notavfirenze: Appello per la raccolta fondi per le spese legali

ecco la nuova trovata per stroncare ogni movimento di opposizione: non si punta più alla repressione violenta o con il carcere ma rovinando economicamente le persone che si oppongono. Da notare che, nonostante ci fossero centinaia di persone a protestare, sono stati presi di mira gli esponenti su cui vendicarsi.
È  una pessima vicenda, un pessimo segnale.

Eccolo qua: http://www.tgmaddalena.it/colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni <http://www.tgmaddalena.it/colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni/>

COLPEVOLI DI DIFENDERE LA NOSTRA TERRA E I BENI COMUNI.

CHIEDIAMO A TUTTI UN APPOGGIO E UNA SOLIDARIETA’ CONCRETA.

Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, in data 7/1/2014 depositata in data 14/1/14 ha sentenziato: “dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;” oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40.La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010. I sondaggi S68 e S69 erano inutili e infatti non sono mai stati fatti né riproposti sia nel progetto preliminare sia nel progetto definitivo presentato per la tratta internazionale del TAV Torino – Lyon.

Quella notte, all’autoporto centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all’area per impedire l’avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne.

Poi si scoprì che era una trappola per tagliare le gambe ai NO TAV con una nuova tecnica: richiesta di danni immaginari per centinaia di migliaia di euro a carico di qualche personaggio del movimento.

LTF aveva nascostamente stipulato un contratto di utilizzo di due aree di circa 150 mq cadauna, mai registrato, con la CONSEPI spa, che vantava un diritto di superficie sull’area di proprietà del comune di Susa per una cifra completamente folle: 40.000 euro per i primi quattro giorni e 13.500 euro al dì per i giorni successivi per un totale dichiarato di 161.400 euro IVA compresa. Questo contratto serviva solo per gonfiare i costi e quindi la richiesta di danno. In merito la CONSEPI SPA nella relazione di bilancio 2010 scriveva testualmente:

“Si tratta di una vicenda a tutti ormai ben nota e che risale ad un periodo nel quale l’attività dei corsi di guida sicura di Consepi, rivolti soprattutto ai ragazzi neopatentati erano al amassimo del loro svolgimento.”  ….“La Società interpellata dalla stessa Prefettura oltre che da LTF, fece chiaramente presente tali considerazioni chiedendo  un rinvio di qualche settimana dei sondaggi, rimarcando il fatto che se questi fossero stati procrastinati l’onere per LTF sarebbe stato di gran lunga inferiore a quelli che contrattualmente si assumevano.”  …. “L’onere sopportato da LTF deriva pertanto dal fatto che quest’ultima e la Prefettura, nonostante le esplicite richieste di rinvio di Consepi, sono state irremovibili sulle date dei sondaggi.”

Infatti LTF aveva stipulato con la CONSEPI, in violazione di ogni principio di buon andamento della gestione dei fondi pubblici, una scrittura privata per accedere ai predetti terreni, sborsando ben 161.400 euro alla stessa CONSEPI per avere in concessione un terreno di pochi metri quadrati già oggetto di una autorizzazione amministrativa per occupazione temporanea a costo quasi zero, come prevede la legge italiana sugli espropri ed occupazioni temporanee.

Il fatto che sia del tutto ingiustificata la somma pagata da LTF a CONSEPI è sancita in modo inequivocabile anche dalla Commissione Europea che, come confermato dall’OLAF (Ufficio antifrode europreo) rispondendo ad una nostra segnalazione in merito, con la lettera Prot. N° OF/2010/0759 in data 29/10/2013 affermava che “La Commissione Europea non ha pagato le spese in quanto non ammissibili”

Il fatto che tutta l’inutile campagna di sondaggi di inizio 2010 fosse solo un colossale bluff per dire all’U.E. che i lavori erano iniziati, è testimoniato dal fatto che dei 34 sondaggi previsti ne furono effettuati soltanto 5 per una lunghezza complessiva di metri lineari 243 rispetto ai 4.418 metri lineari previsti.



