Messaggio da Nicoletta Dosio rinviata a giudizio per direttissima per evasione

 

«La resistenza, individuale e collettiva agli atti dei pubblici poteri che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino». (Articolo proposto per la Costituzione della Repubblica Italiana del 1948 e non recepito) Oggi, in quest’aula, rivendico – accanto al diritto di resistenza contro le grandi male opere ed il modello di vita e di società ad esse connesso – la mia evasione e la mia concreta, consapevole opposizione alle misure cautelari inflittemi, via via aggravate dal tribunale di Torino.

Mio intendimento è di denunciare e di oppormi a tali misure, per me e per tutti coloro che, nel movimento NO TAV e in tante altre realtà di lotta allo stato di cose presente, si vedono quotidianamente comminare, dalle procure e dai tribunali, provvedimenti arbitrari e vendicativi.

Anche in questo il movimento NO TAV ha fatto scuola e le pratiche repressive nei suoi confronti si sono rivelate sperimentazione da applicare puntualmente là dove il partito trasversale degli affari e della guerra sente messo in discussione il proprio dominio.

Le misure cosiddette cautelari sono state e sono usate a piene mani e in modo esplicito, quale arma di repressione per criminalizzare il dissenso e negare la libertà di pensiero e di espressione; un avvertimento che la giustizia non è uguale per tutti.

La loro stessa natura di pene inflitte preventivamente, senza un regolare processo, con ampi margini di discrezionalità, le mette a nudo come strumento di giudizio etico-politico volto a colpire ciò che si è, più che ciò che si fa.

I risultati sono riscontrabili costantemente nella storia dei processi contro i militanti NO TAV: mesi di carcere preventivo e domiciliari che, a seguito di regolare processo, si sono tradotti in condanne di pochi mesi con sospensione condizionale della pena; sentenze che non bastano però a cancellare le umiliazioni, la perdita della libertà, la quotidianità negata, la vita messa in manette.

Per quanto mi riguarda, ho fatto convintamente questa scelta di lotta ed intendo portarla fino in fondo. Dichiaro fin da ora che, qualunque sarà il giudizio di questo tribunale nei miei confronti, continuerò a disobbedire, ad oppormi senza mediazioni, con gioia, sostenuta dall’abbraccio fraterno del popolo NO TAV e di quanti non hanno mandato all’ammasso la ragione, il cuore, la dignità.

Lo farò per dovere e per affetto nei confronti di chi, come Luca e Giuliano, a differenza mia, per lo stesso mio reato, ha subito il carcere. Lo farò anche per complicità con Jacopo, Eddy e tutti coloro che sono sottoposti ai domiciliari o a qualsiasi altra misura restrittiva.

Come per il gufo di Durer, il nostro solo crimine è di veder chiaro nella notte. Verità perfettamente adattabile al mondo che non si adegua a vivere immobile e sottomesso, in questa notte profonda che cancella diritti, democrazia formale e sostanziale, responsabilità verso il futuro.

Contro il buio mortifero delle casseforti, dei tunnel e delle prigioni noi vediamo chiaro e continuiamo a lottare perché si faccia giorno, sicuri dell’alba che verrà.

 

Bussoleno, 23 novembre 2016

 

Nicoletta Dosio

 

 

 

Presidio contro il progetto di sottoattraversamento TAV Firenze

Invitiamo tutti a partecipare al PRESIDIO che si terrà venerdì 17 aprile 2015 dallo ore 16.00 alle ore 18.30 in viale Corsica, nei pressi della scuola Rodari (vicino al Ponte all’Asse)

Il presidio sarà contro il progetto di sottoattraversamento TAV, di protesta contro le troppe anomalie di questa enorme e insulsa opera inutile:

