Voucher: fatto l’inganno, trovata la legge

 

Roma, 11/09/2017 11:27

Un tempo si diceva “fatta la legge trovato l’inganno”, adesso nella calda estate del 2017 (cui  se questi sono i presupposti seguirà un rovente autunno) si può dire “fatto l’inganno, trovata la legge”; questa inversione di una tendenza tutta italiana è merito dei voucher usciti dalla porta come tali e fatti rientrare dalle finestre, lasciate appositamente spalancate, belli e ripuliti, almeno nel nome, sotto le mentite splendide sembianze di Libretto Famiglia e PrestO (dove PrestO starebbe per prestazioni Occasionali: la verità del nome scritto per intero evidentemente vergognava i suoi stessi ideatori!).

I medesimi voucher utilizzati recentemente dalla statistica ISTAT per accrescere vergognosamente il numero degli occupati italiani e per assicurare che il nostro è “il migliore dei mondi (lavorativi) possibili”!

I nuovi vecchi deprecabili voucher tornati alla ribalta esprimono, però, il peggio di se’!

E tutto questo è perfettamente noto al legislatore e ai suoi apparati esecutori a tal punto che nella circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro del 9 agosto 2017 si legge “da ultimo, come già chiarito dall’INPS con la citata circ. n. 107/2017, la stessa sanzione si applicherà in presenza di una revoca della comunicazione a fronte di una prestazione di lavoro che, a seguito di accertamenti, risulti effettivamente resa, attesa l’evidente volontà di “occultare” la stessa prestazione.

In tal senso, anche in tale sede si evidenzia che questo Ispettorato, in raccordo con l’INPS, porrà particolare attenzione sulle revoche delle comunicazioni di prestazioni occasionali valutandone la frequenza e quindi la possibile sussistenza di comportamenti elusivi volti ad aggirare la disciplina normativa.”

In pratica per come è congegnata legislativamente e operativamente la vergognosa disciplina dei voucher (USB con autenticità preferisce continuare a chiamarli così) il datore di lavoro potrebbe comunicare all’ INPS l’inizio della prestazione occasionale, utilizzare il lavoratore e poi occultare di averlo utilizzato revocando entro tre giorni dal lavoro reso la comunicazione di prestazione e tutto questo è ben noto agli ideatori dell’art. 54 bis della legge 96/2017.

L’aggravante: come le amministrazioni interessate intendano porre attenzione sulle revoche truffaldine non è specificato in alcun modo.
Ancora una volta il Governo con decreto legge legifera d’urgenza sui voucher in favore dei padroni, appellandoli, almeno per una volta con coerenza e autenticità, presunti possibili truffaldini, e se ne frega dei lavoratori sempre più sfruttati, precari e pure beffati da padroni, Governo e suoi apparati esecutori.
In tutto questo scempio di vite umane e professionali sembra che CGILCISLUIL abbiano preferito il silenzio più conforme alle logiche capitaliste di una Repubblica ormai fondata sul lavoro precario! Infatti i voucher hanno funzionato così bene, elusivamente parlando, nel settore privato che la legge ne ha previsto l’uso anche nel pubblico impiego con tante attenuanti sanzionatorie.

Secondo il recente rapporto INAIL nel primo semestre 2017 sono morte sul lavoro 473 persone! Di lavoro si continua a morire… perché di precariato si vive?

USB con determinazione e rabbia contro il precariato!
Schiavi e ora pure a nero, MAI!

USB P.I. – Coordinamento Nazionale Lavoro

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