Vittorio Cosentino

Bari, il senzatetto trovato morto nell’ex Rossani era un attore di strada e tra i fondatori del teatro Kismet

Amava portare il teatro tra la gente, per strada. Dal Macbeth di Shakespeare all’Avaro di Molière. In tanti lo ricordano per via Sparano, col suo Teatro Aperto

di GINO MARTINA

Vittorio Cosentino lo si notava sempre. In ogni assemblea pubblica o appuntamento culturale cui partecipava a Bari diceva la sua. Irriducibile, sempre argomentando. È morto per un malore a 69 anni lì dove aveva trovato dimora, nell’ex Caserma Rossani, occupata gli anni scorsi da un collettivo cui aveva partecipato convintamente e da cui non si è mai allontanato. Vittorio Cosentino era un attore e un intellettuale.

È stato tra i fondatori del collettivo Kismet, da cui è nato il teatro e il laboratorio di prosa più attivo della regione. Amava portare il teatro tra la gente, per strada. Dal Macbeth di Shakespeare all’Avaro di Molière. In tanti lo ricordano per via Sparano, col suo Teatro Aperto.

In un’intervista rilasciata due anni fa sulla rivista napoletana Mar dei Sargassi raccontava di aver fatto il ’68 all’Università di Bari, di aver partecipato all’occupazione dell’ateneo, all’epoca ancora intitolato a Benito Mussolini. “Occupammo la casa dello studente e un centro culturale abbandonato, il Santa Teresa dei Maschi. Cominciammo a farlo funzionare come cinema e teatro, è lì che nacquero la mia vita sul palcoscenico, dopo esperienze di recitazione amatoriale, e il Teatro Osservatorio. Chiamammo un regista di Milano, Carlo Formigoni, specializzato nell’opera di Bertolt Brecht e insieme fondammo un gruppo, il Kismet, che ancora esiste. Girammo tutta l’Europa e anche in Israele. Lavorammo, poi, all’Amleto e lo portammo al festival di Sant’Arcangelo di Romagna. In seguito, il Kismet cominciò ad andarmi stretto e fondai il collettivo Teatro Aperto. Qui iniziò la mia ricerca”.

Calabrese originario della provincia di Cosenza, fece parte del collettivo degli studenti fuorisede e dei movimenti che animarono quegli anni Bari vecchia, per poi portare la propria esperienza culturale in giro per la Puglia. In questi ultimi anni, si è spesso esibito a Napoli, in piazza Bellini. Il teatro tra la gente, per strada, era ciò che amava fare.
“Vittorio Cosentino – ricorda in un post il regista barese Nico Cirasola – ha condiviso con me momenti magici per Bari e il Sud Italia dalle prime assemblee nelle case dello studente alle manifestazioni del movimento del 1977 fino alla ideazione della cooperativa “Scopa ripara e lucida – la città del sole.
Insieme abbiamo condiviso l’esperienza del Centro sperimentale universitario di cultura Santa Teresa dei Maschi, definita in una indagine sulle regioni del Sud Italia ‘Cuore propulsore della cultura per la Puglia”. Una storia tutta da raccontare. La sua militanza come attore e nella vita sono un esempio di una vita vissuta e non sprecata”.

“L’essenza del teatro è racchiusa in un mistero che si chiama momento presente. Con il teatro noi riusciamo a capire l’essenza del funzionamento del cervello umano. Questa è la magia dello spettacolo. I grandi autori ci fanno capire, in parte come funzioniamo”, ricordano le sue parole proprio dal collettivo della ex Rossani, che gli ha voluto dedicare un lungo messaggio per ringraziarlo.  ”Ci ripeteva sempre che la vera cultura – aggiungono –  si consuma negli spazi liberi e non in quelli assoggettati dalle dinamiche di mercificazione dei grandi teatri che ha sempre ripudiato”.
L’arte e la libertà sono stati il suo insegnamento.
Fonte: La Repubblica

20 marzo, ore 11: «Italia chiamò»

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http://www.labottegadelbarbieri.org/20-marzo-ore-11-italia-chiamo/

db ci ragiona e non canta

Che bello! Canterete tutti insieme «Fratelli d’Italia» (se c’è anche una versione «sorelle» non la conosco).

