GIOVEDI’ 8 GIUGNO ALLE 17 TUTTI IN PIAZZA SAN MARCO

PER DARE A LORENZO L’ULTIMO SALUTO CHE SI MERITA.
UN CORTEO PER LE STRADE DEL SUO QUARTIERE DI SANTA CROCE, TEATRO DI MILLE BATTAGLIE, PER AFFERMARE CHE NON FINISCE QUI.
 
Ci sono morti che pesano come macigni. Quella di Lorenzo è una di queste. Perdiamo un compagno come pochi. Straordinario nella sua generosità e nella sua coraggiosa testardaggine. Lorenzo ha passato una vita dietro le barricate, senza mai fermarsi, anche negli anni e nei momenti più difficili. Per lui non è mai stato il momento sbagliato per lottare. Una vita dedicata a tenere alta la bandiera di un riscatto possibile, da conquistare sul campo. Non con le “chiacchiere”.
Lorenzo se ne è andato, ma non lascia il vuoto. Quelli come lui vivono per lasciare qualcosa di molto prezioso ai propri compagni. Lui lo ha fatto, impegnandosi fino all’ultimo respiro affinché il fuoco delle lotte non si spegnesse. E non si spegnerà.
E’ questa la nostra promessa, che facciamo a Lorenzo e ai suoi nemici di una vita intera. Non importa se oggi dalle istituzioni arrivano parole di cordoglio e attestati di stima. La memoria di Lorenzo continuerà a essere una memoria di parte, un’immagine indelebile, scolpita nei cuori e nella memoria di migliaia di proletari di questa città: quelli con cui Lorenzo si è schierato, dalla stessa parte della barricata. Perché quello era il suo posto, e siamo sicuri che sarebbe infastidito, oggi, dai tentativi di istituzionalizzare e santificare la sua memoria. Lorenzo non ha mai condiviso niente con chi sta nei palazzi, e non è stato un santo. La sua vita ha deciso di viverla contro, dando tutto se stesso nella lotta contro i ricchi e i potenti. Perché non c’è un altro modo di essere al fianco degli ultimi, e lui lo sapeva. Siamo invece sicuri che quello che vorrebbe è continuare a vivere nella memoria di chi non ha nulla e vuole riprendersi tutto. Quello che ci chiederebbe sarebbe di portarlo con noi nei prossimi picchetti e nelle prossime occupazioni, di continuare a essere in qualche modo al nostro fianco ad affrontare una carica della polizia, di fare tesoro dei suoi insegnamenti per tornare a dare l’assalto al cielo… come prima, più di prima… con lui per sempre nei nostri cuori. Non lo deluderemo…
I compagni e le compagne del movimento di Lotta per la Casa

SABATO 27 MAGGIO DALLE 17 ALLE 24 IN PIAZZA TASSO

 

SABATO 27 MAGGIO DALLE 17 ALLE 24 IN PIAZZA TASSO
GIORNATA DI FESTA, DI LOTTA E DI COMUNICAZIONE PER IL DIRITTO AL RECUPERO DEGLI IMMOBILI SFITTI...

dalle h 17 

- interventi e stand informativi sulla situazione delle occupazioni abitative con in corso progetti di autorecupero
- giochi e intrattenimento per bambini
- musica e merende
dalle h 20:
- cena in piazza (porta piatto & bicchiere…!!!) con proiezioni di video documentari girati all’interno delle occupazione fiorentine
a seguire:
concerto con Rudy Raishaida

DA MOLTI ANNI ABBIAMO INTRAPRESO UN COLLETTIVO PERCORSO DI APPROPRIAZIONE E RECUPERO DI STABILI ABBANDONATI.
DAL 2001 LA REGIONE TOSCANA HA AVVIATO UNA TRATTATIVA CON LE ISTANZE DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA PER RICONOSCERE LA POSSIBILITÀ DI QUELLO CHE COMUNEMENTE VIENE CHIAMATO COME AUTORECUPERO…

AUTORECUPERO SIGNIFICA SOTTRAZIONE DI VOLUMI E METRI QUADRI ALLA GRANDE SPECULAZIONE…
AUTORECUPERO SIGNIFICA PROGETTO COMUNE DI RISOLUZIONE, PER MOLTI NUCLEI FAMILIARI E NON SOLO DELLA COSTANTE EMERGENZA ABITATIVA
AUTORECUPERO SIGNIFICA, ANCHE, LA CONCLUSIONE LOGICA DI ESPERIENZE DI OCCUPAZIONE E IL LORO RICONOSCIMENTO

SIAMO NEL 2017, E DOPO TANTI ANNI DI PASSIONI, DI DIFFICOLTÀ, DI
SOFFERENZE, DI MEDIAZIONI AI LIMITI DELL’IMPOSSIBILE LA PROPOSTA
PUÒ ESSERE MATERIALMENTE REALIZZATA…

ANCORA OSTACOLI, SOPRATUTTO DEL COMUNE DI FIRENZE, ANCORA SACRIFICI,
ANCORA SOFFERENZE, MA IL COMUNE INTENTO DI SODDISFARE MATERIALMENTE UN
BISOGNO COLLETTIVO, DOPO UNA AGONIA DURATA QUASI VENTI ANNI…DEVE
TRASFORMARSI IN REALTA’;

ABBIAMO BISOGNO DEI SAPERI DI TUTTE E TUTTI, ALLARGANDO QUESTA LOTTA
NON SOLO ALLE ESPERIENZE CHE SINORA SONO STATE PROTAGONISTE (VIA
ALDINI, IL MELOGRANO, ASILO RITTER E VIA DAZZI) MA A TUTTA LA CITTÀ
RIBELLE CHE DESIDERA SOTTRARRE SPAZI AGLI SPECULATORI….

