Mi piacerebbe…

“Porta di Lampedusa – Porta d’Europa” di Mimmo Paladino

“Mi piacerebbe sognare che il Mediterraneo sia davvero mare di pace non di guerre dichiarate alla civiltà, all’accoglienza, alla giustizia. Mi piacerebbe che la libertà di movimento appartenesse ad ogni donna e ad ogni uomo e che ad ogni essere umano venisse data la libertà di trovare rifugio se sta cercando salvezza. Mi piacerebbe un’Europa capace di un’unica sola barriera: quella contro il crimine dalla tratta di esseri umani e del traffico d’armi devi paesi dove guerre e persecuzioni costringono alla fuga gli abitanti. Mi piacerebbe sognare per quei bambini e per quelle bambine portati in braccio sul barcone della speranzana meta o almeno un rifugio differente da una piccola bara bianca. Mi piacerebbe che la legalità in Italia e nel Mediterraneo fosse una cosa normale e non l’eccezione da sottolineare con qualche premio così come la solidarietà. Vorrei che combattere la mafia divenisse semplicemente un dovere e non vocazione al martirio. Vorrei che in questo Natale non ci fossero bambini costretti a vivere in clandestinità solo perché il loro papà ha un cognome straniero ed è irregolare o si chiama Di Matteo e il suo mestiere è la lotta alla mafia. Mi piacerebbe che la bellezza, la bellezza che ci hanno lasciato le generazioni precedenti, la bellezza della natura che questo paese ci potrebbe regalare, la bellezza delle nostre città, del mare, delle isole, delle mie isole, diventasse la leva per combattere il declino e rilanciare il paese. La bellezza dei luoghi, la bellezza delle produzioni, la bellezza dei gesti tra le persone, la bellezza del soccorso e dell’accoglienza”.

Giusy Nicolini,
Sindaco di Lampedusa e Linosa

20 anni di informazione indipendente dal basso

20 anni di informazione indipendente dal basso Ma vi sembra poco? Noi ancora ci meravigliamo ogni volta che riusciamo a “partorire” un nuovo numero. Ogni volta viviamo la settimana di tensione per la scelta dei contenuti finali e sempre, quando arriviamo a definire l’indice, arriva qualcosa che riteniamo più importante o che ci piace di più, che regolarmente fa indignare la Sondra (nostra splendida grafica dal numero zero di Fuori Binario) che deve buttare all’aria pagine già sistemate. La casa, i diritti di cittadinanza PER TUTTI / E, dare voce e ascolto alle persone più emarginate e/o recluse in Istituzioni totali, l’opposizione alla guerra senza se e senza ma, la difesa della sicirezza sul lavoro…alcuni dei temi sui quali ci impegnamo in rete con i movimenti di base e con i servizi sociali. 20 anni di completa indipendenza senza essere “servi “di qualsiasi padrone. Sì, ma ora anche noi, in questo momento di crisi generale, per sanare qualche debito in tipografia abbiamo pensato una giornata di AUTOFINANZIAMENTO. Come? Con un pomeriggio pieno di spettacoli. Ecco una bozza del programma (passibile di qualche cambiamento).
Mariapia

LA BACHECA
DI FUORI BINARIO

  •  Il contributo dei partecipanti al ciclo di incontri con il Dr. Gian Luca Garetti “MORMODOU il giardino infinito e i rifiuti” viene donato a Fuori Binario in memoria di Vilma Cavalli e Lorenzo Torregiani.
  • Sabato 11 gennaio 2014 dalle ore 15 alle ore 21, saremo ospiti dei Chille de la Balanza nello SPAZIO DI SAN SALVI Città Aperta, all’interno del progetto Abitare i Confini. Ci saranno:
  • Burattini per bambini
  • Mangiafuoco
  • I Partigiani raccontati da Domenico Guarino e Chiara Brilli
  • I canti di Angela Batoni
  • Mercatino con gli artigiani del riciclo della Bottega di FB
  • Concerto di Mandolini
  • La Pasticceria di Barbara
  • Buffet a offerta libera

Sottoscrizione € 10 in cambio di un libro e un CD di Fuori Binario.

