LIBERTA’ PANE E DIGNITA’ PER TUTTE E TUTTI

 

Mercoledì 3 Febbraio la polizia ha colpito 20 ragazzi/e con misure cautelari per aver partecipato alle proteste del 30 Ottobre scorso contro la gestione della pandemia messa in atto dallo Stato.

Fra di loro ci sono Barba (Cosimo) e Pimpi (Matteo) del Sostegno Alimentare di S.Frediano, che sono stati messi agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni.

Le accuse inconsistenti della questura alimentano la macchina del fango dei giornali, che ha definito le persone che erano in piazza, come “protagonisti del disordine” e “criminali comuni”. Chiunque abbia partecipato al nostro progetto di sostegno alimentare conosce bene Cosimo e Matteo, le loro azioni e i loro ideali: sono due delle persone che hanno contribuito fin da subito a rendere possibile il sostegno alimentare nel quartiere, schierandosi ed ascoltando le esigenze e le speranze delle persone in difficoltà con la spesa e con gli affitti.

Nei mesi passati a distribuire alimenti gratuiti e dialogare con le fasce più colpite della popolazione, è stato facile rendersi conto che l’incapacità e l’indifferenza del governo non hanno fatto altro che peggiorare le disuguaglianze e far precipitare nella povertà sempre più persone.

Protestare contro questa gestione dell’emergenza da parte dello Stato non è un crimine, ma un tentativo di condividere e fare emergere questa consapevolezza.

Cosimo, Matteo e tutte le persone arrestate devono essere liberate immediatamente.

Lo Stato dovrebbe preoccuparsi di arginare il virus e la povertà, non di fermare chi protesta contro le sue mancanze e costruisce alternative.

Cosimo e Pimpi Liberi!

LIBERTA’ PANE E DIGNITA’ PER TUTTE E TUTTI

Il Carcere è Tortura

IL CARCERE È TORTURA
Pestaggi, costole fratturate, timpani rotti.
Questa è la rieducazione del carcere di Sollicciano, come emerso in questi giorni da indagini e articoli di giornale.
Ma come sono state rese note queste informazioni dà ancora più luce sul carcere italiano: cioè a partire dalla denuncia per aggressione e resistenza effettuata proprio nei confronti di uno dei detenuti pestati.
Come succede fin troppo spesso (sia dentro che fuori dalle galere) chi subisce soprusi da parte dello stato e dei suoi scagnozzi  si ritrova poi a dovere anche  pagare conseguenze legali, una procedura che descrive bene uno stato arrogante ed omicida sempre disposto ad autoassolversi.
Ci richiama alle recenti torture avvenute nel carcere di San Gimignano  dove media e politici si sono  lanciati a difendere  i 15 secondini che hanno prestato brutalmente un detenuto.
Ci richiama a Paska, compagno denunciato in seguito a un pestaggio avvenuto durante un trasferimento.
Ci lascia capire di quanta impunità le forze della repressione ritengano di dover godere in questo sistema, impunità che fa sì che si possa entrare sulle nostre gambe all’interno di una questura o di una galera per uscirne dentro una bara.
Vogliamo rimarcare che i pestaggi, a S. Gimignano come a Sollicciano, rappresentano la ordinaria sanzione, da parte delle guardie, di una insubordinazione rispetto all’ordine costituito.
Che il carcere sia un mezzo utilizzato dallo stato per spaventare chi è fuori e annientare chi è dentro è una verità concreta.
Che sopraffazione e costrizione siano la struttura portante della galera e della società contro chiunque provi a ribellarsi e rifiuti di collaborare rimane una verità contro la quale è necessario lottare.
Lo faremo in solidarietà con tutt@ i compagn@ che si ritrovano prigionieri o sotto processo per le lotte contro questo stato che violenta, tortura e uccide ogni giorno attraverso i suoi servi.
Lo faremo perché riteniamo che la lotta contro le carceri, dentro e fuori le mura, sia un tassello fondamentale della rivolta contro l’esistente, contro questo stato che ci vuole collaboratori e servi.
Che la solidarietà resti sempre la nostra migliore arma.
Perché saremo tutt* meno liber* finché resterà in piedi una prigione!
Presidio Sabato 23 ore 15 al carcere di Sollicciano

Piazza Dalmazia 13 dicembre 2011- 13 dicembre 2020

Piazza Dalmazia 13 dicembre 2011- 13 dicembre 2020: Noi non dimentichiamo! Noi non perdoniamo!