Da grandi terrazze e minuscoli balconi, da finestre invisibili e gigantesche vetrate si leverà un solo coro. Il padrone che sfrutta gli operai (italiani ma anche stranieri) intonerà «s’è desta». Subito dopo «dell’elmo di Scipio» si “cingeranno” la testa i senza casa e quelli che vivono in baracche umide (o peggio): tutti felici perchè il costruttore Caltagirone ha appena annunciato “donazioni”.

Molti italiani «son pronti alla morte» perchè lavorano senza protezioni, ben prima del corona virus.

Si sa che la «gloria è schiava di Roma» (ma anche di Milano e Verona, capiamoci) e perciò vi stringerete nel canto: guerrafondai e chi a loro si oppone, chi ha soldi per una quarantena dorata e chi non sa più come tirare avanti, tutti uniti.

Com’è? «Iddio la creò» e dunque potrete intonare insieme anche questo verso che fa dimenticare le lievi differenze fra Liliana Segre e i fascisti, fra gli atei e i catto-reazionari, fra i pochi straricchi e i tanti poveri, fra gay e omofobi, fra chi negli anni ha picconato la sanità pubblica e chi l’ha difesa. E fra Radio Radicale e Radio Maria che si sono unite (vedi sotto) nel promuovere questo libero canto patriottico.

«Stringiamoci a coorte»; forse è il momento che – per intonare questo bel concetto – il marito insista perchè la moglie, picchiata poco prima e ancora scossa per il recente stupro casalingo, alle 11 si affacci a cantare con lui: la famiglia prima di tutto. E così anche i figli dimenticheranno lividi e paure.

Sì, è una gran bella idea cantare tutti insieme «Fratelli d’Italia» e sventolare bandiere tricolori.

Sento ripetere che siamo in guerra. Dunque obbedire, non pensare, tutti eguali: «il rancio è ottimo e abbondante, il morale alto, morte ai traditori, w la patria, su cantiam».

Dobbiamo essere uniti. Avvelenatori e avvelenati, sfruttati e sfruttatori, boia e brava gente. Chi ha letto «Italiani, brava gente» (di Angelo Del Boca) andrà a braccetto con chi a malapena capisce «La gazzetta dello sport». Chi sputa sulla Resistenza e sulla Costituzione è italiano quanto chi crede nei diritti universali.

Nei giorni scorsi alcune persone hanno comprato barattoli di fagioli (servono sempre) e altre si sono date allo shopping in armeria (non si sa mai): minime differenze che scompaiono quando tutti insieme canterete l’inno.

Chi dopo il corona virus sarà moooooooolto più ricco e chi si impoverirà… sono comunque italiani: alle 11 orgogliosamente urlatelo al mondo.

Vi stringerete idealmente nel coro a Berlusconi (tessera P2 1816) e a Salvini (49milioni spariti). Magari scoprirete che Giorgia Meloni è intonata oppure che qualcuno degli assassini di Stefano Cucchi o di Federico Aldrovandi ha una voce tenorile.

Cantate tutti insieme. Contro il nemico chiunque sia. E per l’Italia, qual che sia.

Io non ci sarò.

 

INFORMAZIONI UFFICIALI (copiate dalla rete) SU QUESTA GRAN STRONZATA.

«L’appuntamento è per venerdì 20 marzo, alle 11. A quell’ora, per la prima volta nella storia del nostro Paese, tutte le radio d’Italia, nazionali e locali, su tutte le piattaforme fm, dab, in televisione e in streaming sui siti e sulle app delle radio, l’inno di Mameli e tre canzoni che hanno fatto la nostra storia. E’ “La radio per l’Italia“, l’iniziativa pensata per dare un segnale di conforto e di unione in questo momento difficile per l’emergenza coronavirus.

Parteciperanno all’iniziativa le emittenti radiofoniche nazionali: Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Rai Isoradio, M2O, R101, Radio 105, Radio 24, Radio Capital, Radio Deejay, Radio Freccia, Radio Italia Solomusicaitaliana, Radio Kiss Kiss, Radio Maria, Radio Monte Carlo, Radio Radicale, Radio Zeta, RDS 100% grandi successi, RTL 102.5, Virgin Radio».

LA VIGNETTA E’ DI SCALARINI, purtroppo meno famoso di Amedeus (il Pilato dei nostri giorni).

 

18 marzo 2020: FLASH MOB e TRASMISSIONE WOMBAT PER ORSO

*FLASH MOB PER RICORDARE ORSO PARTIGIANO DI RIFREDI*

Il 18 MARZO di un anno fa è stato ucciso Lorenzo Orso Tekosher il Partigiano di Rifredi PARTITO PER LA SIRIA PER COMBATTERE L’ISIS.