Ora gli avvocati del movimento presenteranno appello, ma essendo una causa civile, se LTF pretende il pagamento immediato, occorrerà pagare al fine di evitare pignoramenti o ipoteche sui beni delle tre persone condannate al risarcimento.

Il MOVIMENTO NO TAV non ha le possibilità economiche per fare fronte a queste pretese. Tutto questo è stato concertato e messo in atto solo al fine di stroncare la nostra lotta.

Non a caso sul quotidiano “La Stampa” del 22 settembre 2010, poco prima dell’inizio della causa, si leggeva “Il ricorso alla causa civile contro i No Tav potrebbe così diventare uno strumento di dissuasione che i soggetti incaricati della progettazione o dell’esecuzione dei lavori potrebbero utilizzare per contenere la protesta”.

Il MOVIMENTO NO TAV sta già sostenendo un pesantissimo onere per le difese legali, a cui si aggiunge questa batosta tremenda, che da solo non può sopportare. Per questo, con molta umiltà, ma altrettanta dignità e fiducia,  chiede a tutti quelli che ci dicono: “Non mollate!”, “Siete l’unica speranza di questo Paese”, “Resistete anche per noi” di dare un concreto appoggio aiutandoci economicamente in modo che possiamo resistere ancora contro questo Stato e questi Poteri Forti e mafiosi che ci vogliono per sempre a cuccia e buoni.

Ci sono più di 400 persone indagate per questa resistenza controun’opera imposta, inutile e devastante sia per l’ambiente sia per le finanze di questo Stato e che impedisce di fare tutte le altre piccole opere utili.

ANCHE UTILIZZANDO QUESTI SPORCHI MEZZI NON RIUSCIRANNO A FERMARE LA RESISTENZA DEL POPOLO NO TAV.

Aiutateci a resistere, grazie.

MOVIMENTO NO TAV

I contributi devono essere versati esclusivamente sul conto corrente postale per le spese legali NO TAV  n.1004906838 – IBAN – IT22L0760101000001004906838  intestato a Pietro Davy 

Sottoattraversamento TAV: rilevati preoccupanti impatti sulla falda

COMUNICATO STAMPA Firenze, 31 ottobre 2013

Sottoattraversamento TAV: rilevati preoccupanti impatti sulla falda

SIAMO STANCHI DI AVERE RAGIONE.
Questo è il commento del Comitato che da anni si oppone alla realizzazione del Sottoattraversamento AV di Firenze, dopo aver visto la valutazione di ARPAT sul monitoraggio della falda nei pressi dei cantieri TAV.
Fin dal primo studio fatto nel 2006/7 dai tecnici del Comitato, in particolare dalla professoressa Teresa Crespellani, era emersa la pericolosità dei lavori e i rischi di impatto pesante sulla falda; soprattutto fu denunciata da subito l’inadeguatezza degli interventi tecnici progettati per mitigare il fenomeno. Fu denunciato che la serie di sifoni previsti, l’integrazione di pozzi drenanti collegati da pompe, non avrebbero potuto mitigare il pesantissimo impatto causato dalle paratie ai Macelli (profondi più di 40 metri) e a Campo di Marte (oltre i 30 metri).
Adesso giunge una nota dell’ARPAT che valuta l’andamento della falda dal gennaio 2012 al marzo 2013 dove è chiarissimo il progressivo impatto sulla falda col procedere dei lavori, fino ad un dislivello di 1,5 metri.
In particolare al Campo di Marte si vede come l’acqua si sia innalzata progressivamente con l’avanzamento della realizzazione delle paratie e della galleria artificiale (pagina 4 della nota ARPAT). A nulla pare siano valsi neanche i pozzi drenanti realizzati su prescrizione dell’Osservatorio Ambientale e su pressioni del Comitato
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Se la violenza machista è di Stato

da Femminismo a Sud: Se la violenza machista è di Stato

942429_611430688890459_70131137_nLettera aperta a Laura Boldrini e alla ministra Kyenge sul caso di Marta Camposana, militante NoTav picchiata, “toccata” e insultata da poliziotti.

di Laura Corradi, Simonetta Crisci

Alla Presidente della Camera Laura Boldrini, alla ministra per l’Integrazione Cecile Kyenge.

