Non fioriere ma opere di bene!

“Un conto per le donazioni ai figli di Idy”

Lo hanno aperto i familiari di Idy ucciso lunedì sul ponte Vespucci

Un conto corrente per fare donazioni ai familiari di Idy Diene, l’ambulante ucciso lunedì scorso su ponte Vespucci da Roberto Pirrone. Lo hanno aperto gli avvocati Sandro Bruni e Luigi De Vito, che assistono i suoi familiari e spiegano: “In memoria del signor Idy Diene, drammaticamente scomparso lunedì scorso, è stato aperto un rapporto di conto presso Poste Italiane intestato al fratello residente in Italia, Aliou Diene, dove tutti coloro che intendano concretamente  aiutare la famiglia di Idy, ed in particolare i suoi dieci figli che vivono in Senegal, potranno effettuare donazioni (con causale “in memoria di Idy”)”. L’Iban è IT48M0760105138259708359713.

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http://www.cronachediordinariorazzismo.org/sabato-10-marzo-a-firenze-in-ricordo-di-idy-diene/

Sono giorni convulsi e difficili a Firenze. Dopo l’omicidio di Idy Diene (ne abbiamo parlato qui), l’ambasciatore del Senegal Mamadou Saliou Diouf arriva in città per chiedere alle autorità italiane giustizia e che venga fatta luce su quanto accaduto lunedì scorso sul ponte Vespucci. A Palazzo Vecchio, incontra il sindaco Dario Nardella, l’assessore all’Integrazione e all’Accoglienza Sara Funaro, il console onorario Eraldo Stefani, la presidente dell’associazione dei senegalesi di Firenze e Circondario Diye Ndiaye e l’imam di Firenze Izzedin Elzir. Nel corso dell’incontro, l’ambasciatore ha chiesto al sindaco che la famiglia di Idy non venga lasciata sola e che le venga data assistenza. Per il momento il sindaco ha espresso la vicinanza della città alla famiglia di Idy e alla comunità senegalese, assicurando che il Comune continuerà ad assisterla come ha sempre fatto. Nardella ha poi annunciato che il Comune si costituirà parte civile accanto alla famiglia per seguire il processo e che a Firenze, il giorno dei suoi funerali in Senegal, si terrà una cerimonia pubblica in suo ricordo alla presenza dei rappresentanti delle comunità religiose, delle organizzazioni lavorative e imprenditoriali e della cittadinanza.

Tuttavia accade anche che la Questura neghi il movente razzista per le indagini, l’Amministrazione Comunale neghi il lutto cittadino e il Comitato per l’ordine pubblico della Prefettura per diverse ore abbia negato l’autorizzazione alla manifestazione pubblica che la comunità senegalese ha organizzato per sabato 10 marzo, con il raduno a partire dalle ore 14,30 in piazza Santa Maria Novella, e partenza del corteo alle 15.

La comunità senegalese di Firenze, nel frattempo, si autotassa per riacquistare le fioriere spaccate lunedì sera in via Calzaiuoli. «Ci vergogniamo per ciò che è accaduto — dicono dall’associazione — Chi ha commesso quegli atti vandalici non ama questa città e va punito. Il dolore non giustifica la violenza e il nostro è un popolo pacifico». Una volta terminata la raccolta, affermano, il denaro verrà consegnato nelle mani del sindaco Dario Nardella.

Intanto, Rokhaya Mbengue, moglie di Idy, ha preferito tornare nella sua vecchia casa di Pontedera, quella dove ha vissuto a lungo col fratello e alcune amiche. Qui è attorniata e protetta dall’affetto di centinaia di senegalesi. Intanto, Diye Ndyaie, la presidente dell’associazione dei senegalesi del territorio fiorentino e presidente di Fasi, la Federazione delle associazioni Senegalesi in Italia, ha confermato la manifestazione di sabato: “Sarà una manifestazione apartitica, apolitica, un grande evento di pace e fratellanza, per tutti, per le famiglie, per i bambini. Esattamente come quello che ci fu nel 2011, dopo la morte di Samb Modou e Diop Mor”.