PER QUESTE FORTI RAGIONI VI INVITIAMO IL GIORNO SABATO 27 MAGGIO IN PIAZZA TASSO DALLE 17 ALLE 24 PER CONDIVIDERE E SOCIALIZZARE LE ESPERIENZE, E PER RIPRENDERSI UNA CITTÀ CHE SEMPRE DI PIÙ È LONTANA DALLA SUA GENTE E DAI SUOI BISOGNI.

LE ESPERIENZE DELL’AUTORECUPERO DI VIA ALDINI, IL MELOGRANO E L’ASILO RITTER

CON LA SOLIDARIETÀ E PARTECIPAZIONE DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA
CASA, DELL’OCCUPAZIONE DI VIA DEL LEONE, DELLA RIVISTA FUORI
BINARIO

Riciclare per fini sociali, non privatizzare, è legge!

Autore: Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
L’articolo 26 comma 1 bis della legge “Sblocca Italia” è frutto di un emendamento proposto dall’Unione Inquilini e afferma che i comuni prima di procedere alla valorizzazione o meglio alla privatizzazione del demanio civile e militare, devono valutarne l’utilizzo ai fini di edilizia residenziale pubblica, anche attraverso il recupero e l’autorecupero per assegnarli a famiglie in graduatoria e/o con sfratto per morosità incolpevole. Rilanciamo la battaglia affinché i Comuni applichino questa legge.

Sabato 13 maggio 2017 dalle ore 9.30 a Firenze, sala Arci, Piazza dei Ciompi 11, si svolge un Workshop promosso dall’Unione Inquilini dal titolo: “Case popolari come? Con l’utilizzo degli immobili del demanio civile e militare.” Lo prevede il comma 1 bis dell’articolo 26 della legge 164/2014 definita “Sblocca Italia”. L’Unione Inquilini in occasione dell’iter parlamentare della legge scrisse e propose un emendamento che è diventato proprio questo comma.

Con questo comma si dispone che i comuni nella valorizzazione degli immobili pubblici inutilizzati del demanio civile e militare devono “prioritariamente” valutare l’utilizzo dell’immobile ai fini di edilizia residenziale pubblica, per assegnarlo a famiglie in graduatoria e/o famiglie con sfratto per morosità incolpevole, attraverso il recupero o l’autorecupero.

Si tratta di una proposta strategica e di valorizzazione sociale degli immobili pubblici inutilizzati che intendiamo far diventare una possibilità efficace per affrontare concretamente la precarietà abitativa nel nostro Paese, senza produrre cementificazione del territorio e a costi bassi, come avvenuto in esperienze a Bari e, recentemente, a Cuneo dopo due anni di iniziative dell’Unione Inquilini locale.

Per questi motivi, nonché per dare impulso a quanto previsto dal citato comma 1 bis e farlo diventare un elemento qualificante di politiche abitative nazionali e locali,

l’Unione Inquilini ha promosso un Workshop nazionale che si terrà a Firenze

Sabato 13 maggio 2017 a partire dalle ore 9.30 presso la sala Arci di Piazza dei Ciompi 11.

Il Workshop vedrà una partecipazione qualificatissima di amministratori, parlamentari,

esperti e ricercatori, di caratura nazionale.

 

Ex Aiazzone, ancora in piazza

NO al business dell’accoglienza.

28 gennaio 2017

Oggi pomeriggio un migliaio di persone hanno sfilato in corteo per le strade di Firenze, gridando un forte no al business e alla speculazione delle politiche di accoglienza.

In testa al corteo gli occupanti di via Spaventa che hanno portato in piazza le ragioni per cui lottano da due settimane. Dopo l’incendio dell’ex Aiazzone occupato e la morte del loro compagno Alì Muse, la rabbia per le continue ingiustizie subite e la voglia di riscatto per una vita di oppressione hanno spinto i rifugiati a scendere in strada a più riprese e pretendere che il prefetto ed il comune si assumessero le proprie responsabilità. Abbiamo raccontato come hanno risposto le istituzioni: porte chiuse, cariche della polizia e le solite fumose promesse.

I ragazzi di ex Aiazzone hanno ricevuto la proposta di essere inseriti in strutture per l’emergenza freddo, ospitati per poco più di 2 mesi senza alcuna garanzia sul proprio futuro. Hanno detto no. Esattamente come ribadito nel corteo di oggi, hanno rifiutato una finta soluzione che non garantiva la casa a tutti e continuato a lottare uniti per avere una casa, per vedersi riconosciuti i diritti minimi.

