Vietato dissentire

Segnalo che stanno arrivando a casa convocazioni presso gli uffici di assistenza sociale, richiesti dalla Procura di Torino – Tribunale dei minorenni – per i ragazzi, minorenni appunto, che prendono parte a presidi, sit-in, volantinaggi, manifestazioni, attività No Tav, senza che ci sia una configurazione di un reato.
Si tratta di ragazzini identificati dalle forze dell’ordine, mentre, pacificamente, manifestavano in Valle di Susa. Mio figlio Francesco, ancora 14enne, è stato segnalato, insieme ad altri minorenni, in quanto volantinava a Susa, a fine settembre.
Non essendoci presenza di reato, perché la Procura “segnala” i ragazzini ai servizi sociali? Per vedere se il loro sano attivismo è sintomo di patologie o disagi familiari?
Se hanno genitori violenti, oppressivi che li costringono a manifestare per diritti civili e politici? Manifestare diviene sintomo di disagio, per i rappresentanti della legge?
Se questo non è regime, non so cos’altro dire.

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No Tav d’Europa: “Un metro di Alta velocità brucia cento assegni di ricerca”


Il Comitato europeo No Tav lancia un appello al premier Monti, già sottoscritto da più di 1000 professori universitari, e da oltre 15mila cittadini, invitandolo al ripensamento del progetto di linea ferroviaria Tav della Val di Susa e, di conseguenza, delle altre “Grandi opere inutili”, così come definite dal Forum omonimo, costituitosi durante Firenze 10+10, in corso fino all’11 novembre.
Il Comitato europeo sottolinea gli enormi costi di realizzazione, sproporzionati rispetto ai reali vantaggi dell’opera: svantaggi di natura economica, energetica ed ambientale. Un centimetro di tav ha lo stesso costo di una borsa di studio annuale per un ricercatore universitario, ovvero circa 23,500 euro . “Questa cifra – commenta Winfried Wolf, economista dei trasporti – rappresenta, meglio di tante parole, il dramma del vostro Paese, che preferisce creare ulteriore debito anziché investire nell’economia reale, nel lavoro e nell’istruzione”.
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Le lotte della Toscana si uniscono e si presentano all’Europa


di Francesca Conti per Spazi Liberati

L’incontro “Spazi liberati, lotte locali e proposte dal basso” tenutosi a Firenze 10+10 è stata l’occasione per la presentazione di un appello per una mobilitazione locale condivisa presentato da diverse realtà fiorentine, e non solo, che per la prima volta hanno deciso di far confluire le singole energie in un lavoro comune.
Tante battaglie diverse, diciotto per l’esattezza, ma con idee di fondo e pratiche di resistenza comuni a un punto tale di essere capaci di andare a formare una vertenza ampia ma unica: buona gestione dei rifiuti, ripubblicizzazione dei servizi pubblici, difesa dei diritti dei lavoratori, dei migranti e dei detenuti, contrasto alle grandi opere e alla cementificazione, rinnovamento della politica e della rappresentanza dal basso, promozione della finanza fuori dai circuiti bancari e molto altro.
Hanno aperto l’incontro i dipendenti della libreria Edison che hanno inquadrato la loro lotta in un contesto più ampio ovvero quello del destino della cultura in una città come Firenze. Hanno portato con loro un appello già firmato da 30.000 persone affinchè il comune non cambi la destinazione d’uso dello stabile che occupa la libreria che a fine novembre chiuderà.
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Brevi osservazioni (Luca Pampaloni)

Chi scrive non è un malato di Sla, ma è comunque un disabile motorio grave quasi dalla nascita ed ha 52 anni. In merito all’articolo di Massimo Gramellini “Lacrime e no” (sito web de La Stampa, sabato 3 novembre u.s.), si ha l’impressione che esso sia stato scritto su commissione. Pur essendo convinto che l’etica e la morale debbano riacquistare molto più rilievo di quanto attualmente non ne godano, ritengo che il persistente e reiterato azzeramento del fondo per la non autosufficienza vada affrontato sotto l’aspetto politico e giuridico. Occorre dire con la massima forza che, anche con questo “Governo dei professori”, questo Stato delinque ed è fuorilegge molte volte. La Costituzione (cioè la legge fondamentale della Repubblica italiana, che vincola non solo i cittadini ma anche le istituzioni) pone alcuni punti fermi ben precisi. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Questo ed altri Governi precedenti hanno alimentato la disoccupazione. Continua a leggere

Comunità Rifiuti Zero


È nata a Capannori l’associazione nazionale ‘Comunità Rifiuti Zero’ In un anno raddoppiato il numero degli enti aderenti. Nasce oggi ufficilamente a Capannori l’associazione delle comunità che guardano al futuro e contrastano lo spreco di materia in discariche ed inceneritori.