Grembiuli fatti dalle camicie, bracciali dalle forchette e lampade dalle caffettiere … questo e molto altro per i vostri regali di Natale alla Bottega ArteFuoriBinario in Via Gioberti 5r (lato Piazza Alberti).
Vi Aspettiamo.

La battaglia dei migranti per dignità e uguaglianza: non lasciamoli soli

Siamo un paese smemorato, dove tutto si ripete ciclicamente come se accadesse la prima volta. Dove la memoria e l’esperienza non procedono per addizione ma per sottrazione. Dove lo sdegno per ingiustizie e misfatti pubblici resiste finché i media e qualche personaggio politico vogliono farlo durare. Forti di tale consapevolezza, questa volta non dovremmo mollare. Ora che l’ondata di proteste, invero neppur essa inedita, dei reclusi nei lager di Stato – si chiamino Cie, Cara o Cpsa – ha ottenuto una speciale risonanza pubblica, dovremmo resistere fino a ottenere una riforma radicale delle normative che regolano l’immigrazione e l’asilo. Altrimenti tutto tornerà come prima. I lager ridiventeranno “centri di accoglienza”: così il 21 dicembre l’Ansa e molti quotidiani online, anche autorevoli, definivano il Cie di Ponte Galeria, dando per la prima volta la notizia della “protesta choc”, come dicono loro, delle labbra cucite. Il rischio è che siano presto dimenticati tanto le proteste estreme degli “ospiti” quanto l’atto coraggioso del deputato Khalid Chaouki, auto-reclusosi nel Cpsa di Lampedusa. Qui, ricordiamo, sono tuttora trattenuti diciassette sopravvissuti alla strage del 3 ottobre, che il gesto di Chaouki, pur di grande efficacia politica, non è riuscito a liberare al pari degli altri. I diciassette sono ristretti del tutto illegittimamente, in barba all’art.13 della Costituzione: nessun giudice, infatti, ne ha convalidato la privazione della libertà. Conviene precisare che non è la prima volta che dei senzavoce si cuciono la bocca in segno di protesta. Di frequente lo fanno i detenuti in carceri “normali”. In Tunisia lo hanno fatto, tra gli altri, i “feriti della rivoluzione”, che i governi di transizione hanno abbandonato al loro destino d’indigenza e privazione di cure sanitarie. Lo hanno fatto nel passato recente altri “ospiti” dei lager di Stato, in Italia come in altri paesi, europei e non. Per esempio, a novembre del 2010, nel Cie di Torino, furono una decina a cucirsi la bocca, preceduti, nel Cie di Bologna, da una trentenne tunisina cui era stato rifiutato l’asilo. Nonostante la pregnanza politica e simbolica di questa forma di protesta, l’unica risposta delle autorità italiane fu un certo numero di deportazioni. Siamo un paese smemorato, dove perfino gli autori della legge 40 del 6 marzo 1998 sembrano immemori del fatto che fu la loro creatura a inaugurare la detenzione amministrativa. Aprendo così la strada a un crescendo di violazioni della Costituzione, dello stato di diritto, dei diritti umani, della stessa Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea: violazioni quasi sempre approvate dal capo dello Stato di turno, compreso l’ultimo.
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Migranti, dal Cie di Roma due lettere per Napolitano