- costi oramai fuori controllo che vedono il quintuplicamento di quanto preventivato
- alti livelli di inquinamento nella zona dovuti all’incuria nel cantiere
- mancanza di controlli adeguati: ARPAT è intervenuta solo su segnalazione di cittadini
- i rischi per la falda, che proprio nella zona dei Macelli aveva registrato un forte sbilancio, molto pericoloso per tutti gli edifici dei dintorni
- l’opera è realizzata col sistema del “general contractor”, generatore di corruzione, indebitamento del settore pubblico, pessima qualità dei lavori, così come è stato dimostrato dalle inchieste in corso
- mancanza di importanti autorizzazioni (paesaggistica e VIA) che rendono il cantiere ai Macelli un enorme abuso edilizio che nessuno vuol vedere
- l’Osservatorio Ambientale, che è stato spacciato come strumento di controllo, è stato totalmente incapace di monitorare alcunché
- il Comune e il Sindaco, che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini, sono totalmente assenti, tengono gli occhi accuratamente chiusi
- la totale inutilità dell’opera, visto che quasi 200 treni ad alta velocità già passano da Firenze senza problemi
- per dirottare le enormi risorse destinate ai tunnel verso opere utili per la collettività, soprattutto per un potenziamento della rete ferroviaria che potrebbe rispondere a molti problemi di mobilità metropolitana

per questi e altri motivi non possiamo continuare a tacere e abbiamo indetto questo presidio cui invitiamo tutti a partecipare.

Comitato No Tunnel TAV di Firenze

Se avetre bisogno di ulteriori info:

- blog: http://notavfirenze.blogspot.it/
- facebook : Comitato No Tunnel Tav Firenze
- twitter @NoTavFirenze
- mail: notavfirenze@gmail.com
- cell : 338 309 2948

TAV fiorentina non è solo un disastro economico e ambientale, rende Firenze ridicola nel mondo.

Giriamo da lista NoTunnelTav.

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 13 febbraio 2015

 Con il rinvio a giudizio di 32 persone per le vicende TAV l’unica cosa da fare sarebbe fermare i lavori
Il rinvio a giudizio di 32 persone in relazione alla realizzazione del Passante TAV di Firenze sono l’ennesima riprova che le denunce fatte da tante persone, compreso il comitato NO TUNNEL TAV, hanno una ben forte consistenza. Il fatto che la politica nazionale taccia e quella locale chiuda accuratamente gli occhi è un pessimo sintomo e indizio che ancora troppe collusioni sono attive.
Di fronte allo sfacelo tecnico, politico e morale che emerge dalla vicenda TAV fiorentina l’unica cosa decente da fare sarebbe per lo meno sospendere i lavori. Invece lavorazioni secondarie, sostanzialmente superflue ma che dovranno essere ben pagate alle ditte costruttrici, vanno avanti al di fuori degli accordi contrattuali e della gara fatta a suo tempo.
L’ennesimo annuncio dell’inizio dello scavo rinviato a novembre è il sintomo chiaro che i problemi non sono assolutamente risolti. Il CNR sta studiando quelle terre ormai da oltre un anno; nemmeno i sassi portati dalla luna sono stati così attentamente studiati! La questione è invece semplicissima: dal tunnel – se mai si troverà una nuova fresa e capendo chi la pagherà – uscirà melma, materiale non palabile. Si potranno stravolgere le normative vigenti, già troppo corrive, ma il fango resta fango e le colline promesse a Cavriglia diverrebbero comunque una palude di melma.
Il Comitato ricorda come i costi stiano andando alle stelle nonostante l’alta probabilità di non poter finire l’opera. Ad aprile 2014 il bilancio di Nodavia parlava di costi giunti a circa 740 milioni di euro; forse a Firenze siamo ad un record non invidiabile: per i 7 km di tunnel i costi sono già 105 milioni al chilometro senza aver scavato nemmeno un centimetro!
Questa TAV fiorentina non è solo un disastro economico e ambientale, rende Firenze ridicola nel mondo.

