Comunicato mondeggi settembre 2017 sul comportamento della città metropolitana

Nei tre anni della nostra custodia di Mondeggi, che è valsa a recuperare il territorio dal degrado in cui era stato abbandonato dall’incuria e dall’assenteismo istituzionale, molte sono state le iniziative rivolte anche all’esterno che abbiamo sviluppato o favorito. Diverse hanno avuto un respiro internazionale, come l’ultima in ordine di tempo che per dieci giorni ha visto un gruppo di volontari provenienti da Italia, Belgio, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, partecipare a un campo di lavoro con corsi formativi, organizzato con l’associazione Servizio Civile Internazionale.
All’inizio dell’estate tuttavia, la Città Metropolitana di Firenze ha inviato all’associazione Il Melograno una diffida a svolgere, come nello scorso anno, le attività dei propri Centri estivi nell’area auto-gestita da Mondeggi Bene Comune, utilizzandone spazi e strutture. Tale diffida ha fatto seguito all’altra indirizzata ai gestori del chiosco dei Giardini della Resistenza all’Antella, a cui è stato intimato – pena il ritiro del patrocinio comunale e il conseguente fortissimo aumento dei costi – di togliere dal loro programma di eventi estivi qualsiasi riferimento a Mondeggi Bene Comune.
Come è evidente, siamo in presenza del tentativo di fare terra bruciata intorno a Mondeggi per spezzare le solidarietà territoriali e le relazioni socio-culturali che ne consolidano e ne sviluppano il progetto. Che tali decisioni vengano prese sulla pelle dei bambini dei centri estivi ai quali viene sottratta l’opportunità di muoversi in un ambiente più sano conoscendo direttamente ciò che ormai, nella più rosea delle ipotesi, vedono soltanto sui poster o su internet, non sembra preoccupare più di tanto i solerti amministratori.
Non c’è da meravigliarsi: isolare le esperienze scomode e non conformi è una strategia adottata da tempo immemorabile da ogni potere. Quel che francamente comincia a diventare seccante è che si continui a voler far passare questi provvedimenti come inevitabili conseguenze di una nostra presunta illegalità. A tal proposito, chiariamo allora alcuni punti.
Primo. L’illegalità di cui veniamo accusati è inesistente in quanto tale, contrariamente a quella posta in essere dagli amministratori pubblici che contravvengono il dettato costituzionale almeno per quanto riguarda la finalità sociale della proprietà (soprattutto l’art. 41) e il principio di sussidiarietà (art. 118). Occorrerà sottolineare che tale interpretazione non è nostra, ma di alcune fra le figure della giurisprudenza italiana ritenute più autorevoli in campo nazionale ed internazionale: come, per citare solo alcuni nomi, Stefano Rodotà (purtroppo appena scomparso), Ugo Mattei, Paolo Maddalena. Proprio quest’ultimo, forse il nome più prestigioso per gli alti incarichi istituzionali ricoperti, ci ha recentemente inviato alcune considerazioni dalle quali emerge che per gli ordinamenti italiani nessun bene pubblico può essere ritenuto proprietà di qualsivoglia istituzione e che quindi sono i cittadini, semmai, a detenere «la “proprietà collettiva” di Mondeggi a titolo di “sovranità”», il che tra l’altro impedisce di ritenere legittima qualsiasi iniziativa unilaterale delle istituzioni tesa all’alienazione di un bene pubblico. Sempre citando Maddalena, c’è inoltre «la questione della “funzione sociale” della proprietà. Se la Provincia è stata inerte, bene hanno fatto i cittadini, considerati come “parte” dell’intera Comunità, a prendersi cura della fattoria e non si può certo parlare di occupazione abusiva». Non va poi dimenticato che circa 200 amministrazioni in Italia hanno affrontato situazioni consimili in maniera del tutto diversa, stipulando accordi stabili con coloro che si sono “illegalmente” presi cura di beni pubblici abbandonati.