Il 13 dicembre 2011 Gianluca Casseri, fascista appartenente all’organizzazione Casapound, apre il fuoco in Piazza Dalmazia contro 3 lavoratori senegalesi uccidendone 2, Samb e Diop, e ferendo in modo gravissimo il terzo, Moustapha.

All’epoca Casseri venne descritto dalle istituzioni e dagli investigatori come un pazzo isolato, che aveva concepito e realizzato da solo il suo “folle” proposito. Niente di più lontano dalla verità visto che la strage compiuta da Casseri si materializzò all’epoca in un clima già condizionato dalla propaganda anti-immigrazione e anti-degrado alimentata, tra gli altri, dall’allora sindaco Renzi. Tant’è vero che Casseri ha trovato dopo pochi anni imitatori come il fascista Luca Traini, che a Macerata aprì il fuoco contro decine di persone il 3 febbraio 2018, o l’apparentemente inconsapevole Roberto Pirrone, che riteneva tuttavia la vita di un africano di meno valore quando decise di uccidere Idy Diene, sempre a Firenze, il 5 marzo 2018. Tanto pazzi e tanto isolati erano tutti quanti, che dopo le elezioni del 4 marzo 2018 ci siamo ritrovati un governo che faceva proprio lo slogan “Prima gli Italiani!”, che fino a qualche anno prima era appannaggio dei nazisti di Forza Nuova, e in quella campagna elettorale divenne il cavallo di battaglia della Lega di Salvini.

Il panorama sociale che viviamo in questi mesi può sembrare, ad uno sguardo superficiale, lontanissimo da quello che era solo due anni fa. E tuttavia riteniamo che, in realtà, molto poco sia cambiato, se non in peggio. Non sono cambiati i decreti sicurezza, inaugurati da Minniti, fatti propri e resi ancora più inumani da Salvini, e infine acquisiti definitivamente con qualche aggiustamento dal governo Conte Bis, con tutto il loro carico repressivo sulle lotte sociali che resta immutato. Non è cambiato il ruolo dei fascisti: ieri, come oggi, servizievoli propagandisti del razzismo ma in più, dall’inizio della pandemia, a servizio degli interessi padronali come negazionisti che strillano spudoratamente contro…. la privazione della libertà e la dittatura! Gli stessi soggetti fascisti, che ieri si chiamavano Casapound e si accompagnavano con Casseri e oggi si chiamano Firenze Identitaria, con un piede dentro le istituzioni grazie ai loro camerati di Casaggi / Fratelli d’Italia e una sede appena inaugurata nel centro di Firenze.

Non sono cambiate le istituzioni, ieri come oggi pronte ad armare la mano dei razzisti per poi proclamarsi innocenti, democratiche e perfino antifasciste a cose fatte. Appunto le stesse istituzioni che, mentre molto poco hanno fatto per evitare le 60mila vittime che ci sono state fino ad oggi a causa della pandemia, molto hanno fatto e stanno facendo, invece, approfittando della pandemia, per restringere ulteriormente il diritto di manifestare e per reprimere chi si ribella sui posti di lavoro, nelle scuole, nelle carceri per difendere la propria salute e i propri diritti, e chi lotta contro una disuguaglianza e un’ingiustizia sociale sempre crescenti.

In questi mesi la macchina della repressione non ha mai smesso di girare a pieno ritmo. Continua la persecuzione di chi lotta sui posti di lavoro, contro il carcere e in difesa del territorio, a partire dai No TAV. Si aprono nuovi processi contro chi ha voluto portare la propria solidarietà ai migranti. E a Firenze, così come nel resto d’Italia, decine di militanti sono sotto processo o condannati per aver portato il proprio contributo alla lotta antifascista e antirazzista. Per questo pensiamo che la nostra lotta non potrà mai compiersi nei tribunali di questo stato: processare il fascismo e il razzismo vorrebbe dire per lo stato italiano processare sé stesso! Per capire quanto questo sia vero basta pensare alle decine di stragi impunite di cui è costellata la storia d’Italia, a partire dalla strage di Piazza Fontana a Milano di cui ricorre proprio il 12 dicembre il 51° anniversario, una strage fascista i cui mandanti si trovavano, anche allora, all’interno dello stato. Crediamo quindi che sia nostro dovere preservare e rilanciare, attraverso la memoria del passato, quel filo rosso di Resistenza che solo può aprirci la via di un futuro diverso, libero da fascismo, dal razzismo e da ogni forma di discriminazione.

