SCOMMETTIAMO SU DI NOI!

SCOMMETTIAMO SU DI NOI!

Flash Mob di sensibilizzazione sulle problematiche del gioco d’azzardo.
Vieni nelle piazze delle città di Firenze, Scandicci, Borgo S. Lorenzo, Antella e indossa qualcosa di viola, fatti coinvolgere dai ritmi dei percussionisti e da alcuni facilitatori della Biodanza, per lanciare un messaggio e acquisire consapevolezza dei rischi o di come aiutare chi potrebbe avere problemi con il gioco d’azzardo.
Non voltarti dall’altra parte, prendi il posto nella comunità consapevole.

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Il Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) investe più aspetti della vita delle persone con problematiche individuali,familiari e sociali.
Secondo lo studio EDIT 2015 condotto dall’Agenzia Regionale di Sanità (ARS), il Disturbo da Gioco d’Azzardo è un fenomeno che nella nostra Regione riguarda oltre 20.000 persone e i Servizi pubblici per le Dipendenze (SERD) hanno in carico circa 1400 giocatori patologici.
I Servizi fiorentini dell’Area Dipendenze dell’Azienda Usl Toscana Centro in collaborazione con la C.A.T. Cooperativa Sociale e gli Enti locali, nell’ambito di un progetto regionale realizzeranno dal 04 al 07 ottobre 2017 quattro flash mob per sensibilizzare i cittadini sul problema. Lo slogan è “Scommettiamo su di NOI” perché una Comunità consapevole può proteggere e prevenire i rischi delle dipendenze. Durante i flash mob un gruppo di percussionisti e di facilitatori della biodanza coinvolgeranno i partecipanti. Saranno presenti Operatori dei Servizi per le Dipendenze per eventuali informazioni.

Mercoledi 4 Ottobre: Scandicci Piazza della Resistenza

Giovedi 5 Ottobre: Antella (Bagno a Ripoli) Piazza Ubaldino Peruzzi

Venerdi 6 Ottobre: Borgo San Lorenzo (Firenze) Piazza Giuseppe Garibaldi e Piazza del Popolo

