La violenza domestica è ancora di moda

ARTEMISIA RINGRAZIA COMMOSSA PER LA GRANDE MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETÀ

Domenica 19 Maggio un grave atto di intimidazione e vandalismo ha colpito l’Associazione Artemisia: qualcuno ha cercato di entrare nella nostra sede di Via del Mezzetta e non essendoci riuscito ha appiccato il fuoco a una porta finestra che dà sul giardino. Fortunatamente l’arrivo di una operatrice ha impedito che l’incendio si propagasse.
Questo grave episodio non è isolato perché non è la prima volta che avvengono azioni di intimidazione nei confronti dell’Associazione e delle sue operatrici.
Questo grave episodio, se da una parte ci ha preoccupato, dall’altra ci ha fatto capire quanto sia importante il nostro lavoro. Abbiamo ricevuto messaggi di solidarietà e aiuto (anche concreto) da tutti i gruppi di donne della città, dai centri antiviolenza facenti parte di D.i.Re, da parlamentari, rappresentanti di istituzioni cittadine e singole/i.
Chi ha intenzione di attaccarci deve capire che non solo non ci ferma ma che, anzi, le intimidazioni ci fortificano ancora di più. Chi attacca il nostro lavoro vuol dire che lo teme, e quindi ci conferma più che mai che la nostra strada è quella giusta.

I misteri di Montecitorio

Quando entrò nell’aula sembrava balzato fuori dalle classi serali descritte in alcune pagine del libro Cuore: anziano, curvo, dal passo incerto, la barba da fare. Si sedette in uno degli ultimi banchi, quasi temendo di disturbare. Nei giorni seguenti cambiò gradualmente posto sino ad occupare il primo banco normalmente vuoto.
Luigi Franchi frequentò la scuola dal 1979 al 1985. Aveva circa 80 anni al momento dell’iscrizione: voleva ottenere il diploma di Ragioniere, un suo antico progetto. Non parlava molto, ma era facile intuire non tanto il suo passato personale, quanto quello collettivo dell’epoca che aveva vissuto per obbligo di anagrafe. Avere allora quell’età significava essere nato ai primi del secolo ed esser giunto sino all’oggi trasportato da quella fiumana di eventi concentratisi nel ‘900.
Avevo dapprima l’impressione che tutto quel vissuto lo avesse levigato come un sasso in un torrente, ma non era così. Il suo interesse non comune per la storia e la letteratura mi fecero presto cambiare idea: certo aveva una formazione scolastica ben riconoscibile, in fondo molto simile alla mia che pure avevo frequentato la scuola vari decenni dopo. Ma ciò era da imputare all’immobilismo del nostro sistema scolastico che ci aveva resi simili culturalmente, al di là di regimi e democrazie. Cosa c’era di diverso tra i libri scolastici del suo tempo e quelli del mio? Ben poco, come mi sono reso conto poi nel corso dei miei studi: una formazione scolastica fatta di luoghi comuni statici, oppiacei e consolatori, compiuti in se stessi, con i quali potevi parlare in classe, però solo se interrogato … Io avevo avuto un’opportunità di confronto nell’università degli anni ‘70. Lui quali aveva avuto? Così pensavo. Eppure si intuiva che in qualche modo anche lui aveva certo un’informazione “critica”. Purtroppo a causa della sua sordità non è stato mai possibile una vera conversazione. Si era messo al primo banco proprio per questo.
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Fuori binario, buon compleanno

Fuori binario,
come in un viaggio a tre dimensioni,
pieno di notizie scomode e utili
di denuncia contemporanee.
Un viaggio nel cuore della jungla di cemento
e non solo.
Così, da diciannove anni, fb non si è mai arreso,
agli attacchi di questa era, violenta e menefreghista.
Un viaggio nella mongolfiera gigante
di orrori e cose meravigliose.
Volando alto dal mare del nord al mar rosso.
Senza indulgere in scadenti forme di vittimismo
e di inutile aggressività.
Senza di te fb, bisognerebbe inventarti.
Con una parola si cambia il mondo.
Fuori binario,
buon compleanno.

Sisina

Fuori Binario compie 19 anni

Caro fuori binario,
intanto auguri per i tuoi magici 19 anni. Sei per noi una realtà molto importante, in un momento storico di crisi e sgomento, dove i disastri di carattere economico ma anche ecologico stanno pesando in modo mostruoso sul destino di tutti.
La nostra esperienza con te è una speranza e ci ha dato la possibilità di poter scrivere usando un linguaggio che verte su posizioni di giustizia umanitaria senza mezzi termini, ma anche di agire al più presto per cercare di evitare il peggio fornendoci anche un reddito onesto scaturito da un operato sociale che abbraccia una città intera e oltre i suoi confini con i senza dimora, in altri luoghi da poter scoprire tra sorprese e novità.
Grazie per averci conferito la possibilità di vivere ciò che non era stato dato in una situazione geopolitica scritta dai poteri forti dove per non rimanere esclusi c’è da tracciare nuovi sentieri imprevisti ma curiosi e molto interessanti. Contro l’omologazione, con diritto e dignità nulla ci sarà tolto.