Secondo. A proposito di illegalità: siamo proprio sicuri che la fallimentare gestione dell’Azienda Agraria Mondeggi Srl di cui l’ex Provincia è socio unico, non configuri alcun profilo di reato? Dobbiamo registrare soltanto l’ennesimo caso di mancata abilità manageriale o, come poi viene quasi sempre accertato, questa è solo un’interpretazione ufficiale il cui scopo è nascondere ben altro tipo di abilità? Non interessa davvero a nessun magistrato cercare di capire come è maturato l’enorme disavanzo alla fine ripianato (tanto per essere originali) con i soldi dei cittadini che, in caso di vendita, si ritroverebbero ad aver coperto gli ammanchi causati da altri per poi perdere comunque la disponibilità del bene? Non sarebbe istruttivo dare un’occhiata ai verbali dei Consigli di amministrazione per verificarne la coerenza economica delle decisioni; o magari appurare se i tecnici che ne facevano parte condividevano le scelte dei consiglieri di nomina politica e, in caso contrario, per quale motivo? Magari ci attiveremo di più in tal senso.
Terzo. Coloro che si appellano così maldestramente alla legalità sono comunque qualificati esponenti della categoria professionale italiana – ovvero i politicanti (definirli politici pare troppo) – di gran lunga a più alto tasso di delinquenza, sebbene per una tipologia piuttosto ristretta di reati. E’ un dato sociologico (oltre che di senso comune) inoppugnabile e corroborato da una pletora di inchieste, procedimenti e sentenze che non hanno soltanto disvelato le malversazioni dei singoli ma anche il loro organico inserimento all’interno di un sistema di governo pervasivo e strutturalmente fondato sul malaffare. Per merito di tale categoria professionale e della sua attenzione alla legalità, su 176 paesi, l’Italia nel 2016 era distante 60 posizioni (il terz’ultimo posto in Europa) da quella occupata dallo Stato più virtuoso a livello mondiale.
Quarto. Dato che siamo così illegali, com’è che si è fatto ugualmente ricorso a noi per garantire la messa in sicurezza dei luoghi rispetto alle normative anti-incendio in vigore nella stagione secca? Per anni l’ex Provincia ha abbandonato Mondeggi innalzando a dismisura il rischio; recentemente ha inoltre svenduto tutti i macchinari e licenziato il dipendente che poteva impiegarli per svolgere questa mansione. Certo utile ma molto ipocrita contattarci per risolvere un problema dell’istituzione, senza pagare pegno e soprattutto senza pagare salari. Pare insomma che la nostra sia un’illegalità talvolta tollerabile se risponde alle convenienze della Città Metropolitana.
Diciamola tutta. Se l’indifferenza etica, l’ipocrisia morale, la mendacia politica, l’arroganza del potere spesso connaturate ai politici di professione, non impedissero loro di togliere il disturbo obbligandoci così a ricercarne l’interlocuzione, eviteremmo volentieri il rischio di comprometterci frequentando personaggi i cui comportamenti e la cui reputazione (collettiva, quando non personale) sono giustamente così dubbi.