Sabato 7 Ottobre:Firenze, Piazza S.Croce

Tutti gli eventi inizieranno alle 17.30

Comunicato mondeggi settembre 2017 sul comportamento della città metropolitana

Nei tre anni della nostra custodia di Mondeggi, che è valsa a recuperare il territorio dal degrado in cui era stato abbandonato dall’incuria e dall’assenteismo istituzionale, molte sono state le iniziative rivolte anche all’esterno che abbiamo sviluppato o favorito. Diverse hanno avuto un respiro internazionale, come l’ultima in ordine di tempo che per dieci giorni ha visto un gruppo di volontari provenienti da Italia, Belgio, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, partecipare a un campo di lavoro con corsi formativi, organizzato con l’associazione Servizio Civile Internazionale.
All’inizio dell’estate tuttavia, la Città Metropolitana di Firenze ha inviato all’associazione Il Melograno una diffida a svolgere, come nello scorso anno, le attività dei propri Centri estivi nell’area auto-gestita da Mondeggi Bene Comune, utilizzandone spazi e strutture. Tale diffida ha fatto seguito all’altra indirizzata ai gestori del chiosco dei Giardini della Resistenza all’Antella, a cui è stato intimato – pena il ritiro del patrocinio comunale e il conseguente fortissimo aumento dei costi – di togliere dal loro programma di eventi estivi qualsiasi riferimento a Mondeggi Bene Comune.
Come è evidente, siamo in presenza del tentativo di fare terra bruciata intorno a Mondeggi per spezzare le solidarietà territoriali e le relazioni socio-culturali che ne consolidano e ne sviluppano il progetto. Che tali decisioni vengano prese sulla pelle dei bambini dei centri estivi ai quali viene sottratta l’opportunità di muoversi in un ambiente più sano conoscendo direttamente ciò che ormai, nella più rosea delle ipotesi, vedono soltanto sui poster o su internet, non sembra preoccupare più di tanto i solerti amministratori.
Non c’è da meravigliarsi: isolare le esperienze scomode e non conformi è una strategia adottata da tempo immemorabile da ogni potere. Quel che francamente comincia a diventare seccante è che si continui a voler far passare questi provvedimenti come inevitabili conseguenze di una nostra presunta illegalità. A tal proposito, chiariamo allora alcuni punti.
Primo. L’illegalità di cui veniamo accusati è inesistente in quanto tale, contrariamente a quella posta in essere dagli amministratori pubblici che contravvengono il dettato costituzionale almeno per quanto riguarda la finalità sociale della proprietà (soprattutto l’art. 41) e il principio di sussidiarietà (art. 118). Occorrerà sottolineare che tale interpretazione non è nostra, ma di alcune fra le figure della giurisprudenza italiana ritenute più autorevoli in campo nazionale ed internazionale: come, per citare solo alcuni nomi, Stefano Rodotà (purtroppo appena scomparso), Ugo Mattei, Paolo Maddalena. Proprio quest’ultimo, forse il nome più prestigioso per gli alti incarichi istituzionali ricoperti, ci ha recentemente inviato alcune considerazioni dalle quali emerge che per gli ordinamenti italiani nessun bene pubblico può essere ritenuto proprietà di qualsivoglia istituzione e che quindi sono i cittadini, semmai, a detenere «la “proprietà collettiva” di Mondeggi a titolo di “sovranità”», il che tra l’altro impedisce di ritenere legittima qualsiasi iniziativa unilaterale delle istituzioni tesa all’alienazione di un bene pubblico. Sempre citando Maddalena, c’è inoltre «la questione della “funzione sociale” della proprietà. Se la Provincia è stata inerte, bene hanno fatto i cittadini, considerati come “parte” dell’intera Comunità, a prendersi cura della fattoria e non si può certo parlare di occupazione abusiva». Non va poi dimenticato che circa 200 amministrazioni in Italia hanno affrontato situazioni consimili in maniera del tutto diversa, stipulando accordi stabili con coloro che si sono “illegalmente” presi cura di beni pubblici abbandonati.
Secondo. A proposito di illegalità: siamo proprio sicuri che la fallimentare gestione dell’Azienda Agraria Mondeggi Srl di cui l’ex Provincia è socio unico, non configuri alcun profilo di reato? Dobbiamo registrare soltanto l’ennesimo caso di mancata abilità manageriale o, come poi viene quasi sempre accertato, questa è solo un’interpretazione ufficiale il cui scopo è nascondere ben altro tipo di abilità? Non interessa davvero a nessun magistrato cercare di capire come è maturato l’enorme disavanzo alla fine ripianato (tanto per essere originali) con i soldi dei cittadini che, in caso di vendita, si ritroverebbero ad aver coperto gli ammanchi causati da altri per poi perdere comunque la disponibilità del bene? Non sarebbe istruttivo dare un’occhiata ai verbali dei Consigli di amministrazione per verificarne la coerenza economica delle decisioni; o magari appurare se i tecnici che ne facevano parte condividevano le scelte dei consiglieri di nomina politica e, in caso contrario, per quale motivo? Magari ci attiveremo di più in tal senso.
Terzo. Coloro che si appellano così maldestramente alla legalità sono comunque qualificati esponenti della categoria professionale italiana – ovvero i politicanti (definirli politici pare troppo) – di gran lunga a più alto tasso di delinquenza, sebbene per una tipologia piuttosto ristretta di reati. E’ un dato sociologico (oltre che di senso comune) inoppugnabile e corroborato da una pletora di inchieste, procedimenti e sentenze che non hanno soltanto disvelato le malversazioni dei singoli ma anche il loro organico inserimento all’interno di un sistema di governo pervasivo e strutturalmente fondato sul malaffare. Per merito di tale categoria professionale e della sua attenzione alla legalità, su 176 paesi, l’Italia nel 2016 era distante 60 posizioni (il terz’ultimo posto in Europa) da quella occupata dallo Stato più virtuoso a livello mondiale.
Quarto. Dato che siamo così illegali, com’è che si è fatto ugualmente ricorso a noi per garantire la messa in sicurezza dei luoghi rispetto alle normative anti-incendio in vigore nella stagione secca? Per anni l’ex Provincia ha abbandonato Mondeggi innalzando a dismisura il rischio; recentemente ha inoltre svenduto tutti i macchinari e licenziato il dipendente che poteva impiegarli per svolgere questa mansione. Certo utile ma molto ipocrita contattarci per risolvere un problema dell’istituzione, senza pagare pegno e soprattutto senza pagare salari. Pare insomma che la nostra sia un’illegalità talvolta tollerabile se risponde alle convenienze della Città Metropolitana.
Diciamola tutta. Se l’indifferenza etica, l’ipocrisia morale, la mendacia politica, l’arroganza del potere spesso connaturate ai politici di professione, non impedissero loro di togliere il disturbo obbligandoci così a ricercarne l’interlocuzione, eviteremmo volentieri il rischio di comprometterci frequentando personaggi i cui comportamenti e la cui reputazione (collettiva, quando non personale) sono giustamente così dubbi.