Ci rivolgiamo a voi come donne delle istituzioni che hanno mostrato attenzione ai temi della discriminazione, della violenza e del sessismo, e sensibilità alle questioni della giustizia. Marta Camposana è una giovane che ha accolto l’invito del movimento No Tav in Val di Susa e il 19 luglio scorso ha dato voce alla sua protesta. Dal suo racconto apprendiamo che ha subito cariche della indiscriminate e violente operate dalla Polizia contro i/le manifestanti, di notte e in mezzo ai boschi; ha respirato lacrimogeni caricati con gas venefici; è stata fermata e picchiata violentemente; e mentre due poliziotti la stavano già portando via un terzo le ha tirato una manganellata in viso rompendole il labbro (sei punti esterni e due interni). Inoltre gli agenti le hanno palpeggiato il seno e l’hanno toccata in mezzo alle gambe. L’hanno insultata e le hanno sputato addosso. “Ho avuto paura di essere stuprata – ci ha dichiarato Marta al telefono – perché gli agenti erano tanti e intorno non vedevo altre persone che potessero sentirmi”. Questo non è avvenuto, ma la paura le è rimasta addosso. Più tardi, mentre il labbro le sanguinava, l’incontro con le poliziotte – che inizialmente le hanno fatto pensare di essere al sicuro – invece è stato umiliante: una ha sputato nella sua direzione e le ha detto “Sei una puttana lo sai vero che sei una puttana, ora con quella bocca lì non la fai più la puttana”. Frasi da maschi violenti pronunciate da donne che accettano di giocare il potere dato loro dalla divisa, riproducendo linguaggi da caserma e regole non scritte di dominazione, che sono illegali e illegittime ma profondamente radicate in una cultura machista della forza e della prepotenza, che non ha visto finora tentativi istituzionali mirati allo sradicamento.

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Con Marta, donna No Tav

Nella notte di venerdì 19 luglio, centinaia di uomini e donne No Tav cercano di avvicinarsi alle recinzioni che espropriano una parte della Val Susa: terra di boschi e lavande, terra che dovrebbe dare frutti, terra che uomini e donne hanno vissuto e rispettato. Terra di lotte partigiane, sentieri che hanno visto combattere, e vincere, contro i nazisti. Ma quella terra ora è deserto, ruspe che scavano e abbattono, recinti e check point, gas che avvelenano, con le popolazioni civili, i loro campi e le loro vigne.
Una terra strappata al presente in nome di un “progresso” che avvelena le vite delle donne e degli uomini, impegnato a distruggere i valori e la dignità delle comunità. Un salto indietro nella storia.
Venerdì 19 luglio uomini e donne No Tav si avvicinano nel buio per battere sulle reti e gridare: “mia nonna partigiana me l’ha insegnato, tagliare le reti non è reato”.