Comitato NO TUNNEL TAV Firenze
338 3092948

No TAV – Comunicato Stampa 22 gennaio 2015: La Torino-Lione dimezzata

Da: notavfirenze, [spaziliberati] giriamo volentieri un comunicato stampa del Presidio Europa dalla Valsusa.Ci preme far rilevare come i giornali mainstream, negli stessi giorni, hanno riportato come notizia solo la dichiarazione di Lupi “la Torino Lione è un’opera irreversibile”.

La situazione è ben diversa e dal comunicato si capisce bene la condizione non brillante di un giornalismo fatto solo come amplificatore delle parole del potere e di una politica che è solo gestione di affari al servizio di poteri forti.

ITALIA RINUNCIA A PARTE DELLA TORINO-LIONE. GOVERNO PROPONE ALL’UE SOLO MEZZO TUNNEL.

Pensavo fosse un treno invece è un calesse. Forse Massimo Troisi commenterebbe così l’incontro di ieri a Roma dei Sindaci della Val Susa con il Ministro delle Infrastrutture. Svaniti i fumi della retorica governativa, resta solo la nuda sostanza. “La Tav si farà. O forse no.”.

Francia e Italia vorrebbero fare il Tav Torino Lione solo nella speranza di acchiappare i soldi europei, è notorio. Ma l’Europa non ha ancora detto sì.

Molti (tutti i ?) grandi progetti hanno la stessa ambizione. L’Europa ha sempre meno soldi per il gioco delle grandi opere. Tutto questo è arcinoto da tempo (1).

Eppure, a dispetto di ogni logica, i governi Italiano e francese hanno continuato pervicacemente ad affermare la loro decisione di realizzare il Tunnel di Base della Torino-Lione (2).

Fino ad oggi. Davanti ad oltre 20 amministratori valsusini, Lupi e Virano hanno dovuto gettare la maschera. I soldi non bastano. I finanziamenti disponibili nel settennato 2014-2020 (ovvero il mandato della Commissione Juncker) non saranno sufficienti a realizzare la tratta transfrontaliera della Parte Internazionale della Torino-Lione, in altri termini, per fare il Tunnel di Base.

Quindi che si fa? Ecco la soluzione. Metà soldi ? Metà tunnel ! Basta trasformare la madre di tutte le grandi opere in uno spezzatino.

Da “gustare” un boccone alla volta, nei secoli. L’opera infinita, sul modello della Salerno – Reggio Calabria. Perché la verità è che l’opera serve a spendere: un paradiso degli appalti con un brulicare di cantierini.

Poi, al prossimo giro, dopo il 2020, si vedrà. Magari l’Europa offrirà altri soldi, oppure no. Nessuno può saperlo. Nel frattempo a Lione noi continueremo ad andarci con il più che sufficiente collegamento SNCF e le merci viaggiano sui camion mentre potrebbero utilizzare da subito la linea ferroviaria esistente utilizzata solo al 20% della sua capacità. Tanto lo scopo non è mai stato il miglioramento dei trasporti.

L’obiettivo, come tutti ormai sanno, è in realtà quello di trasferire una montagna di denaro dei cittadini alle imprese di costruzione amiche di questo o quel governo italiano e francese.

Si sapeva già? Forse. Ma non lo ammetteva nessuno. Oggi i mandarini del Ministero non hanno più potuto fare la manfrina e l’hanno detta tutta, senza filtro.

I francesi hanno già rinunciato alla loro tratta nazionale (3).

Per quella in territorio italiano non c’è nemmeno un euro (4).

Ora il Tunnel a metà. Ormai è chiaro: la Torino-Lione non esiste più.

(1) http://www.notav.info/documenti/credito-esaurito-comunicato-notav/

(2) http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-09

(3) http://www.ladocumentationfrancaise.fr/rapports-publics/134000396/

(4) http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/01/20/news/l_ue_...

