RADIO CORA Una Nuova Radio per una Nuova Resistenza

UNA NUOVA RADIO PER UNA NUOVA RESISTENZA

Cosa significa oggi Resistenza?
In senso letterale, significa far fronte contro qualcosa che tende a modificare l’impianto di diritti che decenni di lotte popolari hanno conquistato al nostro Paese. La Resistenza, in questo modo, si configura come un’attività tesa a salvaguardare la natura e l’assetto della nostra vita democratica. Le regole del vivere associato, le istituzioni, ovviamente, ma prima ancora il loro ruolo definito in conformità con quella sovranità popolare sancita dall’articolo 1, comma secondo. Resistenza dunque, oggi, significa essenzialmente difesa della Costituzione. Strenua, radicale, senza compromessi. Difesa della Costituzione in quanto espressione dell’altra Resistenza, quella storica, che, lottando contro il fascismo ed il nazismo, seppe ridare dignità e speranza al nostro Paese. Continua a leggere

Radio CoRa

IL 7 GIUGNO 1944
CONVENUTI NELLA CASA DI FRONTE
A CONCORDARVI L’ULTIMA BATTAGLIA
DELLA NOSTRA LIBERAZIONE
ENRICO BOCCI AVVOCATO
ITALO PICCAGLI CAPITANO DELL’A.A.R.S.
LUIGI MORANDI STUDENTE
SOLO ARMATI DI COSTANZA FEDE SAPERE
SORPRESI CON I COMPAGNI DAI NAZIFASCISTI
DOPO RESISTENZA TORTURE INUMANE CORAGGIO
DETTERO LA VITA
PER GLI IDEALI FINO ALL’ULTIMO VIVI
DI GIUSTIZIA E DI LIBERTÀ
MEDAGLIE D’ORO AL VALOR MILITARE
PER UNA CIVILE PACE TRA I POPOLI

Radio CoRa (acronimo di Commissione Radio) fu un’emittente clandestina, approntata e gestita da membri del Partito d’Azione a Firenze, fra il gennaio e giugno 1944. Altre Radio CoRa (Milano e Bari) realizzarono trasmissioni d’informazioni militari per tenere contatti con gli Alleati. A Firenze furono una ventina i principali collaboratori del gruppo. Dopo la prima trasmissione di prova, in via de’ Pucci, Radio CoRa continuò a trasmettere ininterrottamente per cinque mesi venendo continuamente spostata per evitare la sua localizzazione. Il 7 giugno 1944 i nazisti individuarono la ricetrasmittente in piazza d’Azeglio. Il giovane radiotelegrafista Luigi Morandi sorpreso alla radio ebbe la prontezza di sottrarre una pistola ad un soldato tedesco e di ferirlo a morte, poi a sua volta venne colpito e morì due giorni più tardi in ospedale. Continua a leggere

Morto Ivan Tognarini, presidente dell’Istituto storico della Resistenza Toscana

È morto Ivan Tognarini, presidente dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana.
Docente di storia moderna all’Università di Siena fin dalla metà degli anni Settanta, avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 2 giugno.
“Dedicheremo e celebreremo anche nel suo ricordo le iniziative per il Settantesimo della Liberazione in Toscana”, sottolineano il presidente della Toscana Enrico Rossi e l’assessore alla cultura Sara Nocentini.
“Mai giorno più simbolico avrebbe potuto segnare la sua esistenza e il suo contributo alla storia della nostra regione”, annota Nocentini.
“Ho conosciuto Ivan Tognarini otto anni fa a Calenzano – ricorda l’assessore alla cultura della Toscana – in uno degli innumerevoli eventi a cui Tognarini partecipava per celebrare la memoria dell’ antifascismo e della Resistenza”.
“Gli scrissi che avrei avuto piacere di collaborare con lui – racconta ancora Nocentini -, mi chiamò e mi propose di lavorare ad una ricerca su Calenzano nel ventesimo secolo. Ne scaturirono mesi di lavoro negli archivi e a contatto con testimoni locali, che confluirono in due volumi”.
“Scoprii – prosegue – un uomo appassionato e verace e iniziai ad apprezzare i suoi studi sulle stragi nazifasciste, sugli infiniti fatti e i protagonisti locali dell’antifascismo e della Resistenza in Toscana, sul movimento operaio e i grandi centri industriali”.
Anche l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini, nella passata legislatura assessore all’istruzione, ricorda il professore scomparso. “Lo conoscevo personalmente e lo ricordo per l’impegno profuso nel corso degli anni con la scuola toscana e i territori”, dice.
La sua scomparsa – ha concluso – ci priva di un protagonista della vita democratica di Firenze e della Toscana e di un ricercatore instancabile, il cui lavoro è nostro impegno proseguire”.
Cordoglio anche dell’Anpi di Firenze. “La scomparsa di Ivan rappresenta una grande perdita – dichiara il presidente dell’Anpi di Firenze, Silvano Sarti – Una persona che ha speso tutta la sua esistenza e la sua vita professionale al fine di conquistare tutti ai valori inscritti in quella Carta Costituzionale che oggi si vuole stravolgere: la sua opera e le sue ricerche ci dimostrano come quegli ideali abbiano rappresentato ed ancora rappresentino la più grande garanzia per lo sviluppo democratico, sociale ed economico del nostro paese”. “Di lui – conclude Sarti- ricordo con particolare commozione l’impegno instancabile nel riconoscere all’ANPI il ruolo insostituibile di baluardo della difesa dei valori della Costituzione, grazie all’unità di tutte le forze democratiche ed antifasciste che la nostra associazione eminentemente rappresenta”.

