2a Edizione Premio Lorenzo Bargellini

Premio Lorenzo Bargellini, al via la seconda edizione

Stefania Valbonesi – StampToscana

Firenze – Ricordando il successo straordinario ottenuto l’anno scorso, prende il via la seconda edizione del Premio “Lorenzo Bargellini”,uno dei premi più sentiti e cari alla città nonostante la giovane età. Istituito nel 2019, a un anno di distanza dalla scomparsa prematura di Lorenzo, dalla famiglia Bargellini con Archivio Il Sessantotto, Fondazione Giovanni Michelucci, Istituto Ernesto de Martino, Cambio. Rivista sulle trasformazioni sociali,  ha lo scopo di premiare e valorizzare le tesi di laurea magistrale e di dottorato che riguardano i temi della questione abitativa e delle disuguaglianze sociali.   La seconda edizione del Premio prevede  l’apertura del bando il 15 novembre 2019 e chiusura il 15 febbraio 2020, mentre la premiazione avverrà il 4 giugno 2020.

L’incontro con la stampa del Comitato Promotore (oltre la famiglia Bargellini, Archivio Il Sessantotto, Fondazione Giovanni Michelucci, Istituto Ernesto de Martino, Ass.Un Tetto sulla Testa, Unione Inquilini, Massimo Cervelli, Maurizio Lampronti, Stefano Sbolgi e Giuseppe Cazzato (Confederazione Cobas), Angela Perulli e Sabrina Tosi Cambini Università di Firenze), si è tenuto oggi 15 novembre alle 12 nella sede dei Cobas, in via dei Pilastri.

“Lorenzo Bargellini ha rappresentato a Firenze e a livello nazionale, un punto di riferimento per i movimenti di lotta che hanno posto al centro della propria azione la questione abitativa e le disuguaglianze sociali – hanno ricordato dal comitato promotore del Premio –  a questi temi ha dedicato il suo impegno, sempre teso a configurare uno scenario in cui ai gruppi sociali senza casa fossero riconosciuti spazi di vita e possibilità di negoziazione per l’esigibilità dei propri diritti”.

Una battaglia durata tutta la vita quella di Lorenzo Bargellini, che “ha prodotto conoscenza del territorio e dei rapporti sociali innovativi che hanno sorretto il suo impegno politico, culturale e civile. Ha combattuto la povertà e l’esclusione abitativa e favorito l’emersione di pratiche di autodeterminazione sociale. Gruppi sociali impoveriti, immigrati, persone fuori dal mercato della casa e del lavoro hanno potuto agire un’alternativa reale ai vuoti del welfare”.

Un gruppo portatore di bisogni e richieste, cui l’azione di Bargellini ha contribuito a dare rappresentatività e a giungere a un’interlocuzione  con le Istituzioni pubbliche “sulla risposta ai bisogni sociali delle fasce più deboli e alle emergenze abitative. Lorenzo ha ereditato dalla famiglia un rapporto profondo con la città di Firenze e un senso di responsabilità sociale, che fin dall’adolescenza lo ha visto protagonista di lotte e rivendicazioni politiche. Negli anni ’80 ha intuito come il problema abitativo costituisse sempre di più uno dei nodi irrisolti della questione sociale e delle politiche urbane, fondando con altri un’ampia base collettiva di analisi e intervento, diventato successivamente il Movimento di Lotta per la Casa. I valori e le finalità del Movimento, come le necessità delle persone che in migliaia ne hanno fatto parte nel corso del tempo, hanno rappresentato la strada maestra che Lorenzo ha percorso con coerenza e passione.
Nell’istituzione del Premio, i promotori vedono un riconoscimento del valore del suo pensiero critico, del suo lungo impegno per l’inclusione socio-abitativa e la costruzione di una consapevolezza dei diritti.

Vedono altresì un riconoscimento per quell’umanità che da tutti gli veniva attribuita”.

Tanto più significativo, il Premio, tanto più, come dicono dal Comitato Promotore, si accelera l’aggravarsi delle disuguaglianze e dei problemi legati all’emergenza sociale e abitativa in questi tempi storici. “Il Premio 2020 si propone di portare all’attenzione pubblica le tematiche dell’abitare e dell’immigrazione attraverso i lavori di tesi di allievi dei corsi di laurea magistrale e di dottorato che affrontino con intelligenza critica e capacità innovativa la questione delle pratiche di resilienza e auto-organizzazione sociale e abitativa come risposte a processi/fenomeni di gentrification, esclusione abitativa, allontanamento di popolazioni dai centri e altri territori, controllo sicuritario”.

