Il problema è che ricordo, Alessandro Restivo

l problema è che ricordo. Ciò mi causa un senso di poco adattamento immerso, come tutti, in una realtà in cui la maggior parte dei miei simili dimenticano le notizie con la medesima velocità con cui le apprendono. Sono contento così però. Le varie notizie, che inizialmente si affastellano in disordine come matasse di fili di lana, col tempo si ordinano ed inizia a comparire una trama. A quel punto tutto diventa molto chiaro. Basta ricordare e pazientare. Ricordo una notizia che apparve sul quotidiano “La Repubblica” a novembre e mi colpì perchè riferita a persone ed a luoghi che conosco bene: le residenze assistite “I Girasoli” e “Il giardino delle Rose” per utenti con malattia psichiatrica e disagio psichico grave. Ricordo il vostro articolo di denuncia sullo stato dei luoghi in cui venivano assistite le persone, molto dettagliato e preciso nel fare il punto della situazione. Giustamente critico, se non scandalizzato, peraltro. Entraste al “Giardino delle Rose” accompagnati da
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I “deportati” di San salvi

Si è consumata ancora una ingiustizia all’ex manicomio di San Salvi nonostante la grande conquista di civiltà della legge 180 (legge Basaglia). I 60 ospiti dei mini appartamenti sono stati “democraticamente deportati”. Nel 1985 quando il dott. Carmelo Pellicanò assunse la direzione dell’Ospedale Psichiatrico di San Salvi per attuare la legge Basaglia e quindi chiudere definitivamente il manicomio, aveva dimesso pazienti autosufficienti e senza più famiglia accogliendoli in un reparto ristrutturato in mini appartamenti. Qui questi ex ricoverati avevano finalmente abbandonato i padiglioni infernali e segreganti dove per anni avevano subito atrocità e disumanità, riconquistando così dignità di uomini, libertà ed autonomia. Avevano ognuno il loro spazio,
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Buongiorno signor vigile che c’è? una multa per me! e che ho fatto?

“Si alzi immediatamente caro signore (per modo di dire) da questo angolo privato che io sto tutelando e che lei sta intralciando, ma come mi chiedo e mi domando al meravigliato, come ha fatto di essere così sbandato a non vedere quel cartellino appiccicato a due dita dal suo naso e che poi è appeso per tutta quanta la città, ora lo vede? VIETATO! ecco la multa ha da aggiungere… aaah ora si vuole scusare cosa? addirittura scolpare!”
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Sergio Bertero Nel Sogno

Nella notte
Di una profonda
Vidi d’occhi
In verde fiamma
Di una bruna
In veste bianca…
Vibrante al vento
Limpida e trasparente
Come in una primavera
L’acqua d’un fiume
Scorrendo di sera…
Sorrideva!
Come luna
Romantica piena…
Ai tremolii
Di fiammelle
Delle stelle…
Dal brillo manto
Nel vestendo
Cielo in splendo…
Nel firmamento
Un luminato stello
Illuminava d’immenso
Per l’universo…
In uno spazio
Di un enorme
Manifestava l’apparso
Dei finiti
Nel ben finito
un maestrale dipinto
Le dimostrava
Tra l’infinito
Al sù d’ alture
Sulle pianure
Ad una
tra una collina
alle penombre
dei ulivi
a un danzo di foglie
sui rami al vento
al cado di luci
cadendo dai lumi
tra la notte
profonda…
Vibrò l’ vesto bianco
Sulla pelle
Di quella bruna
Da sogno!
Nel sogno.

Il tunnel TAV è in arresto

PERQUISIZIONI E ARRESTI hanno travolto il tunnel Tav di Firenze, giovedì 17 gennaio. Ecco, di seguito, la notizia, il comunicato del comitato No tunnel Tav e quello della consigliera comunale Ornella De Zordo.