MONDEGGI BENE COMUNE – FATTORIA SENZA PADRONI

 

SFRATTO A SORPRESA A FIRENZE

SFRATTO A SORPRESA A FIRENZE, LA FAMIGLIA RESISTE BARRICATA IN CASA

Questa mattina a Firenze si sta svolgendo lo sfratto a sorpresa di una famiglia. Forze dell’ordine spintonano i solidali mentre dentro casa la famiglia si barrica per evitare di essere buttata fuori dai pompieri.
Barbara, suo marito e le sue figlie sono una famiglia come tante, stroncata dalla crisi e finita nel vortice degli sfratti dopo la perdita del lavoro e la difficoltà nel trovarne uno nuovo, con un affitto di 900€ da dover pagare ogni mese per una casa fatiscente. A giugno Barbara aveva scritto una lettera al sindaco Nardella in cui raccontava la sua storia e le non soluzioni a cui le istituzioni che dovrebbero risolvere le situazioni di emergenza abitativa l’hanno indirizzata: trafila infinita in uffici, umiliazioni… una burocrazia volta a far arrendere le persone, a renderle rassegnate e inermi. Barbara e la sua famiglia invece hanno scelto di non accettare questi soprusi e resistere, anche davanti a uno sfratto a sorpresa e alla violenza delle forze dell’ordine e delle istituzioni.

Video di Firenze dal Basso

Refugees Welcome Italia – Invito a tutte le associazioni

Martedì 12 settembre – ore 17,00

Refugees Welcome Italia – Invito a tutte le associazioni “con la presente siamo felici di invitarvi ad un incontro (informale) di presentazione delle attività di Refugees Welcome Italia Onlus, l’associazione che promuove l’ospitalità in famiglia di rifugiate/i. Refugees Welcome Italia sta avviando la formazione dei team territoriali in tutto il paese, divulgando la metodologia di lavoro messa a punto e raffinata grazie a un costante lavoro di relazione e confronto con tutti i protagonisti delle esperienze: le famiglie, i rifugiati, gli attivisti e gli operatori delle associazioni. Dopo Roma, Milano, Bologna, Torino, Alessandria, Genova, Como, Cuneo, Padova, Modena, Reggio Emilia, Pesaro, Macerata, L’Aquila, Cagliari, Catania, Palermo, ora è la volta della Toscana. L’incontro, occasione di programmazione partecipata di possibili progetti e collaborazioni future, si terrà martedì 12 SETTEMBRE ALLE ORE 17 presso la Caffetteria della Biblioteca delle Oblate – Via dell’Oriuolo 26 Firenze

Quello che ho visto in Libia lo descriverei come l’incarnazione della crudeltà umana al suo estremo Il Comitato Fermiamo la Guerra e il Coordinamento Basta Morti nel Mediterraneo ricordano a TUTTI, SINGOLI E ASSOCIAZIONI, i prossimi importanti appuntamenti per andare avanti e rinforzare le nostre iniziative, chiamando a raccolta tutte le forze antirazziste, antifasciste fiorentine e toscane. I recenti provvedimenti e gli accordi stretti con la Libia dal governo italiano alimentano la catastrofe umanitaria sotto gli occhi di tutti: siamo gravemente responsabili delle torture, della morte, delle violenze subite in questo preciso momento da migliaia di esseri umani. Il clima di intolleranza, alimentato dalla campagna di disinformazione costante e martellante dei media, completamente allineati alle iniziative del governo italiano, cresce di giorno in giorno anche fra la gente comune. UNIAMOCI SEMPRE DI PIÙ e NON ARRETRIAMO! costruiamo tutti insieme le prossime iniziative, per creare MODELLI DI ACCOGLIENZA DIVERSI, per CHIEDERE SEMPRE CON MAGGIOR FORZA L’APERTURA DEI CORRIDOI UMANITARI, per INFORMARE CORRETTAMENTE l’opinione pubblica sugli ABUSI e le VIOLENZE DISUMANE che sono commesse in Libia con la connivenza e l’avallo del nostro governo.

Montelupo, l’abbraccio dei mille che riapre le porte dell’ex Opg

Firenze: Montelupo, l’abbraccio dei mille che riapre le porte dell’ex Opg

di Jacopo Storni

Corriere Fiorentino, 10 settembre 2017

 Presentato il concorso di idee per il futuro di Villa Ambrosiana, luogo simbolo per secoli. Villa Ambrogiana torna alla cittadinanza, dopo un secolo e mezzo. Oltre mille persone, ieri pomeriggio, hanno creato un lunghissimo cerchio attorno all’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo, un abbraccio ideale che ha simboleggiato la nuova vita della struttura, non più luogo di detenzione e sofferenza, ma spazio aperto alla città, da rivalorizzare per farne un polo d’attrazione.

