fa parte del profilo professionale dei ragazzi dell’alberghiero – è la replica del dirigente scolastico del Datini Daniele Santagati – Non trovo perciò nulla di strano nel fatto che gli studenti li svolgano nel periodo natalizio, momento in cui inoltre ristoranti e bar hanno un’attività ampia, il che consente ai ragazzi di vedere più cose. Sono esperienze formative per gli studenti, che ne sono soddisfatti. La decisione di fare gli stage durante le feste – aggiunge – è stata presa a maggioranza dal consiglio scolastico e consente inoltre agli studenti di frequentare regolarmente le lezioni durante l’anno».

Per i ragazzi che effettuano gli stage è prevista una settimana di vacanza dopo il 19 gennaio. Di tutta altra opinione è il Circolo Pascoski, collettivo pratese nato da due mesi che riunisce studenti e lavoratori precari, che, insieme alla professoressa Naldini e al Coordinamento per una Scuola Libera (che raggruppa Unicobas, Cub Toscana, Usi, Sgb Toscana e Gruppo Anarchico Azione Diretta Firenze), ha organizzato per il prossimo 14 dicembre un’assemblea rivolta ai ragazzi e i docenti del Datini per discutere dei tirocini e di altri problemi della scuola.

«Quella degli stage gratuiti è una questione che riguarda da vicino tante categorie, non solo quella degli studenti – spiegano Mattia Schiavone e Antonio Gori del Circolo Pascoski– Potrebbe essere uno strumento positivo, ma spesso viene usato solo per creare una “guerra tra poveri”, perché quella svolta gratuitamente da un tirocinante potrebbe essere una mansione affidata ad un lavoratore retribuito (magari il ragazzo stesso). Dal punto di vista educativo, si vuol abituare questi ragazzi a pensare che il lavoro non pagato sia cosa normale, anzi per la quale dover ringraziare».

fonte: Tirreno – Prato

Turchia, 500mila curdi costretti a lasciare casa

Turchia, 500mila curdi costretti a lasciare casa

di Redazione Video / de.pi

Sfollamento forzato, punizione collettiva e pulizia etnica di Sur, centro storico della città di Diyarbakir

Decine di migliaia di abitanti di Sur, il centro storico della città di Diyarbakir -dichiarato patrimonio dell’umanità dell’Unesco-, fanno parte di una stima di circa 500.000 persone costrette a lasciare le loro abitazioni durante l’ultimo anno a causa della brutale repressione esercitata dalle Autorità turche. La denuncia è di Amnesty International. Questo sfollamento forzatopuò essere considerato una punizione collettiva.

Mentre il Governo di Ankara intensifica la soppressione delle voci dell’opposizione curda, il rapporto ‘Sfollati ed espropriati. Il diritto degli abitanti di Sur al rientro a casa‘ di Amnesty International rivela la disperazione e la sofferenza delle famiglie costrette a lasciare il centro storico di Diyarbakir -la principale città del sud-est turco, a maggioranza curda- a causa delle operazioni militari lanciate alla fine del 2015 e di mesi di coprifuoco 24 ore su 24. Le case di quello che una volta era un quartiere affollato sono state distrutte dai bombardamenti, demolite ed espropriate per far posto a un progetto di sviluppo di cui probabilmente beneficeranno ben pochi ex residenti.

«Un anno dopo l’imposizione del coprifuoco 24 ore al giorno, migliaia di abitanti di Sur restano lontani dalle loro case, lottando per arrivare alla fine della giornata e avendo di fronte a sé un destino incerto in un contesto sempre più repressivo», ha dichiarato John Dalhuisen, direttore per l’Europa di Amnesty International.
«Mentre la repressione contro la società civile nel sud-est della Turchia è ampiamente nota, si conosce assai poco dello sfollamento forzato che ha devastato la vita di persone comuni col pretesto della sicurezza», ha proseguito Dalhuisen.

