UN APPELLO A TUTTE LE PERSONE DI VOLONTA’ BUONA

CON PREGHIERA DI SOTTOSCRIZIONE E ULTERIORE DIFFUSIONE

La barbarie razzista in Italia cresce soprattutto perche’ vi sono forze politiche guidate da inquietanti demagoghi che la promuovono, e non pensano che la barbarie che per meschini ed ignobili calcoli suscitano ed alimentano produrra’ inevitabilmente violenza e disperazione, sofferenze crescenti a innumerevoli innocenti, e puo’ trarre a rovina il nostro paese come gia’ accadde con il fascismo (restano indimenticabili le riflessioni che Hannah Arendt svolse ne Le origini del totalitarismo).

Vi e’ un modo per sconfiggere la barbarie razzista che monta: riconoscere subito il diritto di voto a tutte le persone residenti nel nostro paese.

Innanzitutto il diritto di voto nelle elezioni amministrative: come proposto dall’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia che da anni ha predisposto un progetto di legge recante “Norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalita’”. E almeno sul diritto di voto per tutti i residenti nelle elezioni amministrative nessuna persona onesta e ragionevole puo’ aver nulla da obiettare.

Ebbene, almeno alla Camera dei Deputati, dove i parlamentari non razzisti sono ancora sicuramente la maggioranza, si porti immediatamente alla discussione e al voto il progetto di legge elaborato dall’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia e lo si approvi: sarebbe un atto di democrazia, di civilta’, di resistenza alla disumanita’.

Ma anche, e decisivamente, il diritto di voto nelle elezioni politiche: anni addietro con modifica costituzionale si riconobbe tale diritto anche ai discendenti di famiglie italiane che vivono in altri paesi del mondo, persone che talvolta non hanno mantenuto nessun concreto significativo legame con l’Italia e che talvolta pressoche’ tutto ignorano della reale situazione italiana odierna; ebbene, a maggior ragione tale diritto deve essere riconosciuto a tutti coloro che in Italia stabilmente vivono, in Italia lavorano e pagano le tasse, contribuiscono concretamente al benessere del nostro paese.

Chi scrive queste righe molti anni fa coordino’ per l’Italia una rilevante campagna di solidarieta’ con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano.

Sostenevo allora che l’apartheid non era un residuo del passato, ma un progetto per il futuro, per imporre la barbarie razzista sull’umanita’ intera; e quindi l’eroica lotta antirazzista dei nostri fratelli e delle nostre sorelle in Sudafrica stava difendendo anche la nostra liberta’, la nostra dignita’ umana, e pertanto non eravamo noi ad essere solidali con loro, ma loro che lottavano per difendere tutti noi, per l’umanita’ intera. Il regime dell’apartheid e’ stato sconfitto in Sudafrica, ma si sta imponendo in Europa. Aveva ben ragione Bertolt Brecht quando scriveva che i popoli del mondo avevano sconfitto il nazismo, ma il ventre di quella bestia era ancora fecondo.

La democrazia si difende con la democrazia, e il suo principio fondamentale e’ “una persona, un voto”.

A chi condivide queste considerazioni chiedo di sottoscrivere e diffondere la richiesta che il Parlamento italiano legiferi il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia, cosi’ come e’ scritto nell’”appello all’Italia civile” promosso da innumerevoli illustri personalita’, primi firmatari padre Alessandro Zanotelli e la partigiana e senatrice emerita Lidia Menapace, appello che testualmente recita:

“Un appello all’Italia civile: sia riconosciuto il diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia.

Il fondamento della democrazia e’ il principio “una persona, un voto”; l’Italia essendo una repubblica democratica non puo’ continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui.

Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all’Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.

Una persona, un voto. Il momento e’ ora”.