Qualcosa è accaduto, venerdì notte, in Val Susa. Centinaia di agenti, esercito armato e attrezzato per la guerra, hanno assalito quegli uomini e quelle donne armati di torce e limoni e bottiglie d’acqua. Hanno chiuso loro ogni via d’uscita e, novella Diaz, hanno operato una mattanza. I più giovani, come testimoniano gli anziani della valle, hanno cercato di proteggere una via d’uscita ai più deboli, consentendoli di arrampicarsi sulla montagna, fuori dai sentieri chiusi dalle “forze dell’ordine”. Hanno pagato un prezzo altissimo, 63 feriti, 2 fermati, 7 arrestati.
Una nostra amica, Marta, 33 anni, pisana, viene fermata, colpita alle spalle durante la fuga. La sua testimonianza racconta le manganellate alla schiena mentre è schiacciata per terra dagli scarponi di agenti di cui non riesce neanche a vedere il volto. La notte è satura di gas e lei non è protetta da maschere, a differenza degli agenti. La trascinano in due, uno le stringe il collo, dell’altro restano sul suo braccio le impronte livide della stretta. La trascinano mentre altri intervengono. Uno alza il manganello e le spacca la bocca (6 punti esterni, 2 interni), altri le palpeggiano il seno e il pube. E’ un coro di insulti, un gridare “puttana”. Sanguinante la portano dentro il cantiere, gli insulti e gli sputi continuano, ci sono i magistrati e anche una donna poliziotto che non porta conforto ma altri sputi e insulti e molestie verbali.
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[NOTUNNEL] Finalità di terrorismo

Chiomonte 29/07/2013

Il rumore del rotore dell’elicottero arrivava sino quassù a 1.500 msl e ha continuato a girare sulla Clarea sino alle 18 circa di oggi chiudendo così la giornata di caccia spasmodica alle armi nascoste e pronte a commettere reati gravissimi. Chissà quali corpi di reato associabili alla finalità di terrorismo si potevano individuare da quella quota.
La vicenda presenta aspetti gravissimi di attentato, si, MA alla democrazia. Specie perchè l’ordine viene impartito dopo le continue dichiarazioni paranoiche di un deputato passibile di reato di vilipendio e il supporto che da anni il suo partito fornisce a questa pantomima dell’opera considerata strategica.
Mai che si siano degnati di contestare anche sola una delle 150 ragioni per il NO o di sedersi e di dialogare con tecnici ed economisti: hanno deciso invece da due anni di militarizzare la Valle e poichè non sanno più come giustificare il loro fallimento (distruzione di boschi secolari per arrivare dopo due anni a forare 50 metri di montagna per il tunnel geognostico e scoprire che forse la natura delle rocce non può accettare l’uso di una talpa e intanto l’acqua esce a fiotti) con uno spreco di risorse economiche, decine di milioni, in questo tragico frangente di crisi.

Domani sera: Il Movimento NO TAV ha deciso per un Presidio in Piazza del Comune a Bussoleno alle ore 21 di martedì 30 luglio.