IPOTESI TRUFFA, CORRUZIONE E SMALTIMENTO ABUSIVO DEI RIFIUTI Firenze, 17 gen. – (Adnkronos) – Sono una trentina le perquisizioni in tutta Italia in corso dalle prime ore del mattino, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Firenze sulla Tav. Gli accertamenti sarebbero relativi al passante ferroviario fiorentino dell’alta velocità e le ipotesi di reato sarebbero di truffa, corruzione e smaltimento abusivo dei rifiuti. Secondo quanto appreso, sarebbe stata perquisita la sede di Nodavia, la società che ha vinto la gara per realizzare il nodo fiorentino della Tav.
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Rivolta nel Cie “Assolti, fu legittima difesa”

Tre immigrati trattenuti nel centro d’espulsione di Crotone erano imputati per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice non li punisce: erano lì illegittimamente e in condizioni al “limite della decenza” , quindi reagirono a “offese ingiuste”. Roma – 8 gennaio 2012 – Dal 9 al 15 ottobre scorso tre cittadini stranieri, un tunisino, un algerino e un marocchino, furono i protagonisti di una rivolta nel centro di identificazione ed espulsione di Isola capo Rizzuto, Crotone. Tra le altre cose, salirono sul tetto e lanciarono sulla Polizia suppellettili, rubinetti e grate. Lo fecero, però, per “legittima difesa” e quindi non risponderanno dei reati di danneggiamento e di resistenza a pubblico ufficiale.
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NON MANDIAMOLI SULLA STRADA!

Con la chiusura dell’emergenza Nord Africa,
rischiano di aggravarsi le condizioni di precarietà di migliaia di migranti forzati in Italia

Appello delle associazioni Medici per i Diritti Umani, Naga e Cittadini del Mondo

medici per i Diritti Umani (mEDU), Naga e Cittadini del mondo, associazioni che prestano assistenza sociosanitaria ai migranti forzati (richiedenti asilo, rifugiati e profughi in transito verso altri paesi europei) in condizioni di precarietà a Roma, Milano e Firenze, esprimono profonda preoccupazione per l’imminente chiusura – tra due settimane – delle strutture di accoglienza approntate nell’ambito dell’Emergenza Nord Africa, che ospitano a tutt’oggi oltre 17.500 profughi. Il rischio concreto è che, a partire dal primo gennaio, la maggior parte di queste persone, si ritrovi sulla strada senza aver potuto accedere ad un reale percorso di integrazione.
Il 31 dicembre è terminato infatti lo stato di emergenza dichiarato il 12 febbraio 2011 in seguito all’afflusso di cittadini in fuga dai rivolgimenti politici verificatisi nei Paesi del Nord Africa. La maggior parte dei profughi ospitati nelle strutture di accoglienza distribuite in tutte le Regioni italiane (alberghi, centri della rete associativa, strutture comunali,
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Askavusa

Il 12 gennaio attorno alle 18 un gruppo di migranti veniva portato dalle forze dell’ordine all’interno del centro di Imbriacola, i migranti si trovavano di fronte alla piazza della chiesa come succede da mesi. Alcuni migranti dicono che l’atteggiamento all’interno del centro è cambiato da alcuni giorni, non vengono consegnate le schede telefoniche, viene impedito di pregare, dall’oggi al domani si impedisce loro di uscire dal centro e non sono stati consegnati loro i ticket per la mensa del centro. Al canale d’informazione on line Libera Espressione è stato impedito di filmare quanto accadeva, ed è stato fatto cancellare il materiale fino a quel momento filmato, nonostante l’operazione fosse in una piazza pubblica e non presentava apparenti motivi di segretezza militare. Si sceglie ancora una volta una strategia che non comprendiamo, invece di regolamentare le entrate e le uscite di queste persone, che da più di un mese escono ed entrano dal centro, si sceglie di vietare la libertà di circolazione in maniera brusca.
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Tornare bambino

Tornare bambino; è molto difficile o forse impossibile.
Perché non riesci a capirti con facilità,
ma anche perché hai più sofferto che gioito.
Perché gli altri non sanno capirti con facilità.
Perché gli altri non sanno capirti
quando sei sincero e vuoi loro del bene.
Non sanno il gioire del tuo tornare bambino;
non sanno vedere il bello di questo.
Tornare bambino: meno inibizione,
cocciutaggine e voglia di capire come si
muovono le cose del mondo e perché.
Tornare bambino: rompere le palle agli altri.
Chiedendo ciò che ti interessa.

Enzo Casale