CALL CENTER DI KETHANE!

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Da martedì 26 maggio è attivo il call center di Kethane!
Chiama il 3516320920
Dal lunedì al venerdì
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Chiama la nostra operatrice (con cui potrai parlare in Romanes o in italiano) per chiarire ogni dubbio sugli accessi agli aiuti governativi!
Un sostegno pratico e concreto per presentare domande, riempire moduli e avviare iter burocratici.

Kethane con te, Kethane per te, insieme! #kethanerisponde

 

Idee per la Firenze del futuro? Molto confuse…

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su repubblica di ieri è apparsa una lettera che ci riguarda:

Idee per la Firenze del futuro: cosa chiedono i lettori di Repubblica

Recuperiamo la stanza di piazza Tasso

Simona B.
In via del Leone angolo piazza Tasso c’è una piccola stanza e un cortile di proprietà comunale e un fondo comunicante con la strada, continuamente appetito da centri sociali. I residenti, vi assicuro,  preferirebbero di gran lunga che lo spazio fosse utilizzato dalla scuola elementare di via della Chiesa  per attività all’aperto, in orario diurno quindi e con la  supervisione delle maestre. Inoltre in fondo che comunica direttamente con la strada è stato occupato e quindi un tale cambio di uso sarebbe importante  per la sicurezza.

 rispondiamo…

Cara Simona,
siamo il Laboratorio Diladdarno, un gruppo di cittadini che hanno a cuore le sorti dell’Oltrarno, il quartiere in cui viviamo. Abbiamo letto con stupore il tuo messaggio inviato a La Repubblica Firenze, in cui si afferma che il fondo situato all’angolo tra piazza Tasso e via del Leone, meglio conosciuto come la “Stanzina dei bambini”,  sia stato occupato, e che tale spazio sia appetito “di centri sociali”.

Siamo stati tra i primi, nel settembre 2019, a chiederci come mai quel luogo, da decenni dedicato alle attività rivolte all’infanzia, fosse abbandonato. Ci siamo informati con i nostri vicini e abbiamo scoperto che il motivo della chiusura era dovuto principalmente all’amministrazione comunale: questa nel 2015 lo aveva chiuso per lavori di ristrutturazione per non riaprirlo mai più.

Abbiamo dunque avviato un percorso perché la stanzina fosse restituita al quartiere, perché anche noi, come lei, vorremmo fosse gestita dalla comunità, insegnanti compresi, e che possa tornare al suo vecchio utilizzo. Abbiamo fatto richiesta formale di riapertura, abbiamo incontrato il presidente del Quartiere 1 e l’assessore al patrimonio non edilizio, in cambio abbiamo ricevuto solo risposte vaghe, sebbene dagli atti la “Stanzina” risulti già ristrutturata già da due anni. Solo dopo ripetute proteste siamo riusciti a sbloccare in parte la situazione: il consiglio comunale ha infatti approvato una mozione che intima la riapertura della stanzina.

Attualmente questa è stata data in gestione all’associazione “Periferie al centro ODV”, con la quale stiamo collaborando per far fronte alla crisi alimentare dovuta al coronavirus. Sono centinaia le persone dell’Oltrarno che l’associazione sta aiutando con pacchi gratuiti di cibo, che vengono distribuiti dalla “Stanzina dei bambini”. Dunque nessuna “occupazione”, ma “restituzione”, come d’altronde recita il bandone che abbiamo affisso: “non per noi ma per tutti/e”. Nessun “appetito di centri sociali”, ma la voglia di rendere nuovamente fruibile per la comunità un bene che era stato colpevolmente chiuso dall’amministrazione comunale, non si sa bene per quale motivo.

Siamo in un paese dove si tende fin troppo ad essere condiscendenti e poco critici con le scelte di chi detiene il potere, anche quando queste sono ingiuste; e dove si tende ad essere pronti a puntare il dito quando chi subisce quelle ingiustizie si organizza per porvi fine. Non scada anche lei in questo triste, italianissimo, luogo comune. Venga a trovarci nellaStanzina dei bambini”, partecipi anche lei alla restituzione di un bene comune ad un’intera comunità.