Con molto coraggio hanno denunciato le mistificazioni dei giornali e dei politici che hanno tentato di dividerli, le condizioni di vita dei rifugiati occupanti, dovute alle leggi inique del governo PD e le speculazioni delle cooperative che gestiscono l’accoglienza dei rifugiati e di chi si ritrova senza casa.

Nell’attuale sistema di accoglienza i richiedenti asilo vengono ospitati per alcuni mesi dalle cooperative, che lucrano risparmiando su ogni servizio che dovrebbero fornire ed accelerano il processo di “ricambio”. Passato questo periodo, durante il quale non viene garantito nessun tipo di inserimento, le persone, una volta ottenuto il riconoscimento dell’asilo, vengono letteralmente abbandonate. Senza una casa, senza un lavoro e privati di ogni possibilità, continuamente sotto ricatto per i documenti sempre in scadenza.

Dal furgone i rifugiati hanno continuato a intervenire per parlare della propria condizione e per invitare tutti a supportarli nella nuova occupazione di via Spaventa. Hanno ribadito come la loro lotta sia la lotta di tutti coloro che pagano le conseguenze della crisi e si vedono calpestare i propri diritti in nome della ricchezza di pochi. “Non esistono razze, le uniche differenze sono tra chi sfrutta e chi è sfruttato”, ha affermato uno di loro.

Una battaglia che, anche nella manifestazione di oggi, ha unito l’istanza dei rifugiati con quella delle tante altre persone, migranti e italiane, che subiscono le politiche mafiose dell’accoglienza a fronte dei problemi sociali. A più riprese i manifestanti hanno ribadito che risolvere i problemi sociali, a partire dalla casa, sarebbe possibile se il PD, dal governo al Comune, smettesse di dire che “non ci sono i soldi” quando in questione ci sono le case popolari, i sussidi economici, la sanità, i servizi per i cittadini. Ci sono invece quando si tratta di salvare le banche, come i 20 miliardi per MPS, per foraggiare le cooperative, per costruire opere inutili. E in questo, al di là della propaganda, non c’è distinzione tra italiani e migranti, come è stato ricordato anche in merito alle popolazioni terremotate del centro Italia.

Proprio per questo oggi, insieme ai rifugiati, è scesa in strada la Firenze meticcia e solidale, i collettivi studenteschi e i movimenti di lotta per la casa venuti da tutta la Toscana, i sindacati di base e tante realtà territoriali che si battono ogni giorno per i diritti dei migranti e di chi subisce la crisi.

Lo slogan “Accoglienza mafia! Cooperative ladri!” ha dato il ritmo alla manifestazione, che ha attraversato il centro della città fino a Piazza della Signoria, sede del comune. Al microfono si sono susseguiti gli interventi dei molti presenti sulla questione dei rifugiati, ma anche più in generale sulla questione del diritto alla casa e delle politiche di sgombero che prefettura, regione e comune continuano a propagandare.

Il lungo serpentone umano è arrivato infine a piazza dei Ciompi, dove, prima di sciogliersi ha espresso un saluto caloroso ad Alì Muse ed ha rilanciato la lotta per i documenti, per le case, in difesa dei diritti e della dignità.

Assemblea pubblica in via Spaventa: “Chiediamo una vita normale”

 

 

 

 

 

 

 

Chiediamo una vita normale”

Firenze – Che l’occupazione dei somali in via Spaventa sia qualcosa di diverso, nella sostanza e nella forma, ma soprattutto nel senso che sta coinvolgendo ciò che potremmo chiamare la “coscienza collettiva” della città, lo si avverte subito, dal primo affacciarsi nell’ampia sala, gremita, dell’edificio di proprietà della Compagnia di Gesù dove circa un centinaio (si parla di novanta persone) hanno trovato rifugio: all’assemblea pubblica convocata per questa sera martedì 24 gennaio, sono presenti infatti anche un gruppetto di residenti. Lo si avverte dalla domanda che una signora dai capelli candidi pone ai ragazzi rifugiati, ma anche a qualche appartenente al Movimento di Lotta per la Casa che “presta” il proprio aiuto al gruppo: “Perché non dite che le soluzioni proposte a queste persone è a termine?”. La richiesta infatti che sale è: informazioni, precise, sulle vite, il passato, i perché di questa gente, perché dopo aver ottenuto lo status di rifugiato politico ci si trovi ancora in una situazione precaria, di lavoro, casa e vita. Insomma, perché dopo quasi quindici anni di presenza sul territorio e per molti anche varie esperienze di lavoro, periodicamente il “loro” problema riemerga, con sempre più urgenza e gravità.

