Autorecupero, un approfondimento

Con “autorecupero” si intendono, in maniera generale, quegli interventi di recupero edilizio di un immobile ai quali partecipano direttamente e materialmente i soggetti che saranno i futuri destinatari degli alloggi e/o i futuri gestori. Nei due casi di cui parliamo nel numero di Maggio 2021 di Fuori Binario, l’ex Bice Cameo di via Giovanni Aldini e l’ex Asilo Ritter di via Reginaldo Giuliani, si tratta di un autorecupero prevalentemente abitativo, ma con aperture al territorio, che nasce a partire da due occupazioni storiche del Movimento di Lotta per la casa di Firenze e che coinvolgono i soci dell’associazione “Un Tetto sulla Testa” vincitrice del Bando regionale, parte dei quali saranno assegnatari di un appartamento per un periodo lungo ma limitato attraverso un comodato d’uso stipulato tra l’ente pubblico proprietario e l’associazione.

Segnaliamo di seguito alcuni materiali per approfondire l’argomento

- «Misure straordinarie, urgenti e sperimentali, integrate dalle azioni previste dal programma regionale 2003-2005 – Misura E sperimentale» (Delibera n. 566/2011); e il successivo conseguente Avviso pubblico regionale (DDRT n.1945/2012).

- Approvazione della graduatoria dei progetti di Autorecupero del Movimento risultati tra le proposte ammissibili (Deliberazione GR Toscana n.632/2013).

- Linee di indirizzo per la sicurezza nei cantieri di Autocostruzione e di Autorecupero (Deliberazione GR Toscana n.251/2015)

- Avviso pubblico per l’assegnazione di contributi regionali a favore di cooperative per la realizzazione di alloggi sociali in autocostruzione o autorecupero (Decreto Regione Toscana n.8572/2020)

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- Banca Etica, a cura di Corrado Fontana, Diritto alla casa: “Autorecupero” a Firenze.

- Bargellini, Lorenzo, Intervista sull’autorecupero a cura di Saverio Tommasi su La Città invisibile.

- Co-housing Le Torri.

- Dowlatchahi, Dariuche, Autorecupero a Firenze, Tesi di Laurea in Architettura, Università di Firenze, Aprile 2006.

- FOA Boccaccio 003, Comitato Monzese per il Diritto alla Casa (a cura di), Autorecuperiamo Monza, autoproduzione gennaio 2013.

- FOA Boccaccio 003, Comitato Monzese per il Diritto alla Casa (a cura di), Presentazione dei progetti di Firenze e Roma, 2015.

- Mag Firenze, Co-Habitat, ovvero Cecco Rivolta, si racconta.

- Marcetti, Corrado, Paba, Giancarlo, Anna Lisa, Pecoriello, Solimano, Nicola (a cura di), Housing Frontline. Inclusione sociale e processi di autorecupero e autocostruzione, Firenze, FUP, 2011.

- Martínez, Miguel A., Cattaneo, Carlo (eds), The Squatters’ Movement in Europe: Commons and Autonomy as Alternatives to Capitalism, Squatting Europe Kollective, London, Pluto Press, 2014.

- Melograno Hausprojeckt Ass.

- Tortu, Stella, Autorecupero a fini residenziali in Italia. Politiche, esperienze e una proposta programmatica per la gestione del disagio abitativo, tesi di laurea in Pianificazione e progettazione della città e del territorio, Università degli Studi di Firenze, A.A. 2015/2016.

- Tosi Cambini, Sabrina, Questione di tenuta. Analisi di un approccio antropologico e metodologie applicate in un processo di autorecupero di immobili, in I. Severi, F. Tarabusi, I metodi puri impazziscono. Strumenti dell’antropologia e pratiche dell’etnografia al lavoro, Licosia Editore, 2019.

- Valbonesi, Stefania, Autorecupero ex Ritter, finita la prima fase, oggi è festa, Stamp Toscana, 11 maggio 2019.

Fuori Binario si rinnova, scopri nelle piazze di Firenze le novità

In primo piano

Fuori Binario si rinnova, il giornale di strada fiorentino cambia direttore e rilancia il progetto per un reddito di sussistenza ai senza fissa dimora che lo producono e distribuiscono per le strade della città. Venerdì alle 18 saranno distribuite in Piazza Tasso le prime copie del nuovo corso. A dirigere il giornale dal numero di marzo è Cristiano Lucchi, giornalista professionista attivo nei movimenti sociali e già direttore dell’Altracittà, il giornale della Comunità delle Piagge, e tra i fondatori della Città invisibile. Anche l’editore, la onlus Periferie al Centro, cambia presidente. L’associazione è ora guidata dal professor Alessandro Simoni, docente presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Firenze e da sempre attento ai diritti di chi vive ai margini della società.