Come partecipare. 
Le tesi di Laurea magistrale o dottorale sui temi suddetti, dovranno essere inedite e discusse in un’università italiana o straniera negli ultimi tre anni, ovvero tra il 1 gennaio 2017 e la scadenza del bando al 15 febbraio 2020 e non potranno essere state presentate alla prima edizione del bando 2019.
Al riconoscimento del Premio è associata la pubblicazione digitale edita dalla Fondazione Giovanni Michelucci del lavoro di tesi proposto, distribuita sulla pagina web della Rivista “Cambio. Rivista sulle trasformazioni sociali” e diffusa sui siti istituzionali dei promotori, insieme a una borsa di 1.000 euro finanziata dalla famiglia, dagli Enti promotori e da Cobas Firenze.

La domanda di partecipazione al Premio 2019 dovrà pervenire entro e non oltre venerdì 15 febbraio 2020.
I concorrenti dovranno fornire entro tale data la seguente documentazione:
– domanda di partecipazione su carta libera con:
– dati anagrafici e fiscali (per i cittadini stranieri, una dichiarazione di domicilio fiscale)
– informazioni di contatto: indirizzo, e-mail e numero telefonico
– titolo e breve abstract del lavoro di tesi proposto (max 1000 car. spazi inclusi)
– copia della tesi di laurea in formato pdf, in allegato alla mail sino a 10 Mb o se superiore scaricabile tramite link su dropbox o simili.
La spedizione deve essere effettuata esclusivamente via e-mail al seguente

indirizzo: premiolorenzobargellini@gmail.com

La Commissione giudicatrice del Premio 2020, il cui giudizio insindacabile sarà deliberato entro il 15 maggio 2020, è composta da:
– Angela Perulli, sociologa, Università di Firenze
– Salvatore Palidda, sociologo, Università di Genova
– Corrado Marcetti, architetto Coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Michelucci
– Dimitri D’Andrea, filosofo politico e Coordinatore del dottorato in Mutamento politico e sociale, Università di Firenze e di Torino
– Donato Bargellini, rappresentante della famiglia
Coordina i lavori per il Premio: Sabrina Tosi Cambini, antropologa sociale-culturale, Università di Firenze.

La proclamazione e la consegna del Premio 2020, con una presentazione pubblica da parte dell’autore del lavoro di tesi e una tavola rotonda con i membri della Commissione, si terrà sabato 4 giugno 2020 in sede da definire.

Non ci arrendiamo!

In primo piano

Nel primo anniversario dall’uccisione di Idy Dyene sul ponte Vespucci il mondo antirazzista e antifascista fiorentino ha voluto mettere un segno sul luogo dell’omicidio per non dimenticare, perché Firenze conservi sempre la memoria delle vittime del razzismo. Oggi una mano vigliacca e razzista vuole cancellare quella memoria, e i valori di libertà e di uguaglianza che tengono vivo il ricordo delle vittime. Un’offesa a Idy e a tutti coloro che hanno subito e subiscono la violenza del razzismo, un’offesa anche alle cittadine e ai cittadini di Firenze che difendono con forza la loro città dalla minaccia fascista. NON CI ARRENDIAMO! LA TARGA PER IDY TORNERA’ DOV’ERA, CI RITROVEREMO IN TANTI PER DIRE CHE NON DIMENTICHIAMO!

Firenze risponde all’ignoranza e al razzismo dei miserabili. Firenze resta e resterà UMANA!

Contro il clima di odio e intolleranza le associazioni fiorentine convocano un presidio il 16 novembre e una manifestazione nazionale il 13 dicembre, nell’anniversario della strage di piazza Dalmazia

Firenze, 13 novembre 2019 – Una sequenza inquietante.

L’atto vandalico contro la targa dedicata alla memoria di Idy Diene sul Ponte Vespucci domenica, l’aggressione al giovane rifugiato nigeriano nel sottopasso delle Cure, e l’arresto di un gruppo di estremisti razzisti che stava pianificando un assalto al centro islamico di Colle Val d’Elsa.

Aggressioni omofobe, razziste, violente sono inaccettabili. La già preoccupante serie di fatti denunciati in varie parti del paese, evidenziano un crescente clima di tensione che attraversa purtroppo anche Firenze. Noi non ci arrendiamo all’idea che la nostra città finisca in questo vortice di violenza e per questo ci impegneremo sempre nel costruire una realtà diversa e migliore, partendo dalle nostre esperienze di aggregazione, solidarietà e dialogo sul territorio.