Presidio in Piazza Dalmazia sabato 12 dicembre ore 10

Firenze Antifascista, CPA Fi-Sud, Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, Collettivo Politico di Scienze Politiche, Collettivo Krisis, Rete Antirazzista Firenze, C.O.R.P.I., Assemblea “ogni giorno è il primo maggio” ,  Comunità “Le Piagge” , Rifondazione Comunista Firenze

 

 

PRODUCI, CONSUMA, CREPA… 

PRODUCI, CONSUMA, CREPA…

Mai come in questo lungo periodo pandemico tale slogan risulta vero, le politiche fasulle di questo governo suddito di Confindustria, ne sono la dimostrazione.
Dopo i drammatici mesi di chiusura dello scorso marzo e aprile, siamo passati al libero tutti per il periodo estivo, sprecando peraltro risorse in specchietti per allodole, come bonus ed elemosine a pioggia, misure propagandistiche inadeguate e inopportune.
Così mentre si è dato il via a un nuovo contagio globale, il Governo non ha predisposto nessuna reale misura per evitare la seconda ondata: Nessun serio potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale o dei Trasporti Pubblici, con il risultato di altre decine di migliaia di morti nel nostro paese e di nuove chiusure commerciali, con innumerevoli famiglie ridotte alla fame e alla miseria.
I Ristori, quasi sempre insufficienti, quasi sempre mal mirati, quasi sempre strumentali, sono il segno evidente del cinismo di chi ci governa e di opposizioni parlamentari fasciste ed elitarie, che intervengono solo per garantire alle classi dominanti liquidità e capitali, mentre migliaia di lavoratori ancora non hanno percepito neppure le previste miserie della cassa integrazione.
Con la seconda ondata pandemica sono state chiuse nuovamente scuole, teatri, cinema, circoli ricreativi, ridotto ogni genere di contatto umano e limitate le libertà di protesta… eppure si sono tenute aperte le fabbriche, luoghi di evidente propagazione del virus, per non scontentare Confindustria.
Intanto sono pochissimi i controlli sui lavoratori più esposti, come quelli della sanità e dei trasporti.
Adesso mentre il Governo sta già pensando di allentare la stretta del lockdown per il periodo delle feste, per permettere lo shopping (e guarda caso si parla di altri bonus e briciole natalizie destinate unicamente ai consumi), sono sempre di più le persone che faticano a mettere qualcosa in tavola o che perdono il lavoro e la casa. 
Noi a tutto questo non ci stiamo, non vogliamo miseri bonus utili solo ad arricchire i padroni, la nostra richiesta è chiara e semplice: Vogliamo un REDDITO UNIVERSALE e dignitoso che permetta a disoccupati, ai precari compreso le partite Iva, a chi non riesce arrivare a fine mese, una vita dignitosa e libera da ricatti, sfruttamento e umiliazioni.
Il 12 dicembre cade anche la ricorrenza della strage fascista di Piazza Fontana del 1969, una strage di stato voluta per ostacolare le proteste operaie e le mobilitazioni del ‘68 che chiedevano una società più equa e giusta. Un evento drammatico che oggi si lega nella memoria alle decine di migliaia di persone sacrificate sull’altare del profitto nella pandemia Covid, per le carenze vergognose e colpevoli del sistema sanitario nazionale. Anche per questo saremo in piazza, uniti.