Fonte: Regione Toscana

Adiacente Resistente

Sono 30anni che vedo le menti migliori della mia generazione. E di quella dopo e di quella dopo ancora, alzarsi presto la mattina, a volte anche la notte, correre verso uno due tre mille sfratti.
Correre ed Esserci. Impedire. Correre sapendo che molte volte se arrivano i BLU non vanno di parole ma di mazzate, e che oltre gli anfibi gli scudi sulla schiena alla cilena, volano le persecuzioni in tribunale. Impedire la paura nera di chi fra un’ora sarà per strada senza più oggi, non è reato.
Vedo le facce delle donne, dei bimbi dei loro padri, e accanto le menti migliori ed anche le peggiori della mia generazione e quella dopo e quella dopo ancora, sono lì ad impedire gli ordini dall’alto dai creatori di disperazione, di diritti stracciati, di tu-noncontiuncazzo interrompere, frapporsi all’incubo che domina le notti insonni e le mattine senza speranza nella interminabile fila che si sta ingrossando.
Setacciati fuori dal più importante diritto primario. Una casa una vita.
Difendere gli indifendibili, gli orfani dei loro diritti non è reato. È un crimine non farlo.

Adiacente Resistente

Hasta siempre

Parlare di resistenza oggi, porta soprattutto a pensare alle difficoltà del vivere quotidiano, se poi queste si scontrano con leggi e regole degli ultimi tempi, ci troviamo di fronte ad una vera e propria lotta continua per fare valere le nostre condizioni.
Resistenza oggi è ostinazione a riprendersi i propri diritti, la libertà, ogni giorno trasformati, nostro malgrado, in una convivenza il cui contesto è sviato dal comando e dall’ostentazione personale, egoismo, indifferenza, razzismo, odio, violenza, tragedie, sono il risultato di un allarme sociale inesistente (sicurezza) che lavora per dividere.
Resistenza oggi è l’eroismo di chi ancora riesce a credere nei valori che ci legano e lotta per riappropriarsene contro ingiustizie e soprusi denunciandoli apertamente.
Resistenza oggi è riprendersi l’esistenza che ci rubano attraverso una errata informazione e una studiata repressione.
Resistenza oggi è remare controcorrente, noi di Fuori Binario teniamo saldi i remi, cerchiamo una corrente buona dove fluire.
Auguri Fuori Binario,