Sabato 10 marzo si terranno altre tre manifestazioni antirazziste: a Napoli, da Piazza Garibaldi alle ore 9, a Benevento, da Piazza Risorgimento alle ore 10, e a Caserta,  dal centro sociale verso via Mazzini alle ore 16.

Un conto corrente per sostenere la famiglia di Idy Diene è stato aperto dagli avvocati Luigi De Vito e Sandro Bruni, che assistono i familiari della vittima. Il conto, spiegano gli avvocati, è stato attivato con Poste italiane ed intestato al fratello residente in Italia, Aliou Diene: “Tutti coloro che intendano concretamente aiutare la famiglia di Idy, ed in particolare i suoi dieci figli che vivono in Senegal, potranno effettuare donazioni (con causale ‘in memoria di Idy’ – IBAN IT48M0760105138259708359713)”.

Un Trasmettitore Nuovo per Radio Onda Rossa

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Il Progetto

Un trasmettitore nuovo per Radio Onda Rossa

Radio Onda Rossa non fa pubblicità e non riceve finanziamenti da organismi politici, sindacali o padronali. E’ così da 40 anni e lo sarà anche per il futuro. Le sole fonti di finanziamento di cui disponiamo provengono dal contributo degli stessi redattori e redattrici della radio, dai versamenti di ascoltatori e ascoltatrici e dalle sottoscrizioni raccolte in occasione di pubbliche iniziative promosse dalla radio.

Con queste entrate riusciamo appena a fare fronte alle spese correnti (telefono ed energia elettrica) ma non a quelle che riguardano la manutenzione e sostituzione delle apparecchiature radiofoniche . Ogni volta che si guasta un microfono, un computer o un cavo di trasmissione ci è richiesto uno sforzo economico supplementare che, finora, siamo riusciti bene o male a sostenere.

Ma negli ultimi tempi abbiamo riscontrato che le trasmissioni di Radio Onda Rossa sono molto disturbate a causa di una perdita di potenza e di nitidezza del segnale emesso da Monte Cavo. Come moltissime altre radio e televisioni infatti, gli apparati di trasmissione della nostra radio sono situati nei pressi di Roma e precisamente su Monte Cavo. La causa principale di questi inconvenienti risiede nel trasmettitore di potenza della nostra radio, vecchio, malandato e non più riparabile .

Si impone quindi la sua sostituzione con un modello di nuova generazione che, oltre a migliorare la ricezione del segnale, sia concepito per ridurre al minimo il consumo di energia elettrica e, per quanto possibile, anche l’inquinamento elettromagnetico, fenomeno che nella zona di Monte Cavo desta non poca preoccupazione.

Per un nuovo trasmettitore occorrono 19.000 euro così suddivise:

-16.000 euro per l’acquisto

- 3.000 euro per l’installazione

Il successo di questa iniziativa di crowdfunding è di vitale importanza per Radio Onda Rossa e per farvene rendere conto abbiamo pensato di sceneggiare la vicenda nel “radiodramma” che segue che, non a caso, abbiamo intitolato “Una notte sul Monte Cavo” .

Buona lettura e buon ascolto!

La redazione di Radio Onda Rossa

http://www.produzionidalbasso.com/project/un-nuovo-trasmettitore-per-radio-onda-rossa/

Festival dei Diritti: incontri e conferenze, mostre e spettacoli a ingresso gratuito

Festival dei Diritti: incontri e conferenze, mostre e spettacoli a ingresso gratuito

[ 25-11-2017 ]

 