VOGLIAMO REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA, UGUAGLIANZA ED EQUITÀ SOCIALE !!!
LE NOSTRE VITE VALGONO PIÙ DEI VOSTRI PROFITTI

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SABATO 12 DICEMBRE 2020 
FIRENZE, PIAZZA SANTA CROCE ORE 15.00 
Presidio per il Reddito Universale 

*OGNI GIORNO IL PRIMO MAGGIO*

 

 

Popolo Saharawi comunicazione urgente

Sono circa 180 i comuni della Toscana sui 290 gemellati con una tendopoli con il Popolo Saharawi. Questa azione semplice ha fatto conoscere a molti cittadini l’esistenza di un Popolo che dal 1991 attende di poter esprimere il proprio diritto all’autodeterminazione. .Sono quindi queste azioni che possono apparire di semplice testimonianza che contengono straordinarie storie di solidarietà e di amicizia. Una amicizia verso le comunità saharawi che vivono nei campi profughi in Algeria che molti dei volontari toscani anche accompagnati da Sindaci e Assessori hanno conosciuto e con loro hanno iniziato piccoli o grandi progetti di solidarietà, come quello della nostra Associazione che dal 2016 ha attivato le adozioni a distanza. 
Ora è necessario che questo legame costruito negli anni si unisca in un unico coro, per fermare il Regno del Marocco nel suo attacco ai civili Saharawi, per chiedere alle Istituzioni nazionali di intervenire per evitare un nuovo conflitto armato, di sollecitare il Consiglio di Sicurezza ad attuare energicamente ciò che è stato promesso, nel trattato di pace del 1991, l’attuazione di un referendum autodeterminativo perchè la dignità di un Popolo non si può cancellare in nome dei soli interessi commerciali ed economici. Grazie se vorrete aiutarci a diffondere il nostro comunicato e le informazioni in esso contenute.

Nadia Conti
Presidente CittàVisibili APS

Sahara Occidentale: riprese le ostilità a El Guerguerat fra Marocco e Fronte Polisario

Le istituzioni repubblicane e democratiche italiane: Enti locali e Ministero degli Esteri intervengano

Roma, 13 novembre – Oggi, 13 novembre 2020, scontri a fuoco tra il Regno del Marocco e il Fronte Polisario, dopo 29 anni di cessate il fuoco firmato da entrambe le parti nel Quadro del Piano di Pace ONU nel 1991 che istituì, inoltre, la MINURSO (Missione ONU per il Referendum nel Sahara Occidentale). Secondo l’accordo militare, il limite invalicabile per garantire la tregua attraversava il territorio conteso fino ad arrivare al corridoio della regione di El Guerguerat, al confine con la Mauritania. Dal 21 ottobre scorso la regione è incandescente: il Regno del Marocco ha violato l’accordo con l’apertura da parte di una breccia lungo tale limite per consentire il libero passaggio di persone, ma anche e soprattutto di camion per il trasporto di prodotti commerciali. Tale atto ha innescato l’immediata reazione della popolazione civile saharawi, accorsa per protestare pacificamente e chiudere la breccia, ostacolando il transito dei mezzi. Un corridoio sfruttato per esportare prodotti provenienti dal Sahara Occidentale occupato dal Regno del Marocco dal 1975, nonostante l’aperta deplorazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. «L’Esercito popolare di liberazione saharawi ha iniziato a rispondere con la necessaria fermezza a questa violazione e all’ostile marcia marocchina che fin dalle sue radici costituisce una grave battuta d’arresto al cessate il fuoco». Con queste parole il Fronte Polisario e il Governo Saharawi hanno comunicato qualche ora fa che ritengono il Regno del Marocco responsabile di tutte le pericolose conseguenze di questo attacco alla stabilità dell’intera regione. Il Fronte Polisario e il Governo Saharawi ricordano che il futuro di pace per i due popoli è da decenni fermo a causa del mancato referendum di autodeterminazione previsto dal Piano di Pace del 1991 sotto l’egida delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana. Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo saharawi denuncia la violazione da parte del Regno del Marocco del cessate il fuoco e l’attacco al Piano di Pace Onu e alla legalità interazionale, nonché alla stabilità della regione. Inoltre denuncia l’illegalità, evidente a tutta la comunità internazionale, del commercio di risorse provenienti dal Sahara Occidentale che il Tribunale Europeo ha condannato. Una situazione resa ancora più inaccettabile, considerata la riduzione degli aiuti internazionali destinati al popolo saharawi nel contesto dell’emergenza mondiale da coronavirus. Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo saharawi ritiene indispensabile l’intervento dell’Europa e della comunità internazionale per impedire alle forze armate del Regno del Marocco ulteriori azioni lesive della legalità internazionale. 

Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo saharawi chiede alle istituzioni repubblicane e democratiche italiane, agli Enti locali gemellati in Italia con il popolo saharawi e al Ministero degli Esteri di condannare l’aggressione armata marocchina, di adoperarsi per proporre misure economiche di contrasto al traffico illegale di merci da parte del Regno del Marocco, di sostenere la nomina dell’inviato speciale del Segretario ONU per riprendere i colloqui tra le parti al fine di convocare il referendum di autodeterminazione, di proporre di dare mandato alla MINURSO, come già ad altre missioni Onu nel mondo, di sorvegliare la tutela dei diritti umani.
Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo saharawi  
CittàVisibili APS Arci
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sede legale: via Orly n. 35
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Se toccano una ….

SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI.!!!
Un fatto gravissimo si è consumato ieri mattina ai danni di una donna abitante in una casa popolare. Antonella; colpevole di non riuscire a pagare l’affitto al comune perché disoccupata e fragile, rimasta sola dopo la morte della madre, invece di essere aiutata ha subito la decadenza dell’assegnazione, inutili nel tempo certificati e redditi inesistenti, tentativi di accordo per sanare la morosità con casa spa l’ente gestore di questo ignobile carrozzone che è diventato il comune di Firenze, dicevamo ieri mattina verso le 9:00 ( forse prima disturbavano i condomini) si è vista arrivare in casa una squadra di vigili, (un corpo speciale in borghese) che le intimava di uscire immediatamente perché era uno sfratto esecutivo, contattati telefonicamente e in viva voce abbiamo obbiettato che non potevano eseguire lo sfratto in quanto come da decreto ministeriale gli sfratti esecutivi sono bloccati fino al 31 Dicembre 2020, Antonella si è opposta ed è successo l’impensabile, le è stato spruzzato in faccia dello spray al peperoncino è stata ridotta all’impotenza ammanettata e portata via in pigiama e ciabatte. Da quel momento per noi Antonella è scomparsa! Nessuna informazione, nessuna notizia ne di dove fosse ne di come stesse di salute. Sembrava di vivere in un brutto film argentino, per tutta la giornata ci ha pervaso un senso di incredulità e irrealtà. Solo grazie alla nostra tenacia nel cercarla e nel contattarla telefonicamente soltanto oggi verso le 12:00 l’abbiamo raggiunta, piangente e in stato di shock ha detto di essere stata rilasciata da una cella del comando dei vigili, di essere stata privata del cellulare ed altre poche cose che aveva, compresa la canina portata al canile, dopo forse un processo per direttissima, l’hanno scaricata senza un soldo in pigiama e ciabatte, e senza casa in piazza stazione, tanta è stata la disperazione e la confusione che non sapeva cosa le fosse realmente successo. Dal nostro punto di vista sono accaduti troppi illeciti, dalla violazione del decreto di legge, alla violazione di ogni diritto umano, personalmente mi hanno fatto tornare in mente i racconti dei miei nonni, quando mio nonno sparì per tre giorni preso e rinchiuso a Villa Triste, mi sono tornati alla memoria racconti del peggior periodo fascista, perpetrati oggi da chi si spaccia per sinistra. Vogliamo denunciare perché vogliamo risposte, perché non vogliamo ancora credere che questa sia la realtà, vogliamo chiedere se questo è il metodo per reperire alloggi in vista del nuovo bando erp in prossima uscita, vogliamo che ci sia reso conto del fatto che da una parte si continua a svendere patrimonio pubblico regionale e comunale sul territorio senza riconvertirlo e impiegarlo per alloggi popolari dei quali i cittadini di Firenze hanno fame. Non può essere questa la risposta e non vogliamo permetterlo. Non vogliamo una dittatura amministrativa, non vogliamo una dittatura, e vogliamo ricordare a questi “signori” che forse si sono montati un po troppo la testa che sono al servizio dei cittadini e non contro, che mangiano con i nostri sodi ( come si può dire nel più becero dei modi) che sono solo nostri servi e non i nostri padroni.
Miti e quieti come sempre?
Movimento di lotta per la casa di Firenze
Al fianco di Antonella
e di tutti gli sfrattati.