 Apprendiamo con piacere l’annunciato ricollocamento della targa per Idy Diene da parte di un “anonimo benefattore” come confermato ieri dall’assessore Cristina Giachi, così come l’istituzione di un tavolo e un patto sociale contro il razzismo annunciato dal Sindaco Nardella, che le associazioni firmatarie avevano chiesto già da marzo scorso.

Chiediamo che il 13 dicembre, anniversario della strage di piazza Dalmazia, diventi l’occasione per una mobilitazione e una riflessione che parta da Firenze e che abbia una dimensione nazionale, per condividere azioni concrete contro il clima di odio e intolleranza e perchè Firenze diventi l’esempio da seguire per altre città italiane.

Invitiamo intanto il Comune e tutta la popolazione al presidio che si terrà sabato 16 novembre alle ore 15 sul Ponte Vespucci.

 

In distribuzione il numero 215 novembre 2019: dove trovare Fuori Binario

In primo piano

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter acquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Giovanni M. – Piazza Tasso
Nanu G. - 
Borgo S.Lorenzo – Stazione Campo di Marte
Cezar T. – Ponte Vecchio
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. -  Feltrinelli Cerretani – IBS
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica – Coop Via Gioberti
Salvatore O. - Piazza Le Cure
Berisa S. - Zona Novoli tribunale – V.le XI Agosto

Fermiamo la guerra

 
*SABATO 19 Ottobre a Firenze, in Piazza contro l’aggressione turca in Siria del Nord*

Da oltre una settimana i carri armati e gli aerei turchi stanno attaccando
il Rojava e l’esperienza di autogoverno della Siria del Nord. In un quadro
di grande crisi economica interna, l’attacco del fascista Erdogan ha
l’obiettivo di indebolire il movimento kurdo, in Siria come in Turchia,
conquistare posizioni territoriali e recuperare consenso interno. La guerra
ricompatta il fronte nazionalista turco al governo (AKP-MHP), individuando
ancora nel PKK e nel movimento kurdo di liberazione il nemico da
combattere.

Le responsabilità politiche e militari, oltre che nel regime turco, vanno
cercate nelle politiche imperialiste e delle potenze regionali che
rischiano di scatenare ancora una volta pericolosi scenari di guerra,
generare nuove migrazioni di profughi in fuga e continuare a mantenere
tutto il Medio Oriente in situazione di conflitto permanente. Da una parte
gli Stati Uniti, che una volta ritenuto sconfitto l’ISIS, si ritirano
lasciando all’alleato NATO e acquirente di miliardi di armi, campo libero
nella repressione del tentativo di autogoverno nella Siria del Nord.
Dall’altra l’acquiescenza russa, che nonostante la ripresa del dialogo fra
la federazione della Siria del nord e governo di Assad in funzione di
protezione delle popolazioni sotto attacco, non nega lo spazio aereo ai
bombardieri di Ankara, perché l’indebolimento delle strutture autonome del
Rojava è comunque funzionale alle proprie mire imperialiste. Infine la
falsità dell’Unione Europea, che a parole condanna l’attacco turco ma
sottostà di buon grado al ricatto dei profughi pur di non compromettere
lauti affari economici. Timide le prese di posizione italiane: nessuna
reale intenzione di rinunciare alle relazioni con un partner economico
importante come la Turchia, fra i principali acquirenti degli armamenti
“made in Italy” prodotti da Leonardo-Finmeccanica, per conto dello Stato
italiano anche nello stabilimento di Campi Bisenzio; nessuna intenzione di
rinunciare agli affari finanziari per banche come Unicredit e Intesa San
Paolo; nessuna intenzione di rinunciare alle commesse turche per Impregilo,
Alenia e Beretta spa. E attraverso la missione NATO Active Fence dispiega
militari italiani a protezione dello spazio aereo degli aggressori turchi!

In tutto il mondo le comunità kurde chiamano alla mobilitazione contro la
guerra, sostenute da milioni di compagni/e solidali che vedono nella lotta
del movimento kurdo e nelle sue prospettive di liberazione popolare,
ecologista, antisessista e di convivenza tra popoli e religioni, un
concreto tentativo di affermazione rivoluzionaria in un contesto di estrema
debolezza dei movimenti in tutto il globo.