Per adesioni: centropacevt@gmail.com, crpviterbo@yahoo.it

Per dare notizia delle adesioni ai presidenti del Parlamento:

- on. Laura Boldrini, Presidente della Camera: laura.boldrini@camera.it

- on. Pietro Grasso, Presidente del Senato: pietro.grasso@senato.it

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Ogni vittima ha il volto di Abele.

Occorre opporsi alla barbarie razzista.

Occorre difendere la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani.

Una persona, un voto.

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo che coordina l’iniziativa dell’appello all’Italia civile “Una persona, un voto”, concludendo oggi un digiuno nonviolento

Viterbo, 20 luglio 2017

Mittente: “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: crpviterbo@yahoo.it, centropacevt@gmail.com

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L’ecologista Van der Bellen sconfigge l’estrema destra in Austria

Alexander Van der Bellen ha vinto di misura il secondo turno delle presidenziali in Austria, sconfiggendo il candidato dell’estrema destra Norbert Hofer con un vantaggio di soli 31mila voti. Determinanti sono stati i voti per corrispondenza che hanno portato Van der Bellen al 50,3 per cento dei consensi contro il 49,7 per cento di Hofer. Sono circa 900mila gli austriaci che hanno votato per corrispondenza, il 14 per cento dell’elettorato. Buono il dato sull’affluenza del secondo turno, 71,8 per cento, più alto rispetto al primo turno. Hofer ha riconosciuto la sconfitta su Facebook, dicendo di essere molto triste.

Chi è il nuovo presidente austriaco

Alexander Van der Bellen, 72 anni, ex leader dei Verdi, ex professore di economia, appassionato di letteratura russa, tirolese. È stato deputato dei Verdi per 18 anni, per undici anni è stato a capo del partito. Ha fatto uscire il partito dalla marginalità a cui era relegato e lo ha fatto diventare capace di sfidare i grandi partiti tradizionali come l’Spo (socialdemocratici) e i conservatori (Övp, cristiani). Sposato in seconde nozze da qualche mese con una militante dei Verdi, Van der Bellen è un uomo estremamente riservato e pacato. Non ha mai demonizzato l’avversario, né ha troppo sottolineato di essere il candidato appoggiato dalle élite europee.

La famiglia del nuovo presidente austriaco è di origine olandese, è emigrata dai Paesi Bassi verso la Russia nel settecento, quindi è fuggita dalla Russia verso l’Estonia nel 1917 dopo la rivoluzione bolscevica. Alexander è nato a Vienna, in Austria, da padre russo e madre estone nel 1944, ma considera le valli tirolesi, dove è cresciuto, la sua patria. Il suo slogan elettorale era “Patria”, con la foto dei ghiacciai tirolesi alle spalle. È stato votato soprattuto dalle donne, dalle minoranze, dagli intellettuali, dalle femministe, dagli ecologisti.

Il candidato austriaco ha fatto molti sforzi per dimostrare durante la campagna elettorale di essere un indipendente, lontano dai socialdemocratici al potere con un governo di coalizione. È stato accusato dai suoi avversari di essere “come un cocomero: verde fuori e rosso dentro”. Oppure un erede dei sessantottini o ancora “un socialista”. In realtà per anni all’interno del suo schieramento lo hanno accusato di essere troppo liberista sul piano economico.

“Piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin” alle Piagge

 

Alle 16 di domenica 20 marzo al Centro Sociale Il Pozzo

Inaugurazione di “Piazza Ilaria Alpi e Miran Hrovatin” alle Piagge

Alla ricerca di verità e giustizia nel ricordo dei giornalisti uccisi perché sapevano troppo

Un incontro organizzato dalla Comunità delle Piagge con Daniela Luchetta, Mariangela Gritta Greiner, SandraBonsanti, Alessandro Santoro, Ornella De Zordo e Cristiano Lucchi. Seguirà la rappresentazione di alcuni brani de “Lo Schifo” di Stefano Massini a cura della scuola Calenzano Teatro Formazione.