Ambientevalsusa

26 Luglio 2013

TUTTI A CHIOMONTE IL 27 LUGLIO 2013

Venite a Chiomonte, vedrete come sprecano i Vostri soldi e soffocano il Paese!
L’occasione non va persa, la marcia Giaglione-Chiomonte che si terrà nel pomeriggio del prossimo Sabato 27 luglio (partenza ore 14 dal campo sportivo di Giaglione) permetterà a tutti i cittadini italiani (e non) di osservare da vicino lo scempio ambientale, lo spreco di risorse e l’apparato militare che difende la truffa della Torino-Lyon.
Dalla viva voce di chi da anni partecipa alla lotta NO TAV potrete ascoltare la vera storia di questa truffa, comprendere quante vessazioni, illegalità e reprimende sono state messe in atto solo per capire se è possibile bucare le montagne, cosa che nessuno sa con certezza se avverrà e se Ë il vero obiettivo di questa enorme commedia allíitaliana.
Poche persone fuori dalla valle sanno che il cantiere di Clarea a Chiomonte è definito nei progetti “cunicolo geognostico” ovvero un sondaggio di studio, al fine di comprendere se e come sia eventualmente possibile realizzare il vero e proprio tunnel di base, quello di 57 chilometri bucando le Alpi. Insomma, procedono a passo di lumaca già per lo scavo di studio, dopo appena 200 metri hanno trovato acqua in quantità e problemi d’ogni sorta… ma il bello Ë che solo dopo 8000 metri di scavo potrebbero immaginare, si, solo immaginare, se il tunnel Tav sia potenzialmente realizzabile, almeno in teoria.
Potenzialmente, perchè nessuno ha la certezza che l’opera sia fattibile, quanto costerebbe la costruzione e la manutenzione, quando sarebbe completata (comunque a sentire i Francesi se tutto andasse a puntino non prima del 2040…). Un’incertezza tale che a qualcuno è venuto il dubbio circa la reale volontà di bucare. Anche perchè tutti, senza nessuna esclusione, sanno in anticipo di anni che l’eventuale opera sarebbe costosissima, inutile e potenzialmente pericolosa. Nel massiccio da bucare esistono infatti numerose vene di minerali radioattivi e anche grandi quantità d’acqua che andrebbero irrimediabilmente perse. Naturalmente nei progetti di LTF le criticità restano sottotraccia, ma c’è anche scritto che lo scavo intercetterebbe rocce amiantifere e che la temperatura nel centro della galleria potrebbe superare 45 gradi centigradi. Cosa non da poco visto che pare non si sia ancora trovato il modo per abbassare la temperatura in fase di esercizio del tunnel al di sotto dei limiti di legge.
E la gente continua ad opporsi. Vi pare strano? Propaganda martellante e grandi interessi sono elementi che condizionano la vicenda, ma il cittadino attento dovrebbe accorgersi che c’è un’altro fattore fuori misura: l’uso della forza, sproporzionato, utilizzata da anni per portare avanti quel poco di sondaggi così inutili per l’opera quanto basilari per la propaganda. Uso della forza e propaganda, due pilastri della vicenda TAV, che si sostengono a vicenda. A beneficiarne i burocrati che vivono a sbafo da anni grazie alla cortina di fumo e di parole. Parolai interessati, da non confondere con i fanfaroni grandi e piccoli della politica nazionale, regionale e locale che ad ogni occasione alzano il becco e starnazzano dandosi ragione reciprocamente. Gente con poca fantasia, che ripete da anni le stesse bugie: l’opera è essenziale, i No Tav sono criminali, i finanziamenti sono europei. Balle raccontate sperando di mantenere la poltroncina (e forse qualche prebenda).
Intanto le marce No Tav continuano. Ma Vi pare normale che centinaia di migliaia di persone sentano la necessit‡ di marciare da anni? Che non si stufino ma addirittura aumentino di numero? Fino a quando andranno avanti senza perdere la pazienza? Vi pare normale che i cantieri occupino terreni privati che non erano nel progetto originale? Che i tecnici comunali vengano denunciati per aver svolto il loro lavoro? Che le associazioni ambientaliste vengano querelate perchè presentano esposti? Che il TAR di Roma non emetta un verdetto, di qualsiasi tipo, di fronte agli esposti firmati da tutte le associazioni ambientaliste? Ma Vi pare normale che decine di esperti di università e politecnici www.presidioeuropa.net di tutto il Paese non riescano ad ottenere udienza presso i politici per spiegare le gravi criticità fin troppo evidenti, di questo progetto?
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Presidio contro il Tav

FIRENZE COMPLICE E SOLIDALE CON LA LOTTA NO TAV – MERCOLEDI’ 24 ORE 19 PRESIDIO

Venerdì notte in Val di Susa abbiamo assistito all’ennesima offensiva statale contro il fronte di resistenza popolare che da tempo lotta contro il progetto Tav.

La polizia ha dato vita ad una vera e propria caccia all’uomo nel bosco, sparando lacrimogeni ad altezza uomo e stringendo in una morsa i compagni e le compagne che stavano attaccando la rete. Nove sono stati i militanti fermati, di cui due rilasciati i quali denunciano una nottata di pestaggi, impedimenti a contattare gli avvocati e perfino molestie a sfondo sessuale. Sette compagni restano in attesa di conoscere il proprio futuro, detenuti presso il carcere delle Vallette a Torino. La brutalità e la violenza utilizzata dalle forze dell’ordine nel contrastare la presenza degli attivisti No Tav presso il cantiere militarizzato non è certo una novità.