Un buona notizia

Una buona notizia

Il Tribunale Permanente dei Popoli ha risposto positivamente  all’esposto del Controsservatorio Valsusa

Ecco una ottima notizia: il Tribunale Permanente dei Popoli ha ritenuto ammissibile l’esposto presentato dal Controsservatorio Valsusa e da un folto gruppo di amministratori locali in cui veniva denunciata la violazione di diritti fondamentali dei singoli abitanti e della comunità della Valle con riferimento alla progettata costruzione della linea Tav Torino-Lione.
È una importante vittoria e un significativo riconoscimento per il movimento di opposizione al Tav e non solo. Una ragione di più per continuare nell’impegno di questi anni.

Nella risposta pervenuta il 20/09/2014 il Tribunale Permanente dei Popoli ci comunica che ha aperto un procedimento nel quale esaminerà in particolare “le finalità e l’effettività delle procedure di consultazione delle popolazioni coinvolte e l’incidenza sul processo democratico“.
Nella risposta viene altresì segnalato che  «
sempre più chiaramente si evidenziano anche nei Paesi cosiddetti “centrali”, situazioni – più volte rilevate nei Paesi del Sud in sessioni del Tribunale per quanto riguarda il rapporto tra sovranità, partecipazione delle popolazioni interessate, livello delle decisioni politico-economiche – che mettono in discussione e in pericolo l’effettività e il senso delle consultazioni e la pari dignità di tutte le varie componenti delle popolazioni interessate. In questo senso il caso TAV, insieme alle altre vicende segnalate al TPP, è “rappresentativo” di processi e meccanismi più generali, specificamente importanti nell’attuale fase della evoluzione economica-politica europea e mondiale
…».
Di qui la decisione – particolarmente importante – di estendere il procedimento a casi analoghi, con una procedura avviata immediatamente e che si svilupperà nei prossimi mesi, a cavallo tra il 2014 e il 2015.

Il procedimento aperto oggi è il primo, nei 35 anni di storia del TPP, che affronta problemi di violazione di diritti fondamentali connessi alla realizzazione di un grande opera in Europa: segno che esistono i presupposti per ipotizzare che la Val di Susa rappresenti un laboratorio di ricerca avanzata di una nuova politica coloniale diversa nelle forme rispetto a quelle tradizionali ma non per questo meno devastante.

Sul sito del Controsservatorio trovate altre informazioni e il testo della risposta del TPP.

Se l’accoglimento dell’esposto è già di per sé un fatto di grande rilievo e lascia ben sperare sulle possibili conclusioni, il nostro impegno continua affinché la specificità della questione TAV To-Lyon trovi il giusto spazio nel percorso avviato. Come Controsservatorio coinvolgeremo anche in questa nuova fase amministratori, tecnici e comitati, consapevoli che solo uno sforzo comune può produrre il migliore risultato: 25 anni di esperienza lo dimostrano.

Seguite sul http://controsservatoriovalsusa.org  le prossime iniziative del Controsservatorio Val Susa

Una grande e bella giornata notav

10 maggio 2014

In un clima surreale oggi a Torino abbiamo fatto una delle più belle e importanti manifestazioni notav lontano dalla nostra Valle. Decine di migliaia di uomini e donne hanno manifestato in una Torino blindata oltremisura con centinaia di forze dell’ordine a presidiare anche i cestini, new jersey a recintare il palazzo di giustizia e un’ostentazione di mezzi e uomini oltremodo. Continua a leggere

Lettera da Firenze

riceviamo e pubblichiamo:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
dott. Matteo RENZI 

OGGETTO:    Progetto di Sottoattraversamento AV del Nodo ferroviario di Firenze e progetti TAV-TAC in Italia: richiesta di intervento correttivo da parte del Governo.