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Esposizioni, workshop, conferenze, eventi, proiezioni di film e dibattiti, tutto incentrato a sensibilizzare in favore della tutela delle donne e dei loro diritti e contro le discriminazioni di ogni genere, ma anche nell’affermazione del diritto alla salute e contro la diffusione dell’Aids. È il Festival dei Diritti, organizzato per la prima volta dal Comune di Firenze insieme a molte associazioni. Il festival dei diritti, voluto dall’assessore alle pari opportunità Sara Funaro, comincia il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dalle Nazioni Unite, e finisce il 3 dicembre, dopo la giornata mondiale dedicata alla lotta all’Aids (1 dicembre), ed è un concentrato di iniziative mirate a informare e sensibilizzare su argomenti importanti e delicati come la lotta alle discriminazioni, fra cui quella Lgbt. Azioni che l’amministrazione porta avanti da tempo, ad esempio con le iniziative della rete RE.A.DY e la consulta per il contrasto all’omofobia, ma anche con lo sportello Informadonna, aperto lo scorso gennaio, rivolto alle donne, con servizi mirati a promuovere la cultura di genere e al contrasto di ogni forma di violenza. Tutte le iniziative, tranne un brunch che serve a raccogliere i fondi, hanno l’ingresso gratuito.

“Quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di organizzare a Firenze il Festival dei diritti– ha detto l’assessore Sara Funaro - perché crediamo fortemente nell’importanza dell’affermazione dei diritti a 360 gradi: dal diritto delle donne a non subire violenze al diritto alla salute per tutti. Nell’organizzazione di questo Festival, che si incentra su tematiche attuali sulle quali bisogna ancora lavorare molto, abbiamo coinvolto fin dall’inizio le associazioni cittadine, che hanno dato una grande risposta positiva in termini di partecipazione. É solo lavorando tutti insieme che si riescono a dare risposte positive e utili nell’affermazione dei diritti e nel dare sostegno a persone, soprattutto donne che subiscono violenza, che hanno bisogno di sostegno. E in questo lavoro quotidiano è fondamentale l’operato delle associazioni che giorno e notte sono attive sul territorio”.

Moltissimi gli eventi in programma: workshop tematici, proiezioni cinematografiche, campagne, presentazioni di manuali e opere narrative e performance musicali, teatrali e di street art anche attraverso la messa a disposizione di Spazi d’Arte volti alla sensibilizzazione della cittadinanza con particolare riguardo ai temi del contrasto alla violenza sulle donne, alla violenza assistita e alla discriminazione di genere, alla discriminazione in tema LGBT (con un convegno delle Rete Lenford nel salone dei 500, per discutere intorno a stereotipi e discriminazioni ai danni delle persone LGBT) e alla promozione dei diritti delle donne (tutte le iniziative pubblicate nel volantino allegato e nel link qui sotto). Il festival dei Diritti si rivolge anche ad un pubblico giovane per sensibilizzare ed educare alla cultura del rispetto anche attraverso la scelta di location come ZAP (dove si farà un focus sul contrasto alla violenza di genere con la mostra di Anarkikka e uno show case del progetto Sbarre Mic Check con la rapper Fenny Ics), il Combo e con l’iniziativa di Street Art.

Fra le associazioni che aderiscono organizzando eventi ed offrendo spazi ci sono l’associazione di promozione sociale “Consapevolmente” ; “Associazione Co-Cò -Spazio Co-stanza”; “Difesa donna-antiaggressione femminile”; l’Associazione Artemisia- Centro Antiviolenza onlus; “Nosotras Associazione Onlus”; “Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti Onlus “(CAM); “Arci” Comitato territoriale; “Aidda”, Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’Azienda; “Fondazione R. Kennedy – Human Rights Education and Training Manager Robert F. Kennedy Human Rights Italia”; l’Associazione Onlus Ireos- Comunità Queer autogestita, che propone il “Queer Urban Color”. Aderiscono anche Informa Donna, Museo del Novecento, dove si svolgerà lo spettacolo su Tondelli e dove gli è stata dedicata una stanza, NYU, Combo Social Club, Agedo, Rete Lendford, Fondazione Sistema Toscana e Progeas Family.

