CIAO SUGO! PARTIGIANI SEMPRE!

CIAO SUGO! PARTIGIANI SEMPRE!

VENERDÍ 27 LUGLIO

Ore 18.30 Corteo antifascista dal Cpa fi*sud fino a Piazza Elia dalla Costa

Ore 19.30 in Piazza Elia dalla Costa microfono aperto

A seguire, sempre in Piazza Elia dalla Costa, cena popolare e “I Canti della Brigata Sinigaglia” con il Menestrello.

Nella notte del 22 luglio ci ha lasciato Sugo, Partigiano della Brigata Sinigaglia, il “Partigiano del Cpa” come lui amava definirsi.

Nato e cresciuto in Gavinana da dove, all’età di 17 anni, partí per unirsi ai compagni con cui nell’agosto del 1944 avrebbe liberato Firenze dai nazifascisti.

Fin quando ha potuto é sempre stato presente: in piazza, nelle assemblee, a parlare nelle scuole, a fianco degli antifascisti che ancora oggi finisco in tribunale, alle iniziative di Firenze Antifascista di cui faceva parte.

La sua Firenze, quella antifascista e solidale,  gli saprà rendere omaggio: non nel ricordo commemorativo ma nella lotta per un domani migliore!

cpa-news@autistici.org

Non fioriere ma opere di bene!

“Un conto per le donazioni ai figli di Idy”

Lo hanno aperto i familiari di Idy ucciso lunedì sul ponte Vespucci

Un conto corrente per fare donazioni ai familiari di Idy Diene, l’ambulante ucciso lunedì scorso su ponte Vespucci da Roberto Pirrone. Lo hanno aperto gli avvocati Sandro Bruni e Luigi De Vito, che assistono i suoi familiari e spiegano: “In memoria del signor Idy Diene, drammaticamente scomparso lunedì scorso, è stato aperto un rapporto di conto presso Poste Italiane intestato al fratello residente in Italia, Aliou Diene, dove tutti coloro che intendano concretamente  aiutare la famiglia di Idy, ed in particolare i suoi dieci figli che vivono in Senegal, potranno effettuare donazioni (con causale “in memoria di Idy”)”. L’Iban è IT48M0760105138259708359713.

Ciao Idy  www.facebook.com/photo

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/sabato-10-marzo-a-firenze-in-ricordo-di-idy-diene/

Sono giorni convulsi e difficili a Firenze. Dopo l’omicidio di Idy Diene (ne abbiamo parlato qui), l’ambasciatore del Senegal Mamadou Saliou Diouf arriva in città per chiedere alle autorità italiane giustizia e che venga fatta luce su quanto accaduto lunedì scorso sul ponte Vespucci. A Palazzo Vecchio, incontra il sindaco Dario Nardella, l’assessore all’Integrazione e all’Accoglienza Sara Funaro, il console onorario Eraldo Stefani, la presidente dell’associazione dei senegalesi di Firenze e Circondario Diye Ndiaye e l’imam di Firenze Izzedin Elzir. Nel corso dell’incontro, l’ambasciatore ha chiesto al sindaco che la famiglia di Idy non venga lasciata sola e che le venga data assistenza. Per il momento il sindaco ha espresso la vicinanza della città alla famiglia di Idy e alla comunità senegalese, assicurando che il Comune continuerà ad assisterla come ha sempre fatto. Nardella ha poi annunciato che il Comune si costituirà parte civile accanto alla famiglia per seguire il processo e che a Firenze, il giorno dei suoi funerali in Senegal, si terrà una cerimonia pubblica in suo ricordo alla presenza dei rappresentanti delle comunità religiose, delle organizzazioni lavorative e imprenditoriali e della cittadinanza.

Tuttavia accade anche che la Questura neghi il movente razzista per le indagini, l’Amministrazione Comunale neghi il lutto cittadino e il Comitato per l’ordine pubblico della Prefettura per diverse ore abbia negato l’autorizzazione alla manifestazione pubblica che la comunità senegalese ha organizzato per sabato 10 marzo, con il raduno a partire dalle ore 14,30 in piazza Santa Maria Novella, e partenza del corteo alle 15.