Occupazione “diversa”, si diceva. Diversa anche perché per porre un’altra volta, l’ennesima, il loro problema alle istituzioni, è stata scelta una sede particolare: lo stabile è infatti di proprietà (almeno fino ad aprile, dal momento che si sta concludendo una compravendita con un ‘Università cinese) della Compagnia di Gesù. E fra i ragazzi, le persone c’è anche padre Ennio Brovedani, che farà un breve, ma significativo intervento. Diversa anche per un’altra ragione: i somali infatti lo dicono apertamente, “questa non è solo un’occupazione per noi”, vale a dire che intende porre un problema preciso e chiede una risposta precisa. Sul tavolo infatti non stanno solo le vite di circa novanta persone, ma in discussione ètutto un sistema di accoglienza che non solo fa acqua da tutte le parti ma si rivela, fatti alla mano, inadeguato per dare la possibilità di condurre “una vita normale”. Che è poi la richiesta fondamentale e imprescindibile della gente che ha ricevuto asilo politico.

Non solo. Sotto il fuoco dell’analisi, anche la virata “privata” che ha subito l’accoglienza nel nostro paese. Un sistema di affidamenti a cooperative, ad esempio, che danno e hanno dato il via a un “business” tragico sulla pelle di chi viene accolto. Progetti di breve respiro, che quando vengono (e non sempre vengono) messi in atto riescono a malapena ad assicurare un periodo di tranquillità, di vita “normale” per poi lasciare nuovamente cadere i destinatari in un inferno di provvisorietà da cui è sempre più difficile uscire, col passare degli anni. Soldi ce ne sono, tanti, ma spesso non giungono ai rifugiati.

Un’occupazione tanto diversa da far respingere la mittente le accuse di ”strumentalizzazione” piombate sul Movimento di Lotta per la casa, come precisa Lorenzo Bargellini: è impossibile infatti strumentalizzare chi sa già cosa vuole, chi ha dentro di se’ la precisa e serena consapevolezza che spinge Mohamed, il primo giovane uomo il cui intervento apre l’assemblea, a dichiarare: Mi sento italiano, vorrei che mi fosse permesso sentirmi italiano”.

E sono molti, i motivi per cui la consapevolezza che questo è il Paese di cui vorrebbero sentirsi parte è stata messa a dura prova, in questi lunghi anni. Ad esempio, il problema della casa: spesso viene attribuito un alloggio solo per il tempo del “progetto”: tre mesi, sei mesi, quanto dura, insomma. Tutto ciò condiziona il lavoro: “Se mi attribuiscono una casa in un luogo, da cui è impossibile raggiungere il lavoro, cosa faccio? Se viceversa non ho la casa, come faccio ad andare al lavoro? “. Domande senza risposta, domande quotidiane per tutti, domande che si trascinano da anni. Molti lavorano, nonostante magari la loro vita si trascini (fra un progetto e l’altro) in occupazioni, perché, e questo è un dato oggettivo, da qualche parte, sotto qualche tetto bisognerà pur appoggiare il capo, la sera. E’ la condizione, dice Mohammed, di Alì Muse, l’uomo che è morto nell’incendio della struttura dell’ex-Aiazzone a Sesto: era tornato dal lavoro, ha trovato l’incendio. Dentro quel rogo, bruciavano i documenti per il ricongiungimento con la moglie e i figli, che aspettavano in Kenia. Documenti per ottenere i quali aveva fatto una trafila di due anni. Alla prospettiva di ricominciare tutto da capo, ha deciso di rischiare, e purtroppo ha perso la scommessa con la morte.

Lo racconta Mohamed, come racconta tutta la disperazione del continuo anda e rianda fra un aiuto e l’altro, e poi di nuovo ricominciare da capo. E’ questa sofferenza, quella che tutti portano dentro, un dolore che si rinnova tutte le volte che si pensa di aver raggiunto finalmente il traguardo: una vita normale. 

Poi, ci sono le polemiche, le immagini sui media: Non dite che facciamo i furbi – dice Mohamed – i furbi non vivono in una struttura senza riscaldamento, senza acqua calda, con la luce che va e viene”. Furbi ben poveri, ma che non vogliono, dopo anni di sgomberi, “progetti” e promesse, ricadere nella solita logica dell’aiuto per qualche mese e poi la prospettiva di ricominciare tutto da capo. E’ questo, in buona sostanza, ciò che li spinge a rifiutare le proposte avanzate finora: non la “pretesa” di essere “sistemati” tutti insieme, punto, come spiega anche Bargellini, “avanzato subito dopo la tragedia di Sesto per tentare un’accelerazione della soluzione”, ma che la “sistemazione” ci sia per tutti, questo sì. E che sia finalmente quella buona, che conceda un minimo di stabilità a questi rifugiati, per dar loro la possibilità di ricominciare la loro vita. Perché sopravvivere non basta.

Si fa silenzio, parla padre Brovedani. E parla sì di legalità, da rispettare sempre e comunque, ma che non deve essere tale da prevalere sul cuore. Mi vergogno della sofferenza in cui siete – dice e il silenzio si fa quasi liquido – ma ascoltare la sofferenza insegna. Bisogna aprire il cuore e la testa”. Chiede il dialogo, bisogna parlarsi guardandosi negli occhi”, dice. Chiede anche rispetto per il luogo in cui si trovano e dice: Grazie per la vostra lealtà”. Non mancherà l’aiuto e l’ascolto, da parte dei soldati di Gesù. Poche parole, ma che sono come un abbraccio. Intanto, ricorda qualcuno, quello di questa sera, martedì 24 gennaio, è anche un primo passo in preparazione dell’appuntamento di sabato 28 gennaio, in cui si terrà una manifestazione cittadina sulle tematiche dell’accoglienza e dell’abitare.