Due lettere indirizzate al presidente della Repubblica di Roma Giorgio Napolitano per chiedere l’annullamento della legge Bossi-Fini Gli immigrati del Cie di Ponte Galeria a Roma continuano nella loro protesta. E dalle bocche cucite e sciopero della fame passano ad una offensiva diplomatica, ma sempre ferma sullo stesso punto. Le lettere sono state consegnate al presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi che oggi all’ora del pranzo ha visitato il centro. Una delle lettere è firmata da 84 immigrati, tutti quelli attualmente detenuti nel Cie, 26 donne e 58 uomini, ed un’altra firmata soltanto dai 16 immigrati marocchini proveniente da Lampedusa che la scorsa settimana hanno partecipato alla protesta pacifica delle ‘bocche cucite’. Dal Cie di Ponte Galeria gli immigrati avevano scritto nei giorni scorsi anche una letteraappello al Papa lamentando soprattutto i tempi di detenzione troppo lungi. “Egregio signor presidente, ci aiuti ad avere una vita normale” “Egregio presidente iniziamo con il ringraziarla – scrivono i 16 – per l’interesse che ha rivolto alla nostra situazione qui al Cie di Ponte Galeria. Le chiediamo di aiutarci ad evitare il nostro rimpatrio in Marocco perché sarebbe per noi troppo doloroso, dopo aver affrontato un viaggio cosi’ difficile. Noi abbiamo cercato di far arrivare la nostra manifestazione ai mass-media in maniera pacifica e in questo modo finalmente qualcuno si è accorto della nostra problematica. Vorremmo che lei potesse intervenire per velocizzare il cambiamento della legge sull’immigrazione, sappiamo che noi qui dentro, ad oggi, non potremmo usufruirle perché i tempi per il cambiamento della legge sono lunghi. Per cui le chiediamo almeno di aiutarci – aggiungono – a regolarizzare la nostra permanenza in Italia. Abbiamo viaggiato dal Marocco in Libia in cerca di una situazione migliore, ma ci siamo trovati nella guerra e nella povertà abbiamo affrontato il viaggio verso l’Italia sperando di trovare fortuna ma abbiamo scampato la morte. Ora ci troviamo qui rinchiusi senza speranze e per questo che le chiediamo – concludono la missiva – di aiutarci ad avere il diritto ad avere una vita normale”.
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Non cancellatemi

Non cancellatemi con una
gomma di pane.
Costruite intorno a me
un recinto d’amore
senza né sbarre né rancore.
Curatemi con la libertà.
Libertà d’essere amato
d’amore senza malizia né ipocrisia.
Non abbandonatemi ad
un crudele destino
ma baciatemi
e datemi speranza.
Aldo

 

da “Parole, colori e interpreti dall’ O.P.G. di Montelupo” Quaderni Fondazione
Michelucci ottobre 1994

Enzo Casale: poesie

Non posso
Non posso accettarti; non sei ricco!
Ma io sono ricco di amore.
Ma non basta l’amore.
Cosa c’è alla fine di una vita se non c’è amore?
Sì, tutto ciò è vero, ma non mi va bene.
Io do me stesso in cambio di poco.
Belle parole, ma adesso vai via.
Non vedi che con tutto il tuo oro
e lussi mondani non sei contento?
Non sono contento? …
Adesso basta stai esagerando, vai via.
Lascia che resti con te per darti ciò che cerchi,
un sorriso, un abbraccio disinteressato.
Basta! basta, basta!
Non puoi arrivare adesso
dopo una vita che ti ho cercato,
non posso cambiare la mia vita
dopo tanto sforzo per accettarla.
Enzo Casale

 

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Né la pena di morte, né la “pena di morte viva”

Quinto Congresso di Nessuno tocchi Caino

Il Congresso affronterà un tema di attualità nel nostro paese che, dopo aver abolito la pena di morte, mantiene ancora la “pena fino alla morte” quale è l’ergastolo o riserva la “morte per pena” come purtroppo accade nelle nostre carceri a causa di condizioni strutturali inumane e degradanti. Normalmente nei convegni, nei congressi e nelle tavole rotonde quando si affrontano questioni di carcere e di pena, mancano comunemente i diretti interessati: i prigionieri. Il Segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia, come fanno di solito i radicali, è voluto andare contro corrente. E ha deciso che il Quinto Congresso di Nessuno tocchi Caino si svolgerà, in collaborazione con “Ristretti Orizzonti”, il 19 e 20 dicembre nel carcere di Padova fra i prigionieri e gli ergastolani condannati alla Pena di Morte Viva.
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Anno nuovo … condanne nuove …