MONDEGGI BENE COMUNE – FATTORIA SENZA PADRONI

 

SABATO 27 MAGGIO DALLE 17 ALLE 24 IN PIAZZA TASSO

 

SABATO 27 MAGGIO DALLE 17 ALLE 24 IN PIAZZA TASSO
GIORNATA DI FESTA, DI LOTTA E DI COMUNICAZIONE PER IL DIRITTO AL RECUPERO DEGLI IMMOBILI SFITTI...

dalle h 17 

- interventi e stand informativi sulla situazione delle occupazioni abitative con in corso progetti di autorecupero
- giochi e intrattenimento per bambini
- musica e merende
dalle h 20:
- cena in piazza (porta piatto & bicchiere…!!!) con proiezioni di video documentari girati all’interno delle occupazione fiorentine
a seguire:
concerto con Rudy Raishaida

DA MOLTI ANNI ABBIAMO INTRAPRESO UN COLLETTIVO PERCORSO DI APPROPRIAZIONE E RECUPERO DI STABILI ABBANDONATI.
DAL 2001 LA REGIONE TOSCANA HA AVVIATO UNA TRATTATIVA CON LE ISTANZE DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA PER RICONOSCERE LA POSSIBILITÀ DI QUELLO CHE COMUNEMENTE VIENE CHIAMATO COME AUTORECUPERO…

AUTORECUPERO SIGNIFICA SOTTRAZIONE DI VOLUMI E METRI QUADRI ALLA GRANDE SPECULAZIONE…
AUTORECUPERO SIGNIFICA PROGETTO COMUNE DI RISOLUZIONE, PER MOLTI NUCLEI FAMILIARI E NON SOLO DELLA COSTANTE EMERGENZA ABITATIVA
AUTORECUPERO SIGNIFICA, ANCHE, LA CONCLUSIONE LOGICA DI ESPERIENZE DI OCCUPAZIONE E IL LORO RICONOSCIMENTO

SIAMO NEL 2017, E DOPO TANTI ANNI DI PASSIONI, DI DIFFICOLTÀ, DI
SOFFERENZE, DI MEDIAZIONI AI LIMITI DELL’IMPOSSIBILE LA PROPOSTA
PUÒ ESSERE MATERIALMENTE REALIZZATA…

ANCORA OSTACOLI, SOPRATUTTO DEL COMUNE DI FIRENZE, ANCORA SACRIFICI,
ANCORA SOFFERENZE, MA IL COMUNE INTENTO DI SODDISFARE MATERIALMENTE UN
BISOGNO COLLETTIVO, DOPO UNA AGONIA DURATA QUASI VENTI ANNI…DEVE
TRASFORMARSI IN REALTA’;

ABBIAMO BISOGNO DEI SAPERI DI TUTTE E TUTTI, ALLARGANDO QUESTA LOTTA
NON SOLO ALLE ESPERIENZE CHE SINORA SONO STATE PROTAGONISTE (VIA
ALDINI, IL MELOGRANO, ASILO RITTER E VIA DAZZI) MA A TUTTA LA CITTÀ
RIBELLE CHE DESIDERA SOTTRARRE SPAZI AGLI SPECULATORI….

PER QUESTE FORTI RAGIONI VI INVITIAMO IL GIORNO SABATO 27 MAGGIO IN PIAZZA TASSO DALLE 17 ALLE 24 PER CONDIVIDERE E SOCIALIZZARE LE ESPERIENZE, E PER RIPRENDERSI UNA CITTÀ CHE SEMPRE DI PIÙ È LONTANA DALLA SUA GENTE E DAI SUOI BISOGNI.

LE ESPERIENZE DELL’AUTORECUPERO DI VIA ALDINI, IL MELOGRANO E L’ASILO RITTER

CON LA SOLIDARIETÀ E PARTECIPAZIONE DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA
CASA, DELL’OCCUPAZIONE DI VIA DEL LEONE, DELLA RIVISTA FUORI
BINARIO

PER LA PACE E I DIRITTI

 

Le realtà associative e di movimento che promuovono l’iniziativa “Pace e diritti” intendono mettere in evidenza l’intreccio delle varie tematiche su cui esse si impegnano quotidianamente con la questione centrale della pace.

Sono infatti fattori di guerra la ricchezza e il potere nelle mani di pochi, gli attacchi durissimi alla dignità del lavoro, lo sfruttamento illimitato delle risorse, il disprezzo della dignità umana e della democrazia (messa in crisi dal dominio ormai senza limiti del mercato e delle grandi potenze finanziarie), la crescita, in Europa e nel mondo, di regimi fondamentalisti e fascisti. Chi detiene il potere si appropria senza scrupoli di beni che appartengono all’umanità e mette in atto una scriteriata distruzione dell’ambiente globale. Dilagano guerre e azioni terroristiche, che si alimentano a vicenda attraverso una spirale perversa e che provocano morte e distruzione fra la popolazione civile, sostenute dalle immense risorse impiegate per la ricerca, la produzione ed il commercio di armi sempre più distruttive (mentre la follia degli ordigni nucleari costituisce una minaccia costante per l’intero pianeta).

