Pubblicato sul blog il numero 152 di Fuori Binario, periodo Ottobre/Novembre 2012

Abbiamo pubblicato interamente gli articoli del numero 152 del periodo Ottobre/Novembre 2012.

Puoi leggere gli articoli utilizzando la  pagina di indice del numero 152, oppure sfogliandoli per categoria, o anche direttamente nel “flusso di articoli” del blog.

Emergenza sociale da affrontare con misure strutturali

 

150 SFRATTI ESECUTIVI A OTTOBRE, UNA VERA E PROPRIA DICHIARAZIONE DI GUERRA

SGOMBERI DEGLI STABILI OCCUPATI

PROCESSI CONTRO IL MOVIMENTO

Movimento e Unione Inquilini lanciano l’allarme 
Riprendono gli sfratti, dopo due mesi di blocco ottenuto grazie alla mobilitazione del movimento di lotta per la casa e dei sindacati degli inquilini. E riprendono con la crescente drammaticità derivante da una crisi economica che, ben lontana dalla luce che qualcuno misteriosamente vede in fondo al tunnel, colpisce sempre più duramente strati crescenti della popolazione.
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Per non perdersi

CENTRI ASCOLTO INFORMAZIONI
A.S.S.A. (Ass. Speranza Solidarietà AIDS):
Via R. Giuliani, 443 Tel. 453580
C.I.A.O. (Centro Info Ascolto Orientamento) Via delle Ruote, 39 -orario 9,30-13,00 pomeriggio su appuntamento – Tel. 4630876, associazioneciao@gmail.com.
CARITAS Diocesana Firenze:
Centro d’Ascolto per Stranieri  Responsabile: Elsa Dini
Via Faentina 34 – 50133 Firenze Tel: 055 46389273 Fax: 055 46389271 cdastranieri@caritasfirenze.it - Aperto al pubblico: lunedì dalle 14.30 alle 17.00, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00 (all’apertura vengono distribuiti i numeri, conviene, quindi, arrivare qualche minuto prima)
Centro d’Ascolto per Italiani: Responsabile: Gabriella Nardi Via Faentina 34 – 50133 Firenze
Tel: 055 46389274 Fax: 055 46389283 cdaitaliani@caritasfirenze.it
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Redazione aperta

Lettera aperta ai nostri lettori

Spesso avete letto sul nostro giornale l’appello per trovare nuovi volontari – per realizzare nuovi progetti, questa volta vi diamo una bella notizia!!
Abbiamo Donella, Rossella, Marco e Andrea i quali in pochi mesi hanno arricchito alla grande la nostra redazione.
Abbiamo aggiornato il sito internet, tante persone che visitano il nostro blog e allargano i nostri contatti.
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Le poesie nascono dalla qualità delle tue emozioni

Sabato 13 ottobre 2012

SONO TORNATO
Dunque.
Per tutti quelli che hanno sentito la mia mancanza, soprattutto per coloro a cui sono mancate le mie poesie (so che siete decine di migliaia) sono lieto di annunciare il mio ritorno a casa, dopo un periodo di circa 15 giorni trascorsi ricoverato in ospedale. Il motivo?
Terza endocardite in tre anni, e scusate se è poco.
Piu o meno verso il 13-14 settembre, ho avuto la febbre, con punte che andavano dai 39,1 fino a precipitare, nell’arco di pochi minuti, sui 35,1 gradi centigradi. Bene.
IO, purtroppo, già so che al minimo accenno di febbre devo correre al pronto soccorso ma, dato che potrebbe sempre essere una banale influenza, e non questo staffilococco maledetto che a cadenza di 1 anno si riscatena prontamente dalla valvola aortica del mio cuore, ho deciso che avrei aspettato l’evolversi della situazione. Ho quindi trattato la febbre con antibiotici e tachipirina, e sembrava che sta febbre mi fosse passata, ma dopo pochi giorni (giorni in cui comunque sentivo di non stare bene) ha fatto la sua regolare ricomparsa la febbre, e sempre molto alta.
Ecco che allora ho dovuto per forza chiamare un ambulanza per essere trasportato al pronto soccorso … ricoverato al volo. Ho sperato, dopo le analisi del sangue, che i risultati per staffilococco dassero negativo … ma ovviamente era il batterio, solo lui avrebbe potuto farmi stare così male. Mi sono pure fatto una bella gastroscopia, con sto tubone enorme che arrivava fino al cuore a spiarmi con una telecamera … confermando un nuovo strato di vegetazione batterica al cuore. Ora sono qui, a casa mia, con due tubi che mi escono dal collo e con l’obbligo di ripresentarmi ogni mattina in ospedale a rifare gli antibiotici (che attaccano ai tubi che mi hanno lasciato). Sono davvero basito, sono stanco, sono stufo e anche molto intontito.
Sì perchè questi antibiotici sono molto forti e a me pare di essere perennemente ubriaco, per cui scusate se non ho scritto bene le cose tanto da non farvi capire niente.