La comunità senegalese di Firenze, nel frattempo, si autotassa per riacquistare le fioriere spaccate lunedì sera in via Calzaiuoli. «Ci vergogniamo per ciò che è accaduto — dicono dall’associazione — Chi ha commesso quegli atti vandalici non ama questa città e va punito. Il dolore non giustifica la violenza e il nostro è un popolo pacifico». Una volta terminata la raccolta, affermano, il denaro verrà consegnato nelle mani del sindaco Dario Nardella.

Intanto, Rokhaya Mbengue, moglie di Idy, ha preferito tornare nella sua vecchia casa di Pontedera, quella dove ha vissuto a lungo col fratello e alcune amiche. Qui è attorniata e protetta dall’affetto di centinaia di senegalesi. Intanto, Diye Ndyaie, la presidente dell’associazione dei senegalesi del territorio fiorentino e presidente di Fasi, la Federazione delle associazioni Senegalesi in Italia, ha confermato la manifestazione di sabato: “Sarà una manifestazione apartitica, apolitica, un grande evento di pace e fratellanza, per tutti, per le famiglie, per i bambini. Esattamente come quello che ci fu nel 2011, dopo la morte di Samb Modou e Diop Mor”.

Sabato 10 marzo si terranno altre tre manifestazioni antirazziste: a Napoli, da Piazza Garibaldi alle ore 9, a Benevento, da Piazza Risorgimento alle ore 10, e a Caserta,  dal centro sociale verso via Mazzini alle ore 16.

Un conto corrente per sostenere la famiglia di Idy Diene è stato aperto dagli avvocati Luigi De Vito e Sandro Bruni, che assistono i familiari della vittima. Il conto, spiegano gli avvocati, è stato attivato con Poste italiane ed intestato al fratello residente in Italia, Aliou Diene: “Tutti coloro che intendano concretamente aiutare la famiglia di Idy, ed in particolare i suoi dieci figli che vivono in Senegal, potranno effettuare donazioni (con causale ‘in memoria di Idy’ – IBAN IT48M0760105138259708359713)”.

8 MARZO 2018

8 MARZO 2018
SECONDO SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE
Da #metoo a #wetoogheter: il prossimo 8 marzo, insieme ad altre migliaia città nel mondo, anche a Firenze prenderà vita lo sciopero globale delle donne!
Incrociamo le braccia per sottrarci al lavoro produttivo, a quello precario e intermittente, alle molestie e alla violenze che proprio nei luoghi di lavoro viviamo quotidianamente, e ci sottraiamo anche a tutte le mansioni implicite – quindi invisibili e non pagate – che in quanto donne ci sono richieste ogni giorno, dentro e fuori la famiglia.
Uno sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo per affermare che la violenza contro le donne è sistemica, perché colpisce le nostre vite, dalle relazioni, alla salute, al lavoro, alla cultura, ai diritti
negati.
Uno sciopero che è anche un momento per affermare la nostra forza come risposta collettiva: un grido potente che alla violenza oppone la solidarietà tra donne e l’autorganizzazione femminista.
Dal pomeriggio alla sera un corteo cittadino si riverserà come una marea nelle strade della città, andando a denunciare i luoghi della violenza e a tracciare i nuovi percorsi di liberazione.
Nella città dello stupro alla Fortezza da Basso; del linciaggio mediatico contro le due studentesse americane che hanno osato accusare due carabinieri di stupro; della stampa che costantemente
riproduce stereotipi e violenza sessista e transfobica – perché le donne se la sono cercata, avevano bevuto troppo, erano troppo libertine, non avevano la biancheria, non hanno detto abbastanza
chiaramente “no”; nella città vetrina del decoro… in questa città affermiamo con forza i nostri corpi di donne, i nostri corpi indecorosi e liberi. Contro le retoriche della sicurezza destinata a proteggerci, contro i nuovi e vecchi fascismi che in nostro nome pensano di propagandare odio razziale e suprematismo bianco, contro sindaci e istituzioni conniventi, contro i tribunali, i/le giudici, le corti che ancora non credono alle nostre parole, perché le nostre parole non sono
abbastanza per denunciare una violenza: NOI SCIOPERIAMO!
Non esiste sicurezza se non quella prodotta da noi, dai nostri corpi di donne che, insieme, attraverseranno indecorosamente Firenze per renderla, durante e oltre l’8 marzo, una città all’altezza
dei nostri desideri.
Antisessiste, antifasciste e antirazziste sempre!