Invece di superare le frontiere in nome di un unico comune destino, l’umanità rischia di naufragare, soffocata dai nazionalismi, dai settarismi, dal sessismo e dal razzismo.

 

Non possiamo stare a guardare.

Mobilitiamoci per una società democratica, che rispetti la dignità umana e del sistema dei viventi.

Firenze, la “citta’ aperta” del Social Forum, deve tornare a far sentire la sua voce, attraverso tutti/e coloro che lottano per la pace e i diritti.

Riteniamo che un’azione per la pace comporti, in un cammino coerentemente progressivo:

 

  • l’attuazione integrale della Costituzione ed il pieno rispetto dell’art.11 – “che ripudia la guerra” -,
  • la democratizzazione delle Nazioni Unite e la riaffermazione della universalità dei diritti umani,
  • lo scioglimento della NATO, strumento di aggressione e non di difesa, e lo smantellamento del complesso politico-militare-industriale ad essa connesso,
  • la riduzione delle spese militari e la riconversione dell’industria degli armamenti,
  • la cessazione immediata della vendita di armi a paesi in guerra o non rispettosi dei diritti umani,
  • il disarmo nucleare totale, secondo la recente proposta dell’assemblea dell’ONU,
  • la difesa e la valorizzazione dell’ambiente, lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili, la dismissione delle centrali nucleari a livello europeo e mondiale, l’economia a rifiuti zero,
  • la prevenzione e la mitigazione degli effetti del mutamento climatico,
  • il sostegno a un agricoltura che rispetti la salute e l’ambiente,
  • l’uso razionale e democratico dell’acqua,
  • la solidarietà piena e attivamente operante alle lotte dei popoli resistenti (Curdi, Palestinesi, Saharawi).
  • il rispetto della dignità umana e del diritto internazionale in tema di immigrazione ed il pieno riconoscimento del diritto di asilo, così come indicato dall’art. 10 della Costituzione,
  • l’attuazione di corridoi umanitari subito per l’ingresso legale dei profughi/delle profughe sul suolo europeo e l’annullamento degli accordi indecenti con la Turchia e con la Libia,
  • la lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione, all’evasione fiscale,
  • il rispetto della dignità del lavoro e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici,
  • la lotta alle discriminazioni di genere ed il contrasto alla violenza maschile sulle donne,
  • l’affermazione della scuola pubblica e laica, per la formazione di cittadini/e consapevoli, e dotati/e di spirito critico, e per la realizzazione di una società interculturale,
  • il netto contrasto ai trattati internazionali (TTIP, CETA) che avvantaggiano le multinazionali a danno dei diritti, dell’ambiente, della democrazia.

 

Recentemente, a contribuire allo sviluppo di un clima di intolleranza nel Paese, vi sono stati due decreti governativi, poi trasformati in legge, – i decreti Minniti-Orlando –, che restringono i diritti dei/delle richiedenti asilo ed aumentano i poteri dei sindaci al fine di respingere, in nome del cosiddetto “decoro urbano”, chi vive in condizioni di emarginazione, ed è attualmente in discussione in Parlamento una normativa, già approvata alla Camera, che accresce le possibilità di usare le armi per legittima difesa, dando così in diversi casi “licenza di uccidere”.

Si tratta di provvedimenti che contrastano con quanto sosteniamo in nome della convivenza pacifica e civile. Riteniamo che debbano essere ritirati (e non approvati definitivamente nel caso di quello riguardante l’uso delle armi) e che debba essere invece, in tempi brevi, approvata la legge sulla cittadinanza basata sullo “jus soli” e sostituita, finalmente, la normativa sull’immigrazione denominata Bossi-Fini, che già tanti danni ha provocato.