Nel luglio 2015, dopo l’interruzione del cessate-il-fuoco, sono ripresi gli scontri tra gruppi armati legati al Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) e le forze di sicurezza turche. Dopo la proclamazione dell’autogoverno e la costruzione di barricate e trincee a Sur, come in altri centri del sud-est, le Autorità hanno imposto il coprifuoco 24 ore su 24 e hanno avviato operazioni di sicurezza col massiccio impiego dell’esercito.
L’11 dicembre 2015 è stato dichiarato un coprifuoco a tempo indeterminato 24 ore su 24 in sei dei 15 quartieri di Sur. Agli abitanti è stato vietato di lasciare le loro abitazioni anche per acquistare cibo e medicinali. La Polizia ha iniziato a girare per le strade con gli altoparlanti, ordinando agli abitanti di lasciare la zona. Le forniture di acqua e di elettricità sono state interrotte per lunghi periodi di tempo mentre le case venivano centrate dall’artiglieria e crivellate dai proiettili.
Una donna che ha tentato di resistere in casa ha raccontato ad Amnesty International: «Ero con i miei due bambini, non abbiamo avuto acqua per una settimana. Un giorno hanno lanciato in casa un candelotto di gas lacrimogeno. Non abbiamo avuto l’elettricità per 20 giorni. Volevo andare via ma non avevo alcun posto dove dirigermi».
Gli scontri sono terminati nel marzo 2016 ma il coprifuoco è rimasto in vigore in buona parte di Sur.

Dopo lo sfollamento forzato degli abitanti, le proprietà sono state espropriate dalle autorità turche e molti edifici sono stati demoliti. Sebbene il coprifuoco e le distruzioni lo rendessero praticamente impossibile, alcuni abitanti sono tornati a Sur per trovare le loro case sottosopra e le loro proprietà saccheggiate o distrutte.
«Non riesco neanche più a piangere. Tutte le lacrime le ho versate per la mia casa che non c’è più» – ha dichiarato ad Amnesty International un uomo che, rientrato a Sur dopo otto mesi, ha trovato le mura di casa sbriciolate.
Un altro uomo ha trovato tutti i suoi beni personali dati alle fiamme. La Polizia l’aveva costretto a lasciare l’abitazione, dove viveva col padre e col fratello: «Ci hanno puntato le pistole alla tempia», ha raccontato. Inizialmente i tre uomini erano stati accusati di reati di terrorismo, poi sono stati prosciolti.
Una donna è stata minacciata dalla Polizia al rientro a Sur, sei mesi dopo averla abbandonata, e ora non intende più tornare: «Abbiamo trovato tutte le nostre cose a pezzi e accatastate in un cortile». Alla sua famiglia è stato proposto un risarcimento equivalente a circa 800 euro per la perdita dei loro beni, una frazione rispetto al valore effettivo. «Volevamo fare ricorso ma ci hanno detto che non avremmo ottenuto di più, quindi abbiamo firmato».

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Comunicato Assemblea Per la Piana Contro le Nocività

/COMUNICATO
OLTRE CENTO PERSONE, ATTIVISTI DEI COMITATI e ABITANTI della Piana si sono ritrovate al Presidio no-inceneritori e no-aeroporto nonostante i sigilli della magistratura.

Sabato 3 Dicembre, oltre cento persone, attivisti dei comitati e abitanti della Piana si sono ritrovate oggi al Presidio no-inceneritori e no-aeroporto in via dell’Osmannoro, nonostante i sigilli della magistratura che nei giorni scorsi ha posto il Presidio sotto sequestro per abusivismo.
Abbiamo voluto in tanti affermare la legittimità del Presidio come strumento e simbolo per la riappropriazione del territorio da parte dei suoi abitanti e per la costruzione dal basso del parco della Piana contro speculazioni e profitti privati.
Durante la giornata si sono svolti un’assemblea, un pranzo ed è stata lanciata la campagna “Il presidio sono anch’io” (#ilpresidiosonoanchio) che invitiamo tutti a seguire e a sottoscrivere.

Abbiamo verificato che, grazie alla nostra presenza e alla nostra azione degli ultimi mesi, i dintorni del presidio, i terreni lungo la ciclabile non sono più disseminati dalle tante discariche abusive che avevamo denunciato e iniziato a ripulire.

La mobilitazione continuerà nelle prossime settimane.

Con l’iniziativa di oggi abbiamo lanciato un chiaro messaggio al PD (mandante politico del sequestro), a Quadrifoglio, a Hera, a Toscana Aeroporti, ma anche all’amministrazione di Sesto e a tutti coloro che hanno partecipato in questi mesi alle mobilitazioni: non saranno i sigilli, le minacce o oltre intimidazioni a fermare la lotta degli abitanti contro tutte le opere inutili e dannose e per la difesa della salute e del territorio.

Assemblea Per la Piana Contro le Nocività

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