Da troppo tempo Stato e grandi capitali tentano di imporre in Val Susa il proprio interesse a scapito dell’intera popolazione e del territorio a suon di manganelli e appalti mafiosi, a favore di un’opera che ormai ha ben pochi sostenitori! La gestione repressiva della valle si inserisce pienamente nel quadro della “emergenza crisi”, o meglio, all’interno della retorica emergenziale con cui il governo cerca di giustificare come legittimo per tutti un interesse particolare e di pochi. La ricetta del nuovo governo è la stessa di quello precedente: repressione brutale di ogni forma di dissenso o pratica conflittuale, correlata da montagne di denunce e/o provvedimenti restrittivi.

Riteniamo imprescindibile essere solidali con chi mette a repentaglio se stesso e decide di lottare contro il Tav, contro la speculazione, contro la repressione e la militarizzazione, contro la distruzione di un intero territorio. In segno di solidarietà ai compagni incarcerati e picchiati invitiamo tutti a partecipare al presidio Mercoledì 24 Luglio, ore 19, sotto la Prefettura in via Cavour.

Ennio, Luke, Marcello, Piero, Matthias, Gabriele, Alberto liberi subito!

Si parte e si torna insieme!

Collettivo Politico di scienze politiche,
Cpa Firenze Sud,
Partito comunista dei lavoratori,
Collettivo studentesco rivoluzionario,
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos,
Brigata di solidarietà attiva Toscana

per adesioni: colpol@inventati.org

No Tav, la denuncia dell’attivista pisana: “Manganellate, insulti e palpeggiamenti da parte delle forze dell’ordine”

http://www.notav.info/top/no-tav-la-denuncia-dellattivista-pisana-manganellate-insulti-e-palpeggiamenti-da-parte-delle-forze-dellordine/

conferenza stampa dei no tav a susa ---Alessandro Contaldo/Photonews---“Da quando mi hanno fermata a quando mi hanno portata all’interno del cantiere sono stati dieci minuti di follia. Ho ricevuto una manganellata in faccia, mi hanno toccata nelle parti intime e mi hanno insultata”. A parlare, durante la conferenza stampa organizzata dal movimento No Tav a Susa (Torino), è Marta Camposana, attivista pisana di 33 anni che è stata denunciata per resistenza.

“Le forze dell’ordine – ha raccontato – ci hanno chiusi con due cariche e bersagliati con una pioggia di lacrimogeni. Poi sono stata colpita da una manganellata alle spalle e trascinata a terra. Una volta nel cantiere ho detto che avevo bisogno di un medico, ma mi hanno nuovamente insultata e portata al pronto soccorso soltanto quattro ore dopo, alla fine delle procedure in questura, dove mi hanno denunciata solo perché avevo del Maalox e dei limoni per contrastare i lacrimogeni”.

“Gli arrestati della scorsa notte sono degli eroi”, ha sostenuto poi Nicoletta Dosio, portavoce del movimento No Tav, durante la conferenza stampa successiva agli scontri al cantiere di Chiomonte. ”Ero presente anche io – ha aggiunto – e le forze dell’ordine hanno sparato lacrimogeni ad altezza d’uomo anche sulla gente che defluiva. E’ stata usata violenza inaudita. Oggi siamo qui per dire basta”. Secondo Dosio, i pubblici ministeri Andrea Padalino e Antonio Rinaudo erano presenti all’interno del cantiere “soltanto per convalidare arresti già decisi”.