 

La manifestazione “Pace e diritti” vuole essere una tappa per la ricostruzione di un forte movimento pacifista, all’altezza, come partecipazione, di quello dei primi anni 2000 (la 2^ potenza mondiale, secondo la definizione del “New York Times”) e in grado, questa volta, di bloccare davvero la folle corsa verso il baratro intrapresa dalle potenze mondiali – primi fra tutti gli Stati Uniti di Trump -. Con l’auspicio che, come segno di tale rinascita, “fioriscano” di nuovo sui balconi della nostra città, e non solo, le bandiere “arcobaleno”, espressioni della volontà popolare di PACE!

 

Riciclare per fini sociali, non privatizzare, è legge!

Autore: Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
L’articolo 26 comma 1 bis della legge “Sblocca Italia” è frutto di un emendamento proposto dall’Unione Inquilini e afferma che i comuni prima di procedere alla valorizzazione o meglio alla privatizzazione del demanio civile e militare, devono valutarne l’utilizzo ai fini di edilizia residenziale pubblica, anche attraverso il recupero e l’autorecupero per assegnarli a famiglie in graduatoria e/o con sfratto per morosità incolpevole. Rilanciamo la battaglia affinché i Comuni applichino questa legge.

Sabato 13 maggio 2017 dalle ore 9.30 a Firenze, sala Arci, Piazza dei Ciompi 11, si svolge un Workshop promosso dall’Unione Inquilini dal titolo: “Case popolari come? Con l’utilizzo degli immobili del demanio civile e militare.” Lo prevede il comma 1 bis dell’articolo 26 della legge 164/2014 definita “Sblocca Italia”. L’Unione Inquilini in occasione dell’iter parlamentare della legge scrisse e propose un emendamento che è diventato proprio questo comma.

Con questo comma si dispone che i comuni nella valorizzazione degli immobili pubblici inutilizzati del demanio civile e militare devono “prioritariamente” valutare l’utilizzo dell’immobile ai fini di edilizia residenziale pubblica, per assegnarlo a famiglie in graduatoria e/o famiglie con sfratto per morosità incolpevole, attraverso il recupero o l’autorecupero.

Si tratta di una proposta strategica e di valorizzazione sociale degli immobili pubblici inutilizzati che intendiamo far diventare una possibilità efficace per affrontare concretamente la precarietà abitativa nel nostro Paese, senza produrre cementificazione del territorio e a costi bassi, come avvenuto in esperienze a Bari e, recentemente, a Cuneo dopo due anni di iniziative dell’Unione Inquilini locale.

Per questi motivi, nonché per dare impulso a quanto previsto dal citato comma 1 bis e farlo diventare un elemento qualificante di politiche abitative nazionali e locali,

l’Unione Inquilini ha promosso un Workshop nazionale che si terrà a Firenze

Sabato 13 maggio 2017 a partire dalle ore 9.30 presso la sala Arci di Piazza dei Ciompi 11.

Il Workshop vedrà una partecipazione qualificatissima di amministratori, parlamentari,

esperti e ricercatori, di caratura nazionale.

 

Ex Aiazzone, ancora in piazza

NO al business dell’accoglienza.

28 gennaio 2017

Oggi pomeriggio un migliaio di persone hanno sfilato in corteo per le strade di Firenze, gridando un forte no al business e alla speculazione delle politiche di accoglienza.

In testa al corteo gli occupanti di via Spaventa che hanno portato in piazza le ragioni per cui lottano da due settimane. Dopo l’incendio dell’ex Aiazzone occupato e la morte del loro compagno Alì Muse, la rabbia per le continue ingiustizie subite e la voglia di riscatto per una vita di oppressione hanno spinto i rifugiati a scendere in strada a più riprese e pretendere che il prefetto ed il comune si assumessero le proprie responsabilità. Abbiamo raccontato come hanno risposto le istituzioni: porte chiuse, cariche della polizia e le solite fumose promesse.