La prima copertina della nuova serie

La nuova serie di Fuori Binario avrà una foliazione di 16 pagine, tutte a colori, formato tabloid e uscirà una volta al mese. Il giornale, fondato nel 1994 da Mariapia Passigli e da Alessandro De Angeli, ha come scopo principale quello di dare un piccolo reddito alle persone che vivono la realtà quotidiana della strada. Il meccanismo funziona così: viene dato loro il numero di copie desiderato al prezzo di costo. I distributori vendono Fuori Binario ad offerta libera e dispongono della differenza tra la donazione e il costo vivo della copia. Un processo ormai rodato da 27 anni e che ha aiutato tante persone ad emanciparsi.

Teodor Stanescu: “Il giornale mi aiuta a vivere, sogno di aprirne uno in Romania”

“Sono davvero fortunato”, dice il distributore rumeno Teodor Stanescu che vive in strada, “perché lo distribuisco davanti ad uno spazio di cultura, una libreria in piazza della Repubblica. C’è sempre un gran via vai di persone con cui piano piano ho fatto conoscenza e talvolta anche amicizia al punto che, fidandosi di me, capita che mi offrano di far loro qualche lavoretto in casa. Quando ho iniziato non sapevo bene ciò che offrivo alla gente, avere un cartellino di riconoscimento e un’autorizzazione mi facevano però sentire sicuro. Poi, nel tempo, ho imparato l’italiano e ho cominciato a leggerlo anch’io e ho capito il forte risvolto sociale di Fuori Binario. Sono davvero onorato di farlo conoscere in giro. Con il ricavo della distribuzione riesco a mangiare e a vestirmi. Metà dell’incasso va invece alla mia famiglia. Il mio sogno? Aprire Fuori Binario in Romania”.

Cristiano Lucchi: “L’ideologia del decoro colpisce i più fragili, vi racconteremo come la contrasteremo”

Oltre che il sostegno economico ai distributori Fuori Binario ha però un’altra funzione, quella di informare sui temi della precarietà, della marginalità, delle difficoltà di chi vive l’esclusione sociale sulla propria pelle. “Lo faremo cercando di dare ai lettori e alle lettrici informazioni e strumenti critici per comprendere, e poter poi contribuire alla loro rimozione, le cause strutturali, politiche, economiche e culturali che producono povertà, esclusione sociale, sofferenza”, ha detto Cristiano Lucchi presentando la nuova edizione del mensile. “Faremo un giornale – ha continuato per chiedere il rispetto dei diritti sociali e civili, sempre più erosi dall’introduzione nel dibattito pubblico di parole avvelenate come “degrado”, “decoro”, “meritocrazia”. Cercheremo di contrastare questa ideologia che colpisce chi è senza mezzi ma non la povertà, le conseguenze dei problemi ma non le loro cause. Lo faremo, tutti gratuitamente, per la prima volta senza Mariapia Passigli che per 27 anni lo ha diretto con talento e dedizione, senza risparmiarsi, e che oggi ringraziamo per il suo generoso impegno. Vorrei anche ringraziare le tante persone che continuano a dare l’anima per la riuscita del giornale, a partire da Roberto Pelozzi, Rossella Giglietti e Gianna Innocenti, e infine a chi ha accettato l’invito di scrivere per noi d’ora in poi”

Alessandro Simoni: “Basta coi diritti ridotti a caricatura e l’uso strategico della legalità formale”

Alessandro Simoni, nuovo presidente dell’associazione, propone una prospettiva da curare con particolare attenzione. “Vorrei che si aprisse un dibattito pubblico sui “diritti ridotti a caricatura”. Viviamo in un tempo in cui i riferimenti alla “legalità” si sprecano, ma con un distacco sempre più marcato dall’idea di Stato di diritto, inteso come limite all’esercizio arbitrario del potere. L’esperienza di chi si trova a vivere in strada ci aiuta a comprendere come regole apparentemente neutre siano spesso applicate (o direttamente create) così da raggiungere finalità che sarebbe difficile dichiarare apertamente, come l’allontanamento dallo spazio della città di determinate categorie di persone. In vari momenti, purtroppo, Firenze è stata un laboratorio di questo uso “strategico” della legalità formale. Si tratta di prassi che contengono il germe di derive che dovrebbero essere considerate dannose da tutti, a prescindere dagli orientamenti politici. In questo primo numero di Fuori Binario nella nuova veste sono offerti alcuni spunti di riflessione su questa dimensione, a partire dalla cancellazione della residenza, spesso trascurata nel dibattito pubblico”.