Ore 15:30 in Piazza SS. Annunziata con musica, spettacoli e microfono aperto
ore 18:00 corteo indecoroso per le strade della città

https://www.facebook.com/nonunadimenofirenze/

CENE SOCIALI

 Continuano i momenti conviviali all’Ateneo Libertario

in Borgo Pinti 50r FI

Mercoledì 21 Febbraio

Mercoledì 21 Marzo

Mercoledì 18 Aprile

Mercoledì 23 Maggio

Mercoledì 20 Giugno

cene con i prodotti acquistati in prevalenza al mercatino della rete fiorentina di genuino clandestino e gli altri da produttori sempre biologici direttamente conosciuti. E’ un momento non solo di finanziamento dell’Ateneo Libertario, ma anche un’occasione di scambio e contatto con le realtà locali che producono al di fuori o ai margini del mercato, riappropriandosi di terre, campagne o decidendo di autogestire la propria vita.

Un po’ come noi, che tra mille difficoltà non vogliamo chiudere uno spazio politico e sociale di lotta ed opposizione, nel centro storico di Firenze, continuando a proporre i nostri contenuti in mezzo ai tanti localini, spazi commerciali e di profitto che ci stanno intorno.

All’avvicinarsi delle date elencate vi faremo sapere

Siete tutti invitati!

 per prenotarsi scrivere esclusivamente alla mail:

ateneolibertariofirenze@inventati.org

<mailto:ateneolibertariofirenze@inventati.org>

 

Sottoscrizione 12 Euro

 

EMERGENZA FREDDO 2018

03 Febbraio 2018

L’assessore al Welfare fa appello ai fiorentini invitandoli a segnalare chi dorme per strada

Continua il servizio di accoglienza invernale dei senza fissa dimora attivato il 1° dicembre scorso dall’assessorato al Welfare presso le Foresterie Pertini e del Fuligno e l’Accoglienza Salesiani di via Gioberti.

Il servizio consiste nell’offrire un’attività di pronta accoglienza notturna destinata a cittadini italiani e stranieri, uomini maggiorenni, donne sole e con bambini, residenti o non nel comune di Firenze, in possesso di un documento di riconoscimento. Confermando la scelta fatta negli anni scorsi, agli ospiti non viene fornita solo l’accoglienza notturna, ma vengono serviti anche il pasto serale e la prima colazione.

Al calare della sera, poi, diventano operative le unità di strada impegnate a distribuire coperte, bevande e pasti caldi alle persone che sono al freddo, rispondendo così a situazioni di emergenza insieme agli operatori presenti presso le diverse strutture di accoglienza.

Con l’arrivo del freddo l’assessore al Welfare fa l’appello ai fiorentini, invitandoli a segnalare chi dorme per strada. Perché, come spiega l’assessore, è anche grazie ai messaggi dei cittadini che si possono aiutare le persone ad andare in un posto caldo dove trascorrere la notte, evitando così di stare fuori all’addiaccio. L’assessore, inoltre, ringrazia le associazioni, le unità di strada e i volontari che da più di due mesi stanno prestando aiuto alle persone in difficoltà.

Le segnalazioni all’assessorato al Welfare posso essere fatte dal lunedì al venerdì, inviando una e-mail all’indirizzo assessore.funaro@comune.fi.it oppure telefonando, in orario di ufficio fino alle 18, al numero 055-2769141.

Dalle 18 e nel week end è necessario chiamare la Foresteria Pertini allo 055-6533117, che può essere chiamata anche durante la settimana h24. (fp)

 

In ricordo di Mor Diop e Samb Modou

Sul corteo per Samb e Diop a San Jacopino.

Chiudiamo le sedi di CasaPound, smascheriamo e respingiamo razzismo e fascismo!

Ieri, sabato 16 dicembre un corteo composto da 500 antifascisti ha attraversato le vie del quartiere di San Jacopino

Un corteo determinato che, nonostante la pioggia, ha saputo scandire slogan, cantare e comunicare con gli abitanti del quartiere per le oltre due ore di manifestazione.

Dal microfono parole chiare e dirette: “Oggi siamo in piazza per ricordare Samb e Diop, i due lavoratori senegalesi che sei anni fa furono uccisi in piazza Dalmazia dal neofascista Casseri, militante di Casa Pound. Siamo venuti in questo quartiere perché da qualche tempo qua è aperta propria una sede di Casa Pound.”