Promuovere attività mirate alla riduzione dei rifiuti, all’abbattimento della produzione di plastica, alla valorizzazione della filiera corta. Sono questi i principali obiettivi che si pone la nuova associazione “Comunità Rifiuti Zero” a cui hanno aderito 107 Comuni italiani, tra cui capoluoghi come Parma, Napoli, Benevento, La Spezia, e molte associazioni tra cui quella dei Comuni Virtuosi e l’Anpas. La neonata associazione ha visto la luce oggi a Capannori, dove avrà sede, nel corso di un incontro nazionale che ne ha approvato lo statuto. All’incontro, svoltosi nell’Auditorium dell’azienda Usl 2 di piazza Aldo Moro, hanno partecipato il sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, il professore americano Paul Connett che ha ripercorso la storia della Zero Waste in America e in Europa, l’assessore all’ambiente del comune di Capannori, Alessio Ciacci, il coordinatore del Centro di ricerca Rifiuti Zero del Comune, Rossano Ercolini che essendo il referente italiano della ormai conosciuta strategia ha coordinato i soggetti che sono confluiti nell’associazione, e naturalmente i rappresentanti di numerosi Comuni e Associazioni.
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Il Cinema on the road


C’era una volta il cinema. Donne, uomini e bambini accorrevano numerosi a guardare lo schermo bianco che s’illuminava con la luce sfavillante dei carboni della macchina di proiezione. Era una magia assistere alla proiezione in una sala cinematografica strapiena. La maschera faceva luce ai passi frettolosi degli ultimi arrivati in sala e qualcuno protestava per le ombre dei ritardari proiettate sulle immagini giganti di gente e case. La pellicola scorreva imperterrita a ventiquattro fotogrammi il secondo.
Il film premio Oscar “Nuovo cinema paradiso” racconta molto bene la popolarità della sala cinematografica italiana in quegli’ anni d’oro. Italo Calvino dal 1939 al 1950 riusciva a guardare più di due film il giorno “rinchiuso” nel suo cinema preferito. Poi nacque la televisione e … lo schermo si rimpicciolì di colpo. I giganti diventarono nani. Arrivò anche il film in cassetta e gli spettatori continuarono a diminuire ulteriormente. Dopo l’avvento dell’era digitale, del multiplex in periferia e dei soli pop corn, coca e patatine la sala cinematografica di quartiere perse importanza e con essa la vita degli spettatori fedeli al sacro rito della visione del film in sala. Nel duemiladoci poi sono già sessanta le sale che hanno chiuso i battenti per sempre.
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Palestina, quello che i media non dicono

TERRA CONTESA E COLONIE ISRAELIANE NEI TERRITORI PALESTINESI

Nella cartina qui sotto, la parte in NERO è la PALESTINA, quella in BIANCO è ISRAELE. Della Palestina originaria rimane ben poco. Lo stato di Israele, nato nel 1948, ha continuato, con il tempo, la sua occupazione di gran parte della Palestina, costruendo insediamenti, ovvero colonie. Ogni anno l’esercito distrugge case e villaggi palestinesi per costruire colonie, ovvero agglomerati di case grandi come paesi in cui possono risiedere anche 2.000 coloni. Lo stato di Israele fornisce incentivi e facilitazioni agli ebrei residenti in varie parti del mondo per persuaderli ad andare a vivere in queste colonie.

Sono nati così tanti insediamenti all’interno della Palestina che hanno creato una situazione di vera apartheid, ricordando quella del Sudafrica, con tanto di autostrade che collegano tra loro le colonie che possono essere utilizzate solo dagli israeliani (anche se percorrono in lungo e largo la terra di Palestina). La Palestina, riconosciuta dall’ONU, sarebbe quella all’interno dei confini della terza figura. Oggi, è diventata un vero e proprio gruviera. Di fatto, con la costruzione delle colonie, Israele rende palese il suo progetto di occupare l’INTERA PALESTINA, non accontentandosi della parte del territorio occupato nel 1948 e definito con la nascita del relativo stato. Così, ogni anno centinaia di famiglie palestinesi vengono cacciate dalle proprie case con l’uso delle armi e la terra palestinese si riduce sempre più. Con le guerre e la politica coloniale la Palestina è stata addirittura divisa in due territori separati: la West bank/Cisgiordania e la Striscia di Gaza.

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Guarda icche c’è?!! I’ Melograno!


L’associazione il Melograno nell’obbiettivo di legare con le varie realtà associative, invita a farsi conoscere con “Fuori Binario”, in modo che questo giornale diventi sempre più un punto di riferimento informativo, che raccolga le attività volte verso i bisogni di chi è colpito, in modo sociale ed individuale. Molte realtà operanti nel tessuto cittadino spesso non sono in contatto. Di fronte alla frantumazione sociale si risponde spesso in maniera frantumata, cogliamo quindi l’occasione per presentare il nostro progetto:
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La guerra degli sfratti

A Firenze, negli ultimi mesi si consuma una vera e propria agonia, figlia della crisi e della speculazione… Con quasi cento esecuzioni al mese il capoluogo toscano è diventato la capitale degli sfratti, con buona pace del Sindaco Renzi…
Le vittime delle esecuzioni sommarie sono tante: intere famiglie, giovani precari, donne separate con bambini, e anche anziani e disabili…
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Lo strapotere delle banche e la violenza del mercato


“Il potere logora chi non lo detiene..” la famosa frase di Giulio Andreotti pare essere ancora parte integrante dell’ esistenza della società dell’oggi …
E il potere oggi lo detiene chi governa l’economia … in primo luogo il potere delle Banche.
Succede che l’ultima occupazione del Movimento di lotta per la casa in Via Buffalmacco, Pian di Mugnone, Comune di Fiesole sia diventata la prima occupazione a essere SOTTO SGOMBERO …
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