Saluti, con affetto Clara

 

Oltre il giornale

C’è uno spazio dove: guardando gli altri negli occhi, si scambiano narrazioni e sofferenze e con le competenze di ognuno, si cercano risorse utili per affrontare la vita e per resistere, contrastando i mostri di sempre.
Dove puoi incontrare Umani distanti nello spazio e nelle esperienze, ma desiderosi di allargare i propri orizzonti con un’instancabile curiosità e con il potere straordinario di accorciare le distanze.
Dove puoi sperimentare l’autoreddito e autoprodurre cultura, t’invita a tener conto da dove viene tutto quello che accogli nella tua vita, e che sia in linea con i tuoi valori e favorisca il tuo benessere.
Dove puoi sfrucugliare l’istinto migratorio o la smania per luoghi lontani, il tuo spirito critico, essere in disaccordo praticamente con tutto, scrivere comunicati importanti, disegnare, giocare con carta, cartoni, colla e forbici, spazzare le scale, e non prenderti troppo sul serio.
Tutto questo potrebbe diventare una creazione solida e duratura senza bandi né concorsi.
“Sto ancora imparando”, disse Michelangelo a 87 anni.
Buoncompleanno fuoribinario!

Ist (inserimento socio-terapeutico)

Già!?! non mi sembra vero, ma sono passati 19 anni

Tanti se si contano i giorni i mesi le ore, ma ogni volta che arriviamo a fare il giornale nuovo ci ritroviamo a dare le stesse notizie anzi, la forbice tra privilegiati ed esclusi si allarga sempre più, la casta abita le torri e ai poveri restano i marciapiedi e ormai neppure quelli perché rappresentano “degrado e vergogna”, sciupano la città “vetrina” e vengono allontanati da assessorati alle politiche sociali che inviano squadre di poliziotti.
Tutto questo in una realtà non solo fiorentina, che vede quotidianamente sgretolarsi la sicurezza sociale, i diritti primari: residenza, cittadinanza, casa, lavoro, i servizi pubblici come sanità e scuola gettati nel calderone della privatizzazione a vantaggio della speculazione.
Diciannove duri anni, nella lotta alle discriminazioni sociali, sostenute dalla stampa di regime che istiga volentieri odio e razzismo, noi continuiamo l’impegno come informazione indipendente autofinanziata ed autogestita, anche sostenuti dalle altre forze dal basso a pubblicare le nostre pagine che vogliono essere anche denuncia di una politica sempre più lontana dai cittadini.
Tutto ciò sicuramente è grande merito dei nostri lettori, che oltretutto sostengono in questo modo le persone dalle quali prendono il giornale e le spese che ci permettono ancora di esistere.

Mariapia

 Ringraziamo in particolare le nostre tipografie
per la loro disponibilità e la loro pazienza.
Tipografia Nuova Cesat
e Tipografia Idealpress

Chiarezza sui dati dei suicidi in carcere

Pagano (Dap): chiarezza sui dati dei suicidi in carcere…

Comunicato Dap, 21 maggio 2013

“L’Amministrazione Penitenziaria contesta fermamente i dati sui suicidi e sui decessi naturali che periodicamente vengono pubblicati a cura del centro di documentazione Ristretti Orizzonti che da anni opera all’interno della casa di reclusione di Padova”, è quanto afferma il vice capo del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) Luigi Pagano che così spiega la presa di posizione, “resa necessaria per chiarire definitivamente la falsa diatriba sui dati”.[…]

Qualcuno pensa davvero che Ristretti Orizzonti ha bisogno di “gonfiare i dati” dei suicidi? Continua a leggere

Carceri Garante Firenze digiuna, “Si faccia subito riforma”

DECRETO LEGGE PER RISOLVERE IL PROBLEMA DEL SOVRAFFOLLAMENTO

FIRENZE, 11 GIU – Digiuno, a partire da domani, per sollecitare una riforma “strutturale”, in funzione ‘antisovraffollamento’ delle carceri italiane. È quanto ha annunciato il garante per i diritti dei detenuti del Comune di Firenze, Franco Corleone che ha spiegato: “L’unico che oggi parla della drammatica situazione dei penitenziari italiani è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: ho pensato di dargli una mano, con questa iniziativa, per cercare di suscitare un minimo di attenzione politica sul tema”.
Per Corleone, una “riforma vera del sistema carcerario non é più rinviabile: Governo e Parlamento devono prendere decisioni immediatamente, prima dell’estate. Serve un decreto legge che affronti i nodi strutturali, legge su recidiva, droghe, le norme sulla custodia cautelare, la nomina di un soggetto, a livello governativo, incaricato di gestire la politica sulle droghe al di là di un mero profilo di ordine pubblico; serve un provvedimento che riduca la popolazione carceraria di almeno 25mila unità, a fronte degli oltre 66mila detenuti reclusi attualmente nelle strutture del nostro paese”.
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Carcere come ‘extrema ratio’

Il piano di Cancellieri per svuotare le celle

Quasi 66 mila i detenuti, circa 40 mila i posti. E l’ennesima calda estate è alle porte. Per questo motivo entro la fine del mese approderà al Consiglio dei ministri il nuovo decreto svuotacarceri, elaborato dalla ministra della Giustizia, Anna Maria Cancellieri dopo l’audizione al Senato del 15 maggio scorso.
Obiettivo primario del provvedimento – che concerne i reati minori – è quello di rendere obbligatorie misure alternative al carcere e la messa alla prova, che prevede la sospensione del processo per chi rischia condanne inferiori ai quattro anni, puntando su un percorso rieducativo. Ma il tempo è tiranno e nell’immediato, l’impellente necessità – quell’emergenza per cui l’Italia è stata condannata dall’Unione Europea – è recuperare 10 mila posti, in modo da ‘alleggerire’ di penitenziari. Il piano prevede dunque l’apertura, entro la fine del 2013, di nuove strutture in grado di ospitare almeno 4 mila detenuti: entro giugno è prevista l’inaugurazione del nuovo carcere di Reggio Calabria, che può ospitare fino a 318 detenuti, mentre a metà luglio tocca a Sassari con una struttura da 465 posti.
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