Fuori Binario n.155 di Marzo: La parola alle donne

Questo giornale di marzo è un numero speciale dedicato interamente a voci di donne. Ne è nata una ricchezza di idee, di argomenti, di testimonianze, di storie, di poesie, di quadri, di musica, di foto, di attualità. Ma soprattutto si sono incontrate e intrecciate tante realtà diverse e interessanti che arricchiranno il nostro cammino. Perché commemorare non basta, può diventare sterile. Perché se è necessario conservare la memoria di ciò che è stato, conoscere le nostre radici e ricordarci da dove veniamo, è ancora più necessario collegare il passato con l’oggi. Perché è adesso che noi viviamo e possiamo agire. E fascismo, ingiustizia e razzismo sono ancora pane quotidiano. Il passato ci interessa per le sue connessioni con il presente e per l’ombra che getta sul futuro. Qui troverete solo alcuni esempi di storie di donne nel mondo,quelle che ci è piaciuto ricordare, ma di tante altre si sarebbe potuto parlare.
LA REDAZIONE

Per non perdersi

CENTRI ASCOLTO INFORMAZIONI
A.S.S.A. (Ass. Speranza Solidarietà AIDS):
Via R. Giuliani, 443 Tel. 453580
C.I.A.O. (Centro Info Ascolto Orientamento) Via delle Ruote, 39 -orario 9,30-13,00 pomeriggio su appuntamento – Tel. 4630876, associazioneciao@gmail.com.
CARITAS Diocesana Firenze:
Centro d’Ascolto per Stranieri  Responsabile: Elsa Dini
Via Faentina 34 – 50133 Firenze Tel: 055 46389273 Fax: 055 46389271 cdastranieri@caritasfirenze.it - Aperto al pubblico: lunedì dalle 14.30 alle 17.00, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00 (all’apertura vengono distribuiti i numeri, conviene, quindi, arrivare qualche minuto prima)
Centro d’Ascolto per Italiani: Responsabile: Gabriella Nardi Via Faentina 34 – 50133 Firenze
Tel: 055 46389274 Fax: 055 46389283 cdaitaliani@caritasfirenze.it
Aperto al pubblico: martedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.00

Centro Medico Niccolò Stenone:
Direttore Sanitario: dr. Riccardo Poli
Associazione Niccolò Stenone – ONLUS Via del Leone 35 – 50124 Firenze
Tel: 055 214994 stenone@caritasfirenze.it  Orario degli ambulatori: dal lunedì al venerdì, dalle ore 15.00 alle ore 19.00
CENTRO ASCOLTO CARITAS: Via Romana, 55 – Lun, mer: ore 16-19; ven: ore 9-11.
CENTRO ASCOLTO CARITAS: Via San Francesco, 24 Fiesole – Tel. 599755 Lun. ven. 9 -11; mar. mer. 15 -17.
PROGETTO ARCOBALENO: V. del Leone, 9 – Tel. 288150.
SPORTELLO INFORMATIVO PER IMMIGRATI: c/o Circolo arci “il Progresso” Via V. Emanuele 135, giovedì ore 16 – 18,30.
CENTRO AIUTO: Solo donne in gravidanza e madri, P.zza S.Lorenzo – Tel. 291516.
CENTRO ASCOLTO Caritas Parrocchiale: Via G. Bosco, 33 – Tel. 677154 – Lun-sab ore 9-12.
ACISJF: Stazione S. Maria Novella – binario 1 – Tel. 294635 – ore10 – 12:30 / 15:30 – 18:30.
CENTRO ASCOLTO: Via Centostelle, 9 – Tel. 603340 – Mar. ore 10 -12.
TELEFONO MONDO: Informazioni immigrati, da Lun a Ven 15- 18 allo 055-2344766.
GRUPPI VOLONTARIATO VINCENZIANO: Ascolto: Lun. Mer. Ven.ore 9,30-11,30. Indumenti: Mar. Giov. 9,30-11,30 V. S. Caterina
d’Alessandria, 15a – Tel. 480491.
L.I.L.A. Toscana O.N.L.U.S.: Via delle Casine, 13 Firenze. Tel./fax 2479013.
PILD (Punto Info. Lavoro Detenuti): Borgo de’ Greci, 3. C.C.E. (Centro consulenza Extra-giudiziale): L’Altro Diritto; Centro doc. carcere, devianza, marginalità. Borgo de’ Greci, 3 Firenze. E-mail adir@tsd.unifi.it
MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA: Via Palmieri, 11r
Tel./fax 2466833.
SPAZIO INTERMEDIO: Via Palazzuolo, 12 Tel. 284823.Collegamento interventi prostituzione.
CENAC: Centro di ascolto di Coverciano: Via E. Rubieri 5r -
Tel.fax 055/667604.
CENTRO SOCIALE CONSULTORIO FAMILIARE: Via Villani 21a
Tel. 055/2298922.
ASS. NOSOTRAS: centro ascolto e informazione per donne straniere, Via del Leone, 35 – Tel. 055 2776326
PORTE APERTE “ALDO TANAS”: Centro di accoglienza a bassa soglia – Via del Romito – tel. 055 683627- fax 055 6582000 – email: aperte@tin.it