Lavori del nodo dell’alta velocita’ Firenze, da settembre secondo programma

(ANSA) – FIRENZE, 11 LUG - I lavori del nodo dell’alta velocita’ di Firenze potranno proseguire, secondo i tempi programmati, a partire da settembre 2013. La precisazione arriva da Rete ferroviaria italiana (gruppo FS). ”Le attivita’ – si legge in una nota – potranno comunque riprendere solo a conclusioni delle indagini della magistratura in relazione alle attivita’ di scavo con fresa della galleria del sottoattraversamento di Firenze. Per quanto riguarda i lavori di realizzazione della futura stazione Av, l’impresa appaltatrice si e’ impegnata a riprendere concretamente, sempre da settembre, la piena operativita’ dei cantieri”. Per gli interventi di mitigazioni ambientali della linea Firenze – Bologna, in relazione agli impegni assunti da Tav (gestiti oggi da Rfi) con l’Addendum 2002, Rete Ferroviaria Italiana precisa che ”sono state realizzate opere per 28,5 milioni di euro e sono stati versati contributi finanziari per 25,5 milioni di euro”. Il residuo pagamento (1,2 milioni di euro) e’ stato sospeso in relazione al ricorso promosso dalla Regione Toscana presso il Tar del Lazio – respinto in primo grado – contro Tav, Rfi, ministero dell’Ambiente, Cipe e per il quale la Regione ha promosso ricorso al Consiglio di Stato.

5 giorni di presidio alla Fortezza da Basso

Presidio alla Fortezza da Basso, nel giardino del lago dei cigni (lato viale Lavagnini) per dire NO ai tunnel TAV

Ore 19 aperitivo e spuntini

INVECE DEL TUNNEL TAV
TRASPORTI, RIFIUTI, URBANISTICA, LAVORO, ECONOMIA
ALTERNATIVE PER LA CITTÀ
Dal 17 al 21 giugno 2013
Presidio alla Fortezza da Basso,
nel giardino del lago dei cigni (lato viale Lavagnini) per dire
NO ai tunnel TAV
Ore 19 apertivo e spuntini
Ore 21 incontri pubblici:
  • 17 giugno La metamorfosi dei poteri  a Firenze e i suoi retroscena: un dialogo con Duccio Tronci, giornalista, autore di “Chi comanda Firenze”, Castelvecchi RX
  • 18 giugno Invece del business. Le alternative nei trasporti pubblici toscani: trasporto urbano e regionale su gomma, trasporto ferroviario, metropolitano. Alberto Ziparo, università di Firenze, Roberto Budini Gattai, università Firenze, Alessandro Nannini, cobas ATAF
  • 19 giugno La munnezza è oro? Parliamo di rifiuti, degli affari che ci sono dietro, dei rischi per la salute, delle alternative possibili. Con Valeria Nardi, coordinamento Comitati della Piana, un rappresentante dei lavoratori Cobas Quadrifoglio
  • 20 giugno La città di chi e per chi? Lo spazio urbano come luogo di libertà o di esclusione? A cura del gruppo “urbanistica” perunaltracittà
  • 21 giugno La crisi economica, la finanza speculativa, il debito e le grandi opere; dialogo con Elena Gerebizza, Re:Common

Perché un presidio alla Fortezza da Basso?
Il progetto folle del Passante TAV di Firenze è al momento bloccato dal sequestro, da parte della Magistratura, della fresa che avrebbe dovuto scavare i tunnel. Corruzione, infiltrazioni camorristiche, rischi ambientali enormi sono emersi dalle indagini in corso.
Il silenzio pare essere la cura migliore per ridare credibilità a questa grande opera inutile.Il silenzio dovrebbe far dimenticare un progetto vergognoso che dovrebbe essere semplicemente cancellato.L’oblio dei cittadini è la speranza di chi vuole realizzare l’assurdo scavo di Firenze.Per questo il Comitato che si oppone a questa ridicola opera cerca di rompere il muro di silenzio e sarà presente, in un luogo da cui dovrebbero passare i tunnel, con un punto informativo dal pomeriggio del 17 alla sera del 21 giugno 2013; dopo le 21 ci saranno incontri aperti alla discussione per dimostrare – se mai ce ne fosse ancora bisogno – che è possibile qualcosa di diverso da un sistema che tutela solo gli interessi di pochi gruppi politico/finanziari.