Come sostenere Fuori Binario e l’associazione Periferie al Centro

Tra le attività dell’associazione Periferie al Centro ricordiamo la distribuzione di alimenti, coperte e indumenti ai senza fissa dimora; la possibilità di disporre di una “residenza virtuale” per chi non ha casa, la pubblicazione della collana FuoriBinarioLibri e, presso la sede di via del Leone, la cura di un archivio di giornali di strada e letteratura su psichiatria, emarginazione, carcere e volontariato sociale. Per sostenere tutte queste attività è possibile offrire un contributo in tempo e denaro, scrivendo a redazione@fuoribinario.org, telefonando allo 0552286348 e versando sul conto corrente con Iban IT08G0760102800000020267506. Per il 5×1000 dei redditi da destinare a Fuori Binario il codice fiscale è 94051000480.

Un Otto Marzo in povertà

di Gianluca Cicinelli

 La Shepoverty, povertà femminile, trae incremento dal Covid. Madre e Disoccupata è la foto della principale vittima sociale ed economica della pandemia. La ricerca dell’Ipsos per WeWorld – un’organizzazione che difende i diritti di donne e bambini in 27 Paesi del mondo – è uscita quattro giorni fa ma abbiamo aspettato l’8 marzo per parlarne, in controtendenza con i risvolti propagandistici della ricorrenza della “festa” delle donne sulla stampa mainstream. C’è davvero poco da propagandare, perchè i dati parlano chiaro: una donna su due ha visto peggiorare la propria situazione economica in quest’ultimo anno. Più colpite delle altre le madri disoccupate. Un dato che sale a sei donne su dieci se isoliamo la fascia d’età fra i 25 e i 34 anni. La metà di loro si è trovata a fare i conti con la perdita del lavoro e un carico economico aumentato dagli aspetti sociali e psicologici.
L’inchiesta dell’Ipsos racconta che Il 60% delle donne non occupate con figli dichiara di aver avuto durante la pandemia una riduzione di almeno del 20% delle proprie entrate economiche, costringendole a ricorrere maggiormente alla famiglia e/o al partner, diminuendo così fortemente l’indipendenza. Ma l’impatto della crisi non si ferma ai rapporti di lavoro contrattualizzati e legali investendo anche il lavoro sommerso, in particolar modo quello di cura e assistenza “medica” nel nucleo familiare. Tre donne su dieci – con figli a carico e disoccupate – a causa della pandemia hanno rinunciato a cercare lavoro e circa il 40% di loro non è in grado di sostenere una spesa imprevista come una visita medica. All’interno del nucleo familiare il 38% deve farsi carico da sola dell’assistenza ad anziani e bambini, dato in crescita al 47% se parliamo di donne tra i 25 e 34 anni alle prese con figli piccoli, e al 42% tra quelle comprese tra i 45 e i 54 anni rivolte all’assistenza ad anziani.
Fin qui il dato economico. Ma a essere azzerata è stata la vita sociale, con l’80% delle donne che parla di “devastazione” della rete sociale precedente alla pandemia e il 46% di un pesante impatto sulla propria voglia di vivere. Il 76% delle intervistate ha rinunciato a fare progetti di vita, in particolare – e colpisce come un pugno allo stomaco – le più giovani. Anche il totale non lascia adito a dubbi, con l’83% che lamenta la caduta della vita relazionale e il 64% che parla di ricadute negative sulla propria autostima.

Il 30% delle intervistate, su un campione eterogeneo di mille, in quest’ultimo anno ha usufruito di servizi di aiuto economico, soprattutto per cibo e medicinali su un 40% che lamenta le difficoltà economiche insorte nella propria famiglia. E se le spese dentistiche, prima voce tagliata dai bilanci familiari, possono forse essere prorogate, le bollette vanno invece pagate per continuare a vivere diventando un incubo per il 23% delle donne non occupate e con figli.