Si è concluso questa mattina il logorante processo per l’occupazione della palazzina di Via Baracca 21 occupata da tre famiglie sfrattate nell’aprile del 2012 … La sentenza è, ovviamente, una sentenza di condanna: Condanna a 5 mesi e 500 uero di multa per Lorenzo Bargellini, colpevole di essere un noto militante del movimento … Condanna a 6 dei sette occupanti a seicento euro di multa per il reato di occupazione … Assoluzione per uno degli imputati perchè non presente in Italia all’epoca dei Fatti … Condanna per tutti al risearcimento danni richiesto dalla parte civile nei confronti della proprietà…risrcimento danni da stabilire in separata sede … Un processo caratterizzato da numerose udienze, con contraddizioni infinite, si è trasformato in un piccolo “processo politico” contro il movimento … Alla base della condanna resta la diffusione a macchia d’olio delle occupazioni di stabili, con pratiche di legittima resistenza alla devastante crisi economica… Alla base di una condanna ridicola il tentativo di ostacolare le lotte del movimento, si tratta della quinta condanna penale nei confronti del movimento di lotta per la casa nel corso di questo ultimo anno … Nessun fondamento giuridico sostiene una condanna a 5 mesi a Lorenzo se non unicamente essere considerato il mandante morale delle occupazioni di case a Firenze … Se il movimento è colpevole di organizzare e diffondere la pratica dell’ EQUA REDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE, SE IL MOVIMENTO È COLPEVOLE DI ORGANIZZARE LE LOTTE PER LA RIAPPROPRIAZIONE DEI BISOGNI VITALI …. ALLORA SIAMO TUTTE E TUTTI COLPEVOLI!!!

Le DONNE e gli UOMINI Del MOVIMENTO Di lotta per la Casa

De Zordo: “inedito e irresponsabile vietare un corteo…

Manifestazione del Movimento di lotta per la casa, De Zordo: “inedito e irresponsabile vietare un corteo che voleva essere pura manifestazione del dissenso sancita dalla Costituzione”

Erano molti anni che a Firenze non si vietavano le strade del centro a una manifestazione di cui era stato dato regolare preavviso alla Questura. Vietare il corteo organizzato per sabato pomeriggio dal Movimento di lotta per la casa (ribattezzato non si sa bene perché ‘Gli antagonisti’), è stato un gesto irresponsabile che ha provocato reazioni finite poi in cariche da parte delle forze dell’ordine. Il corteo era finalizzato a far emergere che, a fianco delle strade del lusso, esiste anche a Firenze una realtà sempre più numerosa di persone che soffrono la mancanza di casa e di lavoro; una parte di popolazione che non può essere ignorata e che chiede risposte perché sta pagando un prezzo troppo alto per scelte che altri hanno fatto. Un corteo a cui volevano partecipare tranquillamente donne e bambini e che si è trasformato in luogo di tensione a causa di un divieto la cui conseguenze erano fin troppo immaginabili; dov’è finito il diritto a manifestare sancito dall’art. 17 della nostra Costituzione? Solidarietà quindi va espressa non solo alle persone che sono state caricate dalle forze dell’ordine, e di cui nessuno ha parlato, ma a tutti coloro che hanno generosamente dedicato il loro tempo e energia a sostenere i diritti e i bisogni di tutte e tutti coloro che, sempre più numerosi, si trovano a portare il peso spesso insopportabile di una crisi che colpisce molti, ma non tutti: gli unici settori in crescita sono quello del lusso e i discount alimentari, segno tangibile di una crescente voragine sociale che divide i pochi detentori di ricchezza da una maggioranza sempre più impoverita. Pensare di nascondere queste contraddizioni esplosive vietando un corteo è miope, inutile e irresponsabile.

21 dicembre: Assedio al lusso


Sabato 21 dicembre, alle ore 14,30 inizia in Piazza San marco la manifestazione “Assedio al lusso” contro l’impoverimento sociale, provocato dagl’interessi finanziari e dalle politiche di austerità antipopolare, esercitate da corresponsabili governi nazionali, passati e presenti. Sarà una protesta che girerà nelle strade centrali della Firenze-Vetrina nel pieno dello shopping natalizio. La manifestazione, proposta dal Movimento Lotta per la Casa e poi definita in una serie di assemblee aperte, partecipate e organizzate da varie realtà di base, tra cui l’USI-’Unione Sindacale Italiana, è condivisa dall’Ateneo Libertario di Firenze. L’area libertaria fiorentina sarà in piazza con un proprio documento (vedi allegato), uno striscione ad Hoc e le proprie bandiere. Invitiamo compagni, amici e quanti si riconoscono nelle lotte per l’uguaglianza sociale e la difesa dei diritti collettivi, a partecipare e a far circolare l’informazione.

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