A presto, ciao.

Michele

La redazione aggiunge: BENTORNATO MICHELE! 

Arte Fuori Binario: Artigianato solidale

 
A chi ancora non è venuto a conoscere la nostra bottega in via Gioberti 5r a Firenze consigliamo una visita al nostro meraviglioso mondo di ARTE DEL RICICLO per scoprire la creatività, le idee e la magia dei nostri artisti-artigiani. Vi aspettiamo con tanti articoli nuovi.
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E’ l’ora delle alternative

Non bisogna certo essere accaniti giustizialisti in Italia per nutrire dei dubbi sul concetto di certezza della pena nel nostro Paese. La cronaca spesso ci restituisce un’immagine di un sistema giudiziario inefficiente e inefficace e che spesso suscita l’impressione che chi sbaglia non paghi fino in fondo. E molte volte a questa sensazione se ne accompagna un’altra relativa alla pena dell’ergastolo che invece è falsa. L’ergastolo, la massima pena prevista nell’ordinamento giuridico penale italiano per un delitto sarebbe una pena non abbastanza dura perché un luogo comune piuttosto diffuso dice che “non è a vita, dopo un po’ escono tutti”. Invece no, in Italia di ergastolo si muore.
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Nel carcere di Reggio Emilia proibite le proteste anche se pacifiche

Alcuni detenuti del carcere di Reggio Emilia hanno spedito per posta, a
Riccardo Arena, conduttore della trasmissione Radio Carcere, un avviso,
staccato dalla bacheca della loro sezione, con scritto: “Si avvisa la popolazione
detenuta di tutti i reparti detentivi che, dalla data odierna non sarà
più tollerata alcuna forma di protesta anche se pacifica. Qualsiasi violazione
alla presente disposizione sarà oggetto di rilievi disciplinari anche collettivi”.
“Minacciare i detenuti di sanzioni disciplinari quando protestano pacificamente
–  ha commentato Patrizio Gonnella, presidente dell’ Associazione
Antigone –  significa negare la libertà di espressione nonché avere un’idea
autoritaria della gestione di un carcere. Scioperi della fame, reclami alla
magistratura, il legittimo diritto di critica delle decisioni prese in carcere
sono tutti esempi di forme pacifiche di protesta che avvengono in carcere.
Chiediamo all’Amministrazione penitenziaria di rivedere questa assurda e
illegittima decisione”.

Un sorriso fra le sbarre

Avrei voluto esserci, ma la magistratura di sorveglianza mi ha detto ancora di no. Ci sarò però lo stesso se mi date un po’ della vostra voce e luce per far sapere che molti uomini ombra (gli ergastolani ostativi come li chiamo io) non sono più le persone di venti anni fa. E la Società non potrà mai sapere chi siamo oggi se continua a tenerci murati vivi per il resto dei nostri giorni, senza un fine pena e senza nessuna speranza. Credo che oggi voi stiate facendo la storia dell’abolizione della “Pena di Morte Viva” (come chiamo io l’ergastolo ostativo) in Italia.
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