Stefania Valbonesi – STAMP Toscana

Vogliamo una casa e una vita dignitosa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’incendio dell’ Ex-Aiazzone e la morte di Alì hanno messo in luce le reali condizioni di vita dei migranti in Italia ed il fallimento di un intero modello di accoglienza, anche del tanto millantato modello Toscano. Un vero e proprio “sistema” con cui ingenti risorse pubbliche vengono dirottate nelle tasche delle solite cooperative senza dare alcun tipo di soluzione ai migranti.

Durante questi giorni di proteste, gli ex abitanti di Aiazzone, hanno preteso risposte e soluzioni differenti da quelle indegne proposte dalle istituzioni, dal Comune alla Città metropolitana passando dal Prefetto e la Regione Toscana. Più volte sono stati caricati sotto il palazzo della prefettura, mentre chiedevano di partecipare al tavolo che avrebbe deciso delle loro vite. La sordità delle istituzioni ha portato il Cosp di sabato, riunito a porte chiuse e blindato dalla polizia, a riproporre le stesso ed identico modello di accoglienza – temporanea ed indegna – che ha prodotto la tragedia dell’ex-Aiazzone. Soluzioni come quelle relative all’ “emergenza freddo” rifiutate in blocco dei rifugiati perché destinate a farli sprofondare nelle medesima situazione attuale tra poche settimane, dopo essere stati utilizzati per l’ennesima volta come vero e proprio strumento di business per le cooperative che gestiscono queste strutture.
La protesta dei rifugiati somali si è scagliata contro quello stesso modello di “welfare privato” che il PD propone come unica risposta sociale all’emergenza abitativa. E’ un intero “sistema”, infatti, che deve essere messo denunciato e contrastato affinché venga messo definitivamente in discussione.

Martedì 24 gennaio alle 18.00 si terrà un assemblea pubblica allo stabile di via Spaventa occupato dai rifugiati somali, una tappa da condividere verso la costruzione di una

GRANDE MANIFESTAZIONE da tenere sabato 28 gennaio che rimetta al centro il diritto per tutti ad UNA CASA E UNA VITA DIGNITOSA.

APPELLO alla SOLIDARIETÀ con i rifugiati di ex- Aiazzone

++ APPELLO alla SOLIDARIETÀ con i rifugiati di ex- Aiazzone++

Oggi, dopo aver rifiutato le proposte indecenti di Comuni e Prefettura, i rifugiati di Ex- Aiazzone hanno occupato uno stabile.
La maggior parte degli effetti personali degli abitanti sono andati distrutti durante l’incendio, per questo all’occupazione c’è bisogno di:
-letti e materassi
-coperte
-lenzuola e cuscini
-vesititi caldi e giubbotti
-scarpe
-stufe
Da portare in via Spaventa 4 (zona Parterre, vicino piazza Libertà) tutti i giorni dalle 17 alle 21.
CASA,DIRITTI, DIGNITÀ PER TUTTI!

Movimentodilotta PerlacasaFirenze

Il business dell’accoglienza deve finire

 

Oggi abbiamo occupato uno stabile di proprietà della Curia in disuso da alcuni anni e in vendita con progetto di essere trasformato in appartamenti.

Abbiamo fatto questa scelta per sottolineare che, a fronte delle proposte lesive della nostra dignità che le istituzioni ci hanno presentato, soluzioni praticabili e non temporanee possono esistere. Decine di immobili sono inutilizzati in questa città, chiediamo che le istituzioni regolarizzino la nostra permanenza qua o in un luogo analogo, in cui poter abitare stabilmente, senza scadenze e senza il ricatto degli sgomberi e dell’art5.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le istituzioni devono fare i conti con il nostro rifiuto di vivere nella precarietà di un’emergenza permanente, perché una casa vera e dignitosa è indispensabile per una vita degna, tanto per noi quanto per le tantissime persone e famiglie che sono in difficoltà.
Lo diciamo da anni, il business dell’accoglienza, che riguardi i rifugiati o le famiglie in emergenza abitativa, il patrimonio e le risorse pubbliche non devono essere utilizzati per arricchire le cooperative e ricattarci, ma per tutelare i diritti delle persone.
Lo avremmo voluto dire anche sabato mentre le istituzioni si riunivano a porte chiuse e si rifiutavano di accettare il fallimento delle stesse politiche che ora ripropongono. Il prossimo Comitato per l’ordine e la sicurezza deve ragionare di soluzioni stabili e dignitose, prendendo in considerazione lo strumento della requisizione di questo o altro stabile in disuso.
Basta morti, casa subito!