Speriamo a presto,

Laboratorio Diladdarno

In distribuzione il numero 219 APRILE/MAGGIO 2020: dove trovare Fuori Binario

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Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter acquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Giovanni M. – Piazza Tasso – Piazza del Carmine
Nanu G. - 
Borgo S.Lorenzo – Stazione Campo di Marte
Cezar T. – Ponte Vecchio – S. Spirito
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. -  Feltrinelli Cerretani – IBS libraccio
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica – Coop Via Gioberti
Salvatore O. - Piazza Le Cure
Berisa S. - Zona Novoli tribunale – V.le XI Agosto
Daniel P. -  S.M.N. scalette

25 Aprile, appello al sindaco per le residenze

25 Aprile, appello al sindaco per le residenze

Firenze – Riceviamo e pubblichiamo dai Cobas fiorentini:

“Una delle tante  odiose leggi fasciste è stata  la  “L.1089 del 1939 -provvedimenti contro l’urbanesimo-”, una legge che vietava la libertà di circolazione dei cittadini, vietava di potersi spostare per cercare lavoro al di fuori del comune di nascita e di scegliere dove poter stabilire la residenza.

«Impedire l’immigrazione nelle città, sfollare spietatamente le medesime; facilitare con ogni mezzo e anche, se necessario, con mezzi coercitivi, l’esodo dai centri urbani; difficoltare con ogni mezzo […] l’abbandono delle campagne, osteggiare con ogni mezzo l’immigrazione a ondate nelle città».

Questo scriveva Benito Mussolini nell’articolo “Sfollare le città, comparso il 22 dicembre 1928 sulle colonne de “Il Popolo d’Italia”.

La nostra Costituzione nata sui principi ispiratori della Resistenza ha spazzato via questa legge proclamando tra i diritti inviolabili del cittadino quello della libera circolazione.

Art. 16 Costituzione : Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino e’ libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.


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Le donne della mia generazione

Le donne della mia generazione
(Luis Sepulveda)

Le donne della mia generazione
aprirono i loro petali ribelli
non di rose, camelie, orchidee o altre piante
di salottini tristi, di casette borghesi,
di usanze stantie,
ma di erbe pellegrine al vento

Perché le donne della mia generazione fiorirono
per strada, in fabbrica
divennero filatrici di sogni,
e dentro il sindacato organizzarono l’amore
secondo i loro saggi criteri.
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ZAP (Zona Altamente Partigiana)

Ciao,
si avvicina il 25 APRILE e, nonostante questo tempo difficile di lontananza e di distanze fisiche che ci separano, ZAP (Zona Altamente Partigiana) ritorna alle Piagge.
Quest’anno non potremo cantare, leggere, ballare e mangiare insieme, ma potremo continuare a fare memoria di questo giorno importante, essenziale per la nostra storia di popolo e di esseri umani.
Per fare questo ti chiediamo di inviare, a questa mail (duegangy@virgilio.it) o su WathsApp al numero 3393607861, un contributo che sarà montato in un videoclip, che poi sarà diffuso sui canali della comunità delle Piagge e proiettato il 25 aprile, per tutta la giornata, sullo schermo del TAZEBAO al Centro Sociale il Pozzo.
Potrai inviare brevi riflessioni scritte o registrate, piccoli video autoprodotti, brani di libri, poesie, canzoni…o quello che nasce dalla tua fantasia, entro domenica 19 aprile.
Con la partecipazione di tutti daremo ancora più forza a questo 25 APRILE DI LIBERAZIONE attesa, da costruire e praticare con tutte le nostre energie…
ZAP- Comunità delle Piagge

Vittorio Cosentino

Bari, il senzatetto trovato morto nell’ex Rossani era un attore di strada e tra i fondatori del teatro Kismet

Amava portare il teatro tra la gente, per strada. Dal Macbeth di Shakespeare all’Avaro di Molière. In tanti lo ricordano per via Sparano, col suo Teatro Aperto

di GINO MARTINA

Vittorio Cosentino lo si notava sempre. In ogni assemblea pubblica o appuntamento culturale cui partecipava a Bari diceva la sua. Irriducibile, sempre argomentando. È morto per un malore a 69 anni lì dove aveva trovato dimora, nell’ex Caserma Rossani, occupata gli anni scorsi da un collettivo cui aveva partecipato convintamente e da cui non si è mai allontanato. Vittorio Cosentino era un attore e un intellettuale.