Donne lasciate sole a far fronte a un carico economico e psicologico impressionante in maniera omogenea al Nord come al Sud d’Italia, con forti diseguaglianze, ancora più accentuate, nelle periferie urbane. E se l’impatto della pandemia si è rivelato devastante per il passato e il presente nessuno è ancora in grado di prevedere gli effetti nel lungo termine.

 

 

In distribuzione il numero 226 febbraio 2021: dove trovare Fuori Binario

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter acquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Giovanni M. – Piazza Tasso – Piazza del Carmine
Nanu G. - 
 Stazione Campo di Marte – via Pietrapiana – mercato S.Ambrogio
Cezar T. – Ponte Vecchio – S. Spirito
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. -  Feltrinelli Cerretani – IBS libraccio
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica – Coop Via Gioberti
Salvatore O. - Piazza Le Cure – Mercato e sottopasso
Berisa S. -   V.le XI Agosto
 

Il Carcere è Tortura

IL CARCERE È TORTURA
Pestaggi, costole fratturate, timpani rotti.
Questa è la rieducazione del carcere di Sollicciano, come emerso in questi giorni da indagini e articoli di giornale.
Ma come sono state rese note queste informazioni dà ancora più luce sul carcere italiano: cioè a partire dalla denuncia per aggressione e resistenza effettuata proprio nei confronti di uno dei detenuti pestati.
Come succede fin troppo spesso (sia dentro che fuori dalle galere) chi subisce soprusi da parte dello stato e dei suoi scagnozzi  si ritrova poi a dovere anche  pagare conseguenze legali, una procedura che descrive bene uno stato arrogante ed omicida sempre disposto ad autoassolversi.
Ci richiama alle recenti torture avvenute nel carcere di San Gimignano  dove media e politici si sono  lanciati a difendere  i 15 secondini che hanno prestato brutalmente un detenuto.
Ci richiama a Paska, compagno denunciato in seguito a un pestaggio avvenuto durante un trasferimento.
Ci lascia capire di quanta impunità le forze della repressione ritengano di dover godere in questo sistema, impunità che fa sì che si possa entrare sulle nostre gambe all’interno di una questura o di una galera per uscirne dentro una bara.
Vogliamo rimarcare che i pestaggi, a S. Gimignano come a Sollicciano, rappresentano la ordinaria sanzione, da parte delle guardie, di una insubordinazione rispetto all’ordine costituito.
Che il carcere sia un mezzo utilizzato dallo stato per spaventare chi è fuori e annientare chi è dentro è una verità concreta.
Che sopraffazione e costrizione siano la struttura portante della galera e della società contro chiunque provi a ribellarsi e rifiuti di collaborare rimane una verità contro la quale è necessario lottare.
Lo faremo in solidarietà con tutt@ i compagn@ che si ritrovano prigionieri o sotto processo per le lotte contro questo stato che violenta, tortura e uccide ogni giorno attraverso i suoi servi.
Lo faremo perché riteniamo che la lotta contro le carceri, dentro e fuori le mura, sia un tassello fondamentale della rivolta contro l’esistente, contro questo stato che ci vuole collaboratori e servi.
Che la solidarietà resti sempre la nostra migliore arma.
Perché saremo tutt* meno liber* finché resterà in piedi una prigione!
Presidio Sabato 23 ore 15 al carcere di Sollicciano

In distribuzione il numero 225 gennaio 2021: dove trovare Fuori Binario

Firenze, di solito il giornale viene venduto in luoghi fissi, quali supermercati e poste, per creare familiarità e favorire il dialogo tra venditori e acquirenti.
Tuttavia vi capiterà spesso di poter acquistare il giornale anche in occasione di manifestazioni…

lo troverete:

Giovanni M. – Piazza Tasso – Piazza del Carmine
Nanu G. - 
 Stazione Campo di Marte – via Pietrapiana – mercato S.Ambrogio
Cezar T. – Ponte Vecchio – S. Spirito
Raffaele e Clara -  Pontassieve e Livorno – Oblate – Murate – Obihall
Marcel T. -  Feltrinelli Cerretani – IBS libraccio
Teodor S. – 
Feltrinelli Red  P.zza Repubblica – Coop Via Gioberti
Salvatore O. - Piazza Le Cure – Mercato e sottopasso
Berisa S. -   V.le XI Agosto
Filippo Bartoletti Teloni - Zona Novoli – Pistoiese – Peretola