I ragazzi di ex Aiazzone hanno ricevuto la proposta di essere inseriti in strutture per l’emergenza freddo, ospitati per poco più di 2 mesi senza alcuna garanzia sul proprio futuro. Hanno detto no. Esattamente come ribadito nel corteo di oggi, hanno rifiutato una finta soluzione che non garantiva la casa a tutti e continuato a lottare uniti per avere una casa, per vedersi riconosciuti i diritti minimi.

Con molto coraggio hanno denunciato le mistificazioni dei giornali e dei politici che hanno tentato di dividerli, le condizioni di vita dei rifugiati occupanti, dovute alle leggi inique del governo PD e le speculazioni delle cooperative che gestiscono l’accoglienza dei rifugiati e di chi si ritrova senza casa.

Nell’attuale sistema di accoglienza i richiedenti asilo vengono ospitati per alcuni mesi dalle cooperative, che lucrano risparmiando su ogni servizio che dovrebbero fornire ed accelerano il processo di “ricambio”. Passato questo periodo, durante il quale non viene garantito nessun tipo di inserimento, le persone, una volta ottenuto il riconoscimento dell’asilo, vengono letteralmente abbandonate. Senza una casa, senza un lavoro e privati di ogni possibilità, continuamente sotto ricatto per i documenti sempre in scadenza.

Dal furgone i rifugiati hanno continuato a intervenire per parlare della propria condizione e per invitare tutti a supportarli nella nuova occupazione di via Spaventa. Hanno ribadito come la loro lotta sia la lotta di tutti coloro che pagano le conseguenze della crisi e si vedono calpestare i propri diritti in nome della ricchezza di pochi. “Non esistono razze, le uniche differenze sono tra chi sfrutta e chi è sfruttato”, ha affermato uno di loro.

Una battaglia che, anche nella manifestazione di oggi, ha unito l’istanza dei rifugiati con quella delle tante altre persone, migranti e italiane, che subiscono le politiche mafiose dell’accoglienza a fronte dei problemi sociali. A più riprese i manifestanti hanno ribadito che risolvere i problemi sociali, a partire dalla casa, sarebbe possibile se il PD, dal governo al Comune, smettesse di dire che “non ci sono i soldi” quando in questione ci sono le case popolari, i sussidi economici, la sanità, i servizi per i cittadini. Ci sono invece quando si tratta di salvare le banche, come i 20 miliardi per MPS, per foraggiare le cooperative, per costruire opere inutili. E in questo, al di là della propaganda, non c’è distinzione tra italiani e migranti, come è stato ricordato anche in merito alle popolazioni terremotate del centro Italia.

Proprio per questo oggi, insieme ai rifugiati, è scesa in strada la Firenze meticcia e solidale, i collettivi studenteschi e i movimenti di lotta per la casa venuti da tutta la Toscana, i sindacati di base e tante realtà territoriali che si battono ogni giorno per i diritti dei migranti e di chi subisce la crisi.

Lo slogan “Accoglienza mafia! Cooperative ladri!” ha dato il ritmo alla manifestazione, che ha attraversato il centro della città fino a Piazza della Signoria, sede del comune. Al microfono si sono susseguiti gli interventi dei molti presenti sulla questione dei rifugiati, ma anche più in generale sulla questione del diritto alla casa e delle politiche di sgombero che prefettura, regione e comune continuano a propagandare.

Il lungo serpentone umano è arrivato infine a piazza dei Ciompi, dove, prima di sciogliersi ha espresso un saluto caloroso ad Alì Muse ed ha rilanciato la lotta per i documenti, per le case, in difesa dei diritti e della dignità.