PROGRAMMA

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Comunicato mondeggi settembre 2017 sul comportamento della città metropolitana

Nei tre anni della nostra custodia di Mondeggi, che è valsa a recuperare il territorio dal degrado in cui era stato abbandonato dall’incuria e dall’assenteismo istituzionale, molte sono state le iniziative rivolte anche all’esterno che abbiamo sviluppato o favorito. Diverse hanno avuto un respiro internazionale, come l’ultima in ordine di tempo che per dieci giorni ha visto un gruppo di volontari provenienti da Italia, Belgio, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, partecipare a un campo di lavoro con corsi formativi, organizzato con l’associazione Servizio Civile Internazionale.
All’inizio dell’estate tuttavia, la Città Metropolitana di Firenze ha inviato all’associazione Il Melograno una diffida a svolgere, come nello scorso anno, le attività dei propri Centri estivi nell’area auto-gestita da Mondeggi Bene Comune, utilizzandone spazi e strutture. Tale diffida ha fatto seguito all’altra indirizzata ai gestori del chiosco dei Giardini della Resistenza all’Antella, a cui è stato intimato – pena il ritiro del patrocinio comunale e il conseguente fortissimo aumento dei costi – di togliere dal loro programma di eventi estivi qualsiasi riferimento a Mondeggi Bene Comune.
Come è evidente, siamo in presenza del tentativo di fare terra bruciata intorno a Mondeggi per spezzare le solidarietà territoriali e le relazioni socio-culturali che ne consolidano e ne sviluppano il progetto. Che tali decisioni vengano prese sulla pelle dei bambini dei centri estivi ai quali viene sottratta l’opportunità di muoversi in un ambiente più sano conoscendo direttamente ciò che ormai, nella più rosea delle ipotesi, vedono soltanto sui poster o su internet, non sembra preoccupare più di tanto i solerti amministratori.
Non c’è da meravigliarsi: isolare le esperienze scomode e non conformi è una strategia adottata da tempo immemorabile da ogni potere. Quel che francamente comincia a diventare seccante è che si continui a voler far passare questi provvedimenti come inevitabili conseguenze di una nostra presunta illegalità. A tal proposito, chiariamo allora alcuni punti.
Primo. L’illegalità di cui veniamo accusati è inesistente in quanto tale, contrariamente a quella posta in essere dagli amministratori pubblici che contravvengono il dettato costituzionale almeno per quanto riguarda la finalità sociale della proprietà (soprattutto l’art. 41) e il principio di sussidiarietà (art. 118). Occorrerà sottolineare che tale interpretazione non è nostra, ma di alcune fra le figure della giurisprudenza italiana ritenute più autorevoli in campo nazionale ed internazionale: come, per citare solo alcuni nomi, Stefano Rodotà (purtroppo appena scomparso), Ugo Mattei, Paolo Maddalena. Proprio quest’ultimo, forse il nome più prestigioso per gli alti incarichi istituzionali ricoperti, ci ha recentemente inviato alcune considerazioni dalle quali emerge che per gli ordinamenti italiani nessun bene pubblico può essere ritenuto proprietà di qualsivoglia istituzione e che quindi sono i cittadini, semmai, a detenere «la “proprietà collettiva” di Mondeggi a titolo di “sovranità”», il che tra l’altro impedisce di ritenere legittima qualsiasi iniziativa unilaterale delle istituzioni tesa all’alienazione di un bene pubblico. Sempre citando Maddalena, c’è inoltre «la questione della “funzione sociale” della proprietà. Se la Provincia è stata inerte, bene hanno fatto i cittadini, considerati come “parte” dell’intera Comunità, a prendersi cura della fattoria e non si può certo parlare di occupazione abusiva». Non va poi dimenticato che circa 200 amministrazioni in Italia hanno affrontato situazioni consimili in maniera del tutto diversa, stipulando accordi stabili con coloro che si sono “illegalmente” presi cura di beni pubblici abbandonati.
Secondo. A proposito di illegalità: siamo proprio sicuri che la fallimentare gestione dell’Azienda Agraria Mondeggi Srl di cui l’ex Provincia è socio unico, non configuri alcun profilo di reato? Dobbiamo registrare soltanto l’ennesimo caso di mancata abilità manageriale o, come poi viene quasi sempre accertato, questa è solo un’interpretazione ufficiale il cui scopo è nascondere ben altro tipo di abilità? Non interessa davvero a nessun magistrato cercare di capire come è maturato l’enorme disavanzo alla fine ripianato (tanto per essere originali) con i soldi dei cittadini che, in caso di vendita, si ritroverebbero ad aver coperto gli ammanchi causati da altri per poi perdere comunque la disponibilità del bene? Non sarebbe istruttivo dare un’occhiata ai verbali dei Consigli di amministrazione per verificarne la coerenza economica delle decisioni; o magari appurare se i tecnici che ne facevano parte condividevano le scelte dei consiglieri di nomina politica e, in caso contrario, per quale motivo? Magari ci attiveremo di più in tal senso.
Terzo. Coloro che si appellano così maldestramente alla legalità sono comunque qualificati esponenti della categoria professionale italiana – ovvero i politicanti (definirli politici pare troppo) – di gran lunga a più alto tasso di delinquenza, sebbene per una tipologia piuttosto ristretta di reati. E’ un dato sociologico (oltre che di senso comune) inoppugnabile e corroborato da una pletora di inchieste, procedimenti e sentenze che non hanno soltanto disvelato le malversazioni dei singoli ma anche il loro organico inserimento all’interno di un sistema di governo pervasivo e strutturalmente fondato sul malaffare. Per merito di tale categoria professionale e della sua attenzione alla legalità, su 176 paesi, l’Italia nel 2016 era distante 60 posizioni (il terz’ultimo posto in Europa) da quella occupata dallo Stato più virtuoso a livello mondiale.
Quarto. Dato che siamo così illegali, com’è che si è fatto ugualmente ricorso a noi per garantire la messa in sicurezza dei luoghi rispetto alle normative anti-incendio in vigore nella stagione secca? Per anni l’ex Provincia ha abbandonato Mondeggi innalzando a dismisura il rischio; recentemente ha inoltre svenduto tutti i macchinari e licenziato il dipendente che poteva impiegarli per svolgere questa mansione. Certo utile ma molto ipocrita contattarci per risolvere un problema dell’istituzione, senza pagare pegno e soprattutto senza pagare salari. Pare insomma che la nostra sia un’illegalità talvolta tollerabile se risponde alle convenienze della Città Metropolitana.
Diciamola tutta. Se l’indifferenza etica, l’ipocrisia morale, la mendacia politica, l’arroganza del potere spesso connaturate ai politici di professione, non impedissero loro di togliere il disturbo obbligandoci così a ricercarne l’interlocuzione, eviteremmo volentieri il rischio di comprometterci frequentando personaggi i cui comportamenti e la cui reputazione (collettiva, quando non personale) sono giustamente così dubbi.