In tantissimi lo abbiamo omaggiato riempiendo le strade della sua città e del suo quartiere.
DOMANI *18 MARZO* nell’anniversario della sua scomparsa, lo vogliamo ricordare e fare sentire la nostra vicinanza alla famiglia e ai suoi cari.
*ALLE 18 AFFACCIAMOCI ALLE FINESTRE*
FACCIAMO SENTIRE IL DISCORSO CHE CI HA LASCIATO COME TESTAMENTO E SUONIAMO E CANTIAMO INSIEME “BELLA CIAO”.
ESPONIAMO UN CARTELLO O DEI FAZZOLETTI ROSSI GIALLI E VERDI
CONDIVIDIAMO LE NOSTRE INIZIATIVE CON L’HASHTAG *#orso18m* per far sentire la nostra vicinanza alla sua famiglia e ai suoi amici!
La guerra non è finita, i popoli della Siria sono ancora oggi *SOTTO L’ ATTACCO DELLA TURCHIA* Facciamo sentire la nostra vicinanza a chi sta ancora *LOTTANDO CONTRO IL FASCISTA ERDOGAN!*

 http://www.retekurdistan.it/2020/03/17/flash-mob-e-trasmissione-wombat-per-orso/

«In ginocchio, in piedi» di Giulio Lobina.

STIAMO IN GINOCCHIO?

di Giulio Lobina

In ginocchio stanno i siriani. Che hanno perso la casa, i figli, i genitori, i nonni, i sogni, la terra. Non noi. Noi abbiamo una casa.

Dobbiamo semplicemente starci. Abbiamo una casa e un lavoro, o un reddito di cittadinanza. E, ancora mamma, babbo, fratelli, sorelle, amici, spose. Chi è fortunato.

In ginocchio sta chi per un tampone spende 1400 dollari, non noi.

In ginocchio sta chi muore di denutrizione e di morbillo, non noi.

Noi perdiamo per un periodo che finirà aperitivi e stadi. La socialità che “i social” si sono già mangiati dentro telefonini nei quali leggiamo costantemente bufale contro gli africani create dalle destre xenofobe che oggi stanno mute perché comprendono il significato della “fuga” dalle epidemie, del divieto di attracco di una Nave da crociera (non di un barcone), dello stare confinati in un territorio dove si ha paura.

Mancherà l’andare a scuola, a teatro, in palestra, al mare, in piazza, chiesa, strada, ristorante, a passeggio… eccome se mancherà tutto questo perché siamo nati per vivere con le persone, d’ogni Paese e d’ogni colore. Senza muri. I confini noi non li vogliamo nemmeno fino al 3 aprile, immaginiamoci se potremo mai vivere in un mondo chiuso.

Siamo nati per abbracciarci e per baciare. Per camminare insieme, mano nella mano.

Oggi ci fermiamo. Tutta l’Italia si ferma. Rallenta. Ma no, non siamo in ginocchio.

In ginocchio sta chi, per la nostra ignoranza e superficialità viene contagiato e non ha anticorpi per proteggersi.

In ginocchio sta chi, non ha scelta.

Noi scegliamo ogni giorno di non contagiare, 

di non gravare sulla Sanità,  di rispettare il lavoro dei Medici e di tutti gli operatori sanitari,  delle forze di polizia,  di chiunque incessantemente collabora per preservare la vita. 

Possiamo comportarci civilmente a lavoro e a casa. Perché siamo in grado di scegliere come comportarci. Perché ci laviamo le mani con acqua potabile, perché possiamo contattare il nostro medico, perché possiamo andare a lavoro con una autocertificazione o stare a casa finché è necessario per scongiurare una pandemia.

Morire “con il Coronavirus” è sempre morire. Un nonno ha un nome e un cognome, non è un “immuno-depresso”. Non esistono vite di serie B. Esistono comportamenti virtuosi che possono salvare molte vite.

Io ho ancora una nonna e no, non posso nè baciarla nè abbracciarla ora perché voglio continuare a credere che ci sarà un domani in cui potrò farlo.

Siamo sardi. E proprio noi dobbiamo essere come i pastori, che mai ho visto correre. Signori della campagna. Sanno attendere il tramonto. La pioggia. Il vento. Lenti si godono i colori e i profumi mentre tutto corre. Eppure lenti germogliano i fiori. Nove sono i mesi in cui stiamo dentro la pancia di mamma.