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Uomini per le donne

La prima causa di morte per le donne di ogni parte del mondo, è la violenza maschile. Periodicamente questa tragedia affiora alla coscienza collettiva perché donne coraggiose la denunciano. E allora i giornali ne parlano, le Tv trasmettono documentari speciali, si fanno manifestazioni e nelle sedi istituzionali si propongono rimedi opportuni. Eppure, non possiamo fare a meno di notare un silenzio pesante come il piombo e che per noi è una colpa, è una vergogna:
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Redazione aperta, secondo appuntamento 8 Marzo

(immagine di Anarkikka for 8 marzo)
Redazione aperta “FUORI BINARIO” una giornata dedicata alle donne da costruire insieme

Non abbiamo preparato un programma preciso, ognuno porta qualcosa: una lettura, una foto, una testimonianza, un quadro, un canto, un progetto, un video… quello che volete, noi abbiamo il giornale nuovo, numero speciale scritto tutto da donne, un piccolo mercatino di riciclo della nostra bottega e la presentazione del libro della nostra redattrice Silvia Prelazzi (accompagnata da un mandolino ) che è in stampa. Qualcosa da bere e da mettere sotto i denti, con il contributo anche dell’associazione il Melograno,

TI ASPETTIAMO!

la redazione di FuoriBinario
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L’origine storica dell’8 marzo

L’8 marzo era originariamente una giornata di lotta, specialmente nell’ambito delle associazioni femministe: il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po’ sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche – se non soprattutto – da connotati di carattere commerciale
Ipotesi sull’origine
L’origine della festività è controversa. Una possibilità è che la sua istituzione risalga al 1910 nel corso della II Conferenza dell’Internazionale socialista di Copenaghen. Sarebbe di Rosa Luxemburg la proposta di dedicare questo giorno alle donne. Alcune femministe italiane, sostengono tuttavia che non c’è nessuna prova documentata a supportare questa ipotesi. Il movimento operaio e socialista di inizio secolo ha celebrato in date molto diverse giornate dedicate ai diritti delle donne e al suffragio femminile. Infatti l’8 marzo 1917 (23 febbraio secondo il calendario non riformato) le operaie di Pietroburgo (Russia) manifestarono, accanto agli uomini, contro la guerra e la penuria di cibo (nell’ambito della rivoluzione di febbraio). L’unica data certa è comunque quella dell’ 8 marzo 1911, quando si celebra la prima giornata internazionale delle donne, manifestazioni hanno luogo in Austria, in Danimarca, in Svizzera, in Germania e negli USA. Inoltre, le già citate femministe italiane, ipotizzano che per rendere più universale e meno caratterizzato politicamente il significato della ricorrenza, si preferì omettere il richiamo alla Rivoluzione russa ricollegandosi ad un episodio non reale, ma verosimile, della storia del movimento operaio degli Stati Uniti In Italia, nel secondo dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall’UDI (Unione Donne Italiane) associando nel contempo alla data dell’8 marzo l’ormai tradizionale fiore della mimosa.
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ROSA LUXEMBURG