MONDEGGI BENE COMUNE – FATTORIA SENZA PADRONI

 

“CIRKOLOCO”

Mamma, i chakra si rigirano con un piccolo manrovescio!

 “CIRKOLOCO”

Un tendone matto, dove tutti sono uguali perché (da vicino)

nessuno è normale!

lunedì 24 luglio

ore 19,30 cena

ore 21.00

Mamma li Sardi!

AMMENTOS in concerto

Degustazione piatti tipici 15€

martedì 25 luglio

ore 19,30 aperitivo con piatti veg

ore 21.00

Concentrazione Yoga Il potere dei Chakra

presentazione pratica sulla meditazione,

condotta da Alberto Ferraro

mercoledì 26 luglio

(ore 19,30 aperitivo e cibo)

ore 21.00

With a little help from my friends

musica live che fa bene alla psiche

giovedì 27 luglio

(ore 19,30 aperitivo e cibo)

ore 21.00

MassiManrovescio & BAND

live come uno schiaffo

Siamo un progetto sociale avviato con coraggio, senza capitale iniziale, e

abbiamo l’ambizione di dimostrare che una simile impresa che non discrimina

ma valorizza persone con problematiche di salute mentale… SI PUÒ FARE!!!

Il vostro entusiasmo è il soffio sulla nostra brace!

cirkolocofirenze@gmail.com