 

Ci pare opportuno infatti che tutti sappiano come si muovono questo soggetti. Al pari di tutti i partiti politici con cui sono in lizza per le prossime elezioni anche Casa Pound sta strumentalizzando tutte le problematiche e le contraddizioni per un pugno di voti.

Quando si presenteranno pubblicamente, che sia in piazza o in qualche comitato di quartiere, lo faranno con la faccia pulita dei bravi ragazzi dietro la facciata del “cittadino indignato”, del “genitore preoccupato” o dello “studente volenteroso” cercando di camuffarsi: ma fascisti sono e fascisti rimangono.

Parleranno di degrado e sicurezza ripiegando sempre sulla solita retorica razzista.

Lo spaccio: colpa degli immigrati, non certo della malavita con cui non esitano ad avere rapporti nei contesti in cui ciò è possibile. Bisogna ricordare bene che per loro le sostanze stupefacenti non sono un problema strutturale in questa società ma il problema è la forma in cui queste vengono vendute. Se ciò avviene per strade sotto gli occhi di tutti ciò rappresenta un problema, ma non lo è quando si va a comprare la cocaina, giusto per fare un esempio, a casa del pusher come fanno molti di loro.

Lo stupro: colpa degli immigrati, non certo del patriarcato e della cultura maschilista da cui siamo pervasi. Quando a stuprare sono gli immigrati allora sorge il problema. Questo non tanto per l’atto infame, di violenza e sopraffazione che l’uomo esercita sulla donna ma proprio perché a stuprare è stato un immigrato. Infatti parlano di “difendere le nostre donne”: evidentemente quando la violenza o lo stupro avvengono tra le mura domestica sotto il “sacro vincolo del matrimonio” o sono due agenti in divisa a commetterlo non è un problema.

Il business dell’accoglienza: colpa degli immigrati, non certo di sfrutta le loro terre e lucra sulla loro vite.

Ancora una volta scaricano il peso della loro frustrazione contro un anello debole e non contro chi si sfrega le mani nel gestire i centri d’accoglienza e quel business come a Roma, dove la “Mafia Capitale” del loro amico Carminati, con cui condividono l’avvocato e molte amicizie, si era infilata proprio in questo giro d’affari.

Nel momento in cui sarebbe sempre più forte la necessità di attivare processi di mutuo soccorso e solidarietà nei quartieri loro cercano di impedire la ricomposizione di un tessuto sociale attivo capace di rialzare la testa e lottare contro le politiche di privatizzazione e desertificazione dei quartieri stessi.

Nel frattempo il PD oggi si vorrebbe far paladino dell’antifascismo nella stessa logica con cui i fascisti si fanno paladini del decoro: capitalizzare a livello elettorale la necessità di argine una presunta “onda nera” che starebbe travolgendo tutto e tutti.

Ebbene, noi quest’onda nera la conosciamo da tempo e ci sembra che sia la stessa che accoltellava, uccideva e aggrediva in tempi più o meno recenti. Non ci sembra che ora sia diverso da prima. Vediamo semmai un’esposizione mediatica sempre maggiore concessa proprio ai fascisti che evidentemente, partiti come il PD, hanno interesse a far apparire forti per rastrellare qualche voto anche a sinistra “dichiarandosi antifascisti” dopo aver già rastrellato i voti a destra con il proprio uomo di punta: Minniti.

Ma vogliamo esser ancora più chiari. Noi con il PD non c’entriamo niente e soprattutto il PD non c’entra niente con le pratiche e i valori dell’antifascismo ma anzi, ne rappresenta l’esatto contrario con le sue politiche di guerra, di sfruttamento e discriminazione.

Abbiamo poi portato un ultimo messaggio per i fascisti che siamo andati a trovare fin sotto casa loro, come da tradizione sempre addobbata di lampeggianti blu: possono camuffarsi quanto vogliono ma noi saremo pronti a smascherarli. C’hanno provato in Ganivana, a Coverciano, ora a Sesto e all’Isolotto ma alla fine se ne sono sempre dovuti andare con la coda tra le gambe.

 

Oggi come ieri, Firenze è Antifascista.