I rifugiati
Movimento di lotta per la casa

PROGETTO ACCOGLIENZA CERCA CASA

ATTENZIONE:

PROGETTO ACCOGLIENZA CERCA CASA

Siamo una rete di associazioni (Diaconia Valdese, Comunità delle Piagge, Associazione Straniamenti – Empoli, Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo, Rete Antirazzista, Comitato 1° Marzo, Fuori Binario, Le Mafalde di Prato e alcuni volontari di Emergency) che intende sostenere un gruppo di cittadini stranieri richiedenti asilo,  la cui istanza di protezione internazionale è stata rifiutata e che sono stati espulsi dall’accoglienza per motivi contro cui gli espulsi stessi hanno presentato ricorsi, dal momento che l’espulsione è avvenuta in modo non legittimo.

Per poter vivere dignitosamente, in attesa che il percorso legale da loro intrapreso riceva delle risposte dalle Istituzioni, è necessario che dispongano prima di tutto di un luogo dove abitare: per questo siamo alla ricerca di un appartamento da affittare. In questo momento si tratta di alloggiare sei uomini.

 La Diaconia Valdese sottoscriverà il regolare contratto di locazione e sosterrà l’affitto e le utenze; la rete di associazioni provvederà a sostenere tutte le altre necessità dei cittadini stranieri richiedenti asilo.


 L’appartamento del quale siamo in cerca dovrebbe soddisfare i seguenti requisiti:
- disponibilità: immediata
- zona: indifferente, a Firenze ma anche nei comuni limitrofi (es. Signa, Montespertoli, Scandicci..)
- vicinanza ai mezzi pubblici
- tre stanze abitabili

Non importa che l’appartamento sia già ammobiliato, nel caso siamo in grado di provvedere a questo aspetto.

Per maggiori informazioni, chiarimenti e contatto:
320.0138762
progettoaccoglienzafirenze@gmail.com <mailto:progettoaccoglienzafirenze@gmail.com>

Cordiali saluti
il Coordinamento del progetto di Accoglienza

Bando 2016 per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica

il Comune di Firenze pubblicherà il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari.

Quest’anno ci saranno rilevanti novità e anche chi ha presentato in passato una domanda dovrà procedere nuovamente a presentare la domanda al Comune, che da quest’anno sarà possibile inviare SOLO tramite il computer (NON sarà possibile compilare i moduli cartacei, e consegnare la domanda a mano o inviarla per posta).

Per chi volesse partecipare al bando e non possiede già le credenziali del Comune o un sistema di riconoscimento valido internet (come di seguito esplicitati) è necessario, il prima possibile e comunque prima di compilare i moduli per la richiesta, che la persona che presenterà la domanda di casa popolare (non un parente, non il coniuge o il figlio o la figlia) ottenga le credenziali d’accesso.
1) CREDENZIALI DI ACCESSO (username e password):
si dovrà presentare la persona che intende essere identificata con un documento di riconoscimento e codice fiscale (non si può chiedere l’autenticazione per un’altra persona, non sono ammesse deleghe) presso:
gli sportelli degli Uffici Relazioni con il Pubblico (URP)
-          U.R.P. PARTERRE, Piazza della Libertà 12 (Cubo 4) – sempre aperto, sabato compreso
-          U.R.P. VILLA VOGEL, Via delle Torri 23 – chiuso dal 1 agosto al 31 agosto
-          U.R.P.  SORGANE, Via del Tagliamento 4 – chiuso dal 1 giugno al 31 agosto
presso i Punti Anagrafici con pre-registrazione
-          PARTERRE (Cubo 1 Piazza della Libertà 12) da lunedì a venerdì 8.30-13.00 – martedì e giovedì 14,30-17,00 – sabato solo su prenotazione tel 055055 dalle 8.00 alle 20.00 eccetto festivi.
-          VILLA VOGEL (via delle Torri 23). CHIUSO DAL 18 AL 29 LUGLIO. Lun-mar-merc-ven 8.30-13.00 (giovedì chiuso) – martedì 14,30-17,00.
-          VILLA ARRIVABENE (Piazza Alberti 2/a). CHIUSO DAL 1 al 12 agosto. Martedì e giovedì 8.30-13.00 e 14,30-17,00.
-          BINI (Via Bini 7) CHIUSO DAL 16 al 31 agosto. Lun-merc-giov-ven (chiuso il martedi’) 8.30-13.00 e giovedì 14,30-17,00.
-          SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per le famiglie straniere che ABBIANO DIFFICOLTÀ CON LA LINGUA ITALIANA, si potranno rivolgere a: Sportello Immigrazione, Via Baracca n. 150 p. E’ necessario prendere appuntamento contattando direttamente l’ufficio immigrazione, e-mail:immigr@comune.fi.it  – telefono 055 2767078. –  orari di apertura: Lunedì dalle 9.00 alle 12.15; Martedì dalle 9.00 alle 12.15 e dalle 14.00 alle 16.45; Mercoledì dalle 9.00 alle 12.45; Giovedì dalle 9.00 alle 12.15 e dalle 14.00 alle 16.45; Venerdì dalle 9.00 alle 12.15. E’ attivo inoltre, presso lo Sportello, un HELP DESK che fornisce informazioni per telefono (055/2767078), per e-mail (immigr@comune.fi.it) o via Skype (immigr.comunefirenze).
presso i Comuni limitrofi: per orari e indirizzi :
http://centroservizi.lineacomune.it/portal/page/portal/Registrazione/sportelli
Le Credenziali saranno attive solo dopo aver risposto alla mail di conferma.