È stato tra i fondatori del collettivo Kismet, da cui è nato il teatro e il laboratorio di prosa più attivo della regione. Amava portare il teatro tra la gente, per strada. Dal Macbeth di Shakespeare all’Avaro di Molière. In tanti lo ricordano per via Sparano, col suo Teatro Aperto.

In un’intervista rilasciata due anni fa sulla rivista napoletana Mar dei Sargassi raccontava di aver fatto il ’68 all’Università di Bari, di aver partecipato all’occupazione dell’ateneo, all’epoca ancora intitolato a Benito Mussolini. “Occupammo la casa dello studente e un centro culturale abbandonato, il Santa Teresa dei Maschi. Cominciammo a farlo funzionare come cinema e teatro, è lì che nacquero la mia vita sul palcoscenico, dopo esperienze di recitazione amatoriale, e il Teatro Osservatorio. Chiamammo un regista di Milano, Carlo Formigoni, specializzato nell’opera di Bertolt Brecht e insieme fondammo un gruppo, il Kismet, che ancora esiste. Girammo tutta l’Europa e anche in Israele. Lavorammo, poi, all’Amleto e lo portammo al festival di Sant’Arcangelo di Romagna. In seguito, il Kismet cominciò ad andarmi stretto e fondai il collettivo Teatro Aperto. Qui iniziò la mia ricerca”.

Calabrese originario della provincia di Cosenza, fece parte del collettivo degli studenti fuorisede e dei movimenti che animarono quegli anni Bari vecchia, per poi portare la propria esperienza culturale in giro per la Puglia. In questi ultimi anni, si è spesso esibito a Napoli, in piazza Bellini. Il teatro tra la gente, per strada, era ciò che amava fare.
“Vittorio Cosentino – ricorda in un post il regista barese Nico Cirasola – ha condiviso con me momenti magici per Bari e il Sud Italia dalle prime assemblee nelle case dello studente alle manifestazioni del movimento del 1977 fino alla ideazione della cooperativa “Scopa ripara e lucida – la città del sole.
Insieme abbiamo condiviso l’esperienza del Centro sperimentale universitario di cultura Santa Teresa dei Maschi, definita in una indagine sulle regioni del Sud Italia ‘Cuore propulsore della cultura per la Puglia”. Una storia tutta da raccontare. La sua militanza come attore e nella vita sono un esempio di una vita vissuta e non sprecata”.

“L’essenza del teatro è racchiusa in un mistero che si chiama momento presente. Con il teatro noi riusciamo a capire l’essenza del funzionamento del cervello umano. Questa è la magia dello spettacolo. I grandi autori ci fanno capire, in parte come funzioniamo”, ricordano le sue parole proprio dal collettivo della ex Rossani, che gli ha voluto dedicare un lungo messaggio per ringraziarlo.  ”Ci ripeteva sempre che la vera cultura – aggiungono –  si consuma negli spazi liberi e non in quelli assoggettati dalle dinamiche di mercificazione dei grandi teatri che ha sempre ripudiato”.
L’arte e la libertà sono stati il suo insegnamento.
Fonte: La Repubblica

20 marzo, ore 11: «Italia chiamò»

http://www.labottegadelbarbieri.org/20-marzo-ore-11-italia-chiamo/

db ci ragiona e non canta

Che bello! Canterete tutti insieme «Fratelli d’Italia» (se c’è anche una versione «sorelle» non la conosco).

Da grandi terrazze e minuscoli balconi, da finestre invisibili e gigantesche vetrate si leverà un solo coro. Il padrone che sfrutta gli operai (italiani ma anche stranieri) intonerà «s’è desta». Subito dopo «dell’elmo di Scipio» si “cingeranno” la testa i senza casa e quelli che vivono in baracche umide (o peggio): tutti felici perchè il costruttore Caltagirone ha appena annunciato “donazioni”.

Molti italiani «son pronti alla morte» perchè lavorano senza protezioni, ben prima del corona virus.

Si sa che la «gloria è schiava di Roma» (ma anche di Milano e Verona, capiamoci) e perciò vi stringerete nel canto: guerrafondai e chi a loro si oppone, chi ha soldi per una quarantena dorata e chi non sa più come tirare avanti, tutti uniti.

Com’è? «Iddio la creò» e dunque potrete intonare insieme anche questo verso che fa dimenticare le lievi differenze fra Liliana Segre e i fascisti, fra gli atei e i catto-reazionari, fra i pochi straricchi e i tanti poveri, fra gay e omofobi, fra chi negli anni ha picconato la sanità pubblica e chi l’ha difesa. E fra Radio Radicale e Radio Maria che si sono unite (vedi sotto) nel promuovere questo libero canto patriottico.

«Stringiamoci a coorte»; forse è il momento che – per intonare questo bel concetto – il marito insista perchè la moglie, picchiata poco prima e ancora scossa per il recente stupro casalingo, alle 11 si affacci a cantare con lui: la famiglia prima di tutto. E così anche i figli dimenticheranno lividi e paure.

Sì, è una gran bella idea cantare tutti insieme «Fratelli d’Italia» e sventolare bandiere tricolori.

Sento ripetere che siamo in guerra. Dunque obbedire, non pensare, tutti eguali: «il rancio è ottimo e abbondante, il morale alto, morte ai traditori, w la patria, su cantiam».

Dobbiamo essere uniti. Avvelenatori e avvelenati, sfruttati e sfruttatori, boia e brava gente. Chi ha letto «Italiani, brava gente» (di Angelo Del Boca) andrà a braccetto con chi a malapena capisce «La gazzetta dello sport». Chi sputa sulla Resistenza e sulla Costituzione è italiano quanto chi crede nei diritti universali.

Nei giorni scorsi alcune persone hanno comprato barattoli di fagioli (servono sempre) e altre si sono date allo shopping in armeria (non si sa mai): minime differenze che scompaiono quando tutti insieme canterete l’inno.

Chi dopo il corona virus sarà moooooooolto più ricco e chi si impoverirà… sono comunque italiani: alle 11 orgogliosamente urlatelo al mondo.

Vi stringerete idealmente nel coro a Berlusconi (tessera P2 1816) e a Salvini (49milioni spariti). Magari scoprirete che Giorgia Meloni è intonata oppure che qualcuno degli assassini di Stefano Cucchi o di Federico Aldrovandi ha una voce tenorile.

Cantate tutti insieme. Contro il nemico chiunque sia. E per l’Italia, qual che sia.

Io non ci sarò.

 

INFORMAZIONI UFFICIALI (copiate dalla rete) SU QUESTA GRAN STRONZATA.

«L’appuntamento è per venerdì 20 marzo, alle 11. A quell’ora, per la prima volta nella storia del nostro Paese, tutte le radio d’Italia, nazionali e locali, su tutte le piattaforme fm, dab, in televisione e in streaming sui siti e sulle app delle radio, l’inno di Mameli e tre canzoni che hanno fatto la nostra storia. E’ “La radio per l’Italia“, l’iniziativa pensata per dare un segnale di conforto e di unione in questo momento difficile per l’emergenza coronavirus.

Parteciperanno all’iniziativa le emittenti radiofoniche nazionali: Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Rai Isoradio, M2O, R101, Radio 105, Radio 24, Radio Capital, Radio Deejay, Radio Freccia, Radio Italia Solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss, Radio Maria, Radio Monte Carlo, Radio Radicale, Radio Zeta, RDS 100% grandi successi, RTL 102.5, Virgin Radio».

LA VIGNETTA E’ DI SCALARINI, purtroppo meno famoso di Amedeus (il Pilato dei nostri giorni).