Signor Presidente,

quattro anni fa, a giugno 2010, Lei dichiarò, in relazione al progetto TAV che interessa la città di Firenze: «Faccio notare al governo nazionale che in tempi di crisi l’idea di investire un miliardo e rotti in questa opera, fra tunnel e stazione, che non serve a nulla non è una buona idea. L’Alta velocità a Firenze c’è già e i treni veloci qui già si fermano. Perché se hanno un miliardo di euro da buttare via in questo modo non lo mettono sulla scuola?».
Dal 2010 a oggi il contesto economico non è mutato, signor Presidente, se non in peggio.
Gradiremmo sapere pertanto, adesso che ha raggiunto il ruolo di massima responsabilità in quel governo nazionale richiamato nella Sua dichiarazione del 2010, se Ella intenda dare concreta attuazione all’auspicio formulato, disponendo finalmente di opportuni strumenti di intervento.

Di più.
Se allarghiamo lo sguardo dalla città di Firenze al resto d’Italia, è evidente come la cantierizzazione dei progetti TAV minacci di ingoiare non uno, ma parecchi miliardi di denaro pubblico.
Si tratta peraltro, nel caso delle linee TAV, di InvestimentI marcatamente labour saving e capital intensive. Esattamente l’opposto di quello che sembra occorrere oggi all’economia del nostro Paese: una spesa pubblica oculata e mirata, che si dimostri in grado diinnescare processi di espansione dell’occupazione, e in particolare di opportunità di lavoro stabile e socialmente utile.

Le chiediamo quindi se Ella non ritenga opportuno e urgente mettere in agenda la cancellazione su tutto il territorio nazionale, con opportune misure di salvaguardia dell’erario, del gigantesco esborso TAV, più volte censurato – per le dimensioni esponenzialmente crescenti e per l’architettura finanziaria perversa – dai principali organismi di controllo contabile.
Ella condividerà infatti, immaginiamo, che ben altre appaiono essere le priorità materiali e morali del Paese da cui ripartire, se davvero si intende cambiare verso: da L’Aquila (e l’Abruzzo) a Modena (e l’Emilia) terremotati, dalle montagne che franano alle pianure che si allagano, dalla scuola (indecente nell’edilizia e nell’organizzazione) al patrimonio culturale (mesta cenerentola, e dovrebbe esser regina!). Senza contare, restando anche sul solo terreno del trasporto pubblico, l’esigenza di rispettare i diritti – fin qui conculcati – dei viaggiatori pendolari, la grande maggioranza della popolazione chiamata – in nome della tutela dell’ambiente e della qualità della vita – ad avvalersi del trasporto su ferro.

Auspichiamo un cortese riscontro.

Il presidente
Girolamo Dell’Olio

Associazione di volontariato Idra

iscritta al Registro Regionale del Volontariato della Toscana per la promozione e la tutela del patrimonio ambientale e culturale

Via Giano della Bella, 7 – 50124 FIRENZE

Tel. e fax 055.233.76.65; Tel. 055.48.03.22, 320.16.18.105;
e-mail idrafir@tin.it ; web www.idraonlus.it 

Dalla Val Di Susa a Firenze: estendere la solidarietà, rilanciare le lotte!

22 Febbraio, dalla Val di Susa a Firenze per estendere la solidarietà e rilanciare le lotte!


- Per estendere la solidarietà ai 4 notav arrestati
- Per la difesa del territorio
- Per il diritto alla casa
- Per la dignità delle e dei migranti
- Contro la privatizzazzione dei servizi e dei beni comuni
- Per un lavoro dignitoso e non vessato da ricatti e sfruttamento

Tutt* in piazza!
pagina.facebook.

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Secondo appuntamento dell’ Assemblea cittadina verso la mobilitazione del #22F

Mercoledì 5/02 alle ore 21:15 al circolo Arci Boncinelli, via di Ripoli 209, ci sarà il secondo appuntamento organizzativo per la costruzione della giornata di mobilitazione nazionale sui territori lanciata dal Coordinamento dei Comitati NO TAV per il 22 febbraio. Rinnovo l’invito alla partecipazione a tutte le realtà in lotta sul territorio per costruire insieme quella giornata e tante iniziative intermedie di avvicinamento. La giornata sarà di sostegno e solidarietà alla lotta no tav ma anche di rilancio di quello che si muove a Firenze, la lotta per il diritto alla casa, contro le privatizzazioni di servizi e beni comuni, per il diritto ad un lavoro sicuro e dignitoso.