Roberto

Storie di resistenza metropolitana

La nascita del movimento di lotta per la casa

Sono passati quasi 25 anni dalla nascita del movimento, anni di conflitto costante, di interscambio tra generazioni, di “meticciato”, di incroci tra tante diversità.
Anni di RESISTENZE, di sofferenze e di rabbia, di gioia, di vittorie e di sconfitte.
Di sicuro l’esistenza stessa del movimento rappresenta una spina nel fianco alle istituzioni, un riferimento certo per sfrattati, inquilini, giovani anziani, senza-casa, richiedenti asilo … solo la sicurezza dell’esistenza del movimento stesso significa un consolidato punto di riferimento per coloro che vivono in prima persona l’emergenza abitativa.Tutto è nato intorno alla vecchia sede del Movimento di Lotta per la Casa e dell’allora Circolo Sportivo Spartaco. Alcune famiglie del quartiere Santa Croce erano sotto esecuzione di sfratto. La domanda di solidarietà scontata sin dall’inizio … ma lo sfratto era già avvenuto … sopra l’allora Circolo Sportivo erano ubicati alcuni alloggi sfitti, di proprietà del Comune di Firenze, la percezione veloce dell’accompagnamento da “casa a casa” e nacque, quasi spontaneamente, la prima occupazione a scopo abitativo dagli anni ’70 (ma quella era un altra storia…). Lo “spazzino” (sede del Circolo Sportivo) ma anche la sede dell’Unione Inquilini diventarono allora un naturale crocevia di bisognosi e di sfrattati.
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Saturno

L’intervista a Giuliano Martelli, recentemente scomparso, per ricordare un grande uomo e un grande partigiano.

Martelli Giuliano, nato a Firenze il 1 giugno 1926, partigiano della Brigata Sinigaglia nome di battaglia Saturno

Se proprio devo indicare un momento in cui nacque la mia avversione nei confronti del fascismo, questo fu un episodio apparentemente abbastanza secondario ma che racconta il clima in cui si era costretti a vivere in quegli anni. Un clima di violenza e di sopraffazione che non risparmiava nessuno e che il fascismo utilizzava al fine di reprimere anche la minima forma di dissenso.Vedete, la mia era una famiglia modesta, che andava avanti onestamente, senza agi e sempre stando attenti al denaro, perché non c’era da scialare. Così, quando mio fratello andò militare, nel 1937, siccome mio padre che faceva il muratore si trovava già in pensione in quanto era diventato oramai quasi cieco, a me, che avevo all’epoca solo undici anni, toccò di andare a lavorare per contribuire al bilancio domestico. Tutti i soldi che guadagnavo li davo alla mia famiglia. Poi, per avere qualcosa in più, lavoravo anche il sabato e qualche volta addirittura la domenica. Lavorando, non andavo alle adunate degli avanguardisti, e così una sera, avevo 14 anni allora, mi hanno aspettato in cinque, davanti a casa in via dell’Arcolaio, e me le hanno suonate di santa ragione. Continua a leggere

Nidiaci: il quartiere a chi ci vive, non a chi ci specula!

Il Nidiaci è uno spazio nell’Oltrarno fiorentino, alle spalle della chiesa del Carmine, costituito da un grande giardino recintato e alcuni palazzi attorno, ma soprattutto è il cuore della resistenza di un intero quartiere.

Il Nidiaci

Tutti lo conoscevano come la vecchia ludoteca, e ancora prima asilo, che sarebbe stato concesso in uso alla popolazione di San Frediano, nel lontano 1923, da un avvocato di nome Umberto Nidiaci. Generazione dopo generazione, migliaia di persone sono passate per “il Nidiaci”, che fu anche il luogo simbolo del cattolicesimo sociale e concreto di La Pira, Fioretta Mazzei e Don “Cuba”.

Per quasi un secolo, il Nidiaci è stato l’unico spazio riservato all’infanzia di un rione allora molto povero, privo di verde, con vicoli stretti e case buie e umide, ma intensamente vivo.

La vera origine del “Nidiaci” è stata però dimenticata, fino alla scoperta l’anno scorso nell’Archivio Notarile di un documento da cui apprendiamo una storia molto diversa.

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Morti sul lavoro

A oggi, 18 marzo 2014, dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 95 lavoratori e oltre 200 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere.
L’Osservatorio l’ho aperto il 1° gennaio 2008, dopo pochi giorni della tragedia della ThyssenKrupp di Torino: cercavo notizie in Internet sulle morti sul lavoro, ma quelle più recenti erano dell’INAIL però vecchie di quasi un anno. Subito mi accorsi che c’era qualcosa che non andava e di poco chiaro, nelle tabelle excel mi risultavano molti più morti si quelli diramati dalle statistiche ufficiali.
Denunciavo già d’allora quest’anomalia, ogni anno mi trovavo a registrare mediamente il 30% delle morti in più.
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