Un evento storico per Montelupo, un abbraccio lungo il quale le persone si sono passate simbolicamente la chiave con cui è stata aperta la porta della residenza medicea. E poi tutti dentro, 500 per volta, per visitare un luogo che per decenni è rimasto invalicabile. Famiglie con bambini, giovani e anziani, associazioni sportive, la banda e i droni in mezzo al cielo. Tantissimi volontari a coordinare l’evento.
E poi le magliette per celebrare un momento storico.
Adesso il futuro della Villa, passata di competenza dal Ministero della Giustizia al Demanio, è affidato a un bando di progetti. Entro fine settembre saranno selezionate dieci proposte per la riconversione della villa medicea. Ad annunciarlo, ieri mattina in Consiglio comunale, è stato il ministro dello sport Luca Lotti, originario proprio di Montelupo. I selezionati parteciperanno a una gara, con termine a dicembre, per la quale dovranno presentare le proprie offerte economiche e il vincitore sarà annunciato entro aprile del prossimo anno.
“La valorizzazione della Villa dell’Ambrogiana – ha detto il ministro Lotti – è una grande sfida per ridare lustro a un bene che rappresenta fortemente questa comunità e una grande opportunità di crescita e sviluppo”. Tra le priorità del bando, l’accessibilità al pubblico, la destinazione pubblica della parte nobile del complesso dell’Ambrogiana e la sostenibilità economica del progetto.
“L’Ambrogiana – ha poi aggiunto Lotti – adesso torna ai montelupini, finalmente accessibile, sia la villa vera e propria, sia il parco che la circonda. È un figlio che viene restituito alla famiglia e deve essere curato da tutti assieme. È un’occasione che deve far discutere ma non dividere: mi appello a forze politiche e cittadini di essere uniti per il recupero della Villa”. L’idea, per i prossimi mesi, è quella di abbattere il muro di cinta che era stato eretto nella riconversione della villa signorile a manicomio. Un muro che certamente stona con l’eleganza dell’edificio storico e che anche gli abitanti vorrebbero eliminare. La Regione Toscana, tramite l’assessore Stefano Ciuoffo, ha fatto sapere “che lavorerà per far aggiungere questa villa all’elenco delle ville medicee tutelate dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità”. Mentre il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Raggi, ha detto che “il Demanio intende mantenere anche per il futuro la proprietà, almeno nella parte vincolata dalla Sovrintendenza”.

 

Periferie al Centro: ma non è Fuori Binario, è la Festa del Pd…

 Periferie al Centro: ma non è Fuori Binario, è la Festa del Pd…

periferie

Di seguito il comunicato dell’associazione Periferie al Centro creatrice della testata FUORI BINARIO, giornale di strada delle persone senza fissa dimora di Firenze, che si è ‘ritrovata’ ad avere lo stesso nome del titolo dato all’edizione di quest’anno della Festa dell’Unità che apre stasera alle Cascine. Ascolta l’intervista a Maria Pia Passigli, ideatrice e anima di Fuori Binario.

Fa abbastanza effetto leggere sullo striscione all’ingresso della festa dell’unità a Firenze “Periferie al centro”: è il nome della nostra Associazione, fondata nel 1995, il cui scopo, oltre alla realizzazione del giornale “Fuori Binario”, è lo stabilire un rapporto col disagio crescente della città attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi dell’emarginazione sociale, promuovendo progetti di reinserimento e riabilitazione, stimolando il confronto tra le realtà associative e le istituzioni, nonché il formare una rete capace di sorvegliare che i diritti di tutti i cittadini, senza dimora ed extracomunitari, siano rispettati.

In tutti questi anni abbiamo cercato di dar voce a chi voce non ha e vedere il nostro nome associato a un partito politico che in questi anni ha fatto di tutto fuorché avvicinare le “periferie”, cioè le persone più svantaggiate, al “centro”… … 

Questo accade in città nell’ambito di una manifestazione che ormai da tempo ha perso il suo significato iniziale di unità  e resta solo una vetrina  costruita sulla bramosia politica di arrivismo al di là del bene comune… beh, non ci piace.”

 

Associazione Periferie al Centro

(audio) Ascolta l’intervista a Maria Pia Passigli

fonte: controradio Chiara Brilli http://www.controradio.it/periferie-al-centro-non-binario-la-festa-del-pd/