Altri metodi di riconoscimento validi:
2) Tessera sanitaria regionale abilitata presso gli sportelli ASL della Regione Toscana. E’ necessario possedere un lettore smart card acquistabile presso le Aziende sanitarie e si potrà accedere al Servizio on line solo dal proprio PC.
Seguire le istruzioni collegandosi al portale del Comune di Firenze (http://servizi.comune.fi.it/servizi)
ATTENZIONE per i Servizi On line si prega di usare esclusivamente i browser Mozilla Firefox e Chrome

3) Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Per accedere con Carta CNS occorre attivare il lettore,  inserire correttamente la carta, collegarsi alla pagina di registrazione. Nel caso di malfunzionamento o smarrimento della carta o delle istruzioni per il suo uso, occorre fare riferimento all’Ente che l’ha rilasciata. E’ possibile effettuare un test di funzionamento della carta per l’accesso ai servizi on line accedendo alla apposita pagina di test.
ATTENZIONE per i Servizi On line si prega di usare esclusivamente i browser Mozilla Firefox e Chrome

4) SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale): SPID è il nuovo sistema di login che permette a cittadini e imprese di accedere con un’unica identità digitale a tutti i servizi online di pubbliche amministrazioni e imprese aderenti. L’identità SPID è rilasciata dai Gestori di Identità Digitale (Identity Provider), soggetti privati accreditati da AgID che, nel rispetto delle regole emesse dall’Agenzia, forniscono le identità digitali e gestiscono l’autenticazione degli utenti. Per ottenere un’identità SPID l’utente deve farne richiesta al gestore, il quale, dopo aver verificato i dati del richiedente, emette l’identità digitale rilasciando le credenziali all’utente.
Attualmente i gestori di Identità Digitale, soggetti privati accreditati da AgID che rilasciano Identità Digitali sono tre:
1) INFOCERT : https://identitadigitale.infocert.it/prodotti/
2) POSTE:  https://posteid.poste.it/
3) TIM:  https://www.nuvolastore.it/product/TIM-id

Questa sarà la prima operazione che deve esser effettuata immediatamente insieme al reperimento dei documenti di cui è certo, fin da ora, la necessità per la compilazione della domanda di casa popolare.
- Stato di famiglia
- Dichiarazione ISEE dell’ultimo anno dell’intero nucleo familiare che presenta la domanda

Inoltre per i cittadini dell’Unione Europea (con esclusione dell’Italia) e i cittadini extracomunitari sono richieste anche i seguenti documenti da aggiungere ai precedenti:
- dichiarazione delle autorità del paese di origine, oppure del consolato o ambasciata del paese di origine, in lingua italiana o tradotta in italiano nelle forme di legge, che attesta che tutti i componenti il nucleo familiare non possiedono alloggi nel loro  paese, ovvero, in caso di proprietà pro-quota, l’indisponibilità del bene.
- stato civile documentato; chi non fosse in tale condizione deve procedere presso il consolato o ambasciata del paese di origine a richiedere l’attestazione e poi all’ufficio comunale dello Stato Civile per la rettifica della scheda anagrafica. In mancanza, tali cittadini saranno ammessi con riserva.

Per ulteriori chiarimenti potete chiamare me (3292250819) o l’ufficio del gruppo consiliare (0552616931 – 6932) oppure ovviamente l’ufficio comunale competente che trovate in fondo alla mail.
Se sei interessato o conosci qualcuno che potrebbe essere interessato inviaci la mail, così a settembre vi aggiorneremo quando saranno chiari tutti gli elementi necessari per la compilazione della domanda di alloggio popolare e quando sarà uscito il bando del Comune.

Si riportano di seguito alcune ulteriori informazioni utili per comprendere meglio il funzionamento del bando e come presentare la domanda al Comune, ricordandosi che la prima e indispensabile cosa da fare è dotarsi il prima possibile delle credenziali, come spiegato all’inizio di questa mail.

SCADENZE TEMPORALI

NOVITA’: IL BANDO SARA’ COMPLETAMENTE ONLINE. Le persone interessate a partecipare al Bando dovranno seguire la seguente procedure:

1.      da LUGLIO fino alla conclusione del Bando: accreditarsi per i servizi online del Comune di Firenze seguendo le indicazioni sotto riportate;

2.      uscita del Bando (presumibilmente nella seconda quindicina di settembre 2016): leggere bene il Bando, scegliere i documenti da allegare e scannerizzarli;

3.      dalla pubblicazione del bando alla sua chiusura (dopo 60 gg): collegarsi ai servizi online del Comune di Firenze, seguire il percorso per il Bando ERP 2016, autenticarsi e compilare il bando seguendo le indicazioni sullo schermo. Allegare i documenti scannerizzati e procedere all’invio.