Siamo educati alla lentezza. Lento è il lavoro di uno scultore, di un pittore, di un chirurgo, di un maestro. Lenta è bellezza, il respiro sereno, il sospiro.

Lento il passo dei pastori che s’accontentano di poco nei racconti degli anziani vicino al fuoco, con un pezzo di pane, di formaggio e dell’acqua.

In ginocchio stanno i siriani, al confine con la Grecia. Scarcerati dalla Turchia. A piedi oltre i confini. Soli. Orfani di padri e di figli, di madri e di figlie.

Noi dobbiamo solo smettere di correre e iniziare a camminare.

In piedi e speriamo, presto, di nuovo a testa alta.

#iostoacasa #iolavoro”

fonte: La bottega del Barbieri

 

In distribuzione il numero 218 marzo 2020: dove trovare Fuori Binario

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Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter acquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Giovanni M. – Piazza Tasso – Piazza del Carmine
Nanu G. - 
Borgo S.Lorenzo – Stazione Campo di Marte
Cezar T. – Ponte Vecchio – S. Spirito
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. -  Feltrinelli Cerretani – IBS libraccio
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica – Coop Via Gioberti
Salvatore O. - Piazza Le Cure
Berisa S. - Zona Novoli tribunale – V.le XI Agosto

Daniel P. – S.M.N. scalette

 

APPELLO DI MOBILITAZIONE

CONTRO LA VIOLENZA RAZZISTA E CRIMINALE – SOLIDARIETA’ A MARCELLO ZUINISI E ALLA COMUNITA’ ROM

Appello alle persone e alle associazioni solidali
Solidarietà contro la violenza razzista e criminale

Mercoledì 12 febbraio Marcello Zuinisi, legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom, è stato vittima di una brutale aggressione razzista a Pontassieve da parte di un criminale locale, già protagonista di azioni fasciste e violente. Questo episodio si lega in qualche modo a una serie di aggressioni razziste e antisemite accadute nelle ultime settimane a livello nazionale, in un contesto in cui tanta gente sta iniziando a contrastare la crescente cattiveria e odio.
A tutte queste persone facciamo appello, persone di buona volontà, alle sardine, a tanta gente di sinistra, solidale, antifascista, antirazzista, alle tante e ai tanti volontari presenti in questa città, alle associazioni e alle organizzazioni solidali , a chiunque abbia a cuore la vita umana e la sua difesa, a reagire insieme per fermare, combattere e isolare la violenza razzista e fascista per il bene e la sicurezza di tutte e di tutti.
Per questo promuoviamo un presidio unitario a Pontassieve:
Largo Garibaldi (di fonte a piazza Cairoli) sabato 15 febbraio dalle 11 alle 14
Per aderire: csutopia@tiscali.it
Prospettiva Edizioni, via Aretina n. 20 – 055/8313788
Casa al Dono n. 96, Reggello (Vallombrosa – FI) – 055/8622391

Copromuovono:
La Comune (Pontassieve); Associazione Nazione Rom
Prime adesioni:
Unicobas Toscana, Centrosinistra per Londa,

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CONTRO LA VIOLENZA RAZZISTA E CRIMINALE – SOLIDARIETA’ A MARCELLO ZUINISI E ALLA COMUNITA’ ROM
Ci uniamo a tutte le associazioni, le forze e le persone solidali e antirazziste per reagire assieme e unirci contro l’odio, la cattiveria e la violenza razzista in ragione della ricerca di una pacifica e positiva convivenza umana.

 

Appello

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Ciao a tutte/i
Fuori Binario giornale di strada di Firenze autogestito e autofinanziato da 25 anni, si ritrova in questo momento a fare i conti con un periodo di crisi finanziaria.
Rivolge quindi un appello ai suoi lettori e a quanti ne hanno a cuore la prosecuzione a sottoscrivere un abbonamento annuale per un minimo di 30,00€, oppure un contributo come sostenitore a piacere.

Queste le coordinate per effettuare un bonifico postale alla Associazione che da sempre lo gestisce

* C.C.P. N. 20267506 INTESTATO A: *

*Associazione Periferie al Centro via Del Leone 76 -  50124 Firenze*

*Codice IBAN IT08 G076 0102 8000 0002 0267 506*

Grazie a tutte/i voi per il vostro contributo!

La redazione di Fuori Binario