“Stralci di lettere dal carcere di massima sicurezza”
Varsavia, 18-7-1906
A Matilde Wurm (…) Questo è il tempo nel quale viviamo, meraviglioso, cioè io chiamo un tempo meraviglioso quello che produce una massa di problemi enormi che stimolano i pensieri, che fanno emergere passioni, soprattutto un tempo fertile, un tempo gravido che partorisce ogni ora e da ogni nascita emerge di nuovo una gravidanza (…) Caro E., sono molto contenta che Lei stia meglio. Non si stressi e sopratutto non cada in depressione. La RIVOLUZIONE è GRANDIOSA, tutto il resto sono stupidaggini.
Dal carcere di Wronke,
28-12-1916 A Matilde Wurm (…) Piangere è una questione di debolezza, essere uomo significa buttare con gioia tutta la propria vita su questa grande bilancia del destino, se è necessario, ma allo stesso tempo rallegrarsi di ogni giorno di sole e di ogni nuvola bella, io non ho ricette per scrivere come deve essere un uomo, so soltanto come uno lo è. (…) Il mondo è così bello malgrado tutti gli orrori e lo sarebbe ancora di più se non esistessero deboli e codardi. La psiche delle masse come il mare eterno nasconde in sé tutte le possibilità latenti: silenzio mortale e tempesta violenta, codardia più bassa e eroismo più selvaggio. La massa è sempre ciò che deve essere secondo le condizioni del periodo storico e sta sempre per diventare qualcosa di totalmente diverso da quello che sembra (…) Essere deluso dalle masse è sempre la cosa più vergognosa per un uomo politico. (…) Questo silenzio sublime dell’infinito nel quale si perdono così tante grida inascoltate risuona in me così forte che non ho più spazio nel mio cuore per il ghetto: mi sento a casa in tutto il mondo, dove esistono nuvole e uccelli e lacrime umane.
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Rosa di rivoluzione

di Fabrizio Melodia (Astrofilosofo)
Solo estirpando alla radice la consuetudine all’obbedienza e al servilismo, la classe lavoratrice acquisterà la comprensione di una nuova forma di disciplina, l’autodisciplina, originata dal libero consenso (Rosa Luxemburg, 1918). Buttata in un fosso, come un rifiuto. Vera e propria spazzatura della società , andava uccisa, per evitare che ammorbasse l’aria pulita del nazionalismo e dell’economia capitalista sempre più spinta. Il giorno 15 gennaio 1918, dopo aver partecipato alla Rivoluzione Tedesca iniziata nel novembre dello stesso anno dopo la disfatta della Germania nella Prima Guerra Mondiale, dopo aver contribuito a fondare il Partito Comunista di Germania fra il dicembre 1918 e il gennaio 1919 Rozalia Luxsemburg, nata a Zamo (oggi in Polonia) il 5 marzo 1871, nota con il nome di battaglia di Rosa Luxemburg, fu rapita e in seguito assassinata dai soldati dei cosiddetti Freikorps agli ordini del governo del socialdemocratico Friedrich Ebert e di Gustav Noske, ministro degli Interni. Fu gettata in un fosso, insieme al suo compagno di lotta, Karl Liebknecht. Spazzatura rivoluzionaria, recuperata in seguito ma sui cui resti sorse un mistero, in quanto Rosa Luxemburg soffriva di
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VALIE EXPORT

Waltraud Hollinger, austriaca, nata a Linz nel 1940; nel 1967 rinuncia sia al nome paterno che a quello del marito, per adottare una nuova identità ispirata al nome della marca di sigarette più popolare in Austria. VALIE EXPORT – EXPORT SMART è un’opera emblematica, dove l’artista si raffigura in possesso di un pacchetto di sigarette – che sta fumando – sul quale è stampato il suo volto. Fumare quella marca di sigarette (un po’ come le nostre Nazionali senza filtro) era considerato un attributo virile.
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Canti di donne contadine

In un periodo in cui la stampa voyeristica e morbosa sembra attribuire alle donne come unica professione “il lavoro più antico del mondo”, in occasione dell’8 MARZO, vorrei porre all’attenzione la grande forza femminile del passato attraverso alcuni versi popolari composti a metà ‘800 da donne toscane (per lo più contadine). Molti di questi canti testimoniano la profonda coscienza delle dure condizioni di vita della donna nel secolo scorso che, nonostante le grandi trasformazioni sociali, ritornano nella fatica quotidiana del vivere oggi. Uno dei più conosciuti è Il lamento della sposa, in cui il tema della malmaritata è sviluppato con grande spirito e maestria.
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Deportati da San Salvi

L’ingiustizia che, ancora una volta, si è perpetrata su un gruppo di persone che vivevano nell’area di San Salvi, presso la Residenza “I Girasoli”, sradicandoli da quelli che, a suo tempo furono chiamati “Miniappartamenti”, è l’ennesima dimostrazione dell’insensibilità delle “società civili”. Le istituzioni, anche quelle di sinistra, i cittadini, anche quelli di sinistra, gli operatori sociali, sanitari, economici, insomma, i così detti “normali”, molto spesso pensano quello che è bene per coloro che considerano fuori dalla normalità o,più propriamente, fuori dalla maggioranza che, in quanto tale, si arroga il diritto di considerarsi “normale”. Continua a leggere