Nel giorno dell’anniversario della morte, a due settimane della riapertura del processo sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (il 6 aprile a Perugia) si inaugura alle Piagge la piazza a loro dedicata, un’intitolazione fortemente voluta dalla Comunità delle Piagge.

Dopo la cerimonia ufficiale di sabato 19 marzo alle 11, con la posa da parte del Comune di Firenze delle targhe nei luoghi della Comunità (la vecchia via Lombardia), domenica 20 marzo alle 16 si terrà un incontro pubblico dedicato dalla stessa Comunità delle Piagge al ricordo della figura dei due giornalisti Rai uccisi in Somalia. Un omicidio efferato commissionato molto probabilmente perché Ilaria e Miran avevano scoperto i rapporti perversi tra la Cooperazione governativa italiana e i signori della Guerra nel Corno d’Africa e consideravano del tutto normale, e non un atto di coraggio, continuare fare il proprio lavoro: cercare a tutti i costi la verità, senza badare ai rischi che hanno portato all’omicidio di Stato.

Perché non siamo ancora giunti ad una verità giudiziaria? Chi è che non la vuole? Perché è impossibile a 22 anni di distanza ottenere giustizia? Questi interrogativi saranno indagati da Daniela Luchetta della Fondazione Luchetta-Ota-D’Angelo-Hrovatin di Trieste; Mariangela Gritta Greiner, già presidente dell’associazione Ilaria Alpi; la giornalista esperta di segreti di Stato Sandra BonsantiOrnella De Zordo, che nel 2009 ha scritto e promosso la mozione approvata dal Consiglio comunale per l’intitolazione della Piazza e Alessandro Santoro e Cristiano Lucchi della Comunità delle Piagge e del giornale l’Altracittà.

Alle 18.00 gli allievi di Calenzano Teatro Formazione, coordinati dai docenti Massimiliano Paggetti e Silvia Frasson, leggeranno alcuni brani tratti da “Lo Schifo. Omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione” del drammaturgo Stefano Massini. Si tratta di una pièce teatrale con un testo duro e impietoso che ripercorre gli ultimi giorni di vita di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. È la giornalista stessa che narra in prima persona i suoi incontri e le sue sensazioni, fino a scoprire lo schifo degli affari che legano l’Italia alla Somalia, le inquietanti verità che hanno a che fare con il traffico illecito di armi e con il trasporto illegale di rifiuti tossici. Un mondo di corruzione che unisce la cooperazione italiana a quei rappresentanti del governo somalo, che dopo la morte del dittatore Siad Barre trasformarono la Somalia nel teatro di una guerra senza quartiere. Durante il pomeriggio sarà proiettato il video documentario “Saluti da Miran”sulla figura di Miran Hrovatin.

Comunità delle Piagge

http://www.comunitadellepiagge.it/

 

Entro il 20 Marzo


Partecipa alla raccolta di materiali
per aiutare le migliaia di persone
bloccate alle frontiere sulla “rotta dei balcani”
tutti i materiali raccolti saranno consegnati direttamente sul posto

COSA PORTARE

  • biancheria intima uomo donna e bambino (mutande, camiciole, calzini, reggiseni…)
  • Asciugamani
  • prodotti per l’igiene personale (saponi piccoli, shampoo, dentifrici, spazzolini…)
  • zaini o borse da viaggio
  • alimenti in scatola

eventuali offerte in denaro saranno impiegate per acquistare gli stessi generi raccolti

DOVE E QUANDO

FIRENZE

Circolo Lavoratori Porta al Prato,via delle Porte Nuove 33 Firenze
orario:
Dom. 13: 16-20
Dom. 20: 10-12
Lun-Ve: 18-20
Sab: 10-12 / 17-19

Centro sociale il Pozzo, v. Lombardia 1/p Firenze Tutti i gg.16-19 

Redazione Fuori Binario via del Leone 76 Firenze - Lun. Ven. dalle 15.00 ALLE 18.00