4.      stampare la ricevuta dell’avvenuto invio al Servizio Casa del Comune di Firenze.

REQUISITI DEL RICHIEDENTE

CHI PUO’ PRESENTARE LA DOMANDA AL BANDO ERP 2016
·        I nuclei familiari composti da cittadini italiani, comunitari o extra comunitari che risiedano nel Comune di Firenze ovvero che vi svolgono stabilmente la propria attività lavorativa. Non possono essere presentate più domande in Comuni diversi a pena di esclusione

·        I soggetti richiedenti, cioè le persone che firmano la domanda a nome del nucleo familiare, devono risiedere stabilmente nella Regione Toscana da almeno 5 anni, ovvero prestare attività lavorativa stabile ed esclusiva o principale nell’ambito della Regione Toscana da almeno 5 anni.

·        Il nucleo familiare  che abbia un Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), in corso di validità,  non superiore a €. 16.500,00. Il nucleo familiare è quello che risulta da visura anagrafica. I coniugi (non legalmente separati) anche se non conviventi sono da considerarsi componenti del nucleo familiare

·        I cittadini italiani residenti all’estero, che sono interessati a rientrare in Italia, che siano registrati all’AIRE del Comune di Firenze

·        I cittadini extracomunitari che siano in possesso di carta di soggiorno o permesso di soggiorno almeno biennale (il permesso biennale deve essere posseduto da tutti i componenti del nucleo familiare) – Per biennale si intendono due anni solari e non obbligatoriamente 24 mesi –

·        I nuclei familiari i cui componenti non abbiano diritti di proprietà, abitazione, usufrutto o uso su immobili ad uso abitativo in Italia o all’estero. Eccezioni:documentata indisponibilità delle proprietà assegnate in sede di separazione giudiziale o delle proprietà pro-quota) – per “indisponibilità” si intende la impossibilità oggettiva di abitare l’alloggio o perché assegnato al coniuge in sede di separazione giudiziale o perché se ne ha solo una proprietà pro-quota e pertanto non se ne ha la piena fruibilità.

REQUISITI PRINCIPALI

·        NESSUN COMPONENTE DEL  NUCLEO FAMILIARE deve essere  titolare di beni mobili registrati (es. autoveicoli, motoveicoli, navi, aeromobili) il cui valore complessivo sia superiore ad euro 25.000,00, a meno che possa dimostrare che tale bene è utilizzato per l’attività lavorativa.

·        NESSUN COMPONENTE DEL  NUCLEO FAMILIARE deve aver ottenuto precedentemente assegnazione in proprietà o con patto di futura vendita di alloggi realizzati con contributi pubblici o finanziamenti agevolati concessi per l’acquisto in qualunque forma dallo Stato, dalla Regione, dagli enti territoriali o da altri enti pubblici, con esclusione dei casi in cui l’alloggio sia inutilizzabile o perito senza dar luogo a risarcimento del danno

·        NESSUN COMPONENTE DEL NUCLEO FAMILIARE deve avere a suo carico dichiarazioni di annullamento dell’assegnazione o dichiarazioni di decadenza dall’assegnazione di un alloggio ERP per i casi previsti dall’articolo 35, comma 2, lettere b), c), d ed e) della Legge Regionale n. 96/1996 come modificata dalla Legge regionale n. 41/2015, salvo che il debito conseguente a morosità risulti già estinto;

·        NESSUN COMPONENTE DEL NUCLEO FAMILIARE  negli ultimi cinque anni deve aver occupato abusivamente un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica senza le autorizzazioni previste dalle disposizioni vigenti.

DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE: ATTENZIONE!

I cittadini di paesi aderenti all’Unione europea (con esclusione dell’Italia) e i cittadini extracomunitari dovranno allegare alla domanda una dichiarazione delle autorità del paese di origine, oppure del consolato o ambasciata del paese di origine, in lingua italiana o tradotta in italiano nelle forme di legge, che attesta che tutti i componenti il nucleo familiare non possiedono alloggi nel loro  paese, ovvero, in caso di proprietà pro-quota, l’indisponibilità del bene.

I cittadini di paesi aderenti all’Unione europea (con esclusione dell’Italia) e i cittadini extracomunitari dovranno altresì dimostrare lo stato civile documentato; chi non fosse in tale condizione deve procedere presso il consolato o ambasciata del paese di origine a richiedere l’attestazione e poi all’ufficio comunale dello Stato Civile per la rettifica della scheda anagrafica. In mancanza, tali cittadini saranno ammessi con riserva.

Referenti del Comune per il bando 2016:
Ufficio: Direzione Patrimonio – Servizio Casa – P.O. Sostegno all’Abitazione
Indirizzo: via dell’Anguillara 21
Tel: 055/2769777 – 055/2769723 – 055/2769710
Fax: 055/2769625
E-mail: sostegnocasa@comune.fi.it;

http://servizi.comune.fi.it/servizi/scheda-servizio/bando-2016-per-lassegnazione-di-alloggi-di-edilizia-residenziale-pubblica