Il business dell’accoglienza deve finire

 

Oggi abbiamo occupato uno stabile di proprietà della Curia in disuso da alcuni anni e in vendita con progetto di essere trasformato in appartamenti.

Abbiamo fatto questa scelta per sottolineare che, a fronte delle proposte lesive della nostra dignità che le istituzioni ci hanno presentato, soluzioni praticabili e non temporanee possono esistere. Decine di immobili sono inutilizzati in questa città, chiediamo che le istituzioni regolarizzino la nostra permanenza qua o in un luogo analogo, in cui poter abitare stabilmente, senza scadenze e senza il ricatto degli sgomberi e dell’art5.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le istituzioni devono fare i conti con il nostro rifiuto di vivere nella precarietà di un’emergenza permanente, perché una casa vera e dignitosa è indispensabile per una vita degna, tanto per noi quanto per le tantissime persone e famiglie che sono in difficoltà.
Lo diciamo da anni, il business dell’accoglienza, che riguardi i rifugiati o le famiglie in emergenza abitativa, il patrimonio e le risorse pubbliche non devono essere utilizzati per arricchire le cooperative e ricattarci, ma per tutelare i diritti delle persone.
Lo avremmo voluto dire anche sabato mentre le istituzioni si riunivano a porte chiuse e si rifiutavano di accettare il fallimento delle stesse politiche che ora ripropongono. Il prossimo Comitato per l’ordine e la sicurezza deve ragionare di soluzioni stabili e dignitose, prendendo in considerazione lo strumento della requisizione di questo o altro stabile in disuso.
Basta morti, casa subito!

I rifugiati
Movimento di lotta per la casa

ALÍ MUSE ERA UNO DI NOI

 

Siamo andati alla mostra di Ai Wei Wei che tanto si è vantato di ritenere centrale il tema dei migranti, per obbligare il comune a trovare una soluzione, perché noi stiamo davvero dalla parte dei migranti.

ALÍ MUSE ERA UNO DI NOI.
LA SUA MORTE È COLPA DELLO STATO

NOI DA QUI NON CE NE ANDIAMO!

Dopo questa intensa giornata di lotta è stato ottenuto un primo risultato: stanotte gli abitanti del l’ex aiazzone saranno ospitati nel Palazzetto dello Sport di Sesto. Da Palazzo Strozzi i manifestanti hanno messo in chiaro che è comunque una soluzione insufficiente in prospettiva, per cui si continuano a mettere toppe in situazioni di emergenza senza spendere invece i soldi per risolvere il problema alla radice, garantendo una sistemazione dignitosa a chi ne ha bisogno, dagli abitanti dei quartieri popolari ai rifugiati. Per questo, è stato annunciato, domani “la lotta continua”.

COSA FARE IN CASO DI LISTE DI ATTESA BLOCCATE

VADEMECUM SU COSA FARE IN CASO DI  LISTE DI ATTESA BLOCCATE

SI RICORDA CHE: chiudere le prenotazioni (fenomeno delle cosiddette liste d’attesa bloccate) è una pratica vietata dalla Legge nazionale n. 266/2005. Nel caso si verifichi, va segnalato il fatto inviando una lettera (vedi immagine allegata)
QUI DI SEGUITO PUBBLICHIAMO L’OPUSCOLO INFORMATIVO E DI COMPORTAMENTO NEI CONFRONTI DEL CUP AZIENDALE.
CHI DESIDERA l’opuscolo in forma cartacea può rivolgersi agli indirizzi delle Associazioni e Comitati (fra cui il Comitato 21 Marzo) pubblicati a fondo pagina.
PER RIAFFERMARE L’INVIOLABILE DIRITTO ALLA SALUTE MANIFESTAZIONE REGIONALE SABATO 21 FEBBRAIO A FIRENZE CORTEO CON PARTENZA ALLE ORE 15,30 DA PIAZZA DELLA LIBERTA’
OPUSCOLO: Continua a leggere