Ecco il verbale dell’ultima riunione del coordinamento in Val di Susa:

TERRORISTA È CHI DEVASTA E MILITARIZZA I TERRITORI APPELLO PER UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

Circa 600 imputati, più di un migliaio di indagati, decine di persone sottoposte a varie restrizioni (obbligo o divieto di dimora, foglio di via), multe da centinaia di migliaia di euro, un processo contro 53 no tav condotto in un’aula bunker, diversi compagni da mesi agli arresti domiciliari. In questi numeri si può leggere l’accanimento repressivo contro il movimento no tav. Nella crociata condotta dalla Procura di Torino si è aggiunto ad agosto un nuovo capitolo: no tav indagati per attentato con finalità di terrorismo – e sottoposti per questo a misure restrittive per una delle tante passeggiate di lotta contro il cantiere di Chiomonte.

Dopo mesi di criminalizzazione mediatica, arriviamo al 9 dicembre, quando quattro notav (Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò) vengono arrestati su mandato della Procura di Torino perché accusati di aver partecipato ad un’azione contro il cantiere avvenuta nella notte fra il 13 e il 14 maggio.

Un’azione che, come già accaduto nelle pratiche del nostro movimento, aveva danneggiato alcune attrezzature del cantiere.

Per la Procura di Torino si tratta di “attentato con finalità di terrorismo”. Per noi si tratta di una giusta resistenza.

L’accusa di terrorismo comporta delle pene molto pesanti. Ma nell’inchiesta della Procura torinese si va ben oltre: vengono utilizzati per la prima volta in Italia articoli che definiscono “terrorista” qualsiasi forma di resistenza a quanto deciso dai poteri economici e politici. Ogni imposizione dello Stato, secondo i Pm Rinaudo e Padalino, ammette tutt’al più la lamentela, ma non l’opposizione attiva.

Insomma, in questo tentativo di attaccare frontalmente il movimento no tav si sperimentano dei modelli che potranno essere applicati in futuro ad ogni forma di dissenso reale.

Ne va della libertà di tutti.

Per questo lanciamo un appello per una mobilitazione nazionale sui vari territori per il 22 febbraio:

  •  - Contro l’accusa di terrorismo e la criminalizzazione di chi lotta
  • - In solidarietà con tutti i no tav imputati e indagati
  • - per la liberazione di Chiara, Claudio, Mattia, Niccolò e degli altri no tav ancora ai domiciliari
  • - Per rilanciare le lotte
  • - Perché chi attacca alcuni/e di noi, attacca tutte e tutti
  • - Per ribadire con forza che fermarci è impossibile

Per questi motivi il Movimento NO TAV INDICE E PROPONE PER IL 22 FEBBRAIO UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE E DI LOTTA OGNUNO NEL PROPRIO TERRITORIO

a tutte quelle realtà che resistono e si battono contro lo spreco delle risorse pubbliche, contro la devastazione del territorio, per il diritto alla casa, per un lavoro dignitoso, sicuro e adeguatamente retribuito.

Una mobilitazione comune in solidarietà ai compagni di lotta incarcerati, ai compagni di lotta già condannati, a quella innumerevole schiera di resistenti che ancora deve affrontare il giudizio per aver difeso i beni comuni, una giornata di lotta alla quale seguirà nella metà di marzo un appuntamento a Roma per la difesa e la legittimità delle lotte sociali.

In preparazione della giornata di lotta si invita ad effettuare assemblee sui territori per sensibilizzare la popolazione sia su questi temi sia sui progetti che si contrastano.

Appello del Coordinamento dei comitati del Movimento NO TAV.