In tutta la Toscana e a Firenze, città del compagno Tekosher Orso, siamo
già scesi in piazza e tante altre iniziative sono in corso o già in
programma, tra cui il Presidio promosso dai ragazzi di Friday For Future
per *Venerdì 18 alle ore 15.30* proprio sotto la Leonardo a Campi Bisenzio,
per denunciare il legame profondo tra guerra ed inquinamento ambientale.

*SABATO 19 OTTOBRE* un CORTEO REGIONALE attraverserà di nuovo la città, per
denunciare gli interessi economici e finanziari italiani e la passività e
complicità delle nostre amministrazioni che, di fronte a questa ennesima
guerra, si riempiono la bocca di parole come “democrazia e diritti umani”,
ma di fatto non pongono in essere fatti concreti, negando qualsiasi
sostegno concreto alla resistenza kurda.

*NO ALLA GUERRA, NO ALL’AGGRESSIONE TURCA in Rojava e Siria del Nord, per
la liberazione del presidente Ocalan e degli 11.000 prigionieri politici in
Turchia, per ritiro del Pkk dalla lista antiterrorismo UE, sosteniamo
l’esperienza di liberazione popolare del movimento kurdo in Turchia e Siria
del Nord!*

*SABATO 19 OTTOBRE* - *ORE 15.00 - TUTT* a Firenze in Piazza Santa Maria
Novella!*

*Toscana per il Kurdistan*

*Comunità kurda toscana*

La lettera delle donne curde al mondo

In primo piano

“Come donne siamo determinate a combattere fino a quando non otterremo la vittoria della pace, della libertà e della giustizia”. Le donne curde si rivolgono al mondo, mentre assistono all’avanzare delle truppe di Erdogan nel loro territorio e cercano di fermarle. Chiedono che la comunità internazionale agisca affinché venga posta fine all’ “invasione e dell’occupazione della Turchia nella Siria del nord”. Lo fanno con una lettera intitolata “A tutte le donne e ai popoli del mondo che amano la libertà”.

Nel testo si legge:

“Vi stiamo scrivendo nel bel mezzo della guerra nella Siria del Nord-Est, forzata dallo Stato turco nella nostra terra natale. Stiamo resistendo da tre giorni sotto i bombardamenti degli aerei da combattimento e dei carri armati turchi.

Abbiamo assistito a come le madri nei loro quartieri sono prese di mira dai bombardamenti quando escono di casa per prendere il pane per le loro famiglie. Abbiamo visto come l’esplosione di una granata Nato ha ridotto a brandelli la gamba di Sara di sette anni, e ha ucciso suo fratello Mohammed di dodici anni”.

 

Le testimonianze non si fermano qui. Nel documento si legge degli attacchi aerei che stanno distruggendo i villaggi, delle persone che sono costrette alla fuga, ma anche della resistenza, senza sconti, che i curdi hanno stanno mettendo in atto. Quindi l’appello alla comunità internazionale, affinché si adoperi per fermare la Turchia. Le donne curde hanno stilato una serie di richieste, tra queste lo stop alla vendita delle armi a Erdogan. Una misura che alcuni Paesi Ue hanno già messo in campo. Tra questi per il momento non c’è l’Italia.

Questi gli interventi richiesti:

- Fine dell’invasione e dell’occupazione della Turchia nella Siria del nord
- Istituzione di una No-Fly zone per la protezione della vita dela popolazione nella Siria del nord e dell’est
- Prevenire ulteriori crimini di guerra e la pulizia etnica da parte delle forze armate turche
- Garantire la condanna di tutti i criminali di guerra secondo il diritto internazionale
- Fermare la vendita di armi in Turchia
- Attuare sanzioni economiche e politiche contro la Turchia
- Adottare provvedimenti immediati per una soluzione della crisi politica in Siria con la partecipazione e la rappresentanza di tutte le differenti comunità nazionali, culturali e religiose in Siria.

Il testo è stato pubblicato da Repubblica ed è la testimonianza della situazione che oggi si trovano a fronteggiare i curdi che abitano nella Siria del nord, da quando il territorio dove vivono è ostaggio dell’offensiva della Turchia. Continua a leggere

In distribuzione il numero 214 Ottobre 2019: dove trovare Fuori Binario

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter acquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Giovanni M. – Piazza Tasso
Nanu G. - 
Borgo S.Lorenzo – Stazione Campo di Marte
Cezar T. – Ponte Vecchio
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. -  Feltrinelli Cerretani – IBS
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica – Coop Via Gioberti
Salvatore O. - Piazza Le Cure
Berisa S. - Zona